Lettera di Frate Giovanni a Paolo V: “Santità proteggeteci dai felloni!”.

Di “Frate Giovanni”

Santità,

essendo io frate Giovanni sopravvissuto a più Capitoli Generali, convocati per eleggere il Priore del mio ordine, sono profondamente sdegnato nel constatare le circostanze con le quali esso viene scelto. Per tale incarico, non è mai stato proposto un frate amanuense, un conoscitore dei Sacri libri, un frate catechista, un frate confessore, un missionario,un frate correttore, un frate vignajuolo o un custode dell’orto, nel quale il Buon Dio lascia germogliare le verdure che ci sostentano. Sembra quasi che l’operosità, l’intelligenza, l’onestà siano virtute delle quali noi frati dobbiamo vergognarci.

Anche quest’anno per tale ufficio si sono proposti tre frati questuanti; felloni!. Il primo non brilla per perspicacia  e ingegno, non sa dipingere una immagine sacra, non sa cantar salmi, non sa accendere una candela, non sa scrivere una jota, non sa recitare una preghiera, non sa far ardere il fuoco nell’incensiere e scava silenziose gallerie di maldicenza nel convento. Non ha altra virtute, per costruire la sua  immeritata fortuna, se non quella di mettere in cattiva luce gli altri frati. Approfitta anche della bontà del nostro amato frate cerusico, del quale tenta di assoggettarne la nobile arte per piegarla ai suoi miserrimi progetti. L’altro è stato Priore dell’Ordine et nel 1595 fuggì con la borsa della questua passando poi, tutte le sue giornate  a sollazzarsi nel gioco dei dadi. L’altro ancora, quando è in giro per il paese a questuare, è solito trattare di malo modo gli abitanti  del contado, che non la pensano come lui, terrorizzandoli con un ghignoso e giallastro sorriso.

Santità, io non credo che  per l’incarico di Priore si debba richiamare in vita Sant’Agostino ed il suo infinito sapere, ma est necessario evitare di affidare la guida dell’Ordine a frati che non hanno cura della Chiesa, non leggono mai il Vangelo, allontanano i fedeli dalle funzioni religiose e occultano le entrate della questua. Invoco pertanto il Vostro salvifico interessamento chiedendovi, se è il caso, di segnalarci il nome di un frate esorcista in grado di tenere a bada i mefitici progetti dei tre frati questuanti. Che la Vostra mano sia sollecita nel correggere i tre impostori, senza comunque riservare loro né la corda e né la fiamma, come avviene per gli infingardi che Vostra Santità fa  di solito impiccare e bruciare!

Scrivo questa mia lettera  mentre seduto sulle sponde del fiume Rosa osservo l’umana fatica di un gruppo di donne che portano sulla testa, a macinare, sacchi di grano in un  vicino mulino. Altri braccianti spengono la loro arsura bevendo dalla fontana scolpita nella pietra, dopo una giornata di pesante lavoro. Il sole accarezza con i suoi raggi le limpide acque e  sembra  che esse riflettano la Maestà di Dio, dalla quale noi tutti aspettiamo tangibili segni.

NON NOBIS, DOMINE, NON NOBIS, SED NOMINI TUO DA GLORIAM

Frate Giovanni

Dal Monastero di San Sozonte

Anno Domini 1609

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5 risposte a “Lettera di Frate Giovanni a Paolo V: “Santità proteggeteci dai felloni!”.

  1. Grandioso lavoro!
    Ecco un chiaro esempio di preservazione della nostra identità culturale.
    Questi sono i fatti inconfutaibli che rendono ogni polemica (premeditata) priva di fondamento e quindi inutile. Spero, inoltre che si prenda spunto dall’apistola qui riportata finchè venga recuperato anche l’antico mulino di Frà Giovanni e restituire un altro pezzo di storia alla nostra piccola comunità.

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  2. Frate Giovanni Fans Club

    Frate Giovanni, siamo con te! Guidaci ed illuminaci nel vetuste sentiero che porta al Monastero di San Sozonte.

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  3. Frate Giovanni,
    succurro dall’Abbatia di Acquaformosa, dopo che sua Emminenza, Giovanni Vincenzo Consacco, Vescovo Sancti Marci, mi invia epistula di lesta diligentia verso vostro Monastero per conto di sua Santità.
    Sua Santità, Paolo V, comanda di purificare i tre fratris nel magistero della rus. Non prenderanno parte all’electio del Priore. Bensì passeranno un intero lustro a offrire succurso al laboro dei fratelli di Sanctu Sosto, che con umana fatica, ogni dì, tessono la lana e portano il grano dal Mulino, sul ridente fiume Rosa, alla vicina Abbatia di San Sozonte.
    Quando a voi, Frate Giovanni, sua Santità, Paolo V, si compiace e vi rincuora di continuare a fare attenta opera vigile sulla questua e sulla terra di Sanctu Sosto.
    Io, fra’ Luca, Priore del Monastero di Acquaformosa, mando con la presente epistola, un confratello del Monastero per aiutarvi nel vigilare anche la nostra Grancia del Pectoruto.
    I Monaci del mio Monastero annotano mancanze di once nelle nostre rationis

    Frate luca
    Priore Del Monastero di Acquaformosa e Grancia del Pectoruto
    Scriba di sua Eccellenza Vescovo di Sancti Marci

    Anno Domini 1610

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  4. Di una cosa sono contento: da qualche girono a San Sosti è nato un nutrito circolo di copisti.
    Se si vuole sapere di più consiglio loro di consultare il Regesto Vaticano; il “Liber Visitationis; Storia della chiesa in Calabria dalle origini al Concilio di Trento, di Padre Russo; I Santi italogreci in Calabria e molti altri testi.

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  5. Padre Sozon di Aghio Sostis

    LODE AL SIGNORE PER LA VISITA DEL SANTO PADRE NILO.

    Εξήρε να του Κυρίου, ο Χριστός, ο εύσπλαχνος Πατέρας επισκεφθείτε το μαγευτικό Νείλου, ένας μάρτυρας με την καλοσύνη του μεγαλόψυχος Σελέστ.
    Είναι η αναγγελία της λέξεως σε μια εποχή ειδωλολατρικός σκληρότητα, στις οποίες κάθε σωστός δρόμος φαίνεται έχασε.
    Ημέρα μεγάλη χαρά για μας υπέροχο μοναστήρι.
    Ο Κύριος Ιησούς Χριστός, στο άπειρο του έλεος μας στέλνει στον πατέρα από Nilo εξαιρετική όμορφες πόλεις της ανατολικής…

    Πατέρας Σώστης

    Lodato sia il Signore, il Cristo, per la misericordiosa visita del magnifico Padre Nilo, testimone della benevolenza del Magnanimo Celeste.
    Egli è l’Annuncio della parola in un tempo di crudeltà pagane, in cui ogni retta via sembra smarrita.
    Giorno di grande gaudio per il nostro splendente monastero.
    Il Signore Gesù, il Cristo, nella sua infinita misericordia a noi manda Padre eccellente Nilo dalla splendida città di Rossano.

    Padre Sozon

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