I SASSI NELLO STAGNO

Mi permetto di fare una piccola considerazione su quanto scrive Pietro Bruno perchè, con tutto il rispetto, mi sembra che giochi un po’ a lanciare sassi nello stagno.
Poichè dal suo primo scritto (quello in cui si propone come prossimo candidato a sindaco) si evince che le notizie su San Sosti le raccoglie generalmente nei suoi rientri da Roma, ritengo che dovrebbe documentarsi meglio prima di fare affermazioni troppo categoriche. E, soprattutto, non dovrebbe fare aprioristicamente di tutte le erbe un fascio, specialmente se a qualche fatto è stato testimone.
Per esempio, nel Consiglio Comunale del 30 maggio, Pietro avrà visto e sentito benissimo che la parola “bile” è stata scagliata addosso al sottoscritto mentre facevo una semplice e garbatissima considerazione sulle assenze di un consigliere e sul suo invito a un maggiore impegno. E credo che in circostanze simili si abbia il sacrosanto diritto di non porgere l’altra guancia.
Posso anche assicurare che da anni (vi sono anche le delibere consiliari che lo documentano) ogniqualvolta la minoranza ha formulato osservazioni o critiche su fatti oggettivi e incontrovertibili, la reazione della parte avversaria si è spostata sul terreno dell’aggressione verbale e personalistica. Perciò è sempre bene sottolineare che non si ha paura di chicchessia!
Parlare dunque, indiscriminatamente, di rancori personali, è un modo non corretto di voler apparire “super partes”. Nulla vieta di mantenere rapporti di stretta amicizia con “personalità di rilievo della politica sansostese”. Anzi…! Però gli amici vanno difesi senza ignorare o travisare i fatti.
Per esempio, non rende un buon servizio ai suoi amici, Pietro Bruno, quando dimostra di non conoscere neppure la storia istituzionale degli ultimi quindici anni, visto e considerato che Tommaso Malfona non è mai stato assessore del Comune di San Sosti e, addirittura, nel 2001 non era neppure consigliere comunale (ovviamente, questo non viene detto a difesa di Malfona ma a difesa della semplice verità dei fatti)!
Infine, una domanda: nel suo ventennale lavoro di funzionario ministeriale – mentre si avvedeva degli innumerevoli finanziamenti pubblici persi dal nostro comune – l’amico Pietro non ha mai pensato di avvertire, stimolare e aiutare gli amministratori locali? O, se lo ha fatto, gli amministratori locali sono stati sordi ai suoi richiami? È gradita una risposta precisa. La chiarezza, lo ripeto, è premessa indispensabile per programmare un futuro di speranza nella disperata situazione in cui versa il nostro paese.

Detto questo, auguro seriamente buon lavoro a tutti.

Vincenzo Oliva

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