Mens sana in corpore sano

E’ indubbio come una sana pratica sportiva fatta con naturalezza, come acqua che sgorga dalla fonte, rigenera mente e corpo. C’è chi, preso da impegni quotidiani, ne ha solo memoria come qualcosa di molto lontano che fa risalire i suoi ricordi alla giovinezza quando spensierato riusciva a divertirsi come non sa più fare. Adesso anche se questi sono troppo nostalgici per un attimo trova quel benessere antico. Quei luoghi sono lontani ma l’associazione di quando correva e giocava con gli amici senza pensieri è ancora forte e presente. Collegare lo sport a quei giochi spensierati, farsi l’idea che questo è solo un gioco per ragazzi e che un adulto non può più permettersi di giocare come un ragazzo, non deve essere accettata come una cosa giusta. Tutto ciò che di sacrosanto esiste, merita forte rispetto e responsabilità. Guai a trascurare le cose più necessarie come l’amore dei propri cari, il sostentamento della famiglia, la serietà dei rapporti sul lavoro e della vita personale. Se da una parte non si deve trascurare quello che è prioritario, dall’altra non si deve uccidere ogni slancio di tenerezza e di giovialità che matura dentro di noi. Gli schemi non devono essere considerati come le linee guida di quello che si deve fare. Non vi è peggiore modo di prendere la vita come il volere considerare alcune manifestazioni ormai superate e adatte solo ai bambini. L’errore più grande che si possa commettere è proprio quello di sentirsi adulti per fare certe cose. Con il passare degli anni si perde sempre più in elasticità per una fisiologica involuzione. Se a questa naturale condizione organica si aggiunge anche l’annientamento sul nascere di quel filo di entusiasmo che qualche volta si avverte dentro è veramente l’inizio della fine, la tomba della vita. L’esistenza, al contrario, è una cosa bellissima, la gioia di vivere non va mai soppressa e quando la sentiamo dentro di noi come qualcosa di positivo che vuole uscire non dobbiamo fare niente per impedire che questo avvenga. Se un bel mattino avvertiamo forte la nostalgia di camminare all’aperto o correre in mezzo ai boschi dobbiamo esaudire questo nostro desiderio, abbandonarci a questa coinvolgente spinta e andare dove saremmo andati da bambini. Allontanare dalla mente l’idea perversa che un adulto non può più gioire come faceva un tempo, è la prima importante necessaria rimozione. Farsi guidare da ciò che di positivo esplode dentro di noi è la seconda cosa saggia si possa fare nella vita. Mettersi in contrapposizione ad ogni sorta di luogo comune, specialmente quando questo va a cozzare contro i sentimenti e gli interessi nostri e della società è sempre cosa giusta da fare. Trovare piacere e solidarietà insieme agli altri, avere del tempo a disposizione ed impiegarlo bene è la massima interpretazione della vita. Godere di buona salute è l’aspirazione di tutti così come ogni attività che consente il mantenimento del nostro stato di salute è un sicuro universale investimento. Ed ecco che un’idea chiara si fa luce nella mente: la dimostrazione di come qualcosa, erroneamente considerata da qualcuno una perdita di tempo e di denaro, come d’incanto si rivela una sorgente di entrambi ed alla fine ci colloca in una dimensione ideale di massimo agio e gradevolezza nel cui contesto si è obbligati a ringraziare Dio per essere nati e per averci fatto quel regalo più bello che è la vita.

Antonio Vigna

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