Intervento del Candidato alla Carica di Consigliere FRANCESCA IANNICELLI, lista numero 2 “Uniti per San Sosti”, nel comizio di sabato 30 maggio.

Di Francesca Iannicelli

Buonasera, penso di non avere bisogno di presentazioni, mi conoscete tutti (chi più, chi meno). Essendo questa la mia prima esperienza politica diretta è giusto che voi sappiate la mia collocazione: mi autodefinisco una progressista di sinistra, sempre affascinata da donne, uomini, partiti o movimenti che si sono posti l’obiettivo di cambiare una società profondamente ingiusta in tutte le sue espressioni. Ritengo necessario farlo perché in una fase politica, nazionale e locale, molto confusa dove opportunismi e trasformismi la fanno da padrone, avere il coraggio di classificarsi è importante. Ed io lo faccio senza tentennamenti. In coerenza con quanto suesposto, nelle ultime due tornate elettorali amministrative ho appoggiato l’amministrazione uscente con la totale convinzione che un periodo florido dal punto di vista culturale-sociale ed economico si sarebbe prospettato per il nostro paese. Esistevano tutti i presupposti: c’era gente che aveva capacità politiche-intellettuali, unite a quella giusta esperienza necessaria per utilizzare gli strumenti idonei ad ottenere quanto programmato. Ma inspiegabilmente proprio nel momento in cui si pensava di fare un gran passo in avanti, verso il raggiungimento cioè di una autentica democrazia sostanziale il processo emancipativo si è bloccato, si è inceppato. Tante le cause e sempre le solite: dissidi e gelosie interne, ambizioni personali anteposte agli interessi collettivi ecc.ecc. sarebbe però necessaria un’analisi attenta e profonda per spiegare un periodo certamente delicato della vita pubblica sansostese: per farlo occorrerebbe tanto tempo sta di fatto che tantissime aspettative vengono deluse, che tanta gente non si accontenta di un grigio tran-tran quotidiano, di una gestione ordinaria, passiva e anonima. Anche in me scoramento e rabbia prendono il sopravvento: addirittura fa capolino l’idea di non votare, per protesta. Ma incredibilmente, mentre stavo per essere sopraffatta dalla rassegnazione e qualunquismo, sorge imperioso il desiderio ardito quello di scendere in campo, di interessarmi personalmente dei problemi che affliggono la comunità, di non delegare più a nessuno sogni e speranze, insomma sono vinta da una gran voglia di partecipazione attiva. Questo è il motivo per cui mi trovate davanti a voi. Insieme a questo splendido gruppo, costituito da persone fortemente motivate e desiderose pure esse di dare un contributo importante allo sviluppo, soprattutto culturale del nostro paese. Persone che hanno colpito per l’interesse che hanno verso il confronto dialettico, che ascoltano in maniera seria e riflessiva, che propongono con tatto e riservatezza. Lungi da loro qualsivoglia forma di arroganza e prepotenza un gruppo che vorrei anche pubblicamente ringraziare per l’accoglienza a dir poco calorosa che ha riservato alla mia persona. Un gruppo che si pone un solo obiettivo: quello di eliminare tutti gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento di una democrazia vera e compiuta. Io garantisco, e la garanzia di una donna è statisticamente superiore a quella di un uomo, che il nostro lavoro politico-amministrativo (supposta una vittoria elettorale) sarà basato sulla collegialità, sul lavoro di squadra, con rispetto e valutazione di ogni idea-proposta da ciascun componente. Non solo ma in maniera aperta staremo attenti a consigli, suggerimenti, proposte espresse dall’opposizione e dalla società civile consapevole del fatto che l’opposizione e la società civile esprimono sapere e conoscenza che vanno rispettate e valutate. Dal meglio che sarà espresso dalla maggioranza. Dal meglio che sarà espresso dall’opposizione. Dal meglio che sarà espresso dalla società civile verrà fuori un scelta autenticamente popolare. Con tale metodo saremo certi di infliggere un colpo mortale alla dittatura di 1 o 2 o 3 persone che stabiliscono e decidono le sorti di una collettività, vendendo per decisioni popolari quelle che non sono altro che scelte personali. Siamo uniti : nell’attuare in toto tale metodo democratico cercando con tutti i mezzi di far partecipare alla vita pubblica sansostese il maggior numero possibile di persone, perché ampliando i livelli di partecipazione della gente si ridurranno gli spazi vitali dei furbetti, degli egoisti, dei mangioni di ogni risma, di quelle nullità interessati solo alle misere cose. Faremo capire a quest’ultimi che debbono togliersi dai piedi, che se vogliono vantaggi personali, successo o prestigio facciano qualsiasi altra attività che non sia quella politica perché quest’ultima è attività nobile. In conseguenza di ciò Siamo uniti nell’accogliere a braccia aperte quelle persone che vogliono “dare”, il proprio contributo, il proprio tempo, il proprio sapere al miglioramento della collettività. San Sosti ne esprime tante: oculate di buon senso, sagge, preparate che amano non apparire, al contrario delle nullità. Si facciano sentire in maniera singola o associata: ne abbiamo estremamente bisogno. Siamo uniti nello sviluppare con fermezza tutto quello che di buono ci hanno lasciato l’amministrazione precedente ma nello stesso tempo e con la stessa fermezza vogliamo estirpare il mal costume politico, ovunque si annidi all’interno ed esterno del palazzo. Siamo uniti nell’instaurare la stagione dei diritti e del rispetto delle regole. Il comune è l’avamposto dello stato sul territorio e tra i suoi compiti primordiali c’è quello di trasmettere e di educare alla legalità. È un compito che assolveremo con risolutezza, soprattutto per i giovani che debbono crescere e agire con la convinzione che norme e regole non sono degli optionals. Siamo uniti nel volare basso rifiutando voli pindarici. Le difficoltà economiche che attraversano gli enti locali, sono a conoscenza di tutti, tolta o tagliata Ici che rappresentava una delle entrate più importanti, bloccate le tasse locali, comuni e regioni non potranno fare altro che tagliare i servizi. Il rischio è che gli E.E.L.L. (enti locali) siano costretti a seguire tra due strade senza sbocco: aumentare il loro debito finanziario o tagliare la spesa sociale che è la più bassa d’Europa (1,6% del PIL contro il 4,8% dell’Unione Europea). Buona parte delle spese per l’assistenza e lotta alla povertà è concentrata nei comuni i quali taglieranno su chi ha bisogno: asili nidi, anziani, poveri, disoccupati, ecc. Come al solito la crisi viene fatta pagare ai più deboli. Mentre chi l’ha prodotta come le banche si riempie le tasche di soldi (e come se per risolvere il problema della droga si finanziano spacciatori e trafficanti)…questa società è veramente ridicola!!! È statisticamente accertato che nei periodi di crisi cresce il volume di affari di maghi e fattucchiere cioè di quelli che promettono mari e monti e la soluzione di tutti i problemi: noi rimaniamo stupiti dall’esistenza di tanti creduloni. In definitiva cari concittadini la proposta è un metodo politico, garantito dalla credibilità delle persone che lo propongono. Se ritenete che ciò possa identificarsi con le vostre attese votateci e cercheremo di non deludervi. Vorrei trattare altri argomenti, ma il tempo a disposizione è ristretto. Chiudo quindi dicendo che se la nostra lista sarà vincente (e sono sicura che lo sarà) e rivestirò un ruolo importante nella nuova amm.ne, cercherò di soddisfare un’ambizione che è personale e politica allo stesso tempo: diventare un punto di riferimento istituzionale per tutte le donne di San Sosti. Perché, non nascondo, che questa mia prima esperienza sul campo mi ha profondamente turbata. Ho conosciuto una donna, quella sansostese, troppo dimessa, troppo asservita alle scelte dell’uomo, marito padre o fratello che sia: senza una sua propria identità. Un grande filosofo diceva che il grado di civiltà di una Nazione o di un Paese si misura dal grado di emancipazione della donna: dovete convenire che quello sansostese è veramente basso. Anche e soprattutto perché il ruolo politico svolto dalla donna sansostese è sempre stato secondario, insignificante, mortificante. Io, insieme a tutte le donne vorrei invertire tale sentenza facendola diventare importante, determinante e trainante per la crescita generale del paese. Per fare questo dovremmo avere più potere politico ovvero sia ampliare i nostri livelli di rappresentanza in seno all’amm.ne pubblica: pensate 3 sole donne su 26… una presenza a dir poco umiliante. Dobbiamo proporci in maniera massiccia alle prossime elezioni amministrative:almeno al 50%, per indirizzare le scelte politiche verso la soddisfazione dei nostri bisogni, delle nostre speranza. Proporci come donne anche a livello Nazionale altrimenti sulle nostre teste peseranno scelte assurde ormai inconcepibili nel 3°millennio. Come quella nella quale il nostro governo intende spendere 15 miliardi di euro per acquistare 131 F35 caccia bombardieri. Un’impressionante fiume di denaro!! Alcuni movimenti di donne hanno calcolato che con una tale cifra si potrebbero avere 5.000 nuovi asili nido, 8.000.000 di pannelli solari, e che se fosse investita nel settore delle fonti rinnovabili creerebbe da 120.000 ÷ 205.000 posti di lavoro mentre il ritorno previsto attualmente sarà solo di 1.000 occupati. Una cifra abissale molto di più di quanto il governo abbia stanziato per far fronte alla crisi economica. Una vera vergogna!! Nel momento in cui il peggior governo della storia Repubblicana italiana sta distruggendo la scuola pubblica, la sanità pubblica,in welfar pubblico, ecc. ecc. ci viene a raccontare che non c’è un euro per salari, pensioni e per l’occupazione, riesce a trovare tranquillamente tutto questo denaro per soddisfare la sete di morte dei luridi guerrafondai. Ripeto: la presenza di più donne avrebbe certamente bloccato un provvedimento così nefasto, perché le nostre proposte vanno sempre in direzione della vita e non della morte. Dobbiamo quindi, ritornando al locale avere un luogo dove incontrarci con continuità; dove mettere sul tappeto le nostre istanze, i nostri bisogni. Dobbiamo trovare valide alternative alla terribile solitudine che ci opprime nel chiuso delle nostre case, che ci rende ansiose, fragili, depresse, che ci fa ammalare. Stando insieme ci vorremo bene, miglioreremo, cresceremo e soprattutto elimineremo quel pettegolezzo distruttivo che è la caratteristica di un paese incolto e che annulla tutti i rapporti sociali (quei pochi esistenti sono impostati su ipocrisie e momentanee convenienze). È un percorso culturale lungo e difficile, che bisogna pur cominciare. Io ho l’ambizione, ripeto, di avviarlo. Ci riusciremo?? Penso proprio di si. Anzi, se evidenzieremo la parte migliore di noi riusciremo a percorrerlo in breve tempo; anticipare cioè i tempi di realizzo. Realizzo di cosa? Dell’armonia, la parola più bella del nostro vocabolario. La più grande opera pubblica armonizzare il paese è il massimo risultato della buona politica; e un paese armonizzato si può porre tutti gli obiettivi che vuole, con la sicurezza di raggiungerlo. Chiudo con un pensiero che va a tutte le donne: a quelle umiliate, offese, derise, insultate, sfruttate, violentate, stuprate ammazzate. In ultime a quelle che soffrono e lottano per la vita come mia madre alla quale auguro, insieme a voi, di superare il delicato è difficile momento che sta attraversando. Grazie

VIVA LE DONNE, VIVA SAN SOSTI

VIVA LA LISTA NUMERO 2

“UNITI PER SAN SOSTI”.

Francesca Iannicelli

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