Goladelrosa.eu a fianco di Saverio Strati!

La “Redazione”

La vicenda di Saverio Strati, il più grande scrittore calabrese vivente, ci butta in uno strato di frustrazione profonda e nello stesso tempo ci consiglia un urlo liberatorio. Mentre personaggi e comportamenti negativi assurgono a ruolo di modelli pervasivi, noi calabresi ci dimentichiamo di quanti, navigando contro vento, hanno cercato di trascinare con la loro produzione letteraria la nostra sfortunata e violenta regione nel novero delle terre civilizzate.

Saremo tentati di  far pronunciare anche il Consiglio Comunale di San Sosti in favore dell’applicazione della legge Bacchelli per Saverio Strati. Tuttavia abbiamo l’impressione, memori di  quanto successe anche nel caso di Mario Carbone, che il nostro appello cadrebbe nel vuoto. A poche persone sembra che interessino le vicende umane di quanti, senza la mediazione di gesti e parole ammorbate dalla leziosità o dall’ipocrisia, sanno rivolgersi con dolcezza al cuore della gente. Goladelrosa.eu è comunque a fianco di Saverio Strati e questo, non per una sorta di melliflua filantropia.

L’intera redazione è infatti conscia che solo se i giovani indirizzeranno il loro interesse verso il lavoro non alienato, lo studio, la cultura, la letteratura e le arti, così come ha fatto Saverio Strati, sarà possibile il riscatto morale della nostra terra e l’emarginazione definitiva dei tanti masnadieri che  l’hanno colonizzata con violenza e disonestà.

Noi siamo a fianco del grande scrittore perché non vogliamo vergognarci di essere chiamati calabresi!

Di seguito pubblichiamo un articolo, sulla vicenda, di Isabella Marchiolo, giornalista del “Quotidiano della Calabria” e la lettera – appello di Saverio Strati apparsa sullo stesso giornale.

 

La redazione di Goladelrosa.eu

 

L’articolo di Isabella Marchiolo

Il primo passo è compiuto. L’appello del Quotidiano per lo scrittore Saverio Strati è arrivato a palazzo Chigi, dove, presso la segreteria della presidenza del Consiglio dei ministri, è stata consegnata la richiesta firmata da un gruppo di parlamentari per l’applicazione del sussidio economico della legge Bacchelli all’intellettuale calabrese che vive in stato di indigenza. A promuovere l’iniziativa è stato il nostro giornale che lo ha fatto dalla viva voce dello scrittore, pubblicando un’impietosa lettera dove Strati si auto denunciava come povero. I parlamentari del Pd Franco Laratta e Marco Minniti hanno avviato concretamente la campagna iniziando una sottoscrizione perché anche all’intellettuale reggino sia concesso l’assegno vitalizio che la Bacchelli – legge del 1985 intitolata allo scrittore che ne fu primo beneficiario – prevede per sostenere gli artisti che, nonostante il loro riconosciuto contributo alla cultura italiana, si trovano nel disagio economico. Ad erogare i fondi è il Consiglio dei ministri, tra i destinatari del vitalizio ci sono la poetessa Alda Merini e il cantante Umberto Bindi, e ne ha fruito anche l’attrice Alida Valli, scomparsa nel 2006. La richiesta presentata al Governo è stata sinora firmata, oltre Laratta e Minniti, da Maria Grazia Laganà Fortugno, Doris Lo Moro, Cesare Marini (tutti Pd), Angela Napoli (Pdl), Mario Tassone (Udc) e Rosa Villecco Calipari (Pd). «Sono vecchio e stanco per il tanto lavoro. Sono sotto cura, per via della pressione alta. Esco raramente per via che le gambe che a momenti mi danno segni di cedere». Con queste parole essenziali – la nuda cronaca di un’umanità fragile e colpita dall’ineluttabile intemperia dell’anzianità – Strati aveva raccontato al Quotidiano la sua dignitosa lotta per la sopravvivenza. A Scandicci, dove vive con la moglie, lo scrittore è andato avanti per più di vent’anni con i risparmi delle pubblicazioni e dei premi letterari di una bibliografia oggi caduta nell’oblio. Erano i proventi di una carriera interrotta nel ’91 dopo il rifiuto della Mondadori, che si tira indietro nella pubblicazione di “Melina”, lavoro già in bozze, e respinge l’inedito “Tutta una vita”. Ora «quei soldi che ho usato in questi anni di silenzio e di isolamento sono finiti», ha spiegato lucidamente l’ottantacinquenne Strati, chiedendo aiuto allo Stato, che con la legge Bacchelli aveva infranto un tabù: l’opera intellettuale, il bene immateriale dell’arte come lavoro e dunque suscettibile di tutela, normativamente irreggimentato in un sistema sociale assistito dalle istituzioni. Il welfare della cultura: Riccardo Bacchelli, lo scrittore del “Mulino del Po” fu il pioniere di uno strumento di sostegno che si fonda sul pubblico riconoscimento della condizione di bisogno, una scelta non facile per gli intellettuali, a cui, come dicevamo, è figurativamente negato lo status di lavoratore. Neanche troppo onere per lo Stato (circa 1.500 euro mensili), chiamato all’atto riparatorio, ma sempre moralmente inadeguato, del quantificare un rendiconto del valore intellettuale. L’anno scorso Vittorio Sgarbi, polemizzando con la mancata nomina di Guido Ceronetti a senatore a vita, da lui caldeggiata, propose, per provocazione, di abolire la Bacchelli. Una cifra insufficiente, certo, come lo sono tanti altri assegni statali. Ma Saverio Strati ha un bisogno tangibile di questa piccola quota di “disoccupazione”. E la sua terra adesso si aspetta il sì dello Stato come un attestato, una certificazione di valore condiviso. Perché significherebbe che la Calabria nella scrittura di Strati è, ufficialmente, un tassello della cultura di questo Paese.

La lettera di Saverio Strati

Io, Saverio Strati sono nato a Sant’Agata del Bianco il 16 agosto 1924. finite le scuole elementari, avrei voluto continuare gli studi ma era impossibile, perché la famiglia era povera. Mio padre, muratore, non aveva un lavoro fisso e per sopravvivere coltivava la quota presa in affitto. Io mi dovetti piegare a lavorare da contadino a seguire mio padre tutte le volte che aveva lavoro del suo mestiere. Piano piano imparai a lavorare da muratore. A 18 anni lavoravo da mastro muratore e percepivo quanto mio padre ma la passione di leggere e di sapere era forte. Nel 1945, a 21 anni, mi rivolsi a mio zio d’ America, fratello di mia madre, per un aiuto. Mi mandò subito dei soldi e la promessa di un aiuto mensile. Potei così andare a Catanzaro a prepararmi da esterno, prendendo lezioni da bravi professori, alla maturità classica. Fui promosso nel 1949, dopo quattro anni di studio massacrante. Mi iscrissi all’università diMessina alla facoltà di Lettere e Filosofia. Leggere e scrivere era per me vivere. Nel ’50-’51 cominciai a scrivere come un impazzito. Ho avuto la fortuna di seguire le lezioni su Verga del grande critico letterario Giacomo De Benedetti. Dopo due anni circa di conoscenza, gli diedi da leggere, con poca speranza di un giudizio positivo, i racconti de “La Marchesina”. Con mia sorpresa e gioia il professore ne fu affascinato. Tanto che egli stesso portò il dattiloscritto ad Alberto Mondadori della cui Casa Editrice curava Il Saggiatore. Il libro “La Marchesina” ebbe il premio opera prima Villa San Giovanni. Alla “Marchesina” seguì il primo romanzo “La Teda”, 1957; alla “Teda” seguì il romanzo “Tibi e Tascia” che ricevette a Losanna il premio internazionale Vaillon, 1960. Ho sposato una ragazza svizzera e ho vissuto in quel paese per sei anni. Da questa esperienza è nato il romanzo “Noi lazzaroni” che affronta il grave tema dell’emigrazione. Il romanzo vinse il Premio Napoli. Nel 1972 tornato in Italia la voglia di scrivere è aumentata. Ho scritto “Il nodo”, ho messo in ordine racconti, apparsi col titolo “Gente in viaggio”con i quali vinsi il premio Sila. Negli anni 1975-76 scrissi “Il Selvaggio di Santa Venere” per il quale vinsi il Supercampiello, nel 1977. A questo libro assai complesso seguirono altri romanzi e altri premi. Il romanzo “I cari parenti” ricevette il premio Città di Enna; “La conca degli aranci” vinse il premio Cirò; “L’uomo in fondo al pozzo” ebbe il premio città di Catanzaro e il premio città di Caserta. Nel 1991 la Mondadori rifiutò, non so perché, di pubblicare “Melina” già in bozza e respinse l’ultimo mio romanzo “Tutta una vita” che è rimasto inedito. Con i premi di cui ho detto e la vendita dei libri avevo risparmiato del denaro che ho usato in questi anni di silenzio e di isolamento. Ora quel denaro è finito e io, insieme a mia moglie mi trovo in una grave situazione economica. Perciò chiedo che mi sia dato un aiuto tramite il Bacchelli, come è stato dato a tanti altri. Sono vecchio e stanco per il tanto lavoro. Sono sotto cura, per via della pressione alta. Esco raramente per via che le gambe a momenti mi danno segni di cedere. Nonostante questi guai porto avanti il mio diario cominciato nel 1956. Ho inediti, fra racconti e diario, per circa 5000 pagine. La mia residenza è a Scandicci.

Saverio Strati

 

Post scriptum

Devo aggiungere che avendo editore alle spalle e libri da pubblicare e da ristampare, non mi sono preoccupato a organizzarmi per avere una pensione, un’assistenza nella vecchiaia. Non ho, da anni, una collaborazione a giornali o a riviste. Perciò non ho nessun reddito e quindi è da tre anni che non faccio la dichiarazione dei redditi. Faccio inoltre presente che alcuni dei miei romanzi sono tradotti in francese, in inglese, in tedesco, in bulgaro, e in slovacco e in spagnolo (Argentina). Miei racconti sono apparsi in riviste cinesi e in antologie dedicate alla narrativa contemporanea italiana: in Germania, in Olanda, in Cecoslovacchia e in Cina.

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5 risposte a “Goladelrosa.eu a fianco di Saverio Strati!

  1. Dott. Mario Viola

    Bellissima iniziativa che fa onore
    Mario Viola

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  2. teresa Mazzanti

    uomini illustri come Saverio Strati ,che fanno onore alla Calabria, non devono essere dimenticati.

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  3. Chiara Corbelli

    Saverio Strati è uno di noi, avanti tutta! Mi aggiungo alla lista dei calabresi -offesi-, dallo stato italiano, per non aver riconosciuto meriti e diritti al grande scrittore calabrese.

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  4. E’ solo un gesto di solidiarietà, ho aperto un gruppo su facebook, cercando di raccogliere quanto viene scritto e detto intorno alla vicenda.
    Metterò anche il vostro link

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  5. Rosamaria Bisignani

    Grazie Raffaele, finalmente un articolo che si può annoverare tra i pochi che fomentano l’arricchimento umano!
    Un articolo che perora una causa estremamente delicata e che diventa nobile puntello per Saverio Strati, grande scrittore e grande uomo,
    esempio da elogiare, eccellente fonte di sapere!!!!!
    Rosamaria Bisignani

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