Elezioni comunali 2009: eleviamo il tono con la partecipazione

Le pagine di questo giornale interattivo mi offrono l’opportunità e mi stimolano ad esternare alcune considerazioni che, credo, ogni cittadino che nutre amore per il proprio paese dovrebbe esprimere, offrendo così un contributo al dibattito. Sono fermamente convinto che si possa elevare il tono solo con la partecipazione. Il prossimo anno i cittadini di San Sosti saranno chiamati ad eleggere i protagonisti di quella che dovrebbe essere l’Amministrazione comunale per i prossimi cinque anni. Per questo appuntamento si avverte già chiaramente una strana agitazione che va oltre ogni logica ed ha ragione l’ anonimo cittadino quando afferma che ad amministrazioni così “attenzionate” non corrispondono adeguate condotte amministrative. Io credo che quando l’argomento è di continua discussione le ragioni siano di due tipi: o che la gestione della cosa pubblica sia ottima, oculata e sensibile alle aspettative generali, tanto da suggerire temi e confronti, oppure che le cose vadano davvero male e siamo proprio in una situazione disastrosa; mi sembra evidente che le ragioni siano certamente da ricercare tutte in questa seconda ipotesi. Del resto tutti gli indicatori ne legittimano le evidenze e ci presentano una comunità dai record, solo negativi. E’ inutile negarlo, viene consegnato un paese collassato, sfiduciato, incapace di reagire; i dati obiettivi sono tali da far tremare i prossimi amministratori, ai quali non basterà solo “rimboccarsi le maniche”, ma anche e soprattutto raccomandarsi con il Padreterno. Questa visione pessimistica non deriva solo dalla mancata realizzazione di opere o dalle voragini di bilancio che, pure legittimano molte preoccupazioni, ma da alcune certezze che purtroppo esprimono in modo chiaro e preciso la realtà. Allo stato attuale non pare sia “conveniente vivere a san Sosti” e nemmeno che San Sosti sia “luogo di opportunità”. Purtroppo solo pochissime giovani coppie decidono di vivere a San Sosti e per molti il desiderio di restare deve lasciare il posto alla amarezza ed alla considerazione che “è meglio andare via” perchè si percepisce sempre più diffusamente la paura e l’incertezza per il futuro sempre più meno roseo; i dati sull’occupazione sono drammatici e quei settori che avrebbero potuto offrire qualche sollievo provocano solo disperazione e sconforto; gli esercenti vedono ridursi gli incassi ed i pochi imprenditori hanno scarsa fiducia nei loro investimenti. In tanti anni, il turismo, la principale risorsa del paese, soprattutto quello storico religioso, non ha prodotto nulla di positivo per i giovani, la struttura turistico-ricettiva comunale “Kiniskos” è stata solo un’amara illusione e, paradossalmente, un danno per l’Ente. Pure la storia, la tradizione, la cultura, la stessa identità locale sono state barattate in cambio di “quattro danari” con il solo scopo di aiutare un bilancio già asfittico e disastroso. Lo spostamento della Fiera, se almeno avesse prodotto qualche segno di risveglio per l’economia locale sarebbe stata una scelta legittima e giustificabile. Ma non è stato così! Nessuno, proprio nessuno potrà mai dire il contrario. Lo sviluppo si programma, con azioni mirate, pensate e che siano in armonia con le peculiarità del territorio! Quella che doveva essere uno dei cardini dell’azione amministrativa, la formazione professionale, perché poteva da sola dare respiro all’occupazione giovanile , è stata invece solo citata formalmente nel programma amministrativo senza che mai fosse stato prodotto un solo atto per renderla operativa; infatti non è mai stato chiesto l’accreditamento di una sede, elemento indispensabile per fare attività di formazione; il turismo storico religioso, il “Kiniskos”, il Museo(sempre se ne annuncia l’apertura), il Cinema Comunale e la stessa Fiera potevano e dovevano rappresentare reali veicoli di sviluppo per una economia a chiara vocazione turistica… E l’elenco potrebbe continuare….-

Auguriamoci che i futuri amministratori, chiunque essi siano, sappiano tener conto di questo aspetto.

Spesso nei discorsi politici svolti tra persone comuni si leva la richiesta di nuovi volti per la gestione della cosa pubblica, in particolare si lamenta la disaffezione dei giovani verso la politica. Non so se in questo momento ciò sia vero; quel che conta, carissimi giovani sansostesi è che questa volta prendiate coscienza della gravità dei problemi che affliggono San Sosti, che non è più tempo di rinvii, ma di impegno serio e partecipazione attiva per fare in modo che incominci una nuova primavera con regole nuove e di buon governo. San Sosti ha assoluto bisogno delle vostre idee, del vostro entusiasmo e della vostra cultura, sicuramente non statica ma dinamica, pronta a confrontarsi perché il Comune possa diventare uno strumento di partecipazione democratica.

Luigi Fiore

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Una risposta a “Elezioni comunali 2009: eleviamo il tono con la partecipazione

  1. NIENTE PAURA

    Tentiamo di guardare le cose da una prospettiva migliore: 1)in questo momento storico “non è conveniente” in generale vivere in Italia 2)le incertezze per il futuro,la disoccupazione,la mancanza di progresso nei settori più disparati,la chiusara obbligata delle attività commerciali,la mancanza di investimenti sul futuro dei giovani sono piaghe che colpiscono tutta l’Italia 3)di gente che promette e non mantiene ce nè in tutta Italia 4)di opere o attività iniziate e mai portate a conclusione non ne parliamo(il ponte sullo stretto sarà una di quelle) 5)per quanto riguarda nello specifico il Museo noi altri cittadini siamo fortunati se pensiamo a quei giovani che in quel museo avevano investito energie,lavoro,tempo,speranze(e queste persone sono note) 6)da noi c’è problema che nessuno vuole rimanere e tutti fuggono via , l’Italia ha il problema inverso:ogni giorno “visitatori” sbarcano sulle coste Siciliane e Calabresi su ridenti gommoni ma l’Italia non li vuole…..nel complesso siamo messi bene.

    “Apparte che ho ancora il vomito per quello che riescono a dire, non so se son peggio le balle oppure le facce che riescono a fare”

    Elio

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