Archivi del mese: novembre 2008

L’Ascia di Tinisco e… il canto polifonico

L’episodio dell’Ascia Votiva potrebbe sembrare poco significativo, esso  porta invece  in rilievo l’esistenza di tante energie, come per l’appunto quella del dottor Vincenzo De Luca e dei molti che hanno plaudito alla sua azione, che con il nostro paese hanno un rapporto emotivamente intenso. Il compito di inserire tanta vitalità in un circuito relazionale virtuoso, spetta a chi svolge funzioni di rappresentanza, alle istituzioni politiche e culturali ed anche a quelle religiose (sì, anche alla Chiesa!). Per il momento tale ruolo è svolto egregiamente solo dal giornalino interattivo di un giovane poco più che ventenne, che riannoda quotidianamente gli intrecci di un interessante dialogo e coinvolge persone distanti tra loro centinaia di chilometri, legati dall’affetto che nutrono verso il loro paese. Va dato merito a Raffaele di aver capito prima di molti altri, che lo sviluppo di un territorio, grande o piccolo che sia, necessita di differenti virtuosismi, proprio come un canto a più voci, e non certo degli acuti, alcune volte stonati, di singole persone.

P. S.

Per gli amici appassionati di Storia locale, mi permetta Raffaele d’allegare un disegno dell’Ascia Votiva, tratto da: “Opuscoletti Vari ovvero Monografia di Mottafollone e Raccolta di Massime Morali per l’Arciprete Domenico Cerbelli”.

L’opera fu stampata a Napoli presso la “Stamperia all’Insegna della Sirena”, strada S. Paolo n° 7, nel 1857. L’ascia di seguito rappresentata è la riproduzione di alcuni disegni in rame e di litografie tratti a loro volta da un disegno originale di Vito Capialbi “solerte illustratore delle cose patrie”. Il brano del libro dal titolo: “Della scura italogreca di Artemisio” reca la firma Leopoldo Canonico Pagano. La dedica che appare sull’ascia è tradotta con le seguenti parole: “Sono sacra a Giunone, la quale si venera nella pianura; Tinisco mi ha dedicata secondo il rito nella decima delle lane”. L’estensore del brano motiva la scelta di tale traduzione con le seguenti parole: “… Quindi mi sembra più naturale e più verosimile, senza disapprovare le altre spiegazioni, questa, che io ho scelta in compagnia di un valoroso grecista, il signor Consigliere Lomonaco. Ci ha guidato il solo buon senso ermeneutico ed esegetico, senzacchè contraddicessimo punto alle qualità storiche e ad altre circostanze specifiche. Così la iscrizione è intelligibile all’universo e possono intenderla  anche i principianti”. Nel 1857 non mancavano, come si può intuire, vivacità e originalità intellettuale. Ma all’epoca la Cultura, nonostante si vivesse sotto lo scudiscio Borbonico, era percepita come  valore prezioso e non come inutile chincaglieria.

Francesco Capalbo

Lettera di chiarimento del Sindaco.

Pubblico integralmente quanto ricevuto dal Sindaco di San Sosti Vincenzo Bruno in riferimento ai commenti fatti al mio articolo ‘Vincenzo De Luca ci “ridona” l’ascia di Kyniskos‘. Colgo l’occasione per ribadire, qualora ce ne fosse bisogno, che il Giornale Interattivo riserva ospitalità a tutti, in linea con la sua condotta assolutamente imparziale. Saranno operate rigorosissime censure a quegli articoli o commenti che dovessero scadere in fatti ed offese di carattere personale. Mi è premuto fare questa premessa per fugare qualsiasi dubbio che dovesse, in merito, adombrarsi.

Raffaele Rosignuolo

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Alla C.A. dell’Ing. Raffaele Rosignuolo

Responsabile Legale

Sito Internet www.goladelrosa.eu

87010 Via del Santuario San Sosti (CS)

Verificare, puntualmente, l’azione di chi governa la “Cosa Pubblica” ed in genere analizzare, riflettere, discutere, criticare, proporre soluzioni più idonee ai tanti problemi ed informare con ogni mezzo la società civile… per invocare la cosiddetta “Pubblica Opinione”…tutto questo è linfa vitale per una sana democrazia! Ciò premesso, per ossequiare le più elementari regole della democrazia dell’informazione, è necessario saper distinguere dalla critica positiva la violenza verbale, la polemica sterile, il vilipendio delle Istituzioni e l’offesa a mezzo stampa…perché, altrimenti, si rischia di cadere nel degrado dell’imbarbarimento della vita politica e della società civile!
In tal senso è fondamentale in democrazia, oltre che deontologicamente auspicabile, veicolare alla “Pubblica Opinione”, sempre e solo, una “corretta informazione”! Evitando, quindi, ogni palese falsità e di scadere nel turpiloquio ed in qualsiasi discriminazione che violi il rispetto assoluto della dignità della persona umana, dei diritti dell’uomo e del cittadino.
Pertanto questo mio breve intervento sul blog del meritevole ed utilissimo sito web http://www.goladelrosa.eu creato dal nostro concittadino Ing. Raffaele Rosignolo, vuole essere un normalissimo, chiaro tentativo di garantire un clima più sereno e civile nella comunicazione on-line che riguarda il nostro Paese e la sua comunità, soprattutto, alla vigilia delle Elezioni Amministrative del 2009!
Indubbiamente l’acredine personale e la psiche-contorta e disturbata, (purtroppo, presente, fortunatamente in misura, assolutamente, marginale nella “competizione politica locale”) se viene raccolta e rilanciata on-line diventa, sicuramente, fuorviante e spesso anche lesiva del decoro e dell’immagine di San Sosti!
Caro Ing. Rosignolo, purtroppo, un pessimo esempio, recentissimo, del genere, è avvenuto a seguito del tuo articolo “Vincenzo De Luca ci ridona l’Ascia Votiva di Kyniskos” del 24-11-2008, con n.2 commenti, rigorosamente “Anonimi”, contro il sottoscritto. Dalla bella notizia relativa all’avvenuta correzione dell’errore del British Museum sulla esatta provenienza dell’ascia votiva di Kyniskos -da San Sosti Campania a San Sosti Calabria- grazie all’intervento dell’amico Avv.Vincenzo De Luca (in verità già sollecitata nel 1969 dalla famosa archeologa Zancani-montuoro, che riusci ad ottenere la prima, fondamentale, correzione da “Ascia votiva da Sant’Agata D’esaro” a quella “da San Sosti”, successivamente vanno ricordate altre richieste, sempre con riferimento alla correzione della Regione di provenienza dell’Ascia, cioè quelle prodotte nel 1980 da Pierino Calonico, nel 1981 da Angelo Calonico, in qualità di Sindaco di San Sosti, nel 1995 da Silvana Perrone, in qualità di Sindaco di San Sosti, dal sottoscritto nel 2001 e nel 2006 dall’Ing. Antonio Castellucci ) si è passati a scrivere e pubblicare che “Vincenzo De Luca ci ridona l’Ascia Votiva di Kyniskos” con due commenti allegati a dir poco disdicevoli, che tra l’altro irridono e sottovalutano l’importanza del Museo Multimediale Archeologico del Parco Nazionale del Pollino “San Sozonte” di San Sosti! Al riguardo mi preme sottolineare, innanzitutto, che il nostro Museo Archeologico è una meravigliosa realtà culturale, un “Bene Comune”, un vanto per San Sosti, per il Parco e per la Calabria. Le oltre 600, interessate ed entusiaste, visite (in maggioranza provenienti da ogni parte d’Italia e dall’Estero) al Museo, dall’otto di Agosto ad oggi, il grandissimo trend di crescita previsto ed il gran numero di visite -300 in pochi giorni- al sito internet http://www.sozonthesmuseum.com, confermano il successo della mostra multimediale – archeologica, della sua sede e della sua attenta organizzazione ad opera dei Signori Angelo Martucci, Giovanni Martucci, Francesco Artuso, Stefano Carbone e Pierino Calonico, professionisti “volontari” che da oltre un anno, dimostrando tutta la loro dedizione e passione in materia, si sono messi a disposizione ed al servizio della nostra Cittadinanza.
In conclusione carissimo Ing. Rosignuolo, in qualità di responsabile legale del suddetto sito internet, pur apprezzando e congratulandomi con te per l’importante funzione che il tuo sito svolge, quotidianamente, a favore dell’informazione, sottolineo che non serve alla conoscenza della nostra Comunità dare eccessivo spazio a voci incontrollate che denigrano il nostro paese e la Cittadinanza solo perché, con freddo e stolto calcolo pseudo-politico, pensano, esclusivamente ed ossessivamente, di colpire l’Amministrazione del Sindaco Vincenzo Bruno, sempre ed anche quando ha fortemente voluto e realizzato opere che rappresentano, chiaramente, un salto di qualità culturale e sociale per la nostra Comunità. Nella fattispecie ribadisco che il nostro Museo Archeologico è un’opera invidiata e giudicata da ogni dove come modello da seguire…come strumento di sviluppo economico e sociale…come straordinario ed importante segno della nostra millenaria cultura e civiltà in Calabria, in Italia e nel mondo!
Pertanto “Il qualunquista” di turno può pensare male di tutto e di tutti, ma non può andare contro la Storia! Infatti la sensibilità e l’attaccamento alla nostra Comunità, ampiamente dimostrate in questi lunghi anni, per creare e valorizzare tutte le nostre risorse, (eventualmente ti farò avere un memoriale delle iniziative e delle cose concretamente realizzate) hanno confortato anche l’impegno dell’Amministrazione Comunale a rivendicare, con pieno titolo, il recupero della nostra preziosa Ascia Votiva di Kyniskos producendo atti formali in tal senso che non possono essere messi in ridicolo dal solito anonimo “interessato”. A tal proposito ti allego, pregandoti di pubblicarla, l’ultima richiesta di rivendicazione dell’Ascia Votiva all’attuale Ministro per i Beni Cultuali On.le Sandro Bondi, effettuata in data antecedente all’uscita del tuo articolo in questione, non solo perché dimostra la nostra perseveranza, ma, soprattutto, perché chiarisce che, purtroppo, al di là di ogni metafora, la nostra Ascia Votiva di Kyniskos, in realtà, è ancora al British Museum di Londra.

San Sosti, lì 27-11-2008

IL SINDACO DI SAN SOSTI Geom. Vincenzo Bruno


Comune di San Sosti

Provincia di Cosenza

Tel. 0981-60151 / 60152

Prot. N.2292 del 21-11-2008

Al Signor Ministro per i Beni e le Attività Culturali

On.le Sandro BONDI

Via del Collegio Romano, 27

00186 ROMA

Illustrissimo Signor Ministro

I recenti risultati positivi relativi alla restituzione di reperti archeologici Italiani illegittimamente detenuti ed esposti presso Musei Esteri ci incoraggiano ad indirizzarLe la presente missiva. Già nella primavera del 1996 l’Amministrazione Comunale di San Sosti (CS), piccola cittadina nel Parco Nazionale del Pollino e la locale sezione “Kyniskos” dei Gruppi Archeologici D’Italia, interessarono il Ministro pro-tempore, On.le Veltroni Walter, della vicenda che di seguito, brevemente, cercheremo di riassumerLe: Nel 1846, in una ben nota area archeologica nel nostro Comune, fu rinvenuto un importantissimo reperto archeologico: “Un’Ascia Votiva in bronzo risalente al VI sec. a.C.”. Ad accrescere l’eccezionalità ed il valore del suddetto reperto, unico nel suo genere, contribuisce un’iscrizione sul reperto in dialetto Dorico e alfabeto Acheo. Sappiamo da documenti e fonti letterarie che il reperto in questione, presto famosissimo tra archeologi ed epigrafisti, fu custodito a San Sosti (CS) fino al 1857; da qui fu inviato, per ragioni di analisi e studio, a Napoli presso il Museo Nazionale diretto dal Dott. Minervini; da Napoli il nostro reperto iniziò un’oscura peregrinazione terminata, via Parigi (Castellani colletion!), a Londra destinazione British Museum (1886) dove tutt’ora è, gelosamente, custodito. Le precisiamo che l’allora Ministro On.le Veltroni Walter, con lettera del Giugno 1996-Prot. N.75/112-, così informava il Sindaco di San Sosti: “…di avere provveduto ad interessare il Direttore Generale dell’Ufficio Centrale per i Beni Ambientali, Archeologici, Artistici e Storici, competente in materia, affinché provveda a relazionarmi, dettagliatamente, in proposito”.
L’iniziativa dell’Amministrazione Comunale di San Sosti (CS), che ha trovato grande risalto sulla stampa e sulle televisioni Regionali, ha, tra l’altro, avuto anche un’eco Parlamentare grazie alla presentazione di una specifica interrogazione (N.4.03635) dell’On.le Romano Carratelli. A distanza di ben dodici lunghi anni, (malgrado l’ultima nostra, inutile, sollecitazione al riguardo nel 1999 al Ministro pro-tempore On.le Melandri Giovanna) e nonostante il mortificante e vergognoso, dimentico, silenzio del Ministero dei Beni Culturali, oggi confidiamo nella Sua appassionata verve di uomo politico legato alla filosofia della conservazione e recupero del nostro Patrimonio dei Beni Culturali, delle tradizioni, del territorio e della millenaria Storia Patria, per ribadire la nostra, datata, richiesta cioè: “Sapere quali iniziative il Ministero e quindi il Governo Italiano intende assumere per conoscere, presso gli attuali detentori, la sussistenza dei titoli che giustificano il possesso dell’Ascia Votiva di Kyniskos da San Sosti (CS) e la legittimità delle modalità della sua acquisizione e per attivare tutte le procedure giuridiche o politico-diplomatiche che consentano il suo ritorno in Italia”. Questa nostra ennesima iniziativa, che non vuole essere in alcun modo di campanile, si propone di stimolare, soprattutto, un movimento di risveglio culturale della Calabria, Regione pesantemente penalizzata anche in questo campo attraverso il saccheggio sistematico di gran parte del suo Patrimonio Archeologico e culturale che, paradossalmente, oggi arricchisce i Musei di tutto il mondo. Pertanto ci aiuti Signor Ministro a sapere e magari a riportare in Calabria e a riconsegnare ai calabresi un simbolo importante del loro più glorioso passato. Certi del Suo diretto interessamento, in attesa di un positivo riscontro, cogliamo l’occasione per inviarLe molti cordiali saluti.

San Sosti, lì 21-11-2008

IL SINDACO Geom. Vincenzo Bruno

Gruppi Archeologici D’Italia

Sezione “Kyniskos”di San Sosti (CS)

IL Direttore

Calonico Pierino


Vincenzo De Luca ci “ridona” l’ascia di Kyniskos.

Fino a qualche mese fa l’ascia di Kyniskos sembrava volersi allontanare sempre più dalla sua terra d’origine. Il perchè lo spiegheremo subito. Da quando è stata scoperta nel territorio di San Sosti nel 1846 (il luogo preciso è ancora poco chiaro), si sono susseguiti una serie di avvicendamenti che da un giorno all’altro, hanno fatto si che questa fantastica scure martello, fosse trasferita nel British Museum di Londra. Per capire come si trova a Londra, bisogna andare indietro nella storia fino al 1852, data nella quale Vito Capialbi disegnò l’ascia e subito dopo venne pubblicata dal Minervini sul “Bollettino Archeologico Napoletano” – N.5 1852 pag 137. Nel 1857 la scure da San Sosti fu portata a Napoli nel Museo del regno Borbonico per la traduzione dell’epigrafe che portava incisa. Da Napoli, a seguito dell’invasione dei francesi fu trafugata per ricomparire nel 1884 a Parigi nella collezione di un tale Alessandro Castellano. Da Parigi passa a Londra nel 1886 per essere stata acquistata da Funzionari della “Real Casa” dove si trova tutt’ora, custodita nel British Museum. E’ un reperto bronzeo del VI sec. A.C. di grandissimo valore vista la dedica alla dea Hera, incisa in dialetto dorico ed alfabeto acheo. La traduzione ad opera di Margherita Guarducci è la seguente: “Sono sacro di Hera quella in pianura Kyniskos mi dedicò, l’ortamos, come decima dei suoi prodotti”. Questa frase è oggetto di studio da parte degli archeologi perchè racchiude un universo di informazioni che potrebbero svelare anche molti misteri che avvolgono la storia e le vicende dei nostri luoghi. Arriviamo al dunque: questo reperto orfano della sua terra, riposto in un luogo lontano migliaia di chilometri da San Sosti, è stato per moltissimo tempo messo in mostra nel museo con una targhetta errata. Come ogni reperto che si trova in un museo, dovrebbe avere una targhetta con spiegazioni dettagliate riguardanti presunta o precisa data di origine dell’oggetto, luogo di ritrovamento ed altri dati. Ebbene questo reperto è stato mostrato in passato ai visitatori provenienti da tutto il pianeta con una targhetta errata che riportava come luogo di rinvenimento “Casilini di S.Agata“. Negli anni 70 la Zancani-Montuoro fece correggere la targhetta con “Casilini di SanctuSosti“. Non è finita, la cosa clamorosa è che fino a qualche mese fa, un ulteriore errore accompagnava la descrizione della scure e riguardava ancora una volta la provenienza, ma riferita alla regione leggendosi sulla targhetta “Campania” piuttosto che “Calabria”. Intollerabile questa superficialità e ignoranza degli inglesi per noi sansostesi. Quest’oggetto ci appartiene, ci è caro e ne rivendichiamo l’appartenenza perchè rappresenta un prezioso reperto che ci riannoda alle nostre antichissime radici. Qualche settimana fa Vincenzo De Luca da Milano riesce nell’impresa, fa cambiare la targhetta della scura con le indicazioni corrette “Casilini di San Sosti” e finalmente anche “Regione Calabria“. Bisogna dare merito a questo nostro concittadino per essere riuscito in qualcosa che per molto tempo è risultato difficile a tutti coloro che ci hanno provato. Complimenti e grazie a nome di tutti con l’augurio che un domani questa scure possa davvero riabbracciare la sua terra da cui è stata tolta più di un secolo fa.

Raffaele Rosignuolo

Fonti: Cenobio Rupestre di Monte Mula F. Guzzolino, archeopollino.it, Mottafollone dalle origini al Medioevo F.Borrelli, Archeologia e topografia nella valle dell’Esaro e dell’Occido A.Martucci – G.Martucci

Le cadute degli dei

di Francesco Capalbo

L’avvenimento, sussurrato con insistenza e poi annunciato ufficialmente, è destinato a creare sconcerto.
Giacomo Mancini il 12 novembre è approdato alla corte di Silvio Berlusconi!
E’ ormai evidente come il centrosinistra in Calabria non entusiasmi, non affascini e non permetta una salubre mobilità del gruppo dirigente.
Le disinvolte candidature per le elezioni provinciali di Oliverio e dei suoi cloni, decise o in via di decisione, per opera di un direttorio autocratico, comprovano queste affermazioni che potrebbero, a primo acchito, sembrare gratuite.
Ma il darvinismo politico di Giacomo Mancini non può trovare giustificazione alcuna e nel contempo permette una lettura meno sacrale della storia delle dinastie politiche calabresi e della idea poco intrepida che esse hanno della coerenza, intesa come virtù.
Già Paolo Palma in un suo pamphlet dal titolo: “Doppio gioco all’ombra dell’Ulivo” (Editori Riuniti 2001) mise in risalto la strana asimmetria della campagna elettorale per le Politiche del 13 maggio 2001 e le contorsioni di alcuni suoi protagonisti.
Ad esempio, per quanto riguarda il voto proporzionale della Camera, si registrò a Cosenza la vittoria della lista DS, l’elezione di Giacomo Mancini junior, che di quella lista faceva parte  e… la mancata elezione di Paolo Palma e di Achille Occhetto, candidati dell’ Ulivo nel maggioritario di Camera e Senato.
Ci pensò l’ex segretario del PDS a svelarne l’arcano dimostrando, con un ampio rapporto presentato alla stampa, come sia lui che Palma fossero stati penalizzati dalle logiche clientelari e doppiogiochiste di Giacomo Mancini senior, che favorirono i candidati dello schieramento opposto.
Se ci avventuriamo nei dirupi della Storia, emerge un altro avvenimento poco indagato che incrina l’alone di leggenda e svela le umane debolezze degli appartenenti alla dinastia dei Mancini.
Il 7 maggio del 1927 sulla prima pagina di  Calabria Fascista venne pubblicato un articolo, che riguardava Pietro Mancini (bisnonno di Giacomo junior), dal titolo: “La Magnanimità del Duce”.
Eletto deputato il 6 aprile 1924 per la circoscrizione della Calabria e della Basilicata (ventisettesima legislatura), Pietro Mancini fu il solo deputato dell’opposizione che le due regioni mandarono alla Camera. Decadde dal mandato parlamentare per delibera della Camera, nella seduta del 9 novembre 1926, a seguito di una mozione presentata da Augusto Turati. Nello stesso anno fu confinato a Nuoro e per tale motivo ritenuto una sorta di eroe sacro dell’antifascismo meridionale.
L’articolo ne palesa invece la vulnerabile umanità.
“S. E. Mussolini, compiendo un atto altamente magnanimo, ha condonato, dopo soli cinque mesi di espiazione, di seguito a richiesta dell’interessato, la pena del confino inflitta dalla Commissione Provinciale di Cosenza per la durata di cinque anni, all’onorevole Pietro Mancini.
La relativa istanza, di cui a suo tempo venne data comunicazione a S. E. Michele Bianchi, il quale a sua volta ne informò il prefetto Commendatore Guerresi ed il Segretario Federale dott. Cesare Molinari, venne rivolta a S. E. Mussolini, quale Ministro dell’Interno; e S.E. Mussolini, avvalendosi dei suoi poteri, ha generosamente perdonato .
L’atto di S. E. Mussolini è solenne riaffermazione degli alti sensi generosi e magnanimi del Condottiero Magnifico dell’ Italia nuova ed è indice eloquente delle direttive del Regime, implacabile nella difesa dello Stato, ma tendente alla conciliazione degli animi ed a porre nella sua vera luce lo spirito e l’essenza della Rivoluzione Fascista”.
Lungi dall’esprimere giudizi storici affrettati sulle vicende sopra elencate, non si può non essere d’accordo con le parole dell’onorevole Fabrizio Cicchitto, gran cerimoniere del passaggio di Giacomo Mancini al centro destra. L’onorevole, durante il rito romano del travaso, ha affermato che le storie delle persone sono lunghe.
E’ innegabile, comunque, che analizzate nei loro snodi essenziali, talune sembrano rilevarsi fragili e perciò più conformi alla natura umana che a quella degli dei.

Gli avvenimenti citati in questo articolo sono tratti dalle seguenti fonti:

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Il Giornale Interattivo nelle case degli italiani

Ho il piacere di comunicarvi che sempre più il Giornale Interattivo riesce a “saziare” la fame degli utenti della rete. Dalle statistiche, appare chiaro che nelle ricerche di alcune frasi chiave come: Infarto cardiaco, Incentivi per le donne, il nostro sito risulta in prima pagina nel motore di ricerca di Google. Suppongo che ciò avvenga anche per altri temi che non ho avuto ancora modo di verificare. E’ chiara l’importanza della cosa: quando qualcuno, fra i milioni di internauti, prova a cercare queste parole, ci trova ai primi posti nell’elenco di migliaia di siti. Magari, da questo piccolo paese, non riusciremo a soddisfare tutti gli utenti che giornalmente investono la rete con le proprie ricerche ma sicuramente portiamo in giro per le case degli Italiani, e non solo, il nome del nostro paesino. Anche i commenti che si ricevono molto spesso provengono da luoghi lontani, da gente che non sapeva neanche della nostra esistenza. E’ proprio di oggi un commento, proveniente da Crotone, all’articolo incentivi per le donne e pare che l’utente sia rimasta soddisfatta e si complimenta con noi per aver divulgato le notizie riguardanti queste opportunità.

I complimenti vanno a tutti gli autori, che possono essere fieri di quello che hanno creato con i loro articoli, ma sopratutto a chi ci crede ed è speranzoso per la rinascita del nostro comune. Un saluto unito all’augurio che la nostra proposta culturale stimoli sempre più l’interesse e la partecipazione dei cittadini.

Raffaele Rosignuolo

Apriamo una nuova pagina

Questa volta mi rivolgo  agli amici che rappresentano, in seno al Consiglio comunale di San Sosti, la componente di minoranza ma, indirettamente, anche a tutti gli altri amici che a San Sosti si occupano di politica locale. Nel vostro ultimo intervento sulle pagine di questo sito intitolato “la maggioranza è a pezzi….”, rilevo, non solo un esercizio di quelle che sono le vostre funzioni, alle quali siete stati delegati dal Popolo, ma intuisco, tra le righe, anche un grido di dolore, quali Sansostesi, per i pessimi risultati raggiunti da chi ci ha amministrato, per i dieci anni passati, che hanno visto disattendere tante promesse e perdere tante opportunità, in termini di sviluppo, di occupazione, di rilancio del Comune. Non starò, questa volta, a parlarvi dei tanti programmi ministeriali, regionali, e di altre attività, che chi amministra e si mette al timone, dovrebbe conoscere ed inseguire come il leone insegue la gazzella; non starò questa volta ad elencare tutte le potenzialità, che San Sosti ha, in quanto le conoscete benissimo (più di me); non starò, questa volta, a dire quello che si poteva fare e non è stato fatto;  non starò nemmeno più a ripetere che per amministrare bene un Comune bisogna conoscere bene la macchina burocratica, avere intraprendenza politico- amministrativa, fare gioco di squadra e connettere il Comune ad un Sistema Integrato del Territorio e superare così i confini ristretti dell’ambito comunale stesso, favorendo, così, uno sviluppo armonico di una intera zona, territorialmente, culturalmente omogenea: non starò, questa volta, a dirvi, che ormai, lo Stato, interviene su Macrozone, promuovendo interventi Integrati di Area Vasta, (territorio, mobilità, sviluppo urbano, occupazione, industria ecc.), allontanandosi sempre di più da quella che era l’attività dei Finanziamenti a Pioggia che si è dimostrata inadeguata ed inutile; questa volta, carissimi Vincenzo, Enedino e Fabio, non è da tecnico che parlo, ma da sansostese come voi, che con rammarico, prende atto che, “siamo di fronte ad un fallimento di un progetto politico”. Un fallimento che ha comportato dieci anni di ritardi (direi anche quindici), dieci anni di treni persi, dieci anni in cui non si è fatto gioco di squadra ma, si è operato, in termini inadeguati e con metodi ormai vecchi. Non è questo o quel finanziamento che non si è stati capaci di ottenere; non è questo o quel servizio che non si è stati capaci di fornire o di istituire o di intensificare. Il fallimento è stato su tutta la linea. Anche dal punto di vista economico-finanziario. E’ stato detto chiaro o no? Si è ricorsi ad adottare l’utilizzo dell’Eolico (sottoscrivendo una Convenzione, mi sembra; non ho letto le carte nè mi interessa leggerle perché so che fine ha fatto l’Eolico in tutto il meridione; ma non è questo il problema!), non perché ci si creda veramente, ma per problemi di Bilancio. E’ questa  la cosa più triste! Si è dovuto inserire nel Bilancio quell’elemosina di 104.000,00 Euro, per non dichiarare fallimento. Ma gli altri Comuni, come fanno? Fanno la colletta? Tempo fa  è stato venduto un bellissimo bosco nella località di Casiglia, che per riformarsi ci vorranno decenni, perché? Per motivi di Bilancio. Ci dicessero che domani, per salvare il Bilancio, sarà necessario mettere in vendita le nostre case, perché lo faremo volentieri. Così salviamo il Bilancio. Proprio l’altro ieri, ho posto questo problema a degli esperti di Finanza delle Autonomie Locali, che ho conosciuto per motivi di lavoro. Mi è stato detto che i metodi ci sono per risollevare queste carenze finanziarie dei piccoli Comuni, sempre che non si tratti di grossi vuoti; sinceramente, e con tutto il rispetto, credo più a loro che a qualche bravo nostro amministratore. Ma non voglio discostarmi da quello che era lo spirito iniziale del mio discorso. Il mio messaggio è questo: si è perso un decennio, ormai è inutile “Piangere sul latte versato”. Apriamo una nuova pagina, indipendentemente dai giochi di potere, dalle ambizioni personali e quant’altro. Cerchiamo di trovare una intesa più larga possibile, sensibilizzando i Cittadini e spiegando loro, che a nostro parere, avrebbero meritato di più di quello che hanno ricevuto in termini di efficienza amministrativa e di scelte politiche. Si parli anche con le Frazioni. Si faccia in modo che l’informazione circoli e che si abbia coscienza delle difficoltà del momento storico che stiamo vivendo. Ristabiliamo il contatto tra noi cittadini. Chi ha idee, consigli e possibilità li metta al servizio della collettività, senza divisioni di sorta. Resta inteso, a mio modestissimo parere, che non è più riproponibile una formula simile o minimamente affine, o derivata da quella che ha tenuto il timone fino ad ora; da ormai quindici anni. Resto a disposizione per qualsiasi forma di collaborazione, basta che vada nella direzione di una opportunità di sviluppo per il nostro Comune. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi.

Pietro Bruno

La Maggioranza è a pezzi – Ricostruiamo insieme la casa di tutti!

La seduta del Consiglio Comunale del 30 settembre scorso ha sancito il definitivo tracollo della maggioranza che regge (si fa per dire…!) il Comune di San Sosti.
La convenzione per l’impianto eolico, che consente – sulla carta – di riequilibrare un deficit di bilancio di 105.000 euro, è stata approvata soltanto da sei consiglieri su tredici assegnati: una mortificazione che non ha intaccato minimante il senso del pudore di quella sparuta pattuglia che punta esclusivamente a gestire la prossima campagna elettorale con le mani ben attaccate alle leve del potere.
Surreale il teatrino inscenato dal sindaco con il suo ex vice. Mentre questi (il consigliere Cundari) si dichiarava ancora contrario alle pale eoliche pur ritenendole indispensabili per la salvaguardia del bilancio, il sindaco lo smentiva asserendo che le due cose non erano affatto collegate tra loro e che i soldi non c’entravano niente. Però – ammettevano – senza la promessa delle pale eoliche tutti quanti avrebbero dovuto tornarsene a casa!
Una maggioranza, dunque, a pezzi che ha visto prima il vicesindaco rinunciare alla propria carica e poi il capogruppo Capalbo dimettersi addirittura da consigliere: segni evidentissimi di un progetto politico completamente fallito, rimarcato dal rifiuto a subentrare al consigliere dimissionario già espresso dai primi due candidati non eletti.
Ma il fallimento era ed è evidente nei numeri deficitari riassunti dal revisore dei conti: le poche risorse vere e concrete esistenti nel nostro comune sono state letteralmente dilapidate.
L’esempio più eclatante viene dalla gestione delle strutture del Pettoruto e dallo spostamento della Fiera che hanno portato nelle casse comunali solo pochissimi spiccioli. Così, in un sol colpo, sono state distrutte una grande tradizione e un’economia che ancora reggeva e poteva svilupparsi meglio.
Ebbene, con queste credenziali, i nostri “eroi” intendono ancora ripresentarsi all’elettorato, sperando di incantarlo con i milioni e milioni di euro vaneggiati dal Sindaco durante l’ultimo Consiglio Comunale e affidati….. al vento! (Parole, parole, parole… sono più di dieci anni che tutti i sansostesi aspettano il miracoloso, straordinario, eccezionale, grandioso sviluppo propagandato dall’attuale maggioranza, a solo uso ed esclusivo consumo elettoralistico).
A tutti i cittadini è ormai chiaro, però, che abbiamo davanti due sole possibilità: o si continua a gestire il potere pubblico con promesse e inganni, spargendo fumo negli occhi ed elargendo piccoli favori ai più “fortunati”, oppure si cambia completamente strada: ci si rimbocca le maniche e si lavora per rimuovere le macerie e ricostruire una casa solida, che sia veramente la casa di tutti i sansostesi.
Noi consiglieri di minoranza, insieme a coloro che ci hanno già sostenuto e incoraggiato, invitiamo a incamminarsi decisamente su questa strada tutti quelli che sono davvero stufi della politica fatta a tavolino, nella quale menti cervellotiche e partiti fantasmi barattano tutto e tutti.
Insieme possiamo definire gli obiettivi e scegliere i nostri rappresentanti, senza più affidare deleghe in bianco e a tempo indeterminato: insieme possiamo finalmente compiere quella svolta che la nostra comunità, perennemente delusa, aspetta da tantissimi anni!

IL GRUPPO CONSILIARE DI MINORANZA

Vincenzo Oliva – Fabio Novello – Enedino Zicarelli

P.S. Giovedì 6 novembre si è tenuto un altro Consiglio Comunale, ma la maggioranza era sempre a meno due (e mancava, ancora, il consigliere che dovrebbe surrogare il capogruppo F. Capalbo, dimessosi nel mese di settembre).

Vincenzo Oliva