Archivi delle etichette: Spezzano Albanese

Lineamenti storici sulla Chiesa

Di Cesare De Rosis

Alla cara, lieta e felice memoria della preside
Prof.ssa Filomena Nicoletti

Proemio

E’ noto a tutti che Spezzano Albanese (esemplare cittadina dell’Altopiano Calabro sorridente al mar Jonio che vide minacciose le galere di Ottone) coltiva con un ritmo che non conosce sosta una particolare “vocazione” mariana. Tre su quattro delle nostre chiese di culto sono dedicate alla Madre di Dio. Vi è, tuttavia, la consapevolezza che la vera devozione mariana non separa mai Maria dal mistero di Cristo e della Chiesa, tenendo conto che Lei è unita in modo ineffabile a Gesù e nella Chiesa occupa, dopo Cristo, il più alto posto e nel contempo più vicino a noi. Così, dunque, la spiritualità del Carmelo è espressione di delicata devozione verso la Vergine, ricca di copiosi frutti per il popolo cristiano, perché Maria è la migliore strada che conduce a Cristo e ogni incontro con Lei ineffabilmente si risolve in incontro con Cristo.

Gli appunti che seguono hanno uno scopo meramente divulgativo pertanto il carattere scientifico non avrebbe avuto alcun senso. Ho voluto puntare con estrema umiltà alla “brevitas et concinnitas” di ciceroniana memoria. Ma nello scrivere, come sempre, vi ho messo il cuore: un cuore che vuole essere intimamente unito a quello di Gesù; poiché il cuore di Cristo – ci ricorda papa Benedetto XVI – esprime in modo semplice e autentico la “Buona Novella” dell’amore, riassumendo in sé il mistero dell’Incarnazione e Redenzione. Ricorre quest’anno il 60° anniversario dall’elevazione della chiesa S. Maria del Carmine a  Parrocchia, ed è alla luce di ciò che nasce, con intento celebrativo, il presente breve saggio. Il primo paragrafo narra brevemente del Monte Carmelo, il secondo è quasi interamente del Leggi l’articolo completo

IL RUOLO DEI CATTOLICI DAL RISORGIMENTO AD OGGI*

Di Cesare De Rosis

Relazione letta nel Convegno di studi sul tema “Il sud e l’Unità d’Italia” tenutosi il  30/4/2011 presso la Biblioteca comunale di Spezzano Albanese.

Pio IX

Il processo dell’unificazione politica dell’Italia – iniziato nel 1859 con quella che fu chiamata la “seconda guerra d’indipendenza”, con l’annessione della Lombardia al Regno sabaudo, e concluso nel 1918 con “grande guerra” e l’annessione del Trentino e della Venezia Giulia – ha trovato nel Cattolicesimo italiano contemporaneamente un ostacolo politico (l’esistenza del millenario “Stato pontificio” a Roma e nel centro della penisola) ed un vitale apporto di principi e di valori. A cominciare dai valori fondanti del Leggi l’articolo completo

UN MONTEPULCIANO CON PIO IX

Di Cesare De Rosis

E’ in corso di stampa un volume sull’Unità d’Italia sotto la microstoria del nostro territorio e il suo hinterland dal titolo: “Spezzano Albanese per l’Unità d’Italia”.  A questo volumetto, che va a colmare – grazie al contributo di Francesco Marchianò – un vuoto della nostra storia locale, ho dato un modestissimo contributo curandone gli aspetti introduttivi a mò di prefazione senza sviluppare, per ragioni di spazio in primis, alcune note che mi stavano a cuore. Essendo, poi, un lavoro d’equipe sarebbe stato di poco gusto caratterizzare l’elaborato con idee non da tutti condivise. Ad aiutare questa mia breve riflessione viene incontro un una lettera pubblicata sul quotidiano “Avvenire” il 19 settembre 2010 a firma di Simone Baroncia.

Ricorrono i 140 anni della “presa di Roma”. E’ vero che la Leggi l’articolo completo

Ringraziamenti

Di Pasquale Ranuio

A cose fatte spero di non annoiare nessuno se mi permetto di rivolgere un ringraziamento a tutte le persone che hanno lavorato alacremente per la splendida serata dell’otto agosto. E’ stata la serata conclusiva del primo festival internazionale itinerante del folclore, dopo aver toccato i comuni di Fagnano, Saracena, Spezzano e Morano, San Sosti ha concluso i lavori. E’ stata per tutti una giornata splendida, esempio di cooperazione tra tante persone che gratuitamente si sono messi a lavoro per la buona riuscita della manifestazione. I gruppi sono giunti intorno alle ore 09;30, dopo una pausa caffe’, offerta dal gestore del bar “IL BILIARDO”, con tanto di pasticcini fatti in casa, la comitiva si e’ spostata nella piazzetta del Carmine per poi con una breve processione e’ giunta nella chiesa madre di Santa Caterina. Dopo la messa il nostro parroco ha chiesto ai gruppi di esibirsi in danze Leggi l’articolo completo

1558: i casali albanesi in fiamme!

Di Francesco Marchianò

“Abbrusciate li casali!”, sarà stato l’ordine impartito dal Marchese Pignatelli di Cerchiara agli ufficiali comandanti la soldataglia spagnola un giorno del 1558 ottemperando alle direttive di D. Parafan de Ribera, che non dormiva sonni tranquilli dal giorno del suo insediamento come nuovo viceré di Napoli: invasione di locuste, terremoti in Puglia e Basilicata, epidemie, incursioni barbaresche, imposizione di tasse e, ancora peggio, movimenti ereticali e banditismo da reprimere nella Calabria citeriore[i].
La cattolicissima Spagna, con la pace di Cateau-Cambrésis (1559), aveva ormai consolidato il proprio predominio su tutta l’Italia trovando un potente alleato nella Chiesa che, dopo il Concilio di Trento, aveva dato pieni poteri al suo braccio armato, la terribile Santa Inquisizione, di perseguitare movimenti ereticali e di ribellione antispagnola. 
In questi complessi scenari si inseriscono le vicende poco note dei piccoli casali arbëreshë di Lungro, Acquaformosa, Mongrassano[ii] e San Sosti Leggi l’articolo completo

Sulla Via Crucis settecentesca di Spezzano Albanese.

Di G. Cesare De Rosis

VIA CRUCIS SETTECENTESCA
SE IL MIO SIGNOR DILETTO… TOMBA CHE CHIUDI IN SENO
PROBLEMA SULL’ATTRIBUZIONE.

Un problema ancora aperto, anche se non molto preso in considerazione, è l’attribuzione del testo della nota Via Crucis settecentesca che in molti assegnano a Pietro Metastasio.
Oggi ciò appare lontano dalla verità per le ragioni che ora andiamo a delineare, nonostante il beneficio del dubbio possa sempre risultare legittimo rendendo la matassa più intricata di quanto lo sia.
Lo scrivente stesso, alcuni anni fa, riteneva solo probabile questa attribuzione poiché molte antologie, si direbbe quasi tutte quelle più recenti, non ne fanno alcuna menzione. Commentando l’itinerario quaresimale della comunità di Spezzano Albanese Leggi l’articolo completo

Presenze albanesi a San Sosti

Di Francesco Marchianò

Una lunga tradizione storiografica ha tramandato finora, ed alimentato, una visione romantica e idealizzata degli Albanesi emigrati verso le sponde dell’Italia meridionale dove, invece, si presentarono come avventurieri senza terra e senza bandiera, come clan dediti alla rapina ed al nomadismo, costretti poi dai signori locali a stabilirsi nei casali e a seguire le leggi locali.[i]
Recenti studi hanno sfatato, per fortuna, la mitizzazione creata nei secoli ad usum Delphini, che faceva passare i profughi albanesi come degli struggenti eroi sognanti la patria perduta, degli sventurati sfuggiti al giogo turco e sbarcati nel porto di Sibari (?), o come milizie di un (forse) inesistente Demetrio Reres  oppure come degli sfollati privilegiati da Corone e Modone (in Morea), imbarcati sulle navi di Andrea Doria e poi resi nobili da Carlo V al loro arrivo nei lidi italiani! [ii]
Tra la fine del basso medioevo e gli inizi del XVI sec., in tutta Leggi l’articolo completo