ORANGE – AZZURRI… tre a zero

In un clima di grande festa ed entusiasmo per il ritorno in campo dei campioni del mondo nel torneo internazione del vecchio continente, debutto peggiore non poteva esserci. Favoritissimi anche sul piano psicologico per un palmeras tanto invidiato dalle altre nazioni, eravamo tutti convinti di fare risultato pieno: l’ Olanda non vince contro l’Italia da oltre tenta anni. Ed eccoci qua a commentare l’ennesima delusione tutta made in Italy…
In uno stadio per tre quarti orange e per il resto azzurro, oggi tanto sbiadito, il tifo olandese cresce ogni minuto che passa. La difesa, tutta da inventare per via dell’infortunio di capitan-Cannavaro, è il reparto più disastrato. L’Olanda trafigge il nostro reparto arretrato come un bimbo che mette le mani nella marmellata. È di Van Nistelrooy la prima occasione che portandosi davanti al formidabile Buffon è costretto all’errore. Il portierone azzurro sembra il migliore dei nostri. Peccato non possa fare nulla quando successivamente ad una mischia in area, un tiro da fuori viene sfruttato al meglio da Van Nistelrooy. Ed è 1- 0. La sensazione immediata è che questo gol possa rompere gli indugi e l’emozione dell’esordio, ma gli azzurri questa sera “sono rimasti negli spogliatoi”. L’Olanda ha il pallino del gioco dall’inizio alla fine e del centrocampo azzurro, tutto milanista, ne fa quello che vuole. Pirlo, nella sua versione peggiore e, per giunta, con marcatura a uomo altamente limitante per un regista di gioco, è affiancato da un Gattuso che non somiglia neppure un po’ al grandissimo giocatore corteggiatissimo dai più prestigiosi club d’Europa (Bayer di Monaco su tutte). In tutto ciò spicca un Ambrosini molto volenteroso. Poi sull’attacco si ottengono risposte a tanti perchè: a coloro che si fossero chiesti perchè Di Natale non giochi in un grande club italiano e tanto meno europeo; se Camoranesi possa essere considerato uno dei punti di forza della squadra. Indiscussi il valore e la insostituibilità di Luca Toni anche se stasera messo in ombra da una attentissima difesa.
Lo svantaggio azzurro di una rete dura pochi minuti perché l’Olanda, ripartendo in contropiede, fa molto male: in tre passaggi mette nelle condizioni Sneijder di battere Buffon per la seconda volta. Gol bellissimo. Squadre negli spogliatoi.
Chi di voi non ha pensato ad una grandissima ripresa azzurra? Nel ribaltamento del risultato? In una grande riscossa di Donadoni magari facendo entrare i grandi del nostro calcio: CASSANO, DEL PIERO?
Niente di tutto ciò. La squadra è la stessa, il gioco pure. I nuovi innesti, quando entrano, danno vigore alla manovra azzurra ma la sensazione è che sia troppo tardi. Fabio Grosso spinge alla grande sulla fascia. Con Del Piero e Cassano le cose migliorano, ma è un assedio stile fuoco di paglia. Gli azzurri subiscono il terzo gol in contropiede e tutti a casa (32’st G.van Bronckhorst).
Considerando i postumi di una vittoria mondiale in Spagna82, epoca in cui l’Italia non riuscì ad essere tra le 16 squadri partecipanti alla fase finale dell’ europeo di allora, diciamo che le cose sono andate meglio, però se abbiamo deciso di giocarcela, facciamolo da campioni del mondo.

Aldo Maria Rosignuolo

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