Welcome to San Sosti

Il concetto di amore per la propria terra può essere molto ampio. Si può amare la propria terra perché è qui che si è nati e cresciuti. La si può amare perché è grazie ad essa che si è fatta carriera arrampicandosi nella fitta rete di parentele e favoritismi, o perché è qui che si hanno tutti i propri averi case, terreni ecc o perché in generale ci ha dato tanto… e la si può amare perché per essa ci si mette in gioco al fine di renderla migliore di come la si è trovata. Ognuno “ama” a proprio modo in base alla propria “sensibilità”. Ma mi permetto di dire che la forma più nobile di amore per la propria terra è quella che ci spinge ad agire affinché tutti possano amarla per la sua ospitalità, per la qualità della vita, per le sue bellezze e per la sua capacità di sorprendere. Ovviamente preciso che non faccio parte di questa categoria…ma spero nel mio piccolo di poter fare qualcosa per entrarci.
Detto questo BENVENUTI a tutti coloro i quali, da Aosta a Siracusa dagli Stati Uniti alla Cina ,venendo a San Sosti decidono di mettere il proprio bagaglio conoscitivo e esperienziale al servizio del progresso e dello sviluppo di San Sosti, che ne ha davvero bisogno!!! Diceva un mio conoscente percorrendo la strada provinciale per entrare a San Sosti “ogni anno quando vengo a San Sosti c’è sempre a stessa “frascieggia” che mi sbatte contro il parabrezza della macchina!”…la frase, magari stupida, mi è sempre rimasta in mente perché con poche e semplici parole riassume il grande limite del nostro paese: la stasi, il rimanere sempre uguale a se stesso negli anni, la totale mancanza di idee innovative, il diniego assoluto del progresso. Eppure ci abitano quelli che qui hanno le radici e che la amano per questo.
Ora passando dalle parole ai fatti, dalle parole che sono pietre ai fatti che sono macigni, credo che il primo passo da fare per poter fare qualcosa di utile per il paese è riconoscerne i limiti. Per una volta lasciamo da parte i pregi e guardiamo ai difetti indipendenti dalla “umana volontà”. San Sosti ,inutile a dirlo, è un paesino non votato alla attività di tipo industriale (che è molto più redditizia di quella agricola), non particolarmente baciato dal sole (quando da noi il sole si nasconde dietro le montagne a Roggiano, per fare un esempio, hanno almeno un’altra ora e mezza di sole) e soprattutto che si trova in un’area geografica isolata dalla quale non ci si passa per “caso” ma bisogna andarci “appositamente” (voglio dire non è San Marco che si trova su un punto di snodo cruciale).
E’dalle “patologie fisiologiche” (cioè intrinseche al luogo) che secondo me bisogna partire. In particolare quest’ultimo è il principale limite con cui San Sosti deve fare i conti e che determina una conseguenza FONDAMENTALE: a San Sosti la gente viene per “qualcosa” e non perché è di passaggio. Se questo qualcosa manca la gente non ha motivo di venire. E quindi il commercio primo fra tutti ne risente e di conseguenza la collettività. Bisogna creare questo qualcosa. Dobbiamo dare alla gente un motivo per venirci a trovare. Se ciò accadrà tutto sarà consequenziale: aumenterà il traffico di affari per i commercianti già esistenti, verranno sicuramente create nuove attività commerciali che possano soddisfare tutte le possibili esigenze dei visitatori, e quindi nuove possibilità di lavoro per i residenti, anche l’unico hotel di San Sosti incomincerà a vedere l’ombra di qualche quattrino e probabilmente ne verranno realizzati di altri, e poi ancora ristoranti, locali, strutture ricettive, bar nuovi e vecchi incrementeranno il volume d’affari e quindi la gente del luogo sarà più ricca e le casse della banca e delle poste incominceranno a sentire l’odore dei soldi e San Sosti incrementerà la propria popolazione spinta a restare o addirittura a venire per la migliore qualità della vita. Certo tra il dire e il fare…ad ogni modo questo penso sia il punto di inzio. Ora attraverso questo giornale interattivo vi chiedo e mi chiedo: quali iniziative concrete anzi pratiche sono necessarie perché la gente dica “bhe oggi andiamo a San Sosti”?
Io nei prossimi giorni cercherò di avanzare qualche proposta e spero davvero che anche voi, chiunque, dai più giovani (piccoli?) ai più grandi (anziani?), facciate le vostre proposte. E sottolineo concrete non proposte che siano espressione di principi generalissimi.

Elio Ardifuoco

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