Futuristi di San Sosti risparmiateci un’altra Marcia su Roma!

Di “Lo Spadaccino”

Preferivamo saper Tommaso Malfona intento nella lettura della Philosophia sensibus demonstrata e del De sensu rerum et magia, così come lo descrive quel sant’uomo di frate Giovanni.
Scoprire invece che il suo pensiero è rivolto al Manifesto del Futurismo di Marinetti, ci inquieta e ci mette in apprensione, per la sua e la nostra incolumità.
Ignoravamo infatti che l’ingegnere avesse voglie inconfessate come quella di cantare a squarciagola l’amor del pericolo o l’abitudine all’energia e alla temerità.
Non ci eravamo accorti (sbadati!) che lo stesso serrasse in petto un cuore da poeta e ritenendo il coraggio, l’audacia e la ribellione, elementi essenziali della sua poesia, si prodigasse con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.
Non avevamo mai fiutato che leggesse e nello stesso tempo avesse talmente in odio  la letteratura, da ritenerla capace di esaltare solo l’immobilità pensosa, l’estasi e il sonno.
Era lungi da noi pensarlo in canottiera e pantaloncini da boxeur, intento a magnificare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno.
Mai e poi mai lo avremmo immaginato, con tanto di casco impolverato e di occhiali, a bordo di un automobile da corsa, più bella della Vittoria di Samotracia, veloce come una mitraglia, con il suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo.
In nessun caso  poi lo abbiamo sentito  arringare le folle, neanche durante la sua sofferta militanza nei Democratici di Sinistra, gridando che non v’è bellezza, se non nella lotta.
Mai abbiamo sospettato che le sue composizioni architettoniche rivelassero tendenze volutamente aggressive per essere considerate, secondo i canoni marinettiani, dei veri capolavori .
Apparentemente il Futurismo di Tommaso Malfona quindi non sembrava  aver raggiunto la  stessa fase di pericolosità conclamata di quello propugnato dallo stesso Tommaso Marinetti.
Tuttavia ora che sappiamo Masuccio in compagnia di una nutrita comitiva di  futuristi sansostesi,  non dormiamo sonni tranquilli.
Non vorremo infatti che ai pronipoti di Filippo Tommaso Marinetti fosse già venuto in mente, visto l’emblema del loro movimento,  di imbarcarsi in una devastante impresa bellica o di glorificare  la guerra, ritenendola la sola igiene del mondo.
Sia sempre lontana da loro la tentazione di esaltare il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore ed anche  il disprezzo della donna!
Passi pure il sogno di demolire l’Arco, che alimenta le notti febbrili del futurista Lauria,  ma si guardino bene dal distruggere il Museo San Sozonte e la Biblioteca Comunale e giammai cerchino di liberare l’Italia dalla sua fetida cancrena (così la chiamava Marinetti!) di professori, d’archeologi, di ciceroni e d’antiquari, magari  organizzando o benedicendo, come hanno fatto i loro antenati, una veloce e futurista… Marcia su Roma.

 

Post scriptum

E’ sorprendente scoprire come il Futurismo seduca in maniera contagiosa le intelligenze degli abitanti della Valle dell’Esaro.
Il primo ad esserne catturato fu nel 1939 Piero Bellanova, un medico di Sant’Agata d’Esaro, che con Filippo Tommaso Marinetti scrisse il Manifesto futurista del romanzo sintetico.
L’ingegner Malfona è solo l’ ultimo dei valligiani ad essere irretito da visioni futuriste.
Siamo sicuri che tra cento anni Tommaso (quando si dice che la fortuna di un uomo è racchiusa nel suo nome!) sarà ricordato al pari di Bellanova, per il  Manifesto futurista… del trasformismo sintetico.

Per saperne di più sul Futurismo:

http://cronologia.leonardo.it/storia/a1909c.htm.

 

Per saperne di più su Piero Bellanova:

http://www.santagatadiesaro.info/editoriale%20novdic.html

                                                                

Lo Spadaccino

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Una risposta a “Futuristi di San Sosti risparmiateci un’altra Marcia su Roma!

  1. …forse che si voglia sostituire l’Arco di Trionfo con una nuova opera che surclassi il Boccioni del primo futurismo e guadagni l’effige della futura moneta da 77 centesimi ?

    chapeaux….

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