Archivi del giorno: 9 febbraio, 2009

GUARDIAMOCI IN FACCIA

Dal fermento che si è acceso intorno alla vicenda della “Vena di Frà Giovanni”, ho carpito come sia variegato l’aspetto umano e culturale della nostra società che mi sforzo a rappresentare in modo semplice e chiaro. Da una parte vi sono gli edonisti per i quali esiste il solo vantaggio immediato e sui quali tralascio di dilungarmi. Da un’altra, i politici amministratori che pur non avendo gli strumenti per interpretare e quindi conoscere la complessa realtà storico-culturale del mondo che pretendono di amministrare, forti di un cospicuo numero di amici e parenti che li votano, cercano, con avidità, di protrarre la parentesi della loro ribalta adottando il metodo del più bieco machiavellismo: l’importante è essere votati, il resto non conta. Accanto a questi vi sono cittadini che io definisco di seconda fila, i quali fingendo di essere sdegnati per lo scempio commesso, vogliono, con surrettizia condotta, anticipare la campagna elettorale per attuare le loro inconfessate aspirazioni. Sullo sfondo vi è una massa di cui una ragguardevole parte non riesce a vedere oltre il proprio naso ed avalla qualsiasi condotta amministrativa purchè l’amico amministratore si faccia carico dei propri particolari interessi. Un’altra parte, altrettanto cospicua, vivendo in uno stato di perenne evasione, ostenta un comportamento di sbalordito dissenso, molto simile al dispiacere di Totò che pianse quando seppe della morte dell’Imperatore Diocleziano.
Rimane una sparuta minoranza che dotata di cultura e sensibilità verso il proprio mondo e la propria storia, ha saputo trasformare un atteggiamento di autentico, sentito sdegno, in una garbata protesta dalla forte valenza educativa. Questa sparuta minoranza riesce a vedere un’anima nei cimeli della storia della nostra gente, cogliendo la vibrante testimonianza che essi sprigionano sul vissuto di questi luoghi. E sul loro esempio, sorge incoercibile il bisogno di chiedersi come sia possibile non riconoscere dignità e rispetto a tutto ciò che nei tempi andati ha svolto un ruolo provvidenziale per la gente del luogo, come la vecchia fontana che ha dissetato intere generazioni? Sono queste le considerazioni che voglio porre a fondamento del monito sul rispetto delle testimonianze della nostra storia, nella quale si ramificano le radici che danno linfa alla nostra identità. E’ questa la sensibilità che dovrebbe muoverci ancor prima delle speculazioni sulle strategie di sviluppo turistico che, nel rispetto di questi cimeli, troverebbero un potente mezzo di attuazione.

UN OSSERVATORE DELLE LOCALI VICENDE