Intervento del candidato Letizia Bosco della lista “Uniti per San Sosti” dal comizio del 30 maggio.

Di Letizia Bosco

Carissimi amici e conoscenti, questa sera mi presento a voi in qualità di candidata al consiglio comunale per la lista numero 2, uniti per san sosti, insieme ad altri giovani che come me affrontano per la prima volta un’esperienza di questo tipo.
Quando mi è stato chiesto di supportare le idee,diventando parte attiva di questo gruppo, ho riflettuto a lungo decidendo infine di accettare, certa di operare con persone serie e valide.
Una tematica che mi preme affrontare è proprio quella inerente ai problemi di noi GIOVANI SANSOSTESI che spesso, corriamo il rischio di essere estromessi da quella parte attiva della cittadinanza capace di dare soluzione alle esigenze strettamente connaturate alla vita sociale.
La politica può pertanto rappresentare una opportunità di sviluppo e coinvolgimento per tutti coloro che avendo maturato ormai una coscienza sociale vogliono dare un contributo attivo alla crescita di questa cittadinanza.
Spesso notiamo un accentuato disagio tra noi giovani, causato, forse, dalla mancanza di sensibilità della classe politica a livello nazionale, incapace di dare voce anche alle nostre esigenze.
Per questo motivo a volte le istituzioni ci appaiono distanti ed incapaci di soddisfare le nostre attese; inducendo una sfiducia generale nella politica e nelle istituzioni che la rappresentano.
Molti di noi hanno rinunciato a credere negli ideali che hanno accompagnato le generazioni precedenti,si sono ormai abituati a vedere la politica come un’entità che non ci appartiene e che va osservata a distanza.

Le promesse non mantenute, gli scandali, l’opportunismo, i giochi di potere, ragioni queste per le quali regna lo scetticismo tra le nuove generazioni che sono ormai diventate il soggetto escluso.

E’ necessario, invece, ridare nuova linfa alle relazioni intersoggettive facendo tesoro dell’esperienza maturata da chi ci ha preceduto perchè i giovani di oggi saranno al classe politica di domani.

Una cosa che accomuna tutti noi, è la sensibilità con la quale avvertiamo i malesseri della nostra società: la crisi economica, l’assenza di certezze, ci costringono a vivere in famiglia molto più a lungo, non avendo possibilità di occupazione stabile, rinviando ed allontanando sempre di più l’opportunità di realizzarsi nel mondo delle professioni.

Queste incertezze sul futuro, l’impossibilità di considerarlo davvero come il tempo in cui si realizzerà il nostro desiderio di indipendenza, ci potrebbero portare a essere rinunciatari rispetto all’impegno necessario, per realizzare la crescita di una società che sembra non attenderci.

Proprio questa è una delle ragioni per cui oggi dobbiamo cercare risposte ideologiche, valide e concrete dove la politica può rappresentare quel faro che ci guida nelle incertezze.

Spero voi siate concordi nel dire che bisogna ridare fiducia ad una generazione che fa fatica ad affacciarsi in questa società.

C’è bisogno di una svolta, solo così si potrà dare alle nuove generazioni la speranza di un futuro migliore.

Ci sono molti modi per attuare questa svolta. Indubbiamente il punto fondamentale è prendere coscienza delle problematiche della nostra comunità.

Ritengo importante incanalare la nostra ‘rabbia’ e renderla produttiva di risultati, anche se non immediati.

Ciò che si richiede oggi, non è la passività, l’imitazione gregaria, bensì lo sviluppo dello spirito critico, la cui essenza consiste principalmente nell’essere attivi ossia nella capacità di reagire all’universo linguistico in cui siamo immersi, ai suoi simboli e contenuti.

L’unico criterio valido per smascherare le manipolazioni è la verità,verità che deve portare a scardinare tutte quelle oppressioni economiche,culturali,ideologiche.

L’unica forma di violenza che si può e si deve accettare è quella violenza che definirei ERMENEUTICA cioè quella violenza dei significati, delle idee, quella violenza – non violenza in quanto aggrappata alla verità; dove c’è lo svuotamento di noi,dove l’urto con l’altro non lo insanguina ma lo libera.

IN DEFINITIVA L’OSTACOLO MAGGIORE DA ABBATTERE è L’INDIFFERENTISMO.

La partecipazione è un’arma formidabile nella battaglia quotidiana per il cambiamento di una realtà spesso insulsa, insoddisfacente.

Non sempre le parole volano via; possono essere anche pietre, macigni. Ricordiamoci che il semplice fatto della nostra stessa presenza;persone volenterose, capaci e desiderose di dare una risposta seria e concreta alle necessità della nostra comunità, toglie spazio a coloro che usano la politica per fini strettamente personali.

FONDAMENTALE è LA PRESENZA GIOVANILE IN UNA GIUNTA COMUNALE;UNA VOCE TRA TANTE VOCI IN CUI RACCHIUDERE IDEE NUOVE,ESIGENZE E INGEGNO PER UNA VIA DI SVILUPPO E RINNOVAMENTO.

Vi ringrazio per l’attenzione.

Letizia Bosco

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Una risposta a “Intervento del candidato Letizia Bosco della lista “Uniti per San Sosti” dal comizio del 30 maggio.

  1. Letizia,sono Ida .
    Liceo scientifico di Roggiano Gavina!Ti ricorda qualcosa?????
    Contattami se vuoi,ti cerco da tanto!eri ,anzi sei la mia migliore amica!!!!
    ecco la mia email : idariccio@yahoo.it
    Baci
    A presto

    Mi piace

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