Archivi del giorno: 13 febbraio, 2009

Vivere in un paesaggio non deturpato è un diritto! Lettera aperta al Sindaco di San Sosti

Egregio sindaco

ogni cittadino, che per motivo di studio, di lavoro o di turismo si reca nelle località del Centro e del Nord Italia rimane colpito per la cura che le Pubbliche Amministrazioni riservano al patrimonio urbano. Tale riguardo,  assegnato ai beni della collettività, non riflette solo logiche di carattere estetico, ma lascia trapelare l’idea che il paesaggio è intimamente connesso alla vita delle comunità che sopra di esso sono insediate e ne costituisce una sorta di biglietto da visita. Un paesaggio ben ordinato, se da una parte lascia trasudare  l’intenso lavorio, laborioso e diligente delle persone che abitano un territorio, dall’altra, permette che emergano le virtù delle classi dirigenti se esse amministrano con sguardo vigile ed animo aperto al bello. Un paesaggio disordinato e ferito da interventi urbanistici scriteriati, concepiti solo per alimentare logiche clientelari, consegna alle future generazioni l’idea che ad amministrare un “luogo” siano state persone che di esso hanno approfittato per vantaggi personali. E non c’è niente di più oltraggioso del ricevere le maledizioni dei posteri, perché depurate da odi e da  rancori contingenti, evocano responsabilità acclarate i cui effetti negativi travalicano l’arco limitato della umana esistenza! Ora, tralasciando polemiche che potrebbero sembrare pretestuose su alcune scelte Amministrative in materia di Urbanistica e di utilizzo del suolo, portate avanti dalle coalizioni da Lei guidate, Le chiediamo di attivarsi, affinché sia posto riparo ad uno scempio di grande impatto visivo che deturpa il volto del Paese ed, in modo particolare, il centro storico. Se il Suo occhio è allenato a leggere il bello ed ad a stigmatizzare il brutto, dote sulla quale non abbiamo motivo di dubitare, Le sarà capitato di osservare l’intricata matassa di fili telefonici ed elettrici che avvolge il Museo Archeologico “San Sozonte”. L’informe intreccio di fili e circuiti è l’eredità orripilante di una visione quantitativa di sviluppo, che in passato ebbe, almeno, il compito di garantire a tutti un telefono  e la luce elettrica. Ora, esso rappresenta soltanto la “schizofrenia” di una classe dirigente che, da una parte, si prodiga con indefesso lavoro per recuperare risorse da destinare in allestimenti museali e, dall’altra, non muove un dito per inserirle in un contesto urbano rivolto al bello. Per tale motivo, Le chiediamo di attivarsi presso l’Enel e Telecom in modo da porre rimedio a tale imbruttimento recuperando il tempo da Lei perduto, forse in maniera inconsapevole. Signor Sindaco, noi  tutti, compreso Lei, bramiamo di vivere nel nostro paese e vogliamo che il nostro sguardo trovi pace, rimirando i luoghi delle nostre lande e non solo quando scrutiamo, con una vena di  invidia e di rassegnazione,  gli scenari urbani dell’Italia Centro – Settentrionale.

La lettera aperta, ci creda, non è rivolta contro la Sua persona, che riteniamo sensibile a tali problematiche, ma per stimolare una riflessione collettiva su come, dall’utilizzo corretto del Patrimonio Urbano, possano scaturire sollecitazioni spendibili per lo sviluppo del nostro paese.

Museo “San Sozonte” ingresso nord : il serpentone elettrico in brutta evidenza

la mura perimetrali avvolte dai fili del telefono

Museo “San Sozonte”: la mura perimetrali avvolte dai fili del telefono

 

ingresso deturpato dai cavi elettrici e telefonici

Museo “San Sozonte”: ingresso deturpato dai cavi elettrici e telefonici

La Redazione Goladelrosa.eu