Archivi del mese: luglio 2008

Primi eventi dell’Estate sansostese: torneo di calcetto a 5 e serate danzanti organizzati dal Bar Biliardi cafè

Di Raffaele Rosignuolo

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Alimentazione e sport

Una corretta alimentazione è alla base di una buona attività sportiva. Mangiare è facilissimo: basta portare il cibo dal piatto alla bocca a volte anche senza piatto, con le sole mani, ma farlo bene è tutt’altra cosa. La regola fondamentale dell’alimentazione giusta è quella di assumere le calorie necessarie di cui l’organismo ha bisogno, che equivalgono   al dispendio energetico nell’arco della giornata, più quello che lo stesso richiede  per il fabbisogno del suo metabolismo basale, in altre parole quanto una macchina consuma a minimo. Il calcolo esatto di  introito e consumo è cosa difficile, ma  una buona approssimazione  è sufficiente per evitare l’instaurarsi dell’obesità che passa per una fase di sovrappeso corporeo e che rappresenta l’anticamera  della così detta sindrome metabolica. Importante per la prevenzione è che ognuno dovrebbe, in primis, essere il medico di se stesso ed osservarsi  giorno per giorno nel corso dei mesi, tenendo sotto controllo il proprio peso. Una semplice valutazione di rischio relativo consiste nel misurare la circonferenza vita che approssimativamente, negli uomini, non deve essere superiore a 102 e nelle donne a 88. Una più precisa valutazione si fa con l’indice di massa corporea (BMI), che corrisponde al peso corporeo diviso l’altezza al quadrato. Ad es. un soggetto di 65 chili, alto 1,68 avrà un BMI = 65 / (1,68 al quadrato) = 23,5 e quindi normopeso come si evince dalla seguente tabella:

definizione                                                                                   BMI

sottopeso < 18,5
normopeso 18,5-24,9
sovrappeso 25-29,9
Obeso                   alto 30-34,9
”                 molto alto 35-39,9
”                    altissimo >40

Una volta stabilito il giusto  introito calorico, avendo cura che l’indice BMI rientri nei valori normali e che il peso corporeo si mantiene nel tempo entro questo ambito,  un’altra cosa importantissima è quella di apportare costantemente  tutti i nutrienti indispensabili  per evitare un’alimentazione incongrua. Questi devono essere compresi nel contesto degli alimenti necessari per assicurare il giusto fabbisogno calorico. Sono, infatti, sbilanciate le diete che non rispettano l’equilibrio dell’apporto  calorico e dei nutrienti.  Gli alimenti  si dividono in tre importanti categorie: glicidi (zuccheri), protidi (proteine) e lipidi (grassi) ai quali si devono aggiungere vitamine, sali minerali  e fibre che sono tutti reperibili in natura. Una corretta dieta potrebbe, in teoria, anche escludere l’assunzione di integratori. Gli zuccheri, comunemente conosciuti come carboidrati, vanno da quelli semplici (zucchero da cucina o fruttosio contenuto nella frutta)  a quelli complessi, in massima parte,  contenuti  nei cereali (pane, pasta e  riso), patate , castagne ecc. Le proteine contenute in gran parte nella carne, pesce ed albume d’uovo, si trovano  anche nei latticini, verdure ed in minor misura in altri alimenti compresi pane e pasta. I lipidi  sono di origine animale o vegetale, quelli animali oltre che nel grasso della carne, sono  presenti nel formaggio, nel burro e nel tuorlo d’uovo. Il prototipo di quelli vegetali è l’olio. Considerare quello d’oliva il più salutare potrebbe essere riduttivo  perché lo definirei   una vera medicina preventiva e curativa. Questo alimento,tanto buono quanto facile da reperire nel nostro ambiente  tipicamente mediterraneo, deve essere considerato l’oro dell’era moderna e non certamente per il colore ma per le sue proprietà benefiche, specialmente se consumato crudo  e perché ricchissimo di vitamina E di cui sono  risapute le spiccate capacità antiossidanti e benefiche per cute e mucose. Altre  interess anti  fonti di grassi vegetali  sono rappresentate dai  legumi e dalla frutta secca (noci, mandorle, ecc). Importantissimi nutrienti che devono sempre essere presenti nell’alimentazione quotidiana sono rappresentati dalle vitamine e dai sali minerali,  per le loro capacità nel mantenimento di  molte funzioni vitali ed  essenziali, negli adolescenti,  nei processi di accrescimento corporeo. Ultimo importantissimo nutriente è rappresentato dall’elemento più diffuso in natura, l’acqua, che per la sua semplicità viene qualche volta trascurata, ma che deve essere consumata, a secondo del ciclo stagionale, da 1 a 3 litri al giorno. Con uno sforzo prolungato che dura 3 ore o  più si possono perdere oltre 3-4 litri d’acqua attraverso sudorazione ed evaporazione corporea, specialmente se lo sforzo si fa durante una giornata caldo-umida. E’ necessario bere  opportunamente anche durante la gara  per evitare spiacevoli disidratazioni. Con il sudore, oltre all’acqua, si perdono sali minerali. Tali perdite devono subito essere reintegrate per le gravi conseguenze a cui si può andare incontro. Disturbi muscolari possono precedere il collasso e l’improvviso arresto cardiaco. Durante una maratona ad esempio non bisogna mai saltare un rifornimento, bere fin dall’inizio della gara, anche quando ancora non si sente sete. Sebbene durante la sudorazione si perdono molti sali, si deve preferire acqua non troppo salina, medio minerale che serve a tamponare sia le perdite elettrolitiche che l’acidosi determinata dalla fatica muscolare, senza creare elevata  concentrazione  gastrica con conseguente peso allo stomaco, fino a vero dolore. Senza dilungarmi eccessivamente o entrare in dettagliati calcoli dietetici,  posso fornire alcuni suggerimenti generici utilissimi di come ci si deve alimentare nello sport agonistico di resistenza, corsa e ciclismo. Quello che bisogna sempre evitare è di  prendere chili per poi cercare di perderli nel breve periodo per non sottoporre l’organismo al doppio stress,  sia nella prima  che nella seconda fase.  Per quando riguarda il tipo di dieta consiglierei, senza ombra di dubbio, quella così detta mediterranea con una percentuale di zuccheri intorno al 60% , di proteine al 20% e di grassi  al 20%, con preferenza per questi ultimi di quelli vegetali. Riguardo ai glicidi consiglierei prevalentemente quelli complessi che essendo a più lento assorbimento e consumo, sono  la benzina della macchina umana di cui bisogna fare per tempo il pieno prima della gara. Darei poi molta importanza a frutta e vegetali in genere, specialmente nei periodi caldi per il loro alto contenuto in acqua e sali minerali, con l’assunzione  preferibilmente lontano dai pasti  o comunque non più di un frutto a fine pasto per evitare digestioni laboriose. Si capisce come sia difficile fare un’alimentazione appropriata con la giusta percentuale di nutrienti  nell’ambito del quantitativo calorico che si determina in funzione delle caratteristiche dell’individuo e del suo dispendio energetico giornaliero dello stesso. L’alimentazione più allargata che uno sportivo può permettersi per il suo più alto dispendio energetico consente, con minor margine di errore, l’assunzione di tutti i nutrienti fondamentali necessari.  D’altra parte, quando lo sport  diventa  agonistico per una maggiore sollecitazione di ogni struttura organica, all’aumentato fabbisogno calorico corrisponde anche quello dei singoli nutrienti tanto da rendere difficile il calcolo per equilibrare la funzione dispendio-apporto. Si rendono necessari controlli bio umorali  per valutare la crasi ematica da farsi periodicamente, ma comunque non meno di una volta all’anno.  Le indagini di laboratorio e strumentali sono necessarie per ridurre al minimo i rischi, che tuttavia possono trovarsi dietro l’angolo. Quando si parla di prevenzione,  nessuna indagine, nessun protocollo potranno essere risolutivi se parallelamente non verranno adottate delle precise regole dietetiche miranti ad inquadrare l’alimentazione come un importante momento di nutrizione corretta, senza farlo diventare valvola di sfogo dello stress giornaliero che, al contrario, potrà  essere scaricato con una sana attività sportiva o, per chi proprio non gradisce lo sport, con altro interessante  hobby da lui scelto. Il segreto consiste proprio in quest’ultimo concetto, riuscire a trovare un’attività che, come lo sport, fa consumare energie e che allo stesso tempo sia un “hobby”, cioè qualcosa che si fa con piacere. La corretta alimentazione, l’attività fisica, che si sposano con il gradimento della vita sono il massimo che ognuno può fare in materia di prevenzione e di longevità, parola di medico!

Antonio Vigna

Lieto evento

Di Raffaele Rosignuolo

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Perchè dobbiamo investire sull’energia da fonti rinnovabili

Di Raffaele Rosignuolo

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Il S.U.E.M 118 e la Rete Integrata dei soccorsi nei nostri territori

Il 118 è il numero unico per l’emergenza sanitaria territoriale adottato in misura via via crescente su tutto il territorio nazionale grazie al D.P.R. del 27/03/92 con cui sono stabiliti i livelli uniformi di assistenza nel settore dell’emergenza. Con questa legislazione lo Stato di fatto esprime per la prima volta la volontà di garantire l’emergenza sanitaria territoriale a livello nazionale che fino a quel momento era basata esclusivamente su iniziative di volontariato (CRI, Misericordie e Pubbliche Assistenze) e limitate solo ad alcune realtà regionali.
Con il 118 nasce la Centrale Operativa 118, vero fulcro dell’emergenza sanitaria territoriale, ove affluiscono tutte le richieste di intervento dal territorio di propria competenza.
All’arrivo di una richiesta di soccorso la C.O. 118, attraverso delle domande prestabilite e necessarie, soprattutto se si tratta di casi di vera emergenza, attiva, a seconda delle gravità delle situazione, le ambulanze di emergenza più vicina o, nei casi meno gravi, può dare consigli telefonici o attivare il medico di famiglia o la Guardia Medica.
Una volta sul luogo dell’incidente è possibile anche attivare il trasporto dei pazienti in gravi condizioni mediante l’elicottero che, atterrando nel posto più vicino, assicura un trasporto rapidissimo. Purtroppo non è ancora possibile il volo notturno, come avviene in tante altre regioni italiane.
Tutto il personale che opera nel 118, sia nella C.O., che sulle ambulanze ha effettuato corsi specifici per poter intervenire con prontezza e professionalità sia per emergenze di carattere medico che traumatologico.
Nel periodo durante il quale il territorio della PET impegnato nell’emergenza, è “scoperto”, la zona diviene competenza della PET più vicina, oppure è possibile anche attivare ambulanze di croci private convenzionate che, pur non medicalizzate e con personale volontario, assicura un trasporto protetto nell’ospedale più vicino.
Nella ex azienda sanitaria di Castrovillari il 118 nasce alla fine del 1997, con la istituzione di quattro postazioni di emergenza, allocate negli ospedali di Mormanno, Lungro, Castrovillari e San Marco Argentano, coordinate, tutte da una Centrale Operativa, che si trova a Cosenza, cui giungono tutte le chiamate ogni qualvolta si forma il numero telefonico 118.
Per ricordare questa data, è stato recentemente organizzato un convegno che ha visto la partecipazione di operatori dell’emergenza venuti anche da altre province e regioni in cui sono stati dibattuti anche i temi inerenti la necessità della maggiore copertura del territorio che afferisce al 118 della ex A.S. 2 di Castrovillari.

Come si vede dalla cartina, la distribuzione territoriale dei mezzi di soccorso è fortemente sperequato rispetto alle reali necessità, così che il territorio di San Marco Argentano, ha una sola postazione, pur avendo un numero elevato di cittadini da servire.
Le normative prevedono che, di norma, i tempi di intervento non dovrebbero essere superiori ai cinque minuti in città e venti per quelli fuori città. Naturalmente è impensabile che tutta la cittadinanza possa essere servita nel rispetto di tali tempi. Nelle nostre zone, stanti le particolarità orografiche, la viabilità e la scarsa densità abitativa, rendono difficoltoso assicurare la necessaria tempestività del soccorso.
Nel nord la questione è stata parzialmente risolta assicurando una maggiore e più capillare presenza sul territorio di ambulanze convenzionate capaci di intervenire in tempi più brevi in attesa del soccorso medicalizzato del 118: anche questa dovrebbe essere la strada da perseguire da noi: nonostante le numerose sollecitazioni e le proposte avanzate, ancora numerosi sono gli ostacoli che si oppongono ad una razionalizzazione del sistema delle emergenze.
Non ultimo, purtroppo, il campanilismo esistente e la mancanza di una visione veramente unitaria del territorio: da ciò le sperequazioni nella distribuzione dei soccorsi.
E’ auspicabile, quindi, una maggiore sensibilità della classe politica rispetto a questi problemi: è tempo ormai che tali problemi vengano affrontati con razionalità scordando i particolarismi che tanto danno stanno arrecando alla organizzazione della rete di emergenza.
Per far questo, due condizioni rivestono particolare importanza. Innanzitutto la presa di coscienza da parte dei cittadini di questa realtà e, poi, la volontà dei politici “locali” di impegnarsi nella ricerca di percorsi integrativi dell’attuale rete di emergenza, potenziando la “periferia” con uomini e mezzi capaci di intervenire con tempestività perché più presenti sul territorio.
Organizzare una serie rete di emergenza significa investire importanti risorse economiche, non fosse altro che per formare il personale e acquistare ed attrezzare i mezzi di soccorso. Le vie da seguire sono tante, una fondamentale: il potenziamento di un volontariato e di associazioni private veramente capaci di integrarsi nella rete territoriale dell’emergenza.
Se forse si riuscisse a ridurre i tanti sprechi qualcosa potrebbe farsi. Se i cittadini prenderanno coscienza del problema, potranno dare un scossa positiva alla questione.
Da parte nostra c’è la massima disponibilità alla collaborazione.

Dr Mario Viola
Referente S.U.E.M. 118
Ex A.S. 2 Castrovillari

L’infarto cardiaco – Consigli del Medico

PARTE PRIMA

Prima di parlare di infarto cardiaco bisogna fare alcune importanti premesse. Il cuore è un organo costituito da: 1) un rivestimento esterno, detto sacco pericardico 2) il tessuto cardiaco vero e proprio, che è un muscolo, chiamato miocardio 3) un rivestimento interno, chiamato endocardio. Il miocardio, che è la parte che ci interessa, è un muscolo la cui cavità è suddivisa in quattro camere: due atri e due ventricoli. In queste camere passa il sangue per essere poi pompato nei polmoni (il sangue da ossigenare) e nella circolazione periferica (quello ossigenato). Il sangue ossigenato porta l’ossigeno a tutti i tessuti per farli sopravvivere; anche il muscolo cardiaco è un tessuto che ha bisogno di ossigeno e quindi di sangue per sopravvivere e poter svolgere il suo lavoro di pompa. Nel momento in cui l’afflusso di sangue al muscolo cardiaco viene interrotto per l’ostruzione di un ramo delle arterie coronariche (i vasi che irrorano il miocardio), la parte di tessuto cardiaco interessata muore.
Le cause che possono alterare il circolo coronarico si inseriscono in un campo più ampio di vasculopatia generale, come succede nei casi di ipertensione arteriosa, diabete mellito, aumento dei grassi cattivi nel sangue, tabagismo, familiarità ecc. Questi fattori sono la causa di un processo che danneggia la parete dell’arteria coronarica, causando su di essa la formazione di placche che restringono il calibro delle arterie. Su queste placche il sangue scorre male, il gorgo che ne consegue favorisce l’aggregazione di particelle, chiamate piastrine, e quindi la formazione di un tappo vero e proprio. Il tappo piastrinico è l’ultima fase del processo di occlusione dell’arteria coronarica. Con la ostruzione del ramo coronarico, si ha l’interruzione del flusso sanguigno al miocardio e quindi la morte della zona rimasta priva di sangue. Si realizza così l’infarto cardiaco acuto, patologia molto grave e frequente. La sintomatologia di questa malattia si presenta in forma acuta e consiste in dolore al petto che può irradiarsi alle spalle, alle braccia, alla gola e fino all’arcata dentaria. Non sempre però il dolore ha questa irradiazione, può variare: può rimanere localizzato al petto, più in basso a livello dello stomaco, può manifestarsi soltanto agli arti superiori, soprattutto all’arto superiore di sinistra, ma è quasi sempre accompagnato a sudorazione fredda, profonda debolezza, mancanza d’aria e grande stato di angoscia del paziente che vive una sensazione di morte imminente.
Molte volte è l’espressione del paziente che ci indirizza verso il sospetto diagnostico di una patologia infartuale acuta.
Il paziente che viene colto da questa sintomatologia, deve subito chiamare il medico oppure, ancora meglio, raggiungere con un’ambulanza, quando è disponibile o con altro mezzo, il più vicino Pronto Soccorso. Nel Pronto Soccorso è possibile fare subito un tracciato elettrocardiografico ed un prelievo del sangue per vedere se il tasso degli enzimi cardiaci è normale o aumentato. L’aumento di questi enzimi pone diagnosi di certezza di infarto cardiaco acuto. La diagnosi più immediata ce la dà l’elettrocardiogramma, suffragata poi da un’ecografia del cuore e dal risultato degli enzimi.

Nella seconda parte, sono trattati i presidi terapeutici, anche quelli più recenti che hanno sensibilmente migliorato la prognosi dell’infarto cardiaco.

PARTE SECONDA

Per quanto riguarda la terapia dell’infarto bisogna subito dire che il medico che vede il paziente, una volta sospettata la patologia infartuale ed esclusa, sia da un punto di vista anamnestico che clinico, la diagnosi di una patologia ulcerosa deve subito somministrare al paziente tre compresse di cardioaspirina ed avviarlo all’0spedale. Nella struttura ospedaliera, fatta la diagnosi di certezza, il paziente viene sottoposto ad una terapia molto efficace che a partire dagli inizi degli anni 80, ha modificato di molto ed in meglio la prognosi dell’infarto del miocardio. la terapia, peraltro molto costosa, viene chiamata trombolisi e consiste nella somministrazione di un enzima che va a sciogliere il grume che occlude la coronaria interessata, consentendo la riperfusione della zona colpita. Se questo trattamento viene fatto entro le quattro ore dalla comparsa dell’evento si ha una riduzione considerevole dei danni cardiaci che comporta un episodio infartuale. Il suddetto protocollo, peraltro abbastanza efficace, in alcune strutture ospedaliere di eccellenza, è considerato obsoleto perché di fronte ad un episodio infartuale acuto, l’operatore sanitario entra direttamente,con un cateterino, nell’arteria coronarica occlusa e la dilata con un palloncino (metodica che va sotto il nome di angioplastica), e subito dopo inserisce un tubicino, (stent coronarico) che mantiene pervio il vaso. Il paziente dopo pochi giorni può essere dimesso. Questo protocollo risulta efficace nel limitare i danni, se si interviene entro le 6 ore dall’esordio clinico dell’infarto. Prima di questa metodica, assolutamente meno invasiva e più efficace, si usava effettuare un intervento, più invasivo, di vera e propria cardiochirurgia applicando dei bypass aorto-coronarici. Questa tecnica consiste nell’asportare un pezzo di vaso da un’altra parte del corpo e con esso fare un ponte tra l’Aorta ed il tratto dell’arteria colpita, a valle del punto di occlusione. Inizialmente per questo intervento si usavano vasi venosi che si prelevavano dall’arto inferiore, successivamente si è dovuto ricorrere a pezzi di vasi arteriosi che si prelevano dall’arteria mammaria per ottenere una maggiore durata del bypass, essendo la parete arteriosa più resistente di quella venosa. Questa metodica caduta ormai in disuso, viene riesumata la dove, le condizioni del ramo coronarico leso, non consentano di effettuare l’intervento di angioplastica. Concludendo diciamo che la cura più efficace dell’infarto in fase acuta è demandata alla cardiologia interventista o alla cardiochirurgia con le adozione delle metodiche su esposte. Rimane un passo indietro la terapia farmacologia che, comunque, ancora oggi salve tanta vite umane con l’adozione dei farmaci trombolitici. Qualche parola va scritta sulla prevenzione dell’infarto del miocardio perché in questo campo molto si può fare. Per prima cosa bisogna educare tutti, anche i non ammalati, ad un corretto stile di vita che preveda un’alimentazione povera di grassi animali e ricca di acidi grassi polinsaturi (qualsiasi dietologo può prescriverla), l’abolizione del fumo e dello smoderato  uso di sostanze alcoliche e molto movimento: si parla di almeno 4 km al giorno di cammino. Ove mai dovessero far capolino delle avvisaglie rapportabili ad una patologia coronarica come i dolori toracici che improvvisamente compaiono e scompaiono, associati a fattori di rischio quale la familiarità, il fumo di sigaretta, l’ipertensione arteriosa, una vita molto stressata o sedentaria, si consigliano dei tests che possono evidenziare lo stato delle coronarie ed essere predittivi anche di patologia infartuale. Se questi tests, di cui il più importante è il test da sforzo, dovessero risultare positivi per insufficienza del circolo coronarico, bisogna sottoporsi ad esame coronarografico per valutare, attraverso l’immagine, lo stato del letto coronarico con gli eventuali punti di ostruzione. In caso di positività di questo esame, si ha l’indicazione a sottoporre il paziente ad intervento di angioplastica in tempi molto precoci, scongiurando il pericolo dell’instaurarsi di questa patologia. Da parte mia, rimanendo nell’ambito della prevenzione delle persone a rischio, consiglio anche, salvaguardando lo stomaco, l’assunzione di una compressa di cardioaspirina al giorno. L’acido acetil-salicilico, contenuto nella cardioaspirina, svolge un ruolo molto importante nell’ostacolare l’aggregazione delle piastrine e quindi la formazione del tappo piastrinico che tanta parte ha nella patogenesi dell’occlusione coronarica.

Giovanni Rosignuolo

Relazione del Sindaco sul conto consuntivo 2007

COMUNE DI SAN SOSTI

PROV. DI COSENZA

TEL. 0981.60151/52

Relazione del Sindaco sul conto consuntivo 2007.

Sigg.ri Consiglieri

nell’accingermi ad analizzare con brevi considerazioni il rendiconto di gestione dell’esercizio 2007, consentitemi di esprimere, innanzitutto, il ringraziamento sincero ed affettuoso nei confronti dell’uscente Assessore al Bilancio ed alla Programmazione economica, Paolo Cundari, che, in questi anni, ha curato con particolare attenzione, intelligenza e senso di responsabilità questo settore, ha curato l’organizzazione e la gestione dei bilanci , la responsabilità complessiva dell’intero servizio finanziario. Non era un compito semplice alla stregua di tante ristrettezze finanziarie cui sono oggi sottoposti gli Enti Locali, né un lavoro di routine, considerate le estreme e permanenti difficoltà di dover far quadrare i conti allorquando i costi di gestione diventano annualmente sempre più considerevoli e le entrate sempre meno sufficienti. Per tutto questo lavoro profuso in questi quattro anni di attività politico -amministrativa, il Sindaco lo ringrazia, anche se non si può fare a meno di sottolineare che una legislatura dura 5 anni ed è difficile per chiunque, nell’ultimo anno, riprendere il lavoro lasciato in sospeso, comunque collegato agli esercizi degli anni precedenti.
Ciò sarà naturalmente possibile grazie al senso di responsabilità, alla professionalità ed alla competenza del ragioniere comunale che di fatto curerà la gestione, così come è stato per gli anni precedenti, pur non essendo formalmente responsabile del servizio finanziario; ed ancora sarà possibile grazie alla competente attenzione dell’organo di revisione, scrupoloso e vigile sulla corretta gestione dell’esercizio finanziario.
Il Sindaco non ha assolutamente alcuna competenza specifica nel campo finanziario, ha solo buona volontà ed un po’ di esperienza che in qualunque campo della vita non guasta mai. Ha però tanta fiducia nella struttura municipale, in ogni singolo componente, negli Uffici e nei servizi e, soprattutto, nel coordinatore e responsabile dell’intera struttura che è il Segretario Comunale. Sono convinto che tutti insieme sapremo trovare le giuste soluzioni per una corretta gestione anche dell’esercizio finanziario 2008. Dico anche, perché così è stata la gestione finanziaria del 2007, corretta ed oculata, attenta agli sprechi, parsimoniosa nella spesa, garante nell’espletamento dei servizi indispensabili, corretta nella forma, incisiva nella sostanza.
Basta leggere con attenzione la relazione del revisore dei conti per riscontrare una favorevole valutazione della gestione tecnica sia del “conto del bilancio” che della “gestione finanziaria”, da cui si evince l’azione di verifica ed il parere favorevole così espresso:

– regolarità delle procedure per la contabilizzazione delle spese e delle entrate in conformità alle disposizioni di leggi e regolamenti;

– la corrispondenza tra i dati riportati nel conto del bilancio con quelli risultanti dalle scritture contabili, (che lasciano presupporre che trattasi di un bilancio veritiero);

– rispetto del principio della competenza finanziaria nella rilevazione degli accertamenti e degli impegni;

– la corretta rappresentazione del bilancio nei riepiloghi e nei risultati di cassa e di competenza finanziaria;

– l’equivalenza tra gli accertamenti di entrata e gli impegni di spesa nei capitoli relativi ai servizi per conto terzi;

– che l’Ente ha provveduto alla verifica degli obiettivi e degli equilibri finanziari ai sensi dell’art. 193 del TUEL;

– che l’Ente ha correttamente riconosciuto € 12.000,00 di debiti fuori bilancio per sentenza passata in giudicata, relativa a debiti contratti da Amministratori precedenti (Ing. Grisolia per redazione piano di recupero, etc.);

– l’adempimento degli obblighi fiscali relativi a IVA – IRAP – sostituti d’imposta.

Ed ancora, sulla “gestione finanziaria”:

– risultano emessi 379 reversali e 1.238 mandati;

– i mandati di pagamento risultano emessi in forza di provvedimenti esecutivi e sono regolarmente estinti;

– non si è fatto ricorso all’anticipazione di cassa;

– gli utilizzi in termini di cassa, di entrate aventi specifica destinazione per il finanziamento di spese correnti sono state effettuati nel rispetto di quanto previsto dall’art.195 del TUEL ed al 31.12.2007 risultano totalmente reintegrati;

– il ricorso all’indebitamento è stato effettuato nel rispetto dell’art.119 della Costituzione e degli artt. 203 e 204 del D. L.vo 267/2000;

– sono stati rispettati i vincoli disposti dalla tesoreria unica;

– gli agenti contabili, in attuazione degli artt. 226 e 233 del TUEL hanno reso il conto della loro gestione allegando i documenti previsti;

– i pagamenti e le riscossioni, sia in conto competenza che in conto residui, coincidono con il conto del tesoriere dell’Ente, Banca CARIME, reso nei termini previsti dalla legge;

tutto ciò, non può e non deve essere letto come se tutto fosse dato per scontato e quelle del revisore fossero delle osservazioni di routine, perché così non è!!!. Perché se la gestione finanziaria del 2007 fosse stata maldestra, non rispettosa di quanto previsto dalla legge, il revisore dei conti si sarebbe guardato bene dallo scrivere ciò che ha scritto, e certamente avrebbe sollevato riserve ed eccezioni sia sul conto del bilancio che sulla gestione finanziaria. Ed invece tutta la gestione è avvenuta correttamente: la riscossione sia in conto residui che in conto competenza ammonta ad € 1.833.586,74 e i pagamenti ammontano ad € 2.252.957,61 che, con l’utilizzo del fondo cassa al 1° Gennaio del 2007 di € 646.227,45, hanno consentito di avere un saldo di cassa al 31 Dicembre 2007 di € 226.856,58. Ciò ha permesso all’Ente in tutto l’arco dell’anno di poter assolvere ai pagamenti nei confronti dei terzi, alla somministrazione degli stipendi agli impiegati ed al personale dipendente, con tutti gli emolumenti ed accessori, al pagamento delle rate mutui e quant’altro,senza assolutamente far ricorso all’anticipazione di cassa. Ciò ritengo valga moltissimo come dato politico di riscontro per evidenziare se la gestione è stata corretta o scorretta, e, soprattutto, vada utilizzato come dato politico tendente ad evidenziare l’oculatezza della gestione in termini di risparmio e di contenimento dei costi per non aver pagato alla banca nemmeno un solo centesimo di interessi.
La correttezza nella gestione dell’esercizio 2007 è suffragata anche dal risultato della “gestione di competenza” che tra l’altro mi sembra di poter dire che rappresenta il termometro di riscontro politico programmatico tra la previsione di bilancio e quanto si riesce a realizzare con gli impegni politico – amministrativi.
Ebbene, anche il risultato della gestione di competenza, presenta un avanzo, seppur modesto, di € 61.991,04 derivante da accertamenti per un importo di € 1.693.629,09 e da impegni per un importo di € 1.631.638,05. La positiva gestione di competenza è avvalorata dal risultato positivo sia della “gestione di competenza corrente” che della “gestione di competenza in conto capitale”.
Terzo ed ultimo elemento significativo del conto di gestione è il risultato di amministrazione: anch’esso presenta un avanzo di amministrazione di € 5.113,54 proveniente dalla differenza tra il fondo cassa al 31 dicembre 2007 di € 226.856,58 che abbiamo già analizzato, e la differenza tra il totale dei residui attivi in conto residui ed in conto competenza ed il totale dei residui passivi in conto residui e competenza, ammontanti ad € 221.743,04.
Il risultato tra la gestione di competenza con l’avanzo di € 61.991,04 e la gestione dei residui con il disavanzo di € 58.725,56 determina l’avanzo di amministrazione al 31.12.2007 di € 5.113,54.
Quanto ai residui, il responsabile del settore finanziario, in collaborazione con i responsabili degli altri settori, ha proceduto alla verifica dei residui attivi e passivi, molti dei quali sono stati ritenuti insussistenti, o inesigibili o indebitamente od erroneamente accertati, per l’importo di € 1.329.609,26 per quanto riguarda i residui attivi, ed € 1.264.787,76, per quanto riguarda i residui passivi e, con atto di determina n° 2 del 24.06.2008, ha provveduto alla loro eliminazione in quanto non più realizzabili. Lo stesso atto è stato trasferito alla G.M. che con atto deliberativo n°37 del 24.06.2008 , ha provveduto all’approvazione dello schema ed alla eliminazione dei residui attivi e passivi per come accertati nell’atto di determina del responsabile del servizio. Il dato più significativo tra i residui eliminati, è riferito, sia in entrata che in uscita, al finanziamento da parte dello Stato del progetto di realizzazione della metanizzazione del territorio comunale ammontante ad € 1.209.000,00. Tale finanziamento sarà allocato nel bilancio dell’esercizio corrispondente al provvedimento esecutivo di elargizione della somma.. Altre voci di residui attivi sono relative ad “entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti dello Stato” mai realmente realizzati. Per quanto riguarda i residui passivi, sono state estinte alcune voci che riguardano le spese correnti per il personale, spese per ammortamento di esercizio, etc..
Dal punto di vista della correttezza gestionale il bilancio, dunque, si presenta a posto. Non si può comunque non sottolineare come il bilancio 2007 ma anche quello di questo anno e degli anni a venire se non dovessero cambiare radicalmente gli indirizzi di governo, siano bilanci sclerotizzati, privi di qualunque opportunità di spesa per investimenti, con costi proibitivi che ogni anno diventano sempre più pesanti. Senza voler entrare nel merito di una analisi dettagliata di costi relativi alla spesa corrente, è facile evidenziare che tra il Consuntivo 2005 e quello del 2007 i costi sono passati da € 1.386.147,94 del 2005, ad € 1.427.728,62 del 2007, con un aumento di quasi € 50.000,00. Ed inoltre c’è da considerare le spese in conto capitale, i servizi per conto terzi, etc.. Un bilancio che necessita sempre di ulteriori entrate che devono compensare le maggiori spese, entrate che non è facile reperire a meno che non si voglia seguire la semplice strada dell’aumento dei tributi. Anche su questo, l’Amministrazione Comunale è stata attenta, capace di evitare l’aumento delle tasse per i nostri concittadini ed anzi, quest’ anno, addirittura, ha previsto una diminuzione del 15% del tributo relativo alla raccolta e allo smaltimento dei R.S.U. per effetto dell’applicazione della raccolta differenziata.
La mancanza di disponibilità finanziaria derivante dal bilancio, non ha frenato, però, decine di iniziative che grazie ai miei collaboratori, l’Amministrazione Comunale è stata capace di mettere in campo.
Grazie all’Assessore al turismo, sport e spettacolo unitamente all’impegno profuso della Pro Loco cittadina, Ass. De Marco, il 2007 ha visto la realizzazione di innumerevoli iniziative nel campo della vita sociale del nostro paese. Ad incominciare dal carnevale sansostese a tutte le iniziative di agosto con la presenza di gruppi, cantanti, attori (tra questi ricordiamo lo spettacolo di San Francesco di Paola) che hanno impegnato una spesa di quasi € 50.000 a totale carico dell’Amministrazione Provinciale, della Regione Calabria, della Comunità Montana, senza alcun carico sul bilancio dell’Ente. Grazie all’impegno infaticabile dell’Assessore Ricca nel campo dei LL.PP., si sono potuti realizzare nel 2007 straordinarie OO.PP. come: il completamento degli edifici scolastici con la loro messa in sicurezza, le strade di campagna, il completamento del padiglione fieristico, il campo sportivo Comunale etc. e tante altre opere pubbliche già finanziate nel 2007 che si realizzeranno con inizio di lavori fra qualche settimana che riguarderanno: i lavori di realizzazione del campo di calcetto di Macellara, il miglioramento urbanistico della piazza di Macellara, ed altri interventi di consolidamento nel centro abitato di San Sosti, il tutto senza costi per il Comune.
E poi ancora, grazie all’Assessore De Simone, nel 2007 si è concretizzato il progetto dei servizi sociali di aiuto alla persona tutt’ora in corso di realizzazione, che vede una vasta e diffusa assistenza domiciliare per tutte le famiglie che ne hanno fatto richiesta interessate da situazioni di disagio, che ha visto impegnata la somma di € 15.000,00 interamente finanziata dalla Regione Calabria. E poi tante, tante, altre iniziative durante l’intero arco dell’anno. Lasciate che tra le tante, ricordi la manifestazione del gemellaggio con il Comune di Bra del 28 settembre 2007, che ha suggellato il rapporto di reciproca stima e collaborazione tra le due Amministrazioni Comunali che hanno concretizzato con l’atto di gemellaggio, il riconoscimento ufficiale dei nostri concittadini emigrati a Bra che, non poco, hanno contribuito a rendere bella ed importante quella città.
Un’attività, dunque, frenetica, attiva, concreta, che si è potuta realizzare grazie alla collaborazione di tutti, di tutti i Consiglieri Comunali che partecipano attivamente alla gestione amministrativa, a cui va il mio particolare affettuoso ringraziamento.
Si chiude dunque, approvando il conto consuntivo del 2007, questo esercizio finanziario, il cui dato politico di riscontro è quello di aver saputo garantire, alla nostra cittadinanza, tutti i servizi essenziali senza aver preteso un solo centesimo di aumento delle tasse comunali.
In questo esercizio si è intensificata la riscossione dei tributi degli esercizi precedenti con ruoli coattivi emessi nei confronti dei contribuenti più distratti.
Ai contribuenti sensibili, a posto con i pagamenti, a cui sono state notificate le cartelle da parte di Equitalia, vanno le mie scuse personali e quelle dell’intera Amministrazione Comunale. Qualche disguido può succedere!!!!
Al sottoscritto però, interessa il dato politico che riguarda la lotta all’evasione ed il dato sociale dell’equiparazione delle responsabilità dei cittadini di fronte alla legge.
Questo lavoro andrà intensificato, e mi auguro che la prossima Amministrazione saprà farlo meglio di come siamo riusciti a fare noi.
Ciò consentirà di eliminare innumerevoli partite di residui attivi che provengono ormai da troppo lontano.

La gestione del bilancio in questo Comune è diventata sempre più complessa. Il coro comune dei Sindaci della Valle dell’Esaro, della Provincia, della Regione, è quello di non saper più come andare avanti per affrontare la costante lievitazione delle spese. Dopo aver dissipato immense ricchezze e sperperato patrimoni con la spesa corrente, i governi si accaniscono contro gli Enti Locali.
E’ ora di organizzare una pacifica e civile protesta che faccia sentire le ragioni, le amarezze e le difficoltà della gente.
Ammesso che ne abbiano ancora la forza!!!

San Sosti, lì 30.06.2008

IL SINDACO

(Geom. Vincenzo Bruno)