Importante scoperta archeologica in località Livata-Castello della Rocca

Di Angelo Martucci

San Sosti (Aghws Swstis) Cs

Importante scoperta archeologica in località Livata-Castello della Rocca (ricognizione di superficie a cura di Angelo Martucci, Giovanni Martucci, Francesco Artuso)

IGM 1: 10.000 (F. 229_IV N.O._sez._A)

Foto satellitare

 

 

 

 

 

 

È un modesto pianoro posto a quota 396 m.s.l.m. in posizione dominante sul centro abitato di San Sosti, sulla sinistra idrografica del torrente Rosa, all’imbocco della gola del Pettoruto, ai piedi del Castello della Rocca; posto a breve distanza dal monastero bizantino di Aghios Sozon, raggiungibile in pochi minuti.

San Sosti, loc. Livata: veduta panoramica

Porzione del battuto della capanna Neolitica

 

 

 

 

 

Le evidenze di superficie si riferiscono ad un piccolo nucleo abitato di età protostorica. Recenti lavori di sbancamento del terreno hanno riportato alla luce porzioni di argilla concotta provenienti da focolari di capanne.
In direzione N.O. del centro abitato di San Sosti (19° N.O. dal campanile della chiesa madre di Santa Caterina di Alessandria) è stato riportato alla luce una cospicua porzione di un battuto di una capanna nel Neolitico Recente (IV-III millennio a.C.) con numerosi frammenti di vasellame ancora in situ che permette la datazione del contesto archeologico.
Si tratta di ceramica ad impasto non depurata con grandi inclusi, dalle pareti combuste durante la cottura.  Sono stati recuperati due frr. di ansa a nastro a sezione ellittica di una grande tazza; un orletto di una tazza di minori dimensioni, tre frr. di fondo di un grosso recipiente e diversi frr. di pareti.
Si nota sul piano di campagna una modesta dispersione di frammenti di vasellame ad impasto risalenti all’età del Bronzo; è stato recuperato un cospicuo frammento di un dolium ad impasto poco depurato; frr. di ciotole e tazze a stralucido dalle superfici lisciate a stecca.
Allo stato attuale delle ricerche di superficie non è attestata alcuna frequentazione per l’ età greca.
In età Altomedievale sull’antico insediamento Protostorico si sovrappone un insediamento fortificato, di cui si conservano i resti murari databili al IX-X sec. d.C., che costituiva un’ulteriore protezione al Castello della Rocca,  all’antichissima via istmica, che metteva in comunicazione lo Ionio con il Tirreno e soprattutto all’antico abitato di Aghios Sostis.
In direzione  N.E. si conservano una serie di terrazzamenti di sostegno al terreno scosceso. Qui è visibile un muro realizzato con grandi blocchi squadrati posti in opera con una malta tenacissima di colore grigio. Molto probabilmente si tratta di un muro di fortificazione attestato dallo spessore di circa 1 m, sul quale si imposta un ambiente quadrato che potrebbe essere una torre di difesa.
Sul piano di campagna del pianoro sottostante si nota una considerevole dispersione di fittili, materiali edilizi e pochi frammenti di tegole di età romana.
La ceramica più recente visibile in superficie è quella medievale di XIII-XIV sec. d.C., attestate da alcune anse a nastro complanari all’orlo di olle monoansate confrontabili con esemplari coevi rinvenuti al Castello Della Rocca durante lo scavo archeologico del 2004. 
Questa straordinaria scoperta archeologica è un ulteriore passo avanti per la ricostruzione delle diverse fasi antropiche, attraverso i millenni, nell’area dove attualmente sorge il centro abitato di San Sosti e sul territorio limitrofo, in prossimità del fiume Rosa.
In conclusione, nel corso di circa 15 anni di ricerche sul territorio, cui hanno fatto seguito ben quattro campagne di scavi archeologici, solo nel Comune di San Sosti, si è scoperto che la collina dove attualmente sorge il centro abitato ha ospitato un grande insediamento umano almeno a partire del Bronzo Medio e Recente (XIV-XII sec. a.C.) e tre insediamenti satelliti minori ad esso sottoposti.
Due di questi insediamenti (il villaggio protostorico scoperto al Castello della Rocca e le due necropoli scoperte in località Serra) sono oggetto di studi nella Tesi di Laurea del Dott. Stefano Carbone, presso il Dip. di Archeologia a Storia delle Arti dell’UNICAL.

Angelo Martucci

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3 risposte a “Importante scoperta archeologica in località Livata-Castello della Rocca

  1. Stefano Carbone

    Grandioso, un altro importante tessello che completa il puzzle.
    Hai rinvenuto materiale del TE IIIC? Mi interessa particolarmente perchè credo di specializzarmi su questo periodo.
    Quando vengo a San Sosti mi devi portare a vedere il sito.

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  2. Zia Concetta

    State facendo un lavoro grandioso, continuate così. E’ incoraggiante sapere che a San Sosti c’è gente come voi…purtroppo siete lanterne nelle tenebre. La speranza è che la vostra debole fiammella un giorno, non molto lontano possa disperdere il buio dell’ingnoranza.

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  3. Cara zia Concetta, supera il tuo incente pessimismo e vivrai meglio. Il lavoro del dott. Angelo è davvero eccezionale, siamo in tanti ad incominciare ad accorgerci di quanto vale, perciò non dovrà assolutamente restare come lanterna nelle tenebre, perchè una persona con tanta energia in un paese come il nostro,colmo di invidia da far paura , è senz’altro d’ammirare. Quindi, diamo una spinta in più ad Angelo ,per continuare nel suo fruttuoso operato.

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