Archivi del mese: settembre 2008

Eloisa e Abelardo – L’amore e la passione tra poesia e filosofia

Cos’è l’amore?!? Cos’è la passione?!? Un fuoco che brucia, la luce che irradia, una forza incontrollabile che giunge senza preavviso, l’infinito…!!!!! Quante definizioni sull’amore e la passione, quanti ritratti, quanti stereotipi… ma l’amore si può spiegare?!? Si può argomentare?!? Forse si può solo vivere….!!!!! E’ l’amore che riempie l’uomo e la donna, che completa la persona trasformandola e rendendola un tutt’uno con l’universo, permettendole di divenire infinita nell’infinito, facendole scoprire di possedere quelle grandi ali per poter spiccare il volo…!!!!! Quanti grandi amori conosciamo e quanti ne disconosciamo, da Tristano e Isotta a Paolo e Francesca, da Romeo e Giulietta a Renzo e Lucia, da Giuseppe Verdi e Giuseppina Strapponi a Gabriele D’Annunzio ed Eleonora Duse, ma la favolosa storia di Eloisa e Abelardo è l’apologia dell’ amore. Lei era la più bella e colta tra le fanciulle di Parigi del XII secolo, sicuramente la prima donna “intellettuale”, capace di tenere testa agli uomini nei ragionamenti e nella dialettica, e lui era il più illustre tra gli studiosi della sua epoca (sembra che per primo abbia usato il termine “teologia”) e tra di loro divampò l’amore e un’ardente passione, dove si intrecciarono ragione e religione tra poesia e filosofia, tra presente e passato….. Il loro amore nacque nel 1116 e si svolse lungo le rive del fiume Senna, nella bellissima Parigi, e quando Eloisa, nata nel 1100 nell’Ile de la Cité di Parigi, conobbe Abelardo, non aveva ancora compiuto diciassette anni e ne rimase innamorata fino a quando morì, quasi sessantacinquenne. Pietro Abelardo, chierico e brillante insegnante di teologia nacque a Palais nel 1079 e dal 1113 insegnò in una scuola sul colle di Sainte Geneviève e quando la conobbe aveva 37 anni. Eloisa, da adolescente, venne affidata al fratello della madre, il canonico di Notre – Dame, Fulberto, perché orfana, e studiò nel convento di Argenteuil con esiti straordinari attendendo con eccezionale impegno alle arti liberali (dalla grammatica alla retorica, fino alla geometria e all’astronomia), padroneggiò il latino, il greco e l’ebraico, tanto che Pietro il Venerabile, il celebre Abate di Cluny, la più grande e importante abbazia d’Europa, scrisse di lei che, studentessa, era “celebre per erudizione“. La sua fama di donna colta, il suo prestigio e la sua bellezza si diffusero rapidamente nel mondo della cultura, e non soltanto a Parigi, e giunsero ad Abelardo che, dotato delle stesse qualità, cultura, prestigio e bellezza fisica, infiammato di passione, proprio lui che fino a quel momento aveva vissuto in perfetta castità, volle conquistarla. Riuscì a farsi assumere come insegnante da Fulberto che, inconsapevolmente, favorì il suo ardente desiderio, affidandogli completamente, in totale fiducia, la nipote come allieva. Lo stesso Abelardo scrisse che in Eloisa si trovava tutto quello che più seduce gli uominiSe per aspetto non era tra le ultime, per la profonda conoscenza delle lettere era la prima; ella godeva di grande prestigio perché è molto raro trovare in una donna una simile conoscenza delle discipline letterarie. Per questo il suo nome veniva ripetuto in tutta la Francia (Lettera I 51). Inevitabilmente, tra i due, di pari levatura, entrambi letterati, colti e belli, scoppiò la passione:<< Cosa posso dire ancora? Prima ci ritrovammo uniti nella stessa casa, poi nell’animo. Col pretesto delle lezioni ci abbandonammo completamente all’amore…lo studio delle lettere ci offriva quegli angoli segreti che la passione predilige. Aperti i libri, le parole si affannavano di più intorno ad argomenti d’amore che di studio, erano più numerosi i baci che le frasi; la mano correva più spesso al seno che ai libri… il nostro desiderio non trascurò nessun aspetto dell’amore…»(Lettera I-52). La relazione non restò segreta a lungo, perchè entrambi incoscienti, non la nascosero, ma l’ostentarono, mostrandosi spavaldamente in pubblico e Abelardo compose per lei anche canti d’amore, ovunque intonati dai suoi allievi. …Persino la gente semplice non poteva dimenticare le tue melodie grazie alla loro dolcezza. Le donne sospiravano d’amore per la bellezza delle tue canzoni e, poiché la maggior parte di esse celebrava il nostro amore, in breve tempo io divenni famosa in molte regioni (Lettera II 108). Allora Fulberto li scoprì e li separò, ma quando Eloisa si accorse di aspettare un figlio, Abelardo, paventando la reazione dello zio, la fece travestire da monaca e la condusse da sua sorella in Bretagna, dove nacque Astrolabio (Rapitore delle stelle). Rientrati a Parigi, Abelardo chiese perdono a Fulberto e sposò Eloisa in gran segreto per non danneggiare la sua carriera, poichè egli non era solo docente, ma anche chierico. In seguito, gli incontri dei due sposi divennero furtivi e rari, finché Abelardo non ordinò ad Eloisa di prendere il velo, inviandola nell’abbazia in cui aveva studiato da bambina: Argenteuil. Fulberto, legittimamente adirato contro chi gli aveva leso l’onore, decise di punire Abelardo con estrema crudeltà, facendolo aggredire ed evirare da tre uomini. Successivamente, due di essi vennero catturati e, secondo la legge del taglione, accecati ed evirati, mentre a Fulberto, il mandante dell’aggressione, nonostante si proclamasse innocente, confiscarono i beni sospendendolo dai suoi incarichi. Da quel momento sia Abelardo che Eloisa si votarono alla religione, ritirandosi: lui nel monastero di S. Dionigi e poi nel convento di Cluny, da Pietro il Venerabile; lei in quello di Argenteuil, poi all’eremo che egli costruì con le sue mani, usando canne ed arbusti, cui donò il nome di Paràclito (Spirito Santo). I due amanti si separarono e mai più si videro, ma continuarono a scriversi, scambiandosi lettere di argomento filosofico, teologico, morale, che, colte, ricche di citazioni e stilisticamente raffinate, sono considerate compendio dell’universo culturale dell’epoca e rappresentano il simulacro di un grande amore. Scrisse Eloisa ad Abelardo:<<…ho imposto il freno del tuo ordine alle parole del mio illimitato dolore…>> (lettera VI 162), perché comprese che per continuare ad essergli vicina e ricevere i suoi preziosi consigli, doveva piacere a Dio e, nominata badessa del Paracleto nel 1136, gli chiese di sostenerla con la sua scienza, offrendo una lezione sul monachesimo femminile e chiedendo regole specifiche per lei e per le sue sorelle, considerando la diversità del sesso. Abelardo morì il 21 aprile 1142, e fu sepolto dapprima nel vicino eremo di Saint-Marcel e poi nel dicembre dello stesso anno fu traslato nel suo Paràclito, dove Eloisa ne accolse le spoglie su sua richiesta, ottenendo anche l’assoluzione da tutti i suoi peccati. Alla sua morte, il 16 maggio 1164, anche Eloisa volle essere sepolta nello stesso loculo: una romantica leggenda riferisce che, quando Eloisa raggiunse il suo Abelardo nella tomba, deposta accanto a lui, su disposizioni che lei stessa aveva dato, Abelardo aprì le braccia e le chiuse strette sul corpo della sua sposa. E un passaggio dell’epitaffio sul loro monumento funebre recita: Aveva (Abelardo) sposato Eloisa che fu la prima badessa. L’amore che aveva unito i loro spiriti e che si conservò durante la loro lontananza attraverso le lettere più teneri e più spirituali ha riunito i loro corpi in questa tomba. Leggendaria è la loro storia d’amore ed importante è la singolarità della figura di Eloisa, testimoniata dai “Problemata”, sua opera di carattere edificante e dall’autobiografia di Abelardo, “Historia calamitatum” (“La storia delle mie disgrazie” ) del 1136, documento di cultura e carteggio d’amore che dona risalto alla vicenda d’amore e ad Eloisa, amante appassionata, che si oppone al matrimonio in nome dell’amore, preferendo essere adultera o meretrice pur di non nuocere al prestigio del suo Abelardo. Eloisa, donna del Medioevo e donna di tutti i tempi, non s’assoggetta al volere del suo uomo perché è convinta della superiorità dell’uomo e dell’inferiorità della donna, ma perché riconosce la superiorità dell’amore, dinanzi al quale necessariamente è spinta ad inchinarsi, anche sacrificando se stessa. Per Eloisa fu subito amore, mentre per Abelardo fu dapprima desiderio sensuale e poi amore e dalle meravigliose lettere si evince che Abelardo, pur non rinnegando il tempo in cui il sentimento per Eloisa fu sentimento e passione carnale, esalta soprattutto l’amore fra gli esseri umani; Eloisa, che gli ha fatto dono assoluto di sé per la vita, rievoca il tempo felice dell’amore e riafferma l’indissolubilità del legame che li ha uniti, attraverso parole appassionate e ragionamenti sottili, lasciando sempre trasparire il filo doloroso che ha guidato la vita di Abelardo e la sua vita: Fu un tuo ordine, non la devozione religiosa, a vincolarmi ancora adolescente alle durezze della vita monastica (Lettera II 110) e ancora: Quei piaceri ai quali entrambi ci dedicammo totalmente quando eravamo amanti, furono tanto dolci per me che non posso dispiacermene, né essi possono svanire dalla mia memoria, nemmeno un poco (Lettera IV 130-131). La corrispondenza di Eloisa ed Abelardo ispirò numerosi poeti, da Hofmann von Hofmannswaldau (Heldenbriefe, 1673; Lettere di eroi) ad A. Pope (Eloise to Abelard, 1717) e a Rousseau, che chiamò “nuova Eloisa”, la protagonista del suo romanzo (Julie, ou la nouvelle Héloise, 1761). Dario Fo, vincitore, nel 1997 del premio Nobel per la letteratura, in Eloisa (Corti di carta, Corriere della Sera, Milano 2007) racconta questa passione totale e travolgente, dando voce alla protagonista, Eloisa, della più bella storia d’amore di tutti i tempi.

Rosamaria Bisignani

Prospettive future per la Scuola dal Comitato Popolare di Alternativa Democratica

ELEZIONI AMMINISTRATIVE ANNO 2009

COMUNE DI SAN SOSTI

Con l’apertura del nuovo Anno Scolastico il Comitato Popolare di Alternativa Democratica esprime, a tutto il personale che opera nella scuola e a tutti gli studenti, i migliori auguri di un proficuo anno di lavoro.

Rivolge un ringraziamento particolare alla Dirigente Erminia Bruno, che lascia il suo incarico dirigenziale dopo anni di qualificato lavoro.

Grazie, Dottoressa Bruno, per l’impegno e la dedizione profusi, tanti genitori ti saranno riconoscenti per aver inculcato nei loro figli le basi culturali e l’indirizzo morale per la costruzione di un futuro migliore.

Questo Comitato, convinto che il progresso di un Paese passa attraverso la formazione scolastica e la cultura, uniche in grado di garantire successi professionali e autonomia di pensiero, pone come cardine del suo programma lo sviluppo della Scuola, che dovrà concretizzarsi attraverso una sempre maggiore collaborazione con l’Amministrazione comunale, le famiglie e le altre agenzie educative.

Il rapporto tra Scuola e Comune, in particolare, dovrà essere costante, interattivo ed efficace; il Comune sarà al servizio della propria Scuola sempre e comunque, attraverso una continua azione di sollecitazione a “far bene e meglio” e predisponendo in tempo utile mezzi e servizi idonei.

Le Scuole di ogni ordine e grado saranno riqualificate, ammodernate, riallogate e saranno per la nuova maggioranza comunale, dopo le elezioni 2009, il punto di riferimento dell’azione amministrativa.

L’Istituto Tecnico per Ragionieri, ottenuto attraverso l’impegno lungimirante di alcuni uomini del nostro paese, oggi, però, è rimasto monco.

Esso, abbandonato a se stesso, è diventato il fanalino di coda ed un gravoso fardello dell’Istituto Comprensivo di Roggiano Gravina.

Il Comitato Popolare intende continuare l’impegno intrapreso negli anni ottanta, ampliando l’orizzonte culturale attraverso l’integrazione dell’offerta formativa con nuovi indirizzi: tecnico, professionale, scientifico e classico.

In attesa di questo nuovo evento, l’impegno immediato per l’anno scolastico 2009- 2010 sarà finalizzato all’acquisto di mezzi di trasporto capaci di garantire ai nostri ragazzi, con notevole risparmio di tempo e migliore praticità, un più facile collegamento con i plessi scolastici collocati nei paesi vicini.

Buon anno scolastico a tutti.

San Sosti 14/09/2008

IL COMITATO POPOLARE

DI ALTERNATIVA DEMOCRATICA

A proposito di galateo… (e anche di logica!)

Internet è stata davvero una grande invenzione, e può essere utilizzata per gli scopi più svariati. Certo è che qualsiasi cosa giri sul web, essa viene amplificata a dismisura poiché è in grado di fare il giro del pianeta in pochi secondi, sia che si tratti di notizie di cronaca oppure dei semplici “pesce d’aprile” confezionati dai soliti buontemponi.
Nessuno di noi, credo, si è mai stizzito più di tanto per un pesce d’aprile, anche perché si scopre subito che è uno scherzo. Altra cosa è una notizia falsa, come quella che scorre nei titoli della home page di questo sito: “Si dimette da consigliere il professore Francesco Capalbo”.
Non mi passa per la testa di fare alcun addebito al responsabile del sito, il quale, per esplicita dichiarazione d’intenti, si limita a pubblicare ciò che gli viene inviato, confidando nel “rispetto delle comuni regole civili” da parte degli autori degli articoli.
Proprio queste comuni regole civili (e non semplicemente “una sorta di galateo”) imporrebbero agli autori, per esempio, che si usassero correttamente i mezzi d’informazione, e quindi le notizie che uno manda dovrebbero trovare un riscontro nel mondo reale (a meno che non si pubblichi l’articolo il primo di aprile!).
Nel mondo reale, il consigliere comunale Capalbo non si è mai dimesso, però ha avuto una gran fretta di far pubblicare sulla rete mondiale una lettera che fa credere, a chiunque la legga, che ha presentato “dimissioni irrevocabili”.
Nel mondo reale, il sottoscritto fa parte di quel Consiglio Comunale che – per desiderio dello stesso Capalbo – doveva essere informato tempestivamente delle sue dimissioni, ma nel mondo reale quelle dimissioni non erano state presentate! Non ci si può appellare, dunque, a un “galateo istituzionale” dopo aver preso in giro proprio la massima istituzione civica locale che è il Consiglio Comunale! Il sottoscritto, quindi, smascherando quella falsa notizia, ha semplicemente reso un piccolo servizio alla collettività.
Altro che “esegesi”! Se è vero che due più due fa quattro (come può insegnarci il nostro esimio Professore di Matematica) è anche vero che “Presento le mie dimissioni” è molto diverso dal dire “Avrei intenzione di dimettermi”, secondo l’esegesi che Capalbo fa sui suoi stessi scritti.
Se invece avessi voluto cimentarmi con una prova “esegetica” avrei già potuto far notare qualche strana coincidenza: la sera del 31 agosto una riunione di maggioranza ribadisce la volontà di nominare il consigliere Pietro Aragona quale unico rappresentante alla Comunità Montana, e alle 8,30 del 1° settembre il consigliere Capalbo scopre di avere “impedimenti personali” per la prosecuzione del proprio mandato e lo annuncia a tutto il mondo (tranne che all’organo istituzionale competente!). Adesso – posso aggiungere in questo percorso “esegetico” – parla di “momento più opportuno” per formalizzare le dimissioni: opportuno in che senso, e per chi? Se uno si ritrova impedito a fare una cosa non la fa e basta, non può scegliere il momento più opportuno per non farla! O forse la lettera di dimissioni sul web voleva essere un avvertimento per qualcuno? Già! Ognuno usa internet come meglio crede!
Si tranquillizzi, però, il signor Capalbo: per me può rimanere consigliere finchè lo desidera, tanto qui a San Sosti nessuno si accorge se c’è o non c’è nel Consiglio Comunale.
Certamente fa bene a dispiacersi del tempo che dedico ad alcune cose che lo riguardano: ci sono cose più urgenti a cui pensare, per esempio programmare una nuova fase politica per riparare i danni colossali compiuti dalla sua amministrazione in questi ultimi quattro anni. Perciò non mi occuperò più dei suoi monologhi in rete, anche se dovesse persistere nella denigrazione gratuita delle persone.

Chi frequenta questo sito e non abita a San Sosti ha già abbastanza materiale per valutare gli interventi pubblicati e i loro autori. E avrà anche capito che in questo paese bisogna rimboccarsi subito le maniche se si vuole che le prossime elezioni comunali rappresentino, per tutti, una vera occasione di riscatto sociale e culturale.

Vincenzo Oliva

Argute esegesi

Il Consigliere Oliva, con la questione delle dimissioni “fantasma”, intenderebbe dar vigore a nuove polemiche.
Da esse mi astengo convinto che “c’è un tempo per tutto” e quindi anche per le diatribe, sedicenti, politiche.
Al Consigliere voglio solo ricordare che una sorta di galateo istituzionale, mi ha suggerito di darne comunicazione preventiva al sindaco, conscio dei codici, dei codicilli, delle appendici, dei poscritti, delle aggiunte e dei regolamenti che regolano tale materia .
Mi consenta inoltre l’insigne, di scegliere il momento più opportuno per formalizzare le dimissioni, senza sentirmi in colpa per il fatto che egli investa molto del suo tempo nella spasmodica conta dei secondi che lo separano da esse.

Francesco Capalbo

Manifestazioni di massa e organizzazione di massa

Di Mario Viola

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DIMISSIONI FANTASMA?

Mi sembra opportuno intervenire sulle (presunte) dimissioni del consigliere comunale Capalbo e precisare – per dovere di cronaca – quanto segue.
Sono ormai quattro giorni che la sua lettera è stata pubblicata su questo sito, ma agli atti del Comune di San Sosti non esiste nulla.
Nel corso del Consiglio Comunale tenutosi  il 1° settembre  il sindaco non ha comunicato alcunché ai consiglieri presenti, e si comprende anche il perché di un tale silenzio: a distanza di circa tre mesi dalle “strane dimissioni” del vicesindaco Cundari è certamente imbarazzante – per un sindaco – ricevere anche le dimissioni del proprio capogruppo! Si aggiunga, pure, che mancano ormai pochissimi mesi per le prossime elezioni comunali…
Ma neppure si può deprecare senza  attenuanti quello stesso silenzio, se è vero – come ci è stato detto negli uffici comunali – che la lettera di dimissioni è stata inviata al sindaco solo per e-mail.
L’amministrazione comunale di San Sosti (che, peraltro, non è dotata di posta elettronica certificata) ha tutto il diritto di ignorare una lettera senza firma autografa che potrebbe essere facilmente e incontestabilmente disconosciuta dal presunto mittente.
Se, dunque, l’e-mail è autentica perché non è stata seguita dal documento cartaceo firmato (recapitato personalmente o con raccomandata ordinaria) in modo da garantirne la registrazione al protocollo dell’ente? Si è trattato di semplice leggerezza e inadeguata conoscenza della procedura formale, oppure è una distrazione… “mirata”?
Come si suol dire: ai posteri……
Posso solo aggiungere che – a norma di legge e di regolamento – le dimissioni di un consigliere comunale sono efficaci ed irrevocabili già nel momento in cui vengono assunte correttamente al protocollo generale, perciò il sindaco non deve neppure “accoglierle” (come chiede il consigliere in argomento). A parte il fatto che il destinatario ultimo della comunicazione delle dimissioni è il Consiglio Comunale e non il sindaco!

Vincenzo Oliva

Lettera di dimissioni del Consigliere Prof. F.Capalbo

Cosenza  1 settembre 2008 ore 8,30

Al Sindaco del Comune di San Sosti

  • p.c. Consiglio Comunale del Comune di San Sosti

Signor Sindaco,

motivi strettamente personali mi impediscono di poter svolgere, compiutamente, il mio mandato elettorale.
La prego pertanto di voler accogliere le mie irrevocabili dimissioni e di comunicarle, in data odierna all’intero Consiglio Comunale.
E’ appena il caso di sottolineare, a scanso di strumentalizzazioni, che esse non sono assolutamente correlate all’argomento che oggi si dibatterà nell’assise comunale.
Il consigliere Pietro Aragona gode della mia stima per il lavoro svolto in qualità di Assessore e merita di essere riconfermato quale unico rappresentante del Comune di San Sosti nell’Ente comunitario montano.
Da encomiare altresì è il lavoro che nello stesso Ente hanno svolto, in tempi successivi, i consiglieri designati dalla minoranza Giuseppe Guaglianone ed Enedino Zicarelli.
E’ auspicabile che il loro slancio giovanile possa nel prosieguo essere tesaurizzato, abbattendo muri di artificiose incomunicabilità, perchè l’unico in grado di garantire elementi di innovazione, di equilibrio e di professionalità in un contesto non solo amministrativo che brama di essere rinnovato sopratutto culturalmente.

Con i migliori saluti,

Francesco Capalbo