Archivio delle Categorie: CULTURA E COSTUME

Lettera di Frate Giovanni a frate Girolamo Marafioti, teologo dell’Ordine dei Minimi

Assennato confratello,
giungano a te le laudi per la sapienza ed il fervore con i quali plasmi le tue opere.
Durante l’inverno appena passato ho letto la tua monumentale opera: “Croniche et Antichità di Calabria” pubblicata a Padova nel 1601 appresso Lorenzo Pasquati.
Ne ho tratto la conclusione che in Calabria vivono persone di grande ingegno che però non hanno possibilità di raccogliere in loco i frutti del loro instancabile lavoro.
La nostra terra, inospitale come un intestino cieco, sembra infatti esser diventata colonia dei venditori di guazzabugli.
I mercanti di trivialità lasciano poco spazio a chi, come te, è colto e sapiente !
Qui, lontano dall’ecumene, sembrano destinati a trarre primeggio solo gli homini violenti et inepti.
Da poco si è conclusa la pugna per eleggere il nuovo priore del Monastero: si fronteggiavano, da almeno sei mesi, tre dissimili noveri.
Il primo era formato da un drappello di teneri novizi poco inclini alla bieca scaltrezza.
Pensavano, con giovanile candore, di dare nuova linfa al pensiero di Madre Chiesa rielaborando la vizza cosmologia.
Hanno tradotto dal latino l’opera di Nikolai Kopernik e sostenevano con arithmetica puntigliosità, che  il centro della terra non fosse il centro dell’universo ma solo il nucleo della massa terrestre.
In queste serate di avanzata primavera li ho sentiti discutere con garbata competenza di Giovanni Keplero, col quale intrattengono dotte corrispondenze, e del  suo “Misterium Cosmograficum”.
Non avevano niuna percezione di quanti siano gli homini mediocri, alii inexpctati, che con ogni mezzo tentano di  avversare virtute et conoscenza.
La seconda frotta avea come cardine  frate Bonomini Franco il quale, forte della sua arte, si è prodigato per richiamare in vita i defunti frammenti dell’antico  pensiero di Tolomeo, che  argomenta a favore dell’immobilitate della terra.
Dell’indiscussa maestria del nostro Leggi l’articolo completo

Da San Sosti.. un pensiero per Lucio Dalla

Di Giuseppe Grosso

Lineamenti storici sulla Chiesa

Di Cesare De Rosis

Alla cara, lieta e felice memoria della preside
Prof.ssa Filomena Nicoletti

Proemio

E’ noto a tutti che Spezzano Albanese (esemplare cittadina dell’Altopiano Calabro sorridente al mar Jonio che vide minacciose le galere di Ottone) coltiva con un ritmo che non conosce sosta una particolare “vocazione” mariana. Tre su quattro delle nostre chiese di culto sono dedicate alla Madre di Dio. Vi è, tuttavia, la consapevolezza che la vera devozione mariana non separa mai Maria dal mistero di Cristo e della Chiesa, tenendo conto che Lei è unita in modo ineffabile a Gesù e nella Chiesa occupa, dopo Cristo, il più alto posto e nel contempo più vicino a noi. Così, dunque, la spiritualità del Carmelo è espressione di delicata devozione verso la Vergine, ricca di copiosi frutti per il popolo cristiano, perché Maria è la migliore strada che conduce a Cristo e ogni incontro con Lei ineffabilmente si risolve in incontro con Cristo.

Gli appunti che seguono hanno uno scopo meramente divulgativo pertanto il carattere scientifico non avrebbe avuto alcun senso. Ho voluto puntare con estrema umiltà alla “brevitas et concinnitas” di ciceroniana memoria. Ma nello scrivere, come sempre, vi ho messo il cuore: un cuore che vuole essere intimamente unito a quello di Gesù; poiché il cuore di Cristo – ci ricorda papa Benedetto XVI – esprime in modo semplice e autentico la “Buona Novella” dell’amore, riassumendo in sé il mistero dell’Incarnazione e Redenzione. Ricorre quest’anno il 60° anniversario dall’elevazione della chiesa S. Maria del Carmine a  Parrocchia, ed è alla luce di ciò che nasce, con intento celebrativo, il presente breve saggio. Il primo paragrafo narra brevemente del Monte Carmelo, il secondo è quasi interamente del Leggi l’articolo completo

La Lira nel 150° anniversario dall’Unità d’Italia.

Di Cesare De Rosis

Se c’è ancora qualcuno che custodisce gelosamente le vecchie lire e vuole continuare a tenerle per sé come ricordo sarà probabilmente contento. Ma se c’è invece qualche ritardatario cronico che sperava di avere ancora tempo per convertire in euro la nostra amata lira, allora dovrà ricredersi e togliersi dalla mente ogni possibile pensiero al riguardo. Ennesima delusione. Sì, perché la manovra varata dal governo Monti va a colpire anche il nostro vecchio e tanto rimpianto conio. Con la manovra Monti gli italiani hanno dato l’addio definitivo a monete e banconote in lire. Lo dispone l’articolo 26 del decreto legge 201 (entrato in vigore il 6 dicembre), che ha sancito la prescrizione con decorrenza immediata delle vecchie lire ancora conservate nel nostro Paese. Secondo le prime stime, sarebbero quasi 300 milioni le banconote (2500miliardi del vecchio conio) non convertite in euro e che ora rappresentano un ingente tesoretto per il governo. È venuta meno, dunque, la possibilità garantita precedentemente di cambio fino al termine stabilito del 29 febbraio 2012, presso le filiali territoriali della Banca d’Italia. Insomma a contribuire per salvare l’Italia dalla crisi ci ha pensato pure la vecchia moneta. L’ultima buona azione della moneta che ha accompagnato gli italiani per decenni sarà quella di Leggi l’articolo completo

Per una Rinascita della “politica cristiana”

Di Cesare De Rosis

«A volte ci si è adoperati perché la presenza dei cristiani nel sociale, nella politica o nell’economia risultasse più incisiva, e forse non ci si è altrettanto preoccupati della solidità della loro fede, quasi fosse un dato acquisito una volta per tutte». Lo ha affermato il Papa Benedetto XVI parlando nella Sala Clementina ai partecipanti all’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici sul tema «La questione di Dio oggi» il 25 novembre 2011. Concetti analoghi il papa li ha già espressi in altre circostanze. In Italia serve una “nuova generazione” di politici cattolici, che abbiano “rigore morale” e “competenza”. Lo ha sottolineato con forza durante la messa celebrata a Cagliari, sul sagrato del santuario di Nostra Signora di Bonaria. Nell’omelia il Papa ha esortato la Leggi l’articolo completo

Lettera di Frate Giovanni a Fratre Umile da Bisignano

Umile fratello,
Dio solo sa quante volte abbia rivolto a te il pensiero nelle temperate giornate di questo fine autunno, mentre da mane a vespero raccoglievo, orando, le olive nel parvo uliveto del Monastero.
Ti immaginavo impegnato nel dissodare glebe aride per trasformarle in zolle ubertose di Paradiso.
Niuno meglio di te conosce la fatica di quanti lavorano la terra  alle pendici di monte Mula.
Gli ulivi che vegetano in questo angolo remoto di Calabria, d’inverno resistono a temperature rigide e i loro frutti, mondi da insetti, generano un prezioso unguento. Le drupe sono però piccole, quasi senza polpa e per cavarne un barile di olio, occorre raccoglierne più di cinque tomoli.
Umile amico, in questo luogo noto una miracolosa similitudine tra la natura e l’indole di chi lo abita. Le coltivazioni esistenti, che potrebbero generare ricchezza, sono trascurate, hanno i tratti irregolari e non lasciano presagire, a chi dovesse avventurarsi per queste terre, che mano d’uomo si sia mai posata su di esse.  Malgrado ciò, gli alberi continuano a dare copiosi frutti ed anche, come nel caso degli ulivi, di ottima qualità. Qualcosa di analogo è profuso nel carattere della paupera gens indigena che, pur maltrattata, continua a vivere in modo probo ed onesto.
Cotidie Leggi l’articolo completo

LE RELIQUIE DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II A ROSSANO.

Di Cesare De Rosis

A Rossano sono arrivate le reliquie del beato papa Giovanni Paolo II che sono state sistemate nella cappella della navata sinistra della Cattedrale  martedì 1 novembre 2011, solennità di Tutti i Santi e festa onomastica del nostro padre  dall’Arcivescovo mons. Santo Marcianò. Il presule alle ore 16.30 ha dato inizio alla Santa Messa.

Al termine della celebrazione, appunto, sono state collocate in Cattedrale due reliquie del Leggi l’articolo completo

La Sedes Sapientiae di Tino da Camaino: un esempio delle sue derivazioni.

Di Cesare De Rosis

I moderni mezzi informatici ci permettono, senza dubbio, di darci una risposta ad alcuni interrogativi effettuando alcune ricerche in poco tempo. Il frutto della ricerca mediante l’internet ovviamente non può mai dirsi esaustivo per realizzare un lavoro con criteri scientifici se poi non si approfondisce l’argomento col materiale librario o, se trattasi di ricerca storica, con le fonti archivistiche.
Questo preambolo, per evidenziare che, mentre effettuavo una ricerca, mi è capitato di rintracciare un’immagine di Madonna col Bambino del XV secolo molto interessante che si conserva a Teramo. Il presente contributo è un ulteriore tassello, anche se a latere, circa un discorso che ho condotto sulla Madonna delle Grazie di Spezzano Albanese.
Agli albori della mia ricerca fui tentato, per svariate ragioni, di accostare la Madonna di Spezzano alla Sedes Sapientiae di Tino da Camaino[1]. A studio più approfondito, tale apparentamento è oggi da ritenersi meno probabile  malgrado alcuni innegabili tratti iconografici comuni alle due opere. Nella Madonna di Tino si notano Leggi l’articolo completo

TRENI IN TRANSITO

di Francesco Capalbo

Sono sempre più ricorrenti, a proposito dei PISL (progetti integrati di sviluppo locale), gli inviti affinché i politici della Valle dell’Esaro non permettano che si perdano altri treni.
L’immagine del treno che passa veloce per le malandate stazioni di questa nostra forra selvaggia, lasciando a terra in maniera indistinta tutti i passeggeri, è in realtà una metafora abusata che non restituisce il vero senso delle dinamiche che si sono aggomitolate nel corso degli anni.
Dal dopoguerra in poi per le stazioni della nostra trascurata gola sono transitati parecchi treni: alcuni avevano i vagoni fiammanti che sembravano quelli dell’Orient Express ma solo pochi ingordi passeggeri hanno trovato posto sopra di essi.
In molti, pur pagando regolarmente il biglietto, sono rimasti col culo per terra, ingurgitando solo il vortice di polvere che i convogli ferroviari son soliti lasciare.
Nella Valle dell’Alto Esaro negli anni novanta sono stati stanziati per un fantomatico parco naturalistico ed archeologico, solamente cinque miliardi di vecchie lire!
Non è chiaro percepire a tutt’oggi quali ricadute questo Continua a leggere su Mille storie, mille memorie

In corpore sano

di Francesco Capalbo

Gli anni sessanta rappresentarono per San Sosti un momento di rottura del granitico blocco conservatore che lo aveva ininterrottamente governato dal periodo fascista in poi.
Mentre l’emigrazione svuotava il paese e si avvertivano i riverberi di avvenimenti lontani (le lotte operaie nelle fabbriche del Nord, la contestazione giovanile), in paese nacquero le prime sezioni dei partiti di opposizione ed anche nella stessa Democrazia Cristiana, partito egemone, si fecero finalmente strada idee coerenti con i valori del solidarismo cristiano.
Le avvisaglie del cambiamento si palesarono in tante iniziative ora percepite come piccole, ma che nel contesto di allora dovettero continua a leggere su Mille storie, mille memorie