Il silenzio degli sconfitti

Abbiamo provato, in questi giorni, sulla nostra pelle quanto può far male il silenzio. Quello che è stato ribattezzato lo scandalo di Frà Giovanni ha dato vita ad un coro di voci che ha plasmato nel senso più profondo l’immagine dell’indignazione. L’indignazione oggi ha un volto. Possiamo vederla e toccarla, se pur l’esperienza  non è per nulla piacevole. Ma ciò che più mi ha colpito è scoprire che anche la sconfitta ha un volto. Il volto del silenzio. Mentre si innalzava il grido dell’indignazione di buona parte dei cittadini di San Sosti per avere scoperto che all’assurdo non c’è mai fine dall’altra parte si faceva sempre più assordante il sinistro silenzio che ogni parte politica ha mantenuto in merito alla questione. Non una lettera di chiarimenti, di spiegazione, di scuse, di rammarico, di sbalordimento o sorpresa, di obiezione, di accusa. Nulla. Né la maggioranza né la minoranza hanno sentito il dovere di intervenire , l’una per spiegarci un po’ le cose, ad esempio che per eccezionali ragioni tecniche e idrogeologiche la fontana non poteva che essere “recuperata” così come è stato fatto o che ad esempio anche loro erano all’oscuro di tutto e non hanno potuto far altro che assistere sgomenti alla materializzazione della nuova fontana in una triste mattina d’inverno, l’altra per dirci che sono dalla nostra parte, che capiscono perfettamente quello che stiamo provando perché anche loro come noi e come la maggioranza non ne sapevano nulla , che sono veramente rammaricati che il fato ci abbia mandato in sorte questa nuova fontana e che se avessero saputo in anticipo ci avrebbero messo una buona parola affinché il fato si impegnasse di più. E invece nulla. Silenzio. Non riuscivo a capire il perché, finchè un giorno non incomincia a sentire che tale triste silenzio aveva l’amaro sapore della sconfitta. Avete presente quando al termine di una partita l’allenatore della squadra sconfitta esce dal campo a testa bassa e in silenzio? Bene mi sembra di rivedere questa scena con la differenza che questa volta non si parla di allenatori ma di rappresentanti del popolo e che ad uscire sconfitta non è una sola delle forze in campo ma entrambe, chi per una ragione chi per un’altra. Ma come! Può esistere uno sconfitto senza un vincitore? Sicuramente nel calcio no. Se una squadra vince l’altra perde non si scappa. Ma in politica tutto è diverso… vigono principi che sfidano le teorie dei più grandi filosofi. Doppia sconfitta dunque? Purtroppo no. Perché c’è una terza componente che da questa storia ne esce profondamente sconfitta, impoverita, spogliata. Siamo noi. Noi che probabilmente non abbiamo saputo scegliere i nostri rappresentanti, non abbiamo saputo vegliare, non abbiamo saputo far valere i nostri legittimi interessi. Basti dire che abbiamo perduto per sempre un qualcosa che era a noi molto cara ma non per una valanga, un terremoto o una qualsiasi altra causa indipendente dalla nostra volontà…ma per la inettitudine di chi ha fatto quello sfacelo…quasi a voler confermare il dominio dell’uomo sulle cose animate e inanimate…IO TI HO CREATO E IO TI DISTRUGGO!!! E fu così che la distrusse! Ma attenzione all’effetto boomerang !!!

La notizia buona (la good news) è che noi “indiretti sconfitti” possiamo risollevarci come l’araba fenice risorge dalle sue ceneri! In che modo? Facendo sentire la nostra voce su questo sito e fuori. Creando l’effetto lente d’ingrandimento su ogni azione sbagliata di chi ci amministra (è un ottimo incentivo a non sbagliare più!). E soprattutto capendo chi abbiamo davanti in modo da poter votare in modo più consapevole e, perché no, per poter gridare in faccia al candidato di turno che è meglio che si ritiri perché vogliamo altro!!

Proprio per poter aiutare i cittadini a scegliere in modo assolutamente libero e individuale stiamo preparando con Raffaele ciò che penso sarà una bella sorpresa sia per i cittadini, che avranno la possibilità di scegliere in modo più consapevole, sia per i potenziali candidati sindaco e relativo gruppo, che avranno la eccezionale possibilità di farsi conoscere non solo perché sono tizio e caio u figliu i sempronio che abita aru vitturiu piuttosto che aru bergu, ma per le loro idee .

All’amministratore del sito svelare tale sorpresa!

P.S. : Ho parlato volutamente di sconfitti e non di vinti perché una e più partite sono state miseramente perse ma un intero “campionato” (continuando il parallelismo con il calcio) ci attende.

Quindi un messaggio positivo di impegno per fare meglio.

Elio Ardifuoco

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7 risposte a “Il silenzio degli sconfitti

  1. Vincenzo Oliva

    Quest’articolo di Elio Ardifuoco è davvero interessante e, in buona parte, condivisibile (almeno per me).
    Inoltre mi offre lo spunto per aggiungere e precisare alcune cose che ho omesso nel mio ultimo intervento (il lupo e l’agnello) perchè mi sembrava già troppo lungo.
    Premesso che il sottoscritto, a proposito di Fra’ Giovanni, una risposta l’ha data proprio nel senso che auspicava Elio, vorrei evidenziare altre due cose.
    1) Stiamo un po’ attenti a non scivolare (probabilmente senza volerlo e senza accorgercene) in una dimensione rovesciata della realtà, perché mi sembra di avvertire – nel modo di porre alcune questioni da parte di diversi autori – che si tenda ad affermare un principio secondo cui la realtà “virtuale” conti di più di quella “concreta e quotidiana”, o, comunque, internet debba diventare la misura di tutte le cose! Una preoccupazione esagerata? Lo spero! Io apprezzo moltissimo l’iniziativa di Raffaele e sono convinto del suo indiscutibile valore sociale, ma nessuno può pensare che questo sito sia l’ombelico del mondo: una cosa del genere si potrebbe verificare se tutti i cittadini di San Sosti si mettessero d’accordo per usarlo come mezzo di comunicazione ufficiale, ma sappiamo bene che i navigatori del sito sono una parte nettamente minoritaria della popolazione. Perciò nessuno può dettare gli argomenti, le modalità e i tempi di una qualsiasi discussione. Stiamo arrivando al paradosso che mentre sul sito montano la protesta e l’indignazione per il modo in cui siamo amministrati, nella realtà quotidiana si fanno sempre più evidenti la rassegnazione e il disinteresse per la cosa pubblica. E mi collego subito alla seconda cosa che volevo sottolineare.
    2) Proprio questo paradosso mi fa concordare con Elio che una sconfitta “collettiva” c’è senz’altro. Basti pensare, per esempio, che se qualcuno volesse organizzare una piccola manifestazione di protesta per lo “scempio” della fontana di Fra’ Giovanni, neppure in questo momento che l’indignazione è così alta troverebbe altre due persone – nella vita reale – per presentarsi magari davanti al Comune e far sentire la propria voce. Stiamo anche attenti, però, a non fare facilmente di tutte le erbe un fascio: non credo sia corretto mettere sullo stesso piano una maggioranza che ha procurato danni e una minoranza che, con tutte le sue manchevolezze, è riconosciuta quasi unanimemente come la prima opposizione politica che ha svolto con costanza il suo ruolo di informazione e di controllo da almeno quindici anni a questa parte. Anche l’accomunamento indiscriminato di responsabilità “frena le possibilità di avanzamento”.
    Un cordiale saluto.

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  2. Santino Marasco

    Caro Elio Ardifuoco, mi congratulo con te perchè hai centrato proprio il vero problema che infligge, purtroppo il nostro paese: Indifferenza sia da chi ci amministra, che da chi è all’opposizione. Grazie

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  3. Fermo restando che confermo in toto quanto ho scritto mi sento in dovere di concordare ( ma in parte) su due precisazioni fatte dal Prof. Oliva. La prima, che ho omesso di scrivere ma che ho avuto costantemente in mente , è che non bisogna fare di tutte le erbe un fascio ma soprattutto non vorrei che passasse il messaggio “mal comune mezzo gaudio”.Assolutamente no! Ciascuno( maggioranza e minoranza) ha avuto differenti responsabilità e a tale diversità di responsabilità corrisponde anche un differente grado di gravità che però non saprei commisurare.
    La seconda è che certamente la realtà “virtuale” NON conta più di quella “concreta e quotidiana”!Però se ragioniamo in termini di proporzioni sono quasi certo di affermare che in proporzione sono più le persone che partecipano attraverso il sito (anche solo leggendo) che non quelle che partecipano concretamente nella realtà quotidiana. Il che apre la strada a due considerazioni speculari l’una all’altra e l’una la conferma dell’altra: la prima è che una ragione di ciò si può ricercare nell’anonimato o cmq nel non apparire direttamente; cioè la gente partecipa meno “sul campo” per timore. La seconda è che paradossalmente ciò comporta che sia più veritiera la realtà virtuale che non quella “reale concreta e quotidiana”. Esemplifico : se tizio nella “vita reale” non esprime un proprio dissenzo per timore o comunque per una qualsiasi impossibilità di partecipare, il parere di tizio agli occhi dell’amministratore di turno sarà neutro.Pari a zero.Quando IN REALTà è portatore di un dissenzo. Se invece tizio sul sito per varie motivazioni psicologiche riesce a esprimere il suo reale dissenzo avremo che appunto la realtà virtuale coinciderà perfettamente con quella concreta.
    Prova di ciò ne è il fatto stesso che a San Sosti non c’è stato alcun corteo di protesta per la fontana( ma questa è solo un esempio) o comunque non si è avvertita particolarmente l’indignazione mentre sul sito è uscita fuori tutta la rabbia, se pur in termini assoluti i partecipanti erano pochi. Il risvolto positivo(???) è che spesso quello che va sotto il nome di indifferenza dei cittadini non è altro che timore.I cittadini vorrebbero ma non possono.

    Io la penso così.Forse mi sbaglio.Magari col tempo la penserò diversamente.
    Certo sarebbe tutto più “bello” se si partecipasse nella vita reale.Le cose andrebbero molto meglio!

    Elio Ardifuoco

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  4. Vincenzo Oliva

    Mi pare che questa tua conclusione sia proprio identica alla riflessione che avevo fatto a proposito della scelta dell’anonimato: non si mostra la faccia per timore. Sono quindi d’accordo sul fatto che il dissenso sicuramente c’è, ma sono piuttosto pessimista perchè se non si trova comunque il coraggio (e non ce ne vuole molto!) per parlare e agire liberamente, un progetto di società diversa non si potrà mai realizzare. E a volte succede anche che il “dissenso reale”, ma inespresso, diventi “consenso reale” al momento del voto.
    Vale però il detto: la speranza è l’ultima a morire!
    Saluti

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  5. Cari Elio e Vincenzo, ormai sarebbe retorica dire cosa penso delle vostre parole, perchè comunque ognuno di voi sa quali sono le mie idee e soprattutto che se ce ne fossero di più persone come voi nel nostro paese, qualche spiraglio ci sarebbe……. E’ chiaro però che le parole di Elio oltre ad esser chiare e precise, oltre ad essere innovative e degne di valutazione (tranne naturalmente il fatto che noi di minoranza abbiamo responsabilità caro Elio, perchè un giorno, se tu ricoprirai il nostro posto vedrai di persona cosa significa), sono parole che dovrebbero far riflettere tutti ma proprio tutti, perchè sono le parole di chi in futuro, dovrà vivere nel nostro paese. Un futuro di giovani, di ragazzi con tante idee ed ideali, di ragazzi che vorrebbero far rivivere San Sosti dandogli una luce che oggi ormai si è spenta. Soprattutto quei ragazzi che mi fanno provare un senso di felicità quando la sera, soprattutto il sabato, ne vedo 50-100, tutti insieme tra il bar di Dino e la banca, intenti a chiacchierare, a scherzare, a condividere idee magari diverse ma tutte importanti. Poi invece, dopo le 21.00, tutti fuori, tutti in luoghi scelti quali mete serali, tutti in giro abbandonando San Sosti. E cosa possiamo dirgli? Nulla, fanno bene se nessuno offre di meglio. Qualche sera fa, mi sono ritrovato nell’agriturismo del cavaliere Bruno, che saluto, a Pauciuri, ed ho dovuto poi ammettere a miamoglie, che era da tempo che non vedevamo tanti giovani insieme, a sorridere, cantare fare sms cartacei tra loro, una bella cosa certo, che mi fa elogiare Enzuccio e la sua famiglia, ma che poi, quando penso che era una piccola goccia in un grande mare, mi rende triste. Se il nostro paese continua così, se la gente non si sveglia, se non si da una svolta prima politica ma poi umana (perchè per me per fare politica non si deve avere un’anima,perchè troppi sono i compromessi) allora questi resteranno solo piccoli bei ricordi. A parte tutto comunque, a parte gli anonimi, i vinti, gli sconfitti, i sondaggi, l’unica cosa che stasera mi riesce di dire é che qualunque sia la lista vincente, spero solo che indipendentemente dal nome che avrà sia l’anteprima di una nuova San Sosti, e che dentro contenga vere anime, senza interessi, che non diano illusioni, che non sistemino gli amici ed i parenti e che, soprattutto rendino i sansostesi, un unico gruppo di amici con reciproco rispetto e con tanta ma tanta voglia di vivere il nostro paese, riportandolo ad uno splendore ormai offuscato. Notte

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  6. Caro Fabio nel tuo articolo hai toccato un problema importante per San Sosti, il problema giovani. Devo darti ragione quando dici che i ragazzi non hanno stimoli nel nostro paese però non è del tutto giusto dare la colpa all’amministrazione o alla politica in generale, perché San Sosti è un paese pieno di giovani i quali, non essendo contrastati da nessuno, potrebbero dare sfogo alle loro fantasie per divertirsi, partecipare a tutto ciò che le varie associazioni culturali propongono,o meglio ancora proporre a quest’ultime varie iniziative per passare un sabato sera diverso.
    Insieme al nostro parroco, si sta preparando per Pasqua “La Passione di Cristo” per le vie del nostro centro storico, una bellissima cosa ma che alla quale partecipano pochi giovani. Anche questo è un modo per passare insieme il tempo, facendo le prove,allestendo le vie del nostro paese,tutti momenti che noi giovani potremmo sfruttare per unirci ancora di più.
    Purtroppo c’è da dire che esistono varie categorie di persone a San Sosti: coloro che “non fanno nulla per niente”, persone che cercano solo il guadagno personale in ogni cosa che fanno;coloro il quale intento è solo quello di dominare,di primeggiare in tutto;poi ci sono coloro che sanno solo lamentarsi, coloro che vogliono tutto e subito ma senza la loro collaborazione.
    Questa è la realtà di San Sosti, non ci sono iniziative e se ci sono non vengono sfruttate prima di tutto dai giovani. Divertirsi non significa solo andare in disco, bere e “sballarsi”, ma anche organizzare piccole feste a base di karaoke,tarantelle e giochi stupidi ma che permettono di farti grosse risate, di passare una serata tra amici a ridere e scherzare che sono le cose più belle di questo mondo. San Sosti è un paesino piccolo dove per divertirsi bisogna per forza creare qualcosa e questo compito credo spetta a noi ragazzi,a noi giovani che dobbiamo unirci per migliorare San Sosti per farlo rivivere senza però venirci mai contro.
    In fine voglio ringraziarti per l’elogio fatto alla mia famiglia.

    Bruno Valentina

    PS:voglio precisare per evitare equivoci, che non c’è nessuna allusione né ai componenti della maggioranza né ai componenti della minoranza. La politica in questo articolo è stata messa da parte.

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  7. Cara Valentina, preciso che nelle mie parole non c’era nulla che si riferisse all’attuale maggioranza, e chi mi conosce bene sa che gli attacchi non mi sono mai piaciuti. Erano soloparole di speranza, rivolte al nostro paese, che, come te, ha dei giovani validi che potrebbero dare molto, solo se stimolati, e penso che fino ad oggi, questi stimoli non li avete ricevuti da nessuno.Questo sito del mio amico Raffaele, certo può essere il traino per il futuro dei giovani sansostesi,ma spero solo che come fai tu, molti altri possano usarlo. Purtroppo la mia esperienza, soprattutto lavorativa, mi ha insegnato che i giovani d’oggi non hanno le ideologie dei nostri tempi, anche se la differenza di età non è molta, ma in dieci anni molto è cambiato. Ed allora permettimi, ma non doverebbe esistere nè maggioranza nè minoranza, ma solo una coalizione di persone che intendano la politica come unione, come aiuto per i deboli, come stimolo per fare bene e soprattutto come collante tra le generazioni, tra i giovani e gli anziani, tra i ricchi ed i poveri e soprattutto tra sansostesi e sansostesi. Infatti questo non si vuole capire, che tutti viviamo nello stesso paese, tutti desideriamo che non si spenga, ma tutti facciamo qualcosa per affondarlo. Ed allora togliamoci la manna dagli occhi, e diamo luce al buio che ci circonda, ognuno nel suo piccolo ognuno per rendere San Sosti grande. Ciao

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