Archivi del giorno: 9 luglio, 2008

Il S.U.E.M 118 e la Rete Integrata dei soccorsi nei nostri territori

Il 118 è il numero unico per l’emergenza sanitaria territoriale adottato in misura via via crescente su tutto il territorio nazionale grazie al D.P.R. del 27/03/92 con cui sono stabiliti i livelli uniformi di assistenza nel settore dell’emergenza. Con questa legislazione lo Stato di fatto esprime per la prima volta la volontà di garantire l’emergenza sanitaria territoriale a livello nazionale che fino a quel momento era basata esclusivamente su iniziative di volontariato (CRI, Misericordie e Pubbliche Assistenze) e limitate solo ad alcune realtà regionali.
Con il 118 nasce la Centrale Operativa 118, vero fulcro dell’emergenza sanitaria territoriale, ove affluiscono tutte le richieste di intervento dal territorio di propria competenza.
All’arrivo di una richiesta di soccorso la C.O. 118, attraverso delle domande prestabilite e necessarie, soprattutto se si tratta di casi di vera emergenza, attiva, a seconda delle gravità delle situazione, le ambulanze di emergenza più vicina o, nei casi meno gravi, può dare consigli telefonici o attivare il medico di famiglia o la Guardia Medica.
Una volta sul luogo dell’incidente è possibile anche attivare il trasporto dei pazienti in gravi condizioni mediante l’elicottero che, atterrando nel posto più vicino, assicura un trasporto rapidissimo. Purtroppo non è ancora possibile il volo notturno, come avviene in tante altre regioni italiane.
Tutto il personale che opera nel 118, sia nella C.O., che sulle ambulanze ha effettuato corsi specifici per poter intervenire con prontezza e professionalità sia per emergenze di carattere medico che traumatologico.
Nel periodo durante il quale il territorio della PET impegnato nell’emergenza, è “scoperto”, la zona diviene competenza della PET più vicina, oppure è possibile anche attivare ambulanze di croci private convenzionate che, pur non medicalizzate e con personale volontario, assicura un trasporto protetto nell’ospedale più vicino.
Nella ex azienda sanitaria di Castrovillari il 118 nasce alla fine del 1997, con la istituzione di quattro postazioni di emergenza, allocate negli ospedali di Mormanno, Lungro, Castrovillari e San Marco Argentano, coordinate, tutte da una Centrale Operativa, che si trova a Cosenza, cui giungono tutte le chiamate ogni qualvolta si forma il numero telefonico 118.
Per ricordare questa data, è stato recentemente organizzato un convegno che ha visto la partecipazione di operatori dell’emergenza venuti anche da altre province e regioni in cui sono stati dibattuti anche i temi inerenti la necessità della maggiore copertura del territorio che afferisce al 118 della ex A.S. 2 di Castrovillari.

Come si vede dalla cartina, la distribuzione territoriale dei mezzi di soccorso è fortemente sperequato rispetto alle reali necessità, così che il territorio di San Marco Argentano, ha una sola postazione, pur avendo un numero elevato di cittadini da servire.
Le normative prevedono che, di norma, i tempi di intervento non dovrebbero essere superiori ai cinque minuti in città e venti per quelli fuori città. Naturalmente è impensabile che tutta la cittadinanza possa essere servita nel rispetto di tali tempi. Nelle nostre zone, stanti le particolarità orografiche, la viabilità e la scarsa densità abitativa, rendono difficoltoso assicurare la necessaria tempestività del soccorso.
Nel nord la questione è stata parzialmente risolta assicurando una maggiore e più capillare presenza sul territorio di ambulanze convenzionate capaci di intervenire in tempi più brevi in attesa del soccorso medicalizzato del 118: anche questa dovrebbe essere la strada da perseguire da noi: nonostante le numerose sollecitazioni e le proposte avanzate, ancora numerosi sono gli ostacoli che si oppongono ad una razionalizzazione del sistema delle emergenze.
Non ultimo, purtroppo, il campanilismo esistente e la mancanza di una visione veramente unitaria del territorio: da ciò le sperequazioni nella distribuzione dei soccorsi.
E’ auspicabile, quindi, una maggiore sensibilità della classe politica rispetto a questi problemi: è tempo ormai che tali problemi vengano affrontati con razionalità scordando i particolarismi che tanto danno stanno arrecando alla organizzazione della rete di emergenza.
Per far questo, due condizioni rivestono particolare importanza. Innanzitutto la presa di coscienza da parte dei cittadini di questa realtà e, poi, la volontà dei politici “locali” di impegnarsi nella ricerca di percorsi integrativi dell’attuale rete di emergenza, potenziando la “periferia” con uomini e mezzi capaci di intervenire con tempestività perché più presenti sul territorio.
Organizzare una serie rete di emergenza significa investire importanti risorse economiche, non fosse altro che per formare il personale e acquistare ed attrezzare i mezzi di soccorso. Le vie da seguire sono tante, una fondamentale: il potenziamento di un volontariato e di associazioni private veramente capaci di integrarsi nella rete territoriale dell’emergenza.
Se forse si riuscisse a ridurre i tanti sprechi qualcosa potrebbe farsi. Se i cittadini prenderanno coscienza del problema, potranno dare un scossa positiva alla questione.
Da parte nostra c’è la massima disponibilità alla collaborazione.

Dr Mario Viola
Referente S.U.E.M. 118
Ex A.S. 2 Castrovillari

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