I “Mulineddri”: valorizzazione delle tradizioni e della cultura sansostese.

Giorno 10 Agosto ore 21, nel centro storico di San Sosti, si svolgerà la 4^a Edizione dei “Mulineddri”. Creata e organizzata nei minimi dettagli dal comitato: “Amici del centro storico“. La manifestazione si svolgerà interamente negli angolini e vicoletti della vecchia San Sosti. Straordinaria iniziativa per poter rivivere, almeno per una sera, l’essenza delle nostre tradizioni e della nostra cultura. Per l’occasione, si degusteranno piatti tipici sansostesi e si potranno ascoltare qua e là artisti di strada, provenienti anche da Roma, che si esibiranno in spettacoli di ogni genere. Quest’anno, è la quarta edizione e il successo è tale da poterla considerare, a sentir dire dalla gente, la festa dell’Estate. Bello è raccontare la fase di organizzazione e preparazione delle pietanze. La gente del luogo si stringe tutta insieme, come le numerose famiglie di una volta, attorno ad un fuoco che scalda il grande pentolame, atto a contenere il quantitativo di pietanze che deve servire per soddisfare i partecipanti alla serata. Si lavora duro per preparare grandi quantità di roba, ma rimane il divertimento, la soddisfazione e l’orgoglio di aver lavorato tutti insieme per regalare e far rivivere gli antichi armoniosi sapori di una cucina genuina, fatta interamente da prodotti provenienti dalla vicina campagna. I presupposti per una serata di qualità ci stanno tutti.

Rivivere le antiche tradizioni è un modo intelligente per far capire ai sansostesi, soprattutto ai più giovani, che siamo una comunità viva legata da un passato comune. Dimenticarlo è come perdere l’identità e il senso di appartenenza al paese. Lo sviluppo interiore e della collettività deve fondarsi sulla conoscenza, da parte di tutti, delle tradizioni e del territorio in cui viviamo. Allora, come una grande famiglia, proviamo ad immedesimarci in questa storica cornice di sapori, usanze e tradizioni per vedere se arriva quel calore al cuore che ci stimola e ci fa sentire uniti e figli della stessa terra.

Raffaele Rosignuolo

Annunci

19 risposte a “I “Mulineddri”: valorizzazione delle tradizioni e della cultura sansostese.

  1. Feste e usanze secondo il ciclo dell’anno. Il CARNEVALE , è una festa di chiusura di un ciclo annuale e l’apertura d’uno nuovo ; eliminare tutto il male accumulatosi, durante l’anno vecchio e propiziare la prosperità e l’abbondanza per l’anno che viene. Carnevale (levare la carne) e quindi la festa vorrebbe ricordare soltanto l’ultimo giorno, il martedì grasso, in cui, prima d’incominciare il lungo periodo della Quaresima , durante il quale si mangia, o si dovrebbe mangiare, soltanto di magro, ci si dà al tripudio e alla gozzoviglia. Il Carnevale occupa ora un periodo più o meno lungo,tuttavia il clima festoso s’intensifica il giovedì grasso e raggiunge poi il suo più alto acuto negli ultimi tre giorni. Anche nel Carnevale possiamo riconoscere caratteristici riti di eliminazione del vecchio : tra i più importanti è quello della morte di Carnevale. Il grosso fantoccio che lo raffigura , dopo la sua imitazione caricaturale di trasporto funebre viene distrutto o bruciato. Nell’antichità invece del fantoccio si uccideva proprio un uomo ( il re dei Saturnali ,sostituito poi dal re del Carnevale). Ma il Carnevale, prima di morire , fa testamento e sotto questo pretesto denuncia tutte le malefatte compiute durante l’anno dai singoli componenti della comunità : né alcuno ardisce protestare perché con quella specie di pubblica confessione , la collettività si libera di tutti i peccati e può muovere pura e serena verso il nuovo anno. Un originale carattere propiziatorio , hanno invece gli addobbi e le decorazioni coi carri e col lancio di frutti , che procurano fertilità e abbondanza. Chi ride e se la gode in questi giorni , se la passerà allegramente tutto l’anno. Un altro aspetto del Carnevale sono le maschere (anima di morto) , quella di Arlecchino è un personaggio diabolico (si trova nell’inferno di Dante ) che ha portato Pulcinella a indossare la maschera nera per indicare la strega, quindi va bruciata o distrutta. Carnevale per molti secoli è stato la principale festa di capodanno , in cui in quel giorno ricomparivano sulla terra gli esseri del mondo infero. Carnevale sviluppò la nostra commedia ,non solo quella popolare ,ma anche quella colta (PAOLO TOSCHI , Le origini del Teatro Italiano). By.

    Mi piace

  2. Feste e usanze secondo il ciclo dell’anno. La “CANDELORA”. Il ciclo della vita riguardante la nascita ( GESU’) si conclude con il rito della purificazione della madre (MARIA) , quaranta giorni dopo il parto, secondo una formula cerimoniale che la liturgia cristiana ha attinto da quella ebraica , e che si rifà appunto alla purificazione di Maria ,commemorata il giorno della Candelora. La Madre ricompare ufficialmente in pubblico per la prima volta ,recandosi al Tempio per la purificazione, per osservanza della “legge” che distingueva tra il puro e l’impuro. Mediante le “abluzioni”( MIQWE’, in ebraico, raccolta d’acqua ), un bagno per l’immersione rituale che conteneva solo acqua “viva” di fiume (di sorgente) o acqua piovana .Questo bagno rituale era prescritto alle donne prima del matrimonio, dopo il parto ( il dogma sulla Immacolata Concezione , C. V. secondo , ha definito la Madonna “ PURA” ,quindi non aveva bisogno della purificazione; in relazione al parto ,non è da intendere come quello umano), o mensilmente alla fine del ciclo mestruale. Alla immersione nell’acqua seguiva il sacrificio di offerta , due colombe, per olocausto ed espiazione. La legge Mosaica obbligava i genitori a donare a Dio i loro primogeniti (Dio voleva per se le primizie), però permetteva di riscattarli con cinque sicli.

    Mi piace

  3. SISTO = SAN SOSTI da “Opuscoletti VARII, ovvero monografia di MOTTAFOLLONE” di Domenico CERBELLI. Pag. 151. ARTEMISIO è lungi sei miglia da SANT’AGATA ,sei miglia e mezzo da MOTTAFOLLONE e tre miglia da SAN SOSTI . E’ dirimpetto non già al Santuario del PETTORUTO , ma a MOTTAFOLLONE ed a SAN SOSTI ; il quale doveva essere il SISTO (..XYSTUM..) della città, luogo suburbano e separato , o coperto o scoperto, dove i lottatori d’inverno si esercitavano nella ginnastica . Il SISTO era contiguo al ginnasio o palestra , e coperto di sabbia e circondato di sabbia. Soleva essere pure circondato da un ordine di colonne . Il SISTO era anche un viale , o strada da passaggio appresso l’abitato. I SISTI erano in gran voga nel tempo di CICERONE …PLINIO…. SOPRAVVENNERO I TEMPI CRISTIANI ; E UNA RELIGIONE CHE TUTTO SANTIFICAVA ( BARRIUS 82), CAMBIO’ , I NOMI di SISTI IN SAN SOSTI di MOTTAFOLLONE e in SAN SISTO di MONTALTO. SAN SOSTI poi su Badia BASILIANA, e il suo Abate Paolo , fu primo Abate commendatario dell’Abbazia di S. MARIA…… Ora per la prima volta si dà la pianta vera dei ruderi di ARTEMISIA. La città poggiava sopra una collina, che divideva quasi per metà la montagna della MILORA tra i colli dell’ERBANITO e della MILORA. Anzi l’ERBANITO , i Casalini della Porta od ARTEMISIA antica, l’Acqua della Porta, il Campicello e la MILORA , che torreggia sopra gli altri colli ,formano ,come una sola roccia…..

    Mi piace

  4. Le tradizioni popolari. “Si è sempre fatto così”, oppure “Cosi facevano i nostri nonni” “ E’ detto antico! Non sbaglia” Nella coscienza della gente è un carattere ,un ordine,un numero( Rito). E’ qualcosa che deve essere rispettato, e deve essere considerato con venerazione, in quanto i nostri padri, i nostri nonni e bisnonni , le persone da cui l’abbiamo appreso e ricevuto, lo hanno fatto sempre. E se lo hanno fatto, è segno che è buono, è utile, è vero, è sacro. Se poi cerchiamo di identificare come nasce una determinata usanza e come si inserisce nella vita di una comunità , vediamo che, nella maggioranza dei casi, è la capacità inventiva o estetica di un singolo o di piccoli gruppi associati che crea, dà forma concreta e precisa a questa o a quella espressione del costume. La comunità, se la riconosce utile, bella, buona, adatta alle sue esigenze pratiche e spirituali , la fa propria, e se ne serve come di una cosa di cui tutti possono liberamente disporre. Ma questa assimilazione e adozione di un uso ( es. carnevale, un museo locale, un’associazione di fatto ) ,di un canto ( la poesia popolare, i canti o gli inni religiosi, il teatro popolare o dialettale), di un proverbio, non avviene mai passivamente: essa rappresenta una scelta , cioè un giudizio positivo sul valore di quel determinato uso, e un adattamento alla necessità, ai gusti, alle qualità morali, estetiche, pratiche di ciascuno degli individui che compongono una determinata comunità. Ne consegue che quando un uso, es. il carnevale a San Sosti ( molto antico, le sue maschere risalgono al 1850, esposte presso il Museo Nazionale delle Arti e Tradizione popolari di Roma) ,viene reiterato per cosi tanto tempo e con successo, si immette nel patrimonio comune della vita tradizionale della comunità. Diventa FOLKLORE ( scienza, cosi definita da Giuseppe PITRE’), sapere del popolo, patrimonio culturale del popolo.

    Mi piace

  5. KYNISKOS. Più a nord –ovest su un acrocoro , che sovrasta la zona sottostante a completo dominio della via istmica collegante la costa tirrenica con l’interno, è posta la località CASALINI del comune di San Sosti, in prossimità dell’attuale Santuario Cristiano della Madonna del Pettoruto, dove sono visibili i resti di una cittadella fortificata di epoca Bizantina. Scavi compiuti alla fine degli anni 1960, hanno consentito l’evidenziazione di una frequentazione abbastanza assidua della località anche in età del bronzo, suffragata da ulteriori dati relativi alla campagna scavi, autorizzati dalla Soprintendenza locale,dal novembre 1992 al settembre 1993. Al 1846 risale invece , il ritrovamento fortuito di un’ascia votiva in bronzo con iscrizione dedicatoria di un certo KYMISKOS ad HERA en PEDIO, come decima dei suoi guadagni secondo la formula assai comune nelle iscrizioni votive arcaiche “ dell’oggetto parlante”. Da I SANTUARI RURALI NELLA CALABRIA GRECA. Pagina 48 , di GUGLIELMO GENOVESE:

    Mi piace

  6. Attaccati a una cultura scolastica , paghi di parlare ogni giorno del proprio dottorato; non si accorgono di negarsi l’emozione si sentirsi nascere con gli atti nuovi, con pensieri nuovi,con parole nuove ( confrontarsi su aspetti della cultura non basata esclusivamente sul valore della propria conoscenza). Si riducono cioè a essere soltanto degli scontenti o anche invidiosi; non hanno il senso esatto di quello che sono. Appena qualcuno dice qualcosa non condiviso, sfoggiano il proprio domino di retori…io sono assistente scientifico presso l’università …io ho studiato venti anni la storia del territorio.. . Non gli passa per la testa che generazioni precedenti abbiano potuto studiare ed approfondire argomenti di tipo storico-culturale , senza dire che prima di me nulla si sapeva!!!!!. Sul sito http://www.culturaitalia.it, si legge “KYNISKOS l’ascia votiva di San Sosti”,peccato che si stia sprecando l’occasione di poter affermare “San Sosti, la cultura come rinnovamento”.

    Mi piace

  7. PASQUA le tradizioni popolari. La Pasqua ci conduce ai riti di eliminazione e di propiziazione. La campana che suona ininterrottamente , chiama alla riconciliazione ,con il risorgere di Cristo, si vogliono rinnovare e rifiorire le gioie dell’amicizia e dell’amore mediante il pentimento dei peccati. Le pulizie di Pasqua “ la palmetta ,dice il proverbio, vuole la casa netta”, se ne va anche da casa nostra ogni male e malanno. L’acqua e il fuoco come purificazione , l’acqua benedetta messa in tutte le vivande o sparsa per la casa . Il fuoco dei camini lasciato acceso tutta la notte, come purificazione. La tradizione dell’uso di benedire le palme , a cui sono attaccati i dolcetti o l’uovo colorato, hanno significato di vitalità e fertilità, come anche quello di indossare per Pasqua uno abito nuovo. Come rito è rimasto intatto l’agnello dalla Pasqua Ebraica a quello Cristiano. La processione , il sacrificio del Redentore viene rievocato davanti agli occhi dei fedeli. Dopo la Pasqua e fino a San Giovanni , le feste sono quelle di Calendimaggio, dell’ Ascensione e del Corpus Domini. La prima con carattere propiziatorio ( il MAJO) veniva appeso all’uscio o sotto la finestra come simbolo di richiesta d’amore. All’ Ascensione (purificazione), si deve bere il latte , per fare il cuore bianco. Il Corpus Domino , festa per celebrare l’ EUCARESTIA.

    Mi piace

  8. SAN SOZONTE . Per gli appassionati di archeologia , risulta presso la Biblioteca Ambrosiana, un distico ( una strofa di due versi) di CRISTOFORO MITILENEO , per S. SOZONTE. Riferimento AMBR. F 144 sup. foglio 11V. Il periodo in cui visse MITILENEO è individuato nel regno di ROMANOS III ARGYROS (1028-1034) e nel regno di COSTANTINE IX MONOMACHUS (1042-1055). Si legge nella strofa “ ATTRAVERSO LA CASA DEL CORPO PER UNA CARNE CONSERVANDO L’ANIMA DEGLI OCCHI”. Il testo in greco è sottoposto a COPYRIGHT . Notizia riportata anche da SANTO LUCA ‘ in “ L’apporto dell’Italia Meridionale alla Costituzione del Fondo greco dell’ AMBROSIANA”. Il periodo d’oro dei manoscritti ( scritto a mano) è situato nel medioevo , quando gli amanuensi ( monaco copista, scriba) trascrissero migliaia di testi dell’antichità conservandoli in codici ( o libro manoscritto – CODEX, riferito all’uso antico di scrivere su tavolette di legno ricoperte di cera, tenute insieme da anelli metallici o da strisce di cuoio) .

    Mi piace

  9. Templi e Sacerdoti . Luoghi scelti sono le cime dei monti ( MILORA) , una sorgente d’acqua( pianoro del Santuario) , fiume di montagna ( ROSA fiume profumato, poi protettore della pratica del ROSA- RIO), gli antri,le cavità ovunque la natura destasse un più profondo o pauroso senso di riverenza, gli antichi GRECI sentirono e adorarono la presenza del NUME. Installarono il loro tempio, anche su preesistenti costruzioni in pietra o legno, presenze di antiche popolazioni ; la forma è quella del “PERGOLATO” al centro la statua scolpita in pietra della dea HERA (altare). Il tempio greco è la sede della DEA, non il luogo dell’assemblea (concetto cristiano), la DEA in quel luogo è diversa da quella di un altro luogo. Ia credenza o il dogma ha come riferimento solo lo STATO( religione pubblica), gli dei avevano sembianze umane, affetti ,passioni umane, la differenza è nell’immortalità e nel soprannaturale. Le avventure le relazioni le opere ,costituiscono la mitologia. HERA sorella e moglie di ZEUS è la suprema divinità femminile del cielo, protettrice del vincolo coniugale, datrice di fecondità , le fu sacro il melograno e il pavone. Gli antichi GRECI che si insediarono in questa zona, più di tutto temevano MOIRA ( poi il FATO) , suprema ed inviolabile destino che governa il mondo. Esso ( il fato) si poteva favorire attraverso la dea HERA , mediante i sacrifici ( IERON)sull’ ARA ( a cielo aperto); si spargevano fiumi di incenso davanti l’altare di HERA,impugnando l’ascia di KYNISKOS, che rappresentava il culto pubblico; la vittima in generale animale , sacro,veniva preparata con ornamenti di bende ,fiori; la consacrazione consisteva nell’aspergere sulla testa una mistura di orzo e sale, una parte della vittima spettava al sacerdote, il resto alla comunità o alla famiglia offerente. L’offerta di sacrificio potevano anche essere ,primizie della terra , focacce di farina, oggetti preziosi. Frequentissimo erano le offerte di vasi ,scudi, armi e perfino chiome giovanili. Se la vittima era consumata completamente, nel caso degli animali, il sacrificio era di purificazione o espiazione ( OLOKAUTOS ); vi furono anche sacrifici umani. Veniva invocato lo spirito delle acque che arriva nelle profondità della terra , abbandonando alle acque “ le trecce” delle fanciulle ( donazione religiosa ); veniva invocata la fertilità , donando la verginità a KYNISKOS ( come EUTHYMOS che ricevette il culto quando era ancora vivo per aver vinto delle gare all’olimpiade)nella stanza dell’offerta alla FERTILITA’ ; veniva offerta un pezzo della CINTA, cintura verginale di lana bianca portata dalle spose e sciolta dalla sposo ( per essere favorita dal destino). Ai luoghi sacri e agli altari non chiunque si poteva avvicinare e sacrificare : vi erano indicazioni incise ed esposte al pubblico,le quali prescrivevano quale specie di offerta fosse lecita, quale proibita, e le condizioni di purificazione necessarie per compiere l’atto sacro, e quali persone fossero escluse. Il carattere pubblico e inviolabile del tempio ( DE MARCHI) ne faceva un archivio di atti pubblici e privati, trattati di pace ed alleanze ,convenzioni, arbitrati, cittadinanza, benemerenze; questi atti trascritti nella pietra,nel marmo o nel bronzo, erano collocati ed esposti entro o presso ai templi, perché rimanessero sotto la salvaguardia divina; vi si deponevano i tesori( si parla di ritrovamenti di monete e oggetti preziosi, vicino al tempio di HERA. Cosi come il ritrovamento dell’ascia di KYNISKOS nei pressi del tempio) e i privati i loro documenti . Intorno al santuario, veniva poi a costituirsi , quasi una piccola comunità sacra di venditori d’immagine ,statuette ,oggetti di culto, che traevano il loro guadagno dall’affluenza dei numerosi pellegrini. Custode e funzionario del tempio era il sacerdote (IEREUS), pubblico ufficiale dello stato, ogni cittadino poteva diventarlo; sono depositari del RITO non del DOGMA. Sono investiti dallo stato ,non consacrati dalla chiesa, sono ministri di un dio e di un tempio non di tutta la divinità. Non hanno gerarchia , non sono una casta(NON UNA TEOCRAZIA) sono funzionari dello stato. Il sacerdote presiede però la cerimonia del rito o quella del responso, e le formule sacre; erano vestiti di bianco. Il culto ammetteva l’aldilà , e che vi fosse un premio per i buoni; si pregava molto.

    Mi piace

  10. Hai cercato ‘kyniskos’. Risultati trovati nell’Indice

    Risultati trovati – Raffina la ricerca
    1 – KYNISKOS
    Kyniskos e l’ascia votiva in bronzo di San Sosti (religione e cultura).
    Rilevanza: 97.07% – Fonte dati: Redazione CulturaItalia – Tipo di risorsa:

    2 – kyniskos
    Per sapere di pi?? sull’ascia di San Sosti,www.britishmuseum.org,sezione explore, digitare Calabria in explore/highlights..axe.
    Rilevanza: 95.59% – Fonte dati: Redazione CulturaItalia – Tipo di risorsa:

    3 – kyniskos
    Per saperne di pi?? sull’ascia di San Sosti.
    Rilevanza: 95.59% – Fonte dati: Redazione CulturaItalia – Tipo di risorsa:

    Mi piace

  11. ARTEMISIO, (identificato nel luogo dei “ CASALINI della PORTA della SERRA”, monte MILORA, attualmente nel comune di San Sosti), indicava una statua , un tempio o una città consacrata a DIANA, detta ARTEMIDE e che era venerata in EFESO ,in CRETA ( CONCIA T pagina 128). CASALINI stava ad indicare un piccolo gruppo di case in contado. ARTEMISIA da ARTEMIDE pura femminilità, non definita dal rapporto con un amante (AFRODITE), ne da quello con un figlio (DEMETRA), o con un padre (ATENA), e neanche con un marito( ERA) ; santificava la solitudine, la vita primitiva e il contatto con la natura. ARTEMIDE accettava il sacrificio umano (volontario) come martirio,aveva il potere di aiutare la donna nel parto , ma anche quello di portare una morte improvvisa,proteggeva le fanciulle e i fanciulli dall’età di nove anni fino all’età di matrimonio 14 anni; la notte prima del matrimonio ,le spose , consacravano la loro tunica ad ARTEMIDE, come addio all’adolescenza e iniziazione alla loro vita di madre; come passaggio da ARTEMIDE ad ERA ( dea della fecondità). Il confine tra il territorio di ARTEMIDE e ERA veniva segnato da un rituale.

    Mi piace

  12. Vincenzo De Luca

    Per gli appassionati, interessati alla visione privata (del distico per S. SOZONTE di CRISTOFORO MITILINEO, attualmente in originale presso la BIBLIOTECA AMBROSIANA , AMBR. F144, f 11v) , posso inviarlo mediante posta elettronica. Vincenzodeluca5@alice.it

    Mi piace

  13. Vincenzo de Luca San Sosti e dintorni: vècchi vasìli = vecchi monaci basiliani. Al fine di
    tener desta la fede, nei giorni 29, 30 e 31 dicembre di ogni
    anno, gruppi di monaci basiliani attraversavano con canti e
    preghiere le vie del paese rinnovando i sacri riti propri del
    tempo natalizio. Questi vècchi vasìli, seguaci di San Basilio il
    Grande, 330-379 d.C., per la maggior parte asceti ed eremiti,
    col passar del tempo non furono più presenti nel territorio
    (vedi Orsomarso). Di essi restò il ricordo ma si perse lo spirito
    che ne aveva sostenuto l’azione. Il rito assunse col tempo un
    sapore del tutto diverso con prevalenza di atteggiamenti
    pagani. Già dal 1700 e fino alla metà del 1900, queste
    cerimonie erano svolte per lo più da ragazzi che riuniti in
    folte schiere attraversavano il paese facendo rumori con
    coperchi di latta, barattoli, legna e altro, per accelerare la
    fine dell’anno vecchio ed osannare la venuta del nuovo. Oggi
    s’è perduto ogni ricordo.

    Mi piace

  14. Vincenzo De luca per San Sosti e dintorni.Paola ZANCANI MONTUORO… lo scavo vicino a FRANCAVILLA MARITTIMA ha permesso di formulare la grande abbondanza di materiale di bronzo….ad esaminare gli antichi testi nei confronti dell’ubicazione di TEMESA, memorizzata da OMERO nell’ODISSEA come luogo in cui il rame è stato prodotto ed esportato…. confidando nella veridicità di STRABONE, che aveva già portato alla sua fantastica scoperta di HERAION del SELE , nonché nei documenti medioevali , ha cercato di circoscrivere l’ubicazione di TEMESA in una zona vicino a SIBARI, SULLA SCOGLIERA CHE DOMINA IL TIRRENO . Da LICIA VLAD BORRELLI. Basta pensare ai depositi a cielo aperto nella zona della “taglia di Gangiulieddru” in SAN SOSTI di CALCANTITE ( solfato idrato di rame, che all’aria assume il colore verdastro).

    Mi piace

  15. Magna Grecia il complesso delle colonie fondate dai greci nell’Italia meridionale tra i secc. ottavo e sesto a.C. : CROTONE, REGGIO, SIBARI, NAPOLI ….Gli abitanti delle colonie si chiamarono italioti ; intorno al 550 a.C. essi avviarono una propria monetazione. Le varie colonie erano rette da aristocrazie, cui seguirono spesso regimi tirannici. Sottomessa dai romani 280-265 a.C.,la M. G. diede contributi determinanti all’ellenizzazione della penisola e di Roma. A essa vanno ascritti grandi fatti culturali quali la scuola filosofica di ELEA, quella medica di CROTONE , la diffusione del PITAGORISMO ( regole per purificare il corpo e l’anima.. tavole pitagoriche..partecipazione delle donne..comunione dei beni..)e dell’ ORFISMO ( religione misterica dell’antica Grecia fondata da ORFEO mitico poeta ; era dedita alla dottrina della metempsicosi ovvero trasmigrazione dell’anima dopo la morte , in un altro corpo, anche vegetali,animali,o minerali; ed alla purificazione dell’anima riservata agli iniziati..) . L’arte fiorita nella M. G. risulta in stretta correlazione con l’arte greca, pur serbando caratteri specifici ( terracotta, calcare- come quello che risulta nella zona della taglia di GANGIULIEDDRU a San Sosti ). Quasi tutti gli edifici costruiti come templi sono di ordine DORICO (antichi abitanti della Grecia, caratterizzati dal “TRAFORO” degli oggetti costruiti , come la famosa ascia di KYNISKOS di San Sosti che per essere votiva , ha il foro nel suo corpo). Mentre i IONI si trovano nella regione di LOCRI. DORICI e IONI si compenetrarono. Le città di nuova fondazione seguivano un piano unitario ,sviluppando un impianto di assi ortogonali di tipo IPPODAMEO ovvero come luogo in cui si corre. Capolavori della statuaria in marmo sono le 37 metope ( tra-foro, ovvero spazio rettangolare fra due intagli del fregio dorico,spesso occupato da motivi ornamentali in bassorilievo ) dell’ HERAION del SELE (da PAESTUM) e il Trono LUDOVISI , che si ritiene proveniente da LOCRI. Particolarmente sviluppata la bronzistica ( come l’ascia di bronzo di San Sosti del sesto sec. A. C.) e l’arte della monetazione .Fiorenti le botteghe di ceramica ( vasi con dipinti di scene, desunti dal repertorio teatrale). Fra le opere pittoriche pervenuteci è la stupenda Tomba del tuffatore ( di PAESTUM , sec .quinto a. C.).

    Mi piace

  16. vincenzo de luca

    Bronze axe-head Un’ascia di bronzo testa Western Greek, made in Sybaris in Calabria, about 520 BC Occidentale greca, realizzato in Sibari in Calabria, circa 520 aC
    From San Sosti, Calabria, Italy Da San Sosti, Calabria, Italia

    An axe dedicated by a butcher Un’ascia dedicato da un macellaio
    This elaborate bronxe axe-head, decorated with palmettes and volutes, was clearly not intended for everyday use. Questa ascia elaborati bronxe testa, decorata con palmette e volute, non era chiaramente destinato per l’uso quotidiano. Axes sometimes had ceremonial uses, and could be carried like sceptres, their symbolism deriving from their use in killing animals for sacrifice. The Greek inscription on the side of this axe makes its special nature clear. Assi a volte aveva usi cerimoniali, e potranno essere realizzati come scettri, il loro simbolismo derivanti dal loro uso a uccidere gli animali per il sacrificio. L’iscrizione greca sul lato di questo asse fa la sua natura speciale chiaro. It translates: ‘I am the sacred property of Hera-in-the-plain: Kyniskos the butcher dedicated me, a tithe from his works’. Si traduce: ‘Io sono la proprietà sacra di Hera-in-the-plain: Kyniskos il macellaio dedicato a me, una decima dalle sue opere’.

    We do not know the location of the sanctuary of Hera-in-the-plain. Non sappiamo la posizione del santuario di Hera-in-the-pianura. However, the inscription does evoke this individual from the ancient world: we know his name, his occupation, and something of his mentality. Tuttavia, l’iscrizione non evocare questo individuo dal mondo antico: noi sappiamo il suo nome, la sua occupazione, e qualcosa della sua mentalità. He obviously felt that he should thank the gods for his prosperity, and perhaps also that his wealth might continue if he shared it with them. Egli evidentemente sentiva che doveva ringraziare gli dèi per la sua prosperità, e forse anche che la sua ricchezza

    Mi piace

  17. vincenzo de luca

    VIE ISTMICHE “Magna Graecia” in latino, “Megálē Hellas/Μεγάλη Ἑλλάς in greco .Jean Bérard , La Magna Grecia, “ Storia delle colonie greche dell’Italia meridionale”, pagina 150,..Il territorio sibarita: Scidro, Lao,Temesa,Clampezia,Pandosia,Pissunte,Sirino……E’ certo ,in ogni modo,che il dominio di Sibari raggiunse il versante tirreno; e così,da un mare all’altro,attraverso le giogaie della catena costiera della Calabria, potè fiorire un’attività di trasporto di merci che accrebbe ancora la prosperità della città. E’ da credere che già nel secolo VII Sibari possedesse questi sblocchi sul versante tirreno,se è vero che agli inizi del VI,quando il sibarita Smindiride aspirava della figlia di Clistene,tiranno di Sicione ,la città era già all’apogeo della sua potenza: così almeno racconta Erodoto…… I due sbocchi principali furono le cittadine di Lao e di Scidro , dove ( sempre secondo Erodoto) si ritirarono i Sibariti che sopravvissero alla catastrofe del 511-510……. A nostro avviso ,può anche darsi che Scidro vada ricercata all’estremità di una di quelle vie” istmiche” che univano i due mari: cioè nella zona di Belvedere Marittimo, se si pensa alla via che seguiva la valle dell’Esaro….( nota 36 al capitolo quarto.. L’esistenza di una strada frequentata dai Sibariti in questa regione, sarebbe confermata dalla scoperta di un’iscrizione arcaica a Sant’Agata di Esaro- I.G.,XIV,643=I.G.A.,543-)..Cfr. DUNBANBIN, pg.204. Ovvero l’ascia di KYNISKOS; Casalini di “porta serra” attualmente in territorio del Comune di SAN SOSTI.

    Mi piace

  18. vincenzo de luca

    SERDAIOI , Strabone VI ,1,13, 263 C … Sibari ( 700- 510 a.C.) aveva il dominio su 4 etnie e 25 città, inserisce i SERDAIOI nell’ordine dei 4 popoli assoggettati. Popolazione con la quale stipula un accordo , come risulta dall’epigrafe di Olimpia ( famosa per i giuochi olimpici , nel Peloponneso). Ecateo di Mileto , Ecat. FGR HIST 1FF 64-71,riporta da Stefano di Bisanzio alcune delle città identificate: Arinthe,Artemision,Erimon,Ixas,Menekine,Kossa ,Kyterion,Melanios,Ninaia ( San Donato di Ninea),Sybarene. I SERDAIOI sono nominati come abitatori le coste occidentali e relativi altipiani, nella zona del fiume Lao. Zona abitata anticamente , si pensi alla grotta di Papasidero ( del Romito).La popolazione padre è quella degli Ausoni , proveniente dal Tirreno centrale , oggi monti Ausoni. Si dice pure che Temsa o Temesa fu fondata da questo stesso popolo protostorico ( nel senso che non avesse un sistema di scrittura). Tutti questi nomi sono dati dagli stessi Greci, cosi come quelli relativi alle popolazioni : Enotri,Ausoni,Iapigi,Sicani,Micenei,Itali,Choni,Morgeti,Lipari,Siculi. L’impero di Sibari è riconosciuto da tutti gli storici come entità federalista, andava dalla foce del Sele, in Campania a quella del Sinni in Basilicata, fino all’istmo scilletico-ipponiate in Calabria. Con il controllo delle vie attraverso le grandi valli dell’Agri, del Sinni, del Sele, degli istmi ( Gola del Rosa – San sosti) e dei porti sulla costa ionica e tirrenica, Sibari rappresentava l’anello di congiungimento tra l’Asia Minore (Mileto) e l’Italia tirrenica (Etruschi). La popolazione abitante la gola del rosa ( San Sosti), prima della colonizzazione Greca , probabilmente doveva essere di essere etnia “SERDAIOI”( popolazione sorgente).

    Mi piace

  19. Tiesi Lorenzo

    Sono Tiesi Lorenzo nato a San Sosti da molti anni vivo a Bra. Sono un vostro associato e sono contento di quello che state svolgento a livello socio-culturale. A presto e un saluto ad Angelo Blasi.. Lorenzo Tiesi

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...