A proposito di galateo… (e anche di logica!)

Internet è stata davvero una grande invenzione, e può essere utilizzata per gli scopi più svariati. Certo è che qualsiasi cosa giri sul web, essa viene amplificata a dismisura poiché è in grado di fare il giro del pianeta in pochi secondi, sia che si tratti di notizie di cronaca oppure dei semplici “pesce d’aprile” confezionati dai soliti buontemponi.
Nessuno di noi, credo, si è mai stizzito più di tanto per un pesce d’aprile, anche perché si scopre subito che è uno scherzo. Altra cosa è una notizia falsa, come quella che scorre nei titoli della home page di questo sito: “Si dimette da consigliere il professore Francesco Capalbo”.
Non mi passa per la testa di fare alcun addebito al responsabile del sito, il quale, per esplicita dichiarazione d’intenti, si limita a pubblicare ciò che gli viene inviato, confidando nel “rispetto delle comuni regole civili” da parte degli autori degli articoli.
Proprio queste comuni regole civili (e non semplicemente “una sorta di galateo”) imporrebbero agli autori, per esempio, che si usassero correttamente i mezzi d’informazione, e quindi le notizie che uno manda dovrebbero trovare un riscontro nel mondo reale (a meno che non si pubblichi l’articolo il primo di aprile!).
Nel mondo reale, il consigliere comunale Capalbo non si è mai dimesso, però ha avuto una gran fretta di far pubblicare sulla rete mondiale una lettera che fa credere, a chiunque la legga, che ha presentato “dimissioni irrevocabili”.
Nel mondo reale, il sottoscritto fa parte di quel Consiglio Comunale che – per desiderio dello stesso Capalbo – doveva essere informato tempestivamente delle sue dimissioni, ma nel mondo reale quelle dimissioni non erano state presentate! Non ci si può appellare, dunque, a un “galateo istituzionale” dopo aver preso in giro proprio la massima istituzione civica locale che è il Consiglio Comunale! Il sottoscritto, quindi, smascherando quella falsa notizia, ha semplicemente reso un piccolo servizio alla collettività.
Altro che “esegesi”! Se è vero che due più due fa quattro (come può insegnarci il nostro esimio Professore di Matematica) è anche vero che “Presento le mie dimissioni” è molto diverso dal dire “Avrei intenzione di dimettermi”, secondo l’esegesi che Capalbo fa sui suoi stessi scritti.
Se invece avessi voluto cimentarmi con una prova “esegetica” avrei già potuto far notare qualche strana coincidenza: la sera del 31 agosto una riunione di maggioranza ribadisce la volontà di nominare il consigliere Pietro Aragona quale unico rappresentante alla Comunità Montana, e alle 8,30 del 1° settembre il consigliere Capalbo scopre di avere “impedimenti personali” per la prosecuzione del proprio mandato e lo annuncia a tutto il mondo (tranne che all’organo istituzionale competente!). Adesso – posso aggiungere in questo percorso “esegetico” – parla di “momento più opportuno” per formalizzare le dimissioni: opportuno in che senso, e per chi? Se uno si ritrova impedito a fare una cosa non la fa e basta, non può scegliere il momento più opportuno per non farla! O forse la lettera di dimissioni sul web voleva essere un avvertimento per qualcuno? Già! Ognuno usa internet come meglio crede!
Si tranquillizzi, però, il signor Capalbo: per me può rimanere consigliere finchè lo desidera, tanto qui a San Sosti nessuno si accorge se c’è o non c’è nel Consiglio Comunale.
Certamente fa bene a dispiacersi del tempo che dedico ad alcune cose che lo riguardano: ci sono cose più urgenti a cui pensare, per esempio programmare una nuova fase politica per riparare i danni colossali compiuti dalla sua amministrazione in questi ultimi quattro anni. Perciò non mi occuperò più dei suoi monologhi in rete, anche se dovesse persistere nella denigrazione gratuita delle persone.

Chi frequenta questo sito e non abita a San Sosti ha già abbastanza materiale per valutare gli interventi pubblicati e i loro autori. E avrà anche capito che in questo paese bisogna rimboccarsi subito le maniche se si vuole che le prossime elezioni comunali rappresentino, per tutti, una vera occasione di riscatto sociale e culturale.

Vincenzo Oliva

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