Proposta indecente II: il Ritorno

Nell’articolo pubblicato qualche giorno fa intitolato “Proposta indecente” esprimevo i miei dubbi sulla proposta, tradotta proprio ieri in disegno di legge, avanzato dal presidente (no non del Milan del Consiglio) Berlusconi: dubbi non sul fatto se possa o no essere una buona misura ma sulla sua stessa logicità. E’ infatti incomprensibile e fuori da ogni logica che si voglia intensificare la tutela della Privacy non semplicemente vietando la pubblicazione delle intercettazioni (fino a che le stesse siano considerate segrete) ma ancor prima vietando le intercettazioni stesse rispetto a reati puniti con una pena edittale inferiore nel minimo a 10 anni. Infatti secondo il disegno di legge presentato ieri le intercettazioni sarebbero consentite soltanto per reati per i quali è prevista una pena edittale superiore nel minimo a 10 anni (la legge di solito, ma non sempre, prevede che un reato debba essere punito con una pena che va da un minimo ad un massimo, es. da 5 a 10 anni, sarà poi il giudice a stabilire la pena precisa) salvo alcune eccezioni come corruzione ,concussione, violenza privata, minaccia e calunnia; inoltre devono essere autorizzate da un giudice collegiale e non più dal giudice per le indagini preliminari e altre misure, queste condivisibile, per garantire maggiormente tutte le operazioni di intercettazione. Poi prevede fino a 5 anni di carcere ( spropositato) per pubblici ufficiali (magistrati, cancellieri ecc) che rivelano il contenuto di intercettazione e fino a tre anni, convertibili in pena pecuniaria, per il giornalista che la pubblica.
Dicevo il Ritorno perché Berlusconi Silvio ha già mostrato in passato la propria avversione nei confronti della magistratura in generale e delle intercettazioni in particolare. Devono proprio essergli antipatiche queste intercettazioni, forse non si sente tranquillo a sapere che qualcuno potrebbe ascoltare le sue conversazioni o magari è solo timido… magari è come quando qualcuno ti osserva quando cerchi di fare “pipì”… insomma non è il massimo…quantomeno perché non riesci a concentrarti. Dicevo della sua avversione. Nel 2003 (governo Berlusconi) viene promulgata una Legge sulle immunità dei membri del parlamento in base alla quale : 1) se un magistrato intende intercettare un membro del Parlamento deve chiedere l’autorizzazione alla camera di appartenenza…!!! In pratica non hanno avuto il coraggio di dire espressamente che loro non sono sullo stesso piano dei comuni mortali e hanno detto “si anche io come voi posso essere intercettato…solo che prima devo essere avvisato”. 2) se un magistrato sta intercettando un’altra persona (in ipotesi un Boss di Palma di Montechiaro) la quale “per caso” si trova a parlare con un “divus” per utilizzare tali intercettazioni deve chiedere l’autorizzazione alla camera di appartenenza!! Se ad esempio il boss racconta al parlamentare di aver partecipato alla “strage di via d’Amelio” e la camera (com’è prevedibile) non da l’autorizzazione all’utilizzo, si butta tutto nel cestino. Addirittura si era proposto che fosse sufficiente che in una conversazione fosse nominato un parlamentare perché poi fosse necessaria l’autorizzazione all’uso. Altro che Casta.
Ma tornando al disegno di legge appena approvato. Come al solito Berlusconi Silvio si trova in conflitto di interessi… d’altronde ad avere le mani dappertutto si paga qualche prezzo. Ma come proprio lui che è proprietario di numerosi giornali e di tre reti televisive si mostra indignato per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni… quegli stessi giornalisti che facendo di questi scoop gli portano non pochi quattrini… allora uno potrebbe dire bhe allora con questo provvedimento (se verrà tradotto in decreto) va contro i propri interessi! Non ne sarei così sicuro! Il rischio è infatti che dal momento che la pena della reclusione è convertibile in pena pecuniaria ed anzi probabilmente sarà prevista direttamente una pena pecuniaria le redazioni potranno fare un ragionamento di costi benefici: quanto mi costa se pubblico le intercettazioni? Quanto guadagno in termini di vendite se le pubblico in esclusiva? Credo che sia molto più alto il guadagno. Infatti mettiamo che venga condannato a tre anni di reclusione, il massimo della pena; tradotti in denaro, se si considera che ogni giorno di reclusione è valutato pari a 38 euro, avremo che 365 x 38 x 3 = 41.610 euro. Questo è l’ammontare massimo. Bazzecole per una grossa testata giornalistica una cifra pesante per il giornaletto di provincia. Per cui è evidente che potrebbero esserci anche problemi di distorsione della concorrenza.

Elio Ardifuoco

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