Una riflessione su alcune linee politiche programmatiche di sviluppo locale

Di Pierino Calonico

Foto satellitare. San Sosti: Porta Sud Occidentale del Parco Nazionale del Pollino

Foto satellitare. San Sosti: Porta Sud Occidentale del Parco Nazionale del Pollino

1-Il Federalismo fiscale, l’autonomismo locale ed il decentramento di tutti i servizi.

In Italia è in atto una nuova, rilevantissima, riforma dello Stato attraverso l’introduzione legislativa del federalismo fiscale, dell’autonomia locale diffusa e del decentramento amministrativo dei servizi. In tale direzione si chiude un’epoca di sperperi ed è necessario abbandonare, definitivamente, l’ipocrisia delle solite scelte politiche – amministrative, indirette, transitorie e deresponsabilizzanti prodotte nel tentativo di generare il benessere nella locale società civile. Oggi l’Ordinamento Generale dello Stato Italiano e le sue Leggi impongono ai Sindaci ed alle Amministrazioni locali  di essere  artefici dello sviluppo locale, cioè, in generale di assumere il ruolo Istituzionale di protagonista – responsabile della  Comunità, delle risorse economiche – finanziarie del territorio amministrato, quindi dell’organizzazione e della gestione complessiva di tutti i necessari e moderni servizi al cittadino. In definitiva oggi, in attuazione dell’art.5 della Costituzione Italiana (uno dei 12 Principi Fondamentali della nostra Costituzione), il “Sistema Economico-Sociale” è, finalmente, incentrato sull’Autonomia locale e nel massimo decentramento del potere politico-amministrativo, in funzione dell’autosufficienza e dell’autoderteminazione. Due concetti che necessariamente debbono camminare insieme nell’Istituzione Locale e, in particolare, nelle nuove generazioni della  società civile organizzata per passare, definitivamente, dal vecchio, inefficiente e becero modello “Individualista-egocentrico”, tipico del Particolarismo Assistenzialista, al contemporaneo modello “Democratico-Meritocratico” del  Solidarismo – Cooperativistico – Collettivo.

2- Le Risorse del nostro territorio

Il nostro territorio è un vero e proprio “Giacimento Naturalistico-Culturale”, cioè, un Patrimonio ricchissimo di eccezionali risorse naturali e culturali, storiche – archeologiche. Ovviamente, è necessario creare un serio, concreto “Piano di sviluppo” di tipo integrato per utilizzare al meglio le nostre risorse: dal turismo Religioso a quello naturalistico – enogastronomico, al turismo culturale. Pertanto, occorre pianificare un’offerta turistica appetibile nel panorama Nazionale ed Internazionale partendo dalla valorizzazione e diffusione delle nostre eccellenze. Senza dubbio il baricentro di una diffusione seria delle nostre risorse non può che partire dal nostro territorio, cioè quello che sul piano geopolitico è stato definito e sintetizzato, con lungimiranza: “La Porta sud-Occidentale del grande Parco Nazionale del Pollino” da un ristrettissimo team composto da 5 Docenti Universitari UNICAL ed alcuni professionisti locali, coordinati dall’illustre Ing.Tommaso Malfona di San Sosti, nel lontano 1998. Si tratta di un ingresso naturale al Parco più importante D’Europa per un rilevante bacino di potenziali visitatori e fruitori di servizi, dall’alto Ionio all’alto Tirreno Cosentino riproponendo, in generale, antichi, importanti luoghi e vie di comunicazione: “Dalla piana del Sibaris alla piana del Laos, dal Santuario della Madonna della Catena al Santuario della Madonna del “Pettoruto”…. Eccellenze, dunque, tutte ricadenti nel grande Parco Nazionale del Pollino versante Calabrese e nelle sue aree istituzionali contigue e limitrofe. Luoghi meravigliosi dell’Appennino Meridionale, compresi tra il complesso montuoso di Cozzo Pellegrino-Monte La Mula, Muletta, Monte Montea da un lato, ed il massiccio del Pollino-Dolce Dorme dall’altro. Un territorio, questo, che è porta naturale non solo all’antico “Mercurion”, espressione di religiosità popolare da ben oltre un millennio, ma anche patrimonio unico e raro per quantificare la memoria storica della presenza umana nel tempo.
Questo nostro territorio, certamente, offre ai più attenti  visitatori uno scenario di straordinaria bellezza che occorre solo valorizzare e farlo divenire una rilevante meta turistica. Tutto è possibile.. basta crederci, veramente, ed investire, seriamente, in loco attraverso l’impiego di specifiche risorse umane ed economiche (Per tutte le possibili risorse economiche e sino al 2013.. i fondi Europei, del Programma Operativo Regionale).

3- IL Problema della legalità

Nello scenario suddetto, di rara bellezza, si inserisce però una bruttura, madornale, un vero e proprio, drammatico gap sociale che condiziona qualsiasi idea di sviluppo: “Il Problema dell’Illegalità diffusa!” Si tratta della madre di ogni sventura ed avversità per le nostre popolazioni che, dallo scorso secolo ad oggi, tra l’altro, ha prodotto due disatri cioè: Il proliferare dell’organizzazione mafiosa locale e l’emigrazione.. ossia lo sradicamento forzato e violento di milioni di Calabresi dalla loro terra di nascita, alla ricerca della dignità del lavoro, della libertà di vivere un’esistenza migliore, senza sopraffazioni e soprusi!” Ovviamente questo problema riguarda anche la vita sociale e politica di San Sosti, del nostro amato paesino alle falde del massiccio della “Mula”…il Comune del Santuario della Madonna del “Pettoruto”, tra la valle del Fiume Rosa e la sua spettacolare, orrida gola! Al riguardo e non senza meraviglia, ho notato come l’ennesimo storico discorso del Presidente degli Stati Uniti D’America, (tenuto, recentemente, nel continente Africano, precisamente  ad Accra in Ghana..) paradossalmente, fotografa anche la nostra realtà Politica-Istituzionale e sociale, rispecchiando, per buona parte, la stessa nostra attuale condizione. Il grande Barak Obama, infatti, dall’Africa ha lanciato il suo ennesimo messaggio di speranza per la democrazia ed il buon governo ma, anche un fortissimo richiamo alla legalità, alla moralità ed alle responsabilità diffuse in democrazia, attraverso un semplice concetto:”Il futuro dell’Africa appartiene agli Africani! Non serve a niente dare la colpa dei vostri mali al passato.. all’occidente sfruttatore..(per noi Calabresi al nord-Italia, al nord Europa ed al mondo industrializzato in genere..) ma bisogna mettere fine alle pratiche antidemocratiche, alla corruzione.. così endemica nella vita quotidiana.. Occorre adottare i principi e le regole del buon governo.. basta con l’ipocrisia dei leader che pensano solo ad arricchirsi, basta con i poliziotti al soldo delle mafie che trafficano droga, vite umane ed ogni male, basta con funzionari e dirigenti di governo che esigono bustarelle del 10 o 20% dagli uomini d’affari, basta con i corrotti, con i furbi e la loro stoltezza.. nessuno desidera vivere in una società dove la legalità è sostituita dalla brutalità, dal male affare e dalla corruzione.. perché questa non è Democrazia…questa è tirannia!Ed è giunto il momento per mettere fine a queste cose.. la storia non è dalla parte di chi ricorre alla prepotenza, all’inganno ed a qualsiasi violenza per restare al potere.. l’Africa non ha bisogno di uomini forti, ma ha invece bisogno di Istituzioni forti! ”. Orbene, a mio modesto avviso, per tutti noi Calabresi vale, in pieno, questo messaggio di speranza per la Democrazia ed il buon governo, ed assolutamente vale il suo monito che richiama alla necessaria legalità, alla moralità ed all’ossequio del principio delle responsabilità diffuse in democrazia (ed in base al quale è bene ricordarlo.. chi, nell’esercizio di un pubblico incarico, o nella vita pubblica, sbaglia… paga e torna a far danni  a casa sua!) ed altrettanto vale anche per noi, parafrasando, la sua sintesi nel semplice concetto:” Il futuro del meridione d’Italia appartiene ai meridionali.. il futuro della Calabria appartiene ai Calabresi!”. Ergo, “Dulcis in fundo”, “Il futuro di San Sosti appartiene ai Sansostesi!” Ed i sansostesi, democraticamente, hanno, recentemente, scelto un nuovo Sindaco ed una nuova Amministrazione della “Cosa Pubblica”.. ora occorre che ciascuno, secondo il proprio ruolo di responsabilità, faccia, fino in fondo, il proprio dovere.. ma occorre, soprattutto, che tutti lavorino per il bene della nostra piccola comunità! L’azione del Sindaco e della Pubblica Amministrazione locale, deve, necessariamente, essere finalizzata alla realizzazione del bene comune attraverso la “Normale” creazione di un insieme di atti legittimi, articolati e complessi, di informazioni, di studio e di  umili analisi dello “Status Quo”.. per cambiare e fare sviluppo. Ma, a parte tutto questo.., serve, soprattutto, una buona dose di coraggio per modificare vecchie logiche di retroguardia e tendenze prevaricatrici, per proporre ed eseguire scelte politiche lungimiranti…ci vuole dunque grande umiltà, moralità e senso di giustizia per raggiungere l’obiettivo del buon governo! Ovviamente la società civile, e le sue organizzazioni Istituzionali, (penso alle varie associazioni locali.. ma, in particolare, ai pochi Partiti Politici superstiti, presenti in loco e, purtroppo, oggi ridotti al lumicino, dalla presunzione, dalla prepotenza e dall’ignoranza di pochi soliti ignoti…) devono vigilare, seguire ed intervenire al dibattito politico e sociale, ponendo la giusta attenzione all’evoluzione della vicenda pubblica locale ma, senza fossilizzarsi in lunghe, stucchevoli riflessioni sul sesso degli angeli.. come accade ad esempio in queste ore in merito all’imminente organizzazione della Fiera del Pettoruto: “Ritorno al Piano della Fiera o ancora presso l’area e la struttura dell’Ente Fieristico?”.. Su questo argomento perché spendersi attraverso fatui pensierini della notte, in un valzer di pseudo protagonismo e fiumi di citazioni altrui… in merito credo necessario sapere cosa pensa, veramente la pubblica opinione,  senza giri di parole.. occorre pragmatismo puro e semplice.. si tratta solo di acquisire, con umiltà, i pochi dati relativi alla questione per dare un contributo serio e costruttivo.. magari al fine di suggerire una corretta scelta politica e programmatica. Banalmente.. pensare di elaborare una breve ricerca per  una corretta informazione e diffonderla, con una minima riflessione e lasciando, comunque e doverosamente, al Sindaco ed alla sua Amministrazione la scelta politica concreta, la giusta soluzione. In buona sostanza, ciascuno di noi, da bravo cittadino può fare di meglio e dire ciò che pensa, chiaramente, (la libertà di espressione è garantita dalla nostra Costituzione), affermando, ad esempio quanto segue:”L’area e la struttura destinata alla creazione dell’ormai famoso ma, incompleto, – ed allo stato degli atti tecnici – giuridici inesistente – Ente Fieristico, rappresenta una possibile, difficile e complessa, occasione di sviluppo locale ma, è, assolutamente, un’altra cosa rispetto ad una tradizionale “Fiera di strada!”.Occorre fare, semplicemente, il punto.. su un fatto politico assurdo e privo del comune buon senso.. come dire trasferire la plurisecolare fiera di strada di San Giuseppe di Cosenza nell’area dell’Ente Fiera di quella Città, e spalmarla qua e là, tra le cupole geodetiche! Una Fiera di strada, quella, appunto, lungo “il Piano della Fiera”,  è una fiera di strada che, in quanto tale, è descritta, definita e regolamentata da una specifica normativa di legge e senza ombra del dubbio, va conservata, tutelata, sviluppata ed organizzata meglio… magari dotandola di servizi igienici provvisori in loco (Per evitare che Cristiani e Musulmani che, nei giorni della fiera, oggi la animano.. possano essere tentati, come è, purtroppo, avvenuto in passato, per scientifiche esigenze fisiologiche, di profanare il nostro Cimitero, luogo sacro che distingue la civiltà di un popolo!). Pertanto, una seria riflessione meriterebbe, piuttosto, alla luce dei fatti e degli atti rilevati, il tema relativo alle conseguenze prodotte da una datata e precisa scelta politica di governo. In conclusione in democrazia è particolarmente utile esprimersi valutando i “Fatti” e nella fattispecie, cioè, dire che l’infelice idea di inglobare la fiera del pettoruto, ghettizzandola, nell’area dell’Ente Fieristico, attraverso una sua forzata azione di trasferimento è stato un grave errore.. una pessima scelta politica, un classico rimedio peggiore del male…perché tra l’altro ha fuorviato l’attenzione della pubblica opinione ma, soprattutto, ha fatto venire meno la doverosa attenzione di chi ci ha amministrato negli ultimi dieci anni dalla precipua responsabilità politica di eseguire e completare, a regola d’arte e nei tempi previsti, ab origine, l’iter legale che ha prodotto il finanziamento dell’opera pubblica denominata in progetto “…Creazione di un Ente Fieristico”…in politica è sempre doveroso tirare le somme, guardare ai veri e soprattutto, concreti risultati conseguiti..
La società civile amministrata, infatti, anche, in tal caso, purtroppo, ha giustamente registrato l’ennesima opera pubblica incompiuta ed inutile.. l’ennesima occasione di sviluppo svanita, l’ennesima negligenza politica – amministrativa e l’ennesimo grave episodio di fiducia della Comunità tradita! Ed anche per questo la società civile amministrata ha, recentemente, emesso l’ardua sentenza…”In democrazia solo chi semina bene…bene raccoglie!”

Pierino Calonico

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