COMMENTO ALL’ARTICOLO di Francesco Capalbo “Le parole sono pietre”

Ho letto con vivo interesse, anche se con ritardo, le proposte sul P.S.C. di San Sosti del consigliere comunale Capalbo, proposte che, anche se trite e ritrite, in gran parte condivido.
A detta dell’autore sono state formulate nel mese di novembre 2006, ma ritengo siano già state contraddette dall’operato, o dalla negligenza, della maggioranza consiliare della quale il consigliere Capalbo è parte integrante.
Mi riferisco, per citarne solo qualcuna, alla zona del Pettoruto, che arbitrariamente ed in difformità al vigente strumento urbanistico è stata di fatto trasformata in zona “sanitaria”, oppure all’insediamento della zona fieristica, con la costruzione di padiglioni annessi, attuata senza alcuna variante al Programma di Fabbricazione in corso.
Cosicché mentre ci si richiama ad un democratico dibattito e ad un confronto popolare che possa condurre verso una nuova programmazione urbanistica condivisa, di fatto sono disattese le più elementari norme, anche di buon senso, che impongono il ricorso all’ufficio della variante ogni qualvolta si vogliono favorire interventi non previsti dallo strumento di pianificazione.
Solo la variante, infatti, passando attraverso il riesame dell’assise consiliare è legittimata a promuovere cambiamenti di destinazione urbanistica e non già un mero provvedimento della giunta o, ancor peggio, di qualche assessore o del sindaco.
In merito, poi alle esternazioni improvvisate circa le “violette marzoline” dello stesso consigliere, il quale ritiene di potersi permettere valutazioni critiche su qualsivoglia disciplina come se fosse Prof. pluridecorato, multidisciplinare ed onnisciente, mi risparmio ogni commento, non per timore di scontrarmi con lui ma perché ritengo che meriti una risposta adeguata solo chi sull’argomento vale almeno “sei” ….. E non mi pare che in questo caso ci siano i presupposti.
Al consigliere in questione posso solo augurare, oltre che continuare con lo stesso impegno il percorso politico intrapreso, di fare l’amministratore più accorto e attento in questo scorcio di legislatura che gli resta, tenendo però presente una massima che gli sia categorica: “I politici son come i pannolini… vanno cambiati spesso e per lo stesso motivo”.

Tommaso Malfona

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