Archivi del giorno: 11 novembre, 2008

Il Giornale Interattivo nelle case degli italiani

Ho il piacere di comunicarvi che sempre più il Giornale Interattivo riesce a “saziare” la fame degli utenti della rete. Dalle statistiche, appare chiaro che nelle ricerche di alcune frasi chiave come: Infarto cardiaco, Incentivi per le donne, il nostro sito risulta in prima pagina nel motore di ricerca di Google. Suppongo che ciò avvenga anche per altri temi che non ho avuto ancora modo di verificare. E’ chiara l’importanza della cosa: quando qualcuno, fra i milioni di internauti, prova a cercare queste parole, ci trova ai primi posti nell’elenco di migliaia di siti. Magari, da questo piccolo paese, non riusciremo a soddisfare tutti gli utenti che giornalmente investono la rete con le proprie ricerche ma sicuramente portiamo in giro per le case degli Italiani, e non solo, il nome del nostro paesino. Anche i commenti che si ricevono molto spesso provengono da luoghi lontani, da gente che non sapeva neanche della nostra esistenza. E’ proprio di oggi un commento, proveniente da Crotone, all’articolo incentivi per le donne e pare che l’utente sia rimasta soddisfatta e si complimenta con noi per aver divulgato le notizie riguardanti queste opportunità.

I complimenti vanno a tutti gli autori, che possono essere fieri di quello che hanno creato con i loro articoli, ma sopratutto a chi ci crede ed è speranzoso per la rinascita del nostro comune. Un saluto unito all’augurio che la nostra proposta culturale stimoli sempre più l’interesse e la partecipazione dei cittadini.

Raffaele Rosignuolo

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Apriamo una nuova pagina

Questa volta mi rivolgo  agli amici che rappresentano, in seno al Consiglio comunale di San Sosti, la componente di minoranza ma, indirettamente, anche a tutti gli altri amici che a San Sosti si occupano di politica locale. Nel vostro ultimo intervento sulle pagine di questo sito intitolato “la maggioranza è a pezzi….”, rilevo, non solo un esercizio di quelle che sono le vostre funzioni, alle quali siete stati delegati dal Popolo, ma intuisco, tra le righe, anche un grido di dolore, quali Sansostesi, per i pessimi risultati raggiunti da chi ci ha amministrato, per i dieci anni passati, che hanno visto disattendere tante promesse e perdere tante opportunità, in termini di sviluppo, di occupazione, di rilancio del Comune. Non starò, questa volta, a parlarvi dei tanti programmi ministeriali, regionali, e di altre attività, che chi amministra e si mette al timone, dovrebbe conoscere ed inseguire come il leone insegue la gazzella; non starò questa volta ad elencare tutte le potenzialità, che San Sosti ha, in quanto le conoscete benissimo (più di me); non starò, questa volta, a dire quello che si poteva fare e non è stato fatto;  non starò nemmeno più a ripetere che per amministrare bene un Comune bisogna conoscere bene la macchina burocratica, avere intraprendenza politico- amministrativa, fare gioco di squadra e connettere il Comune ad un Sistema Integrato del Territorio e superare così i confini ristretti dell’ambito comunale stesso, favorendo, così, uno sviluppo armonico di una intera zona, territorialmente, culturalmente omogenea: non starò, questa volta, a dirvi, che ormai, lo Stato, interviene su Macrozone, promuovendo interventi Integrati di Area Vasta, (territorio, mobilità, sviluppo urbano, occupazione, industria ecc.), allontanandosi sempre di più da quella che era l’attività dei Finanziamenti a Pioggia che si è dimostrata inadeguata ed inutile; questa volta, carissimi Vincenzo, Enedino e Fabio, non è da tecnico che parlo, ma da sansostese come voi, che con rammarico, prende atto che, “siamo di fronte ad un fallimento di un progetto politico”. Un fallimento che ha comportato dieci anni di ritardi (direi anche quindici), dieci anni di treni persi, dieci anni in cui non si è fatto gioco di squadra ma, si è operato, in termini inadeguati e con metodi ormai vecchi. Non è questo o quel finanziamento che non si è stati capaci di ottenere; non è questo o quel servizio che non si è stati capaci di fornire o di istituire o di intensificare. Il fallimento è stato su tutta la linea. Anche dal punto di vista economico-finanziario. E’ stato detto chiaro o no? Si è ricorsi ad adottare l’utilizzo dell’Eolico (sottoscrivendo una Convenzione, mi sembra; non ho letto le carte nè mi interessa leggerle perché so che fine ha fatto l’Eolico in tutto il meridione; ma non è questo il problema!), non perché ci si creda veramente, ma per problemi di Bilancio. E’ questa  la cosa più triste! Si è dovuto inserire nel Bilancio quell’elemosina di 104.000,00 Euro, per non dichiarare fallimento. Ma gli altri Comuni, come fanno? Fanno la colletta? Tempo fa  è stato venduto un bellissimo bosco nella località di Casiglia, che per riformarsi ci vorranno decenni, perché? Per motivi di Bilancio. Ci dicessero che domani, per salvare il Bilancio, sarà necessario mettere in vendita le nostre case, perché lo faremo volentieri. Così salviamo il Bilancio. Proprio l’altro ieri, ho posto questo problema a degli esperti di Finanza delle Autonomie Locali, che ho conosciuto per motivi di lavoro. Mi è stato detto che i metodi ci sono per risollevare queste carenze finanziarie dei piccoli Comuni, sempre che non si tratti di grossi vuoti; sinceramente, e con tutto il rispetto, credo più a loro che a qualche bravo nostro amministratore. Ma non voglio discostarmi da quello che era lo spirito iniziale del mio discorso. Il mio messaggio è questo: si è perso un decennio, ormai è inutile “Piangere sul latte versato”. Apriamo una nuova pagina, indipendentemente dai giochi di potere, dalle ambizioni personali e quant’altro. Cerchiamo di trovare una intesa più larga possibile, sensibilizzando i Cittadini e spiegando loro, che a nostro parere, avrebbero meritato di più di quello che hanno ricevuto in termini di efficienza amministrativa e di scelte politiche. Si parli anche con le Frazioni. Si faccia in modo che l’informazione circoli e che si abbia coscienza delle difficoltà del momento storico che stiamo vivendo. Ristabiliamo il contatto tra noi cittadini. Chi ha idee, consigli e possibilità li metta al servizio della collettività, senza divisioni di sorta. Resta inteso, a mio modestissimo parere, che non è più riproponibile una formula simile o minimamente affine, o derivata da quella che ha tenuto il timone fino ad ora; da ormai quindici anni. Resto a disposizione per qualsiasi forma di collaborazione, basta che vada nella direzione di una opportunità di sviluppo per il nostro Comune. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi.

Pietro Bruno