UNA EREDITA’ SENZA DEBITI.

Di Vincenzo Bruno

Aspettavo veramente con ansia la relazione programmatica che accompagna il bilancio di previsione per l’ esercizio finanziario 2009 dell’assessore Oliva, perché volevo comprendere quale immediato antidoto, quale strategica correzione di rotta avrebbe saputo apportare per la programmazione e la gestione del nuovo esercizio finanziario, visto che negli anni precedenti, la mia amministrazione comunale è stata costantemente vituperata, offesa, denigrata a livello locale e su tutti gli organi di stampa, dall’ allora consigliere di minoranza. Dall’ attenta lettura della relazione presentata in consiglio, mi sono accorto che l’ attuale assessore al bilancio, anziché proporre soluzioni serie e praticabili per risanare un deficit strutturale non imputabile ad alcuno, continua, dal governo del paese, ad esercitare una serrata opposizione contro la passata compagine amministrativa, dimostrando un accanimento senza pari.  I lettori si chiederanno: “ma come non imputabile a nessuno, qualcuno avrà pur contribuito a realizzare questo deficit finanziario”? Ebbene, l’ assessore Oliva, nel tentativo di rafforzare la sua cronicizzata e proverbiale antitesi all’Amministrazione Comunale precedente, nel mentre ammette che lo Stato ha ridotto i trasferimenti a favore dei comuni, creando, già di fatto, un disavanzo iniziale sulla spesa storicizzata del nostro Ente, addebita responsabilità alla passata gestione calcando la mano sulla evasione fiscale e, soprattutto, sulla riscossione.
Poiché questo argomento è diventato un passatempo di comune discussione anche per tanti disinformati che esprimono frettolosamente giudizi di condanna, mi permetto di sottolineare che, entrambe le mie amministrazioni, grazie anche al lavoro attento e certosino degli assessori delegati, hanno fortemente ampliato la base impositiva, iscrivendo a ruolo una enorme quantità di partite non accertate e sconosciute al fisco comunale. Con l’incarico affidato alla società di riscossione Custer, sono stati censiti tutti i nuovi fabbricati, case, ville, magazzini ecc.ecc. che negli anni precedenti, anche negli anni in cui aveva amministrato Oliva, erano sfuggiti all’erario. Interi nuovi quartieri, fabbricati per civile abitazione costruiti nelle aree agricole, molti fabbricati delle contrade che non esistevano al catasto, sono stati accatastati, censiti ed iscritti nei ruoli comunali. Altro che chiacchiere da bar !!
Abbiamo avuto, forse, maggiore difficoltà nella fase successiva, quella relativa alla riscossione, perché l’utente non era assolutamente abituato, o meglio era stato volutamente disabituato al pagamento dei tributi comunali, ma, questo incide – come saprà l’assessore Oliva – sulla disponibilità di cassa dell’Ente non sulle entrate di competenza che sono quelle che contribuiscono a determinare, oltre alle altre entrate, il complessivo importo disponibile per la spesa. In favore delle maggiori entrate ascrivibili al conto di competenza, il Comune ha fatto tutti gli accertamenti possibili per allargare la base contributiva.
Ora, se l’assessore Oliva è a conoscenza di altri spezzoni di evasione, si doterà di tutti gli strumenti necessari per poter debellare una piaga che, il sottoscritto, insieme al resto dell’Amministrazione, ritiene di aver cercato di combattere con serietà ed accanimento. Da onesto cittadino, gliene sarei grato, perché il mio motto è sempre stato quello che, “pagare tutti, avrebbe voluto significare pagare meno”. Il disavanzo, dunque, a parere del sottoscritto, non è ascrivibile alle motivazioni che continua ad ostentare Oliva. Il disavanzo è di natura strutturale: se nelle vostre case, a fronte di una spesa già consolidata e storicizzata di 2.000 euro mensili, si realizza un’entrata, neanche costantemente certa, di solo 1.000 euro mensili, il bilancio familiare è già, inizialmente, in disavanzo. E’ necessario che il buon padre di famiglia, si adoperi per trovare una soluzione definitiva, strutturale, consistente in: altro stipendio familiare di 1.000 euro mensili, o altra entrata stabile che compensi il disavanzo. E’ ciò che avviene con il bilancio comunale. Ogni anno che passa, le entrate rimangono le stesse, anzi diminuiscono costantemente, e le uscite ( costi per i servizi, per il personale, per i mutui ecc.ecc.) aumentano costantemente. Anche in questo caso le soluzioni potrebbero essere due: aumentare le entrate tributarie, che potrebbe essere la soluzione più semplice, ma, spero nessuno, intenda ulteriormente tartassare la popolazione già gravata da tasse e balzelli di vario genere; oppure, reperire entrate strutturali provenienti dall’esterno. Non sto qui a polemizzare sulle cose dette nella relazione, relativamente alle scelte operate dall’amministrazione in questi anni passati per puntellare il disavanzo. Ogni anno, l’amministrazione comunale ha fatto salti mortali per reperire risorse esterne e non far gravare i costi sui cittadini sansostesi, compreso il taglio dei boschi, che il sottoscritto ha ritenuto non solo utile, quanto necessario per la vita del bosco stesso in proiezione degli anni futuri. L’allora consigliere di minoranza Oliva, fagocitato da occulti “ consigliori”, ha, invece, fatto di tutto perché i boschi non si tagliassero, ricorrendo a tutti i livelli istituzionali e coinvolgendo tutte le associazioni ambientaliste, WWF, Italia Nostra, ecc., perché scongiurassero l’autorizzazione al taglio da parte del Corpo Forestale dello Stato, autorizzazione che, invece, è stata regolarmente ottenuta. Il suo intento non era certo il rispetto per l’innato senso ambientalista, ma la speranza che il divieto del taglio, avrebbe fatto perdurare il disavanzo contabile con il conseguente scioglimento del Consiglio Comunale ( altro che mancanza di autorizzazioni) !!! Oggi, invertendo le parti, con Oliva nelle vesti di amministratore, cosa scopriamo ? Che per reperire le risorse necessarie a far quadrare il bilancio, concentra il suo sforzo, guarda un po’, nel taglio di un altro bosco, dimenticandosi del suo innato  senso ambientalista, soprattutto perché, e questo sì, il bosco oggetto di attenzione, dovrebbe essere situato in un’area di grande pregio, proprio nelle vicinanze della Basilica del Pettoruto, a dimostrazione del fatto che Oliva si serviva del pretesto ambientalista, per miserevoli scopi di bassa politica locale. Ma la scelta operata dall’attuale amministrazione, ( si provi solo ad immaginare se l’avessi riproposto io un nuovo taglio di bosco cosa sarebbe successo ! ) la comprendo e, se volete, la pure condivido ( non condivido naturalmente che si tagli un bosco non vocato al taglio, posto nell’area di pregio del Santuario, dove è stato realizzato il percorso della Via Crucis ); la condivido perché, coerentemente, ora come allora, ritengo che sia la sola via praticabile nell’immediato, considerato anche l’assurda rinuncia ad entrate consolidate come quella della Fiera, per l’approvazione del bilancio di previsione  corrente esercizio. Questo, come puntello per il bilancio attuale, perché le scelte strategiche su cui punta per il futuro la relazione dell’assessore al bilancio, cioè il ricorso all’energia alternativa, noi le abbiamo già attuate. Ricordo a me stesso, della convenzione già stipulata con la società Valsabbia, per l’attivazione della centrale idroelettrica sul fiume Rosa, e della osteggiata e vituperata scelta della realizzazione del Parco Eolico, già oggetto di formale contratto. Dunque, non ho letto niente di nuovo, né tantomeno di innovativo nel programma prospettato dall’esimio luminare, che dai banchi dell’opposizione, sembrava volesse cambiare il mondo. I programmi della mia compagine amministrativa, per quanto semplici, sono convinto che vadano solo sapientemente seguiti e, sono certo, che all’Amministrazione C.le non mancheranno buoni propositi per meglio sviluppare ciò che è stato fatto e proporre ulteriori progetti per il futuro.
La situazione non è dunque affatto drammatica per come viene presentata nella relazione di bilancio. L’assessore Oliva dimentica, forse, gli anni in cui la situazione è stata realmente drammatica per responsabilità dirette di irresponsabili amministratori che,  oggi ed in passato, hanno amministrato con lui. Una situazione allora, che ha suscitato sgomento nell’opinione pubblica e grave contrasto sociale.
Le mie amministrazioni hanno dovuto pagare debiti fuori bilancio provenienti da lontane gestioni, masse debitorie enormi ed ingiustificate, eppure ce la siamo cavata, senza polemiche e senza clamori.

Sottolineo che l’eredità che noi lasciamo alla nuova amministrazione comunale, è completamente priva di debiti. Nessun debito fuori bilancio. Se ce ne sarà bisogno, – ma il sottoscritto ha già contestato l’importo all’Aterp di Cosenza, che tra l’altro si è dichiarata disponibile a rivedere il calcolo – , bisognerà riconoscere esclusivamente il debito per il fitto delle case vuote, requisite dal Sindaco ed affidate a famiglie meritevoli e bisognose. Per il resto, nessun altro debito da riconoscere, il che dimostra la correttezza ed il rispetto dell’etica amministrativa.
Condivido ciò che dice un lettore di questo giornale interattivo,cioè che oggi c’è la necessità di guardare avanti, di progettare e programmare delle cose in favore della nostra comunità e realizzarle.
Senza polemiche, bisogna dimostrare di avere le capacità e le conoscenze giuste per il progresso della nostra comunità.
La legge assegna queste prerogative al Sindaco ……. Già, e il Sindaco  ???????

Vincenzo Bruno

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2 risposte a “UNA EREDITA’ SENZA DEBITI.

  1. Leggendo alcuni articoli dei nostri cari amministratori, vecchi e nuovi, mi ritorna in mente un gioco che facevamo da bambini: “l’acchappareddra”, chi non lo ha mai fatto? Consisteva nel rincorrere il compango e riuscire, quanto meno a toccarlo; quando ciò avveniva, questo si doveva fermare e rimanere lì dov’era in attesa che un altro compagna lo taccasse nuovamente per “salvarlo” e poteva ricominciare a giocare.
    E’ un pò quello che avviene nel nostro paese, solo che i giocatori sono troppo cresciuti ed hanno responsabilità molto serie: il futuro di noi cittadini. Lo sapete che fanno? Giocano all’acchaippareddra. Intanto chiedo al Sig. Vincenzo Bruno: “le tasse le hanno pagate eramente tutti?”Non mi pare, visto che lei stesso ammette una forte evasione fiscale, anche durante il suo mandato; La secconda domanda che mi pongo è la seguente: se l’attuale Sindaco paga il suo debito nei confronti del Comune, quanto sarà il residuo del debito? Io credo irrisorio, visto che ammonta a centocinquantamila Euro. Ecco cosa si dovrebbe chiedere la cittadinanza sansostese! Perchè, dunque, tagliare un altro bosco e deturpare la bellissima montagna del Pettoruto, meta di migliaia di visitatori?
    Si parla di energie alternative, ma che cosa è stato fatto di concreto? Questa è programmazione amici amministratori vecchi e nuovi, non demagogia. L’ultima domanda: quale brillante luminario ha pensato di spostare nuovamente la fiera? Non erano ulteriori entrate per le casse comunali? Bisognava solo migliorarla lì dov’era e non mi venite a dire che non c’era tempo, sono solo balle! Che ne farete di quel mostro architettonico?
    La verità è che noi sansostesi abbaimo la mania del fare e del disfare, “con il portafoglio altrui” nel caso specifico con i soldi pubblici, che poi sono soldi di noi contribuenti.
    Ai nuovi amministratori chiedo: oltre alle polemiche ed alle “proscriptio sillane” (dubito che possano comprendere questo termine), quali sono le linee politiche programmatiche di sviluppo per salvare San Sosti dallo spopolamento? Non ditemi le cooperative o le società miste come afferma qualcuno, perchè San Sosti non è Bologna.
    Le soluzioni ci sono, basta solo cercare le sinergie giuste, mettersi a tavolino e programmare, programmare, programmare e realizzare ciò che si è programmato. Altro che polemiche da Timpone o da bar!
    E’ tempo che i sansostesi si riprendano San Sosti!

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  2. Egregio signor vincenzo bruno, finalmente rientra in gioco, finalmente rivedo la persona che ho sempre conosciuto, che fin’ora ha taciuto, forse, per non far alzare troppi polveroni… Il prof. Vincenzo oliva… Ha sempre sputato veleno su lei e la sua vecchia amministrazione…quindi non c’è da sorprendersi se continua a farlo…. Mi sembra di assistere alla decadenza romana, dove i senatori (in questo caso i nuovi amministratori) erano ormai arrivati a divorarsi tra loro! Ed è proprio così. Ormai, definirei il comune un consorteria di persone avide che cercano a tutti i costi di denigrare l’immagine di qualcuno…Fortunatamente la maggior parte di noi cittadini,signor vincenzo bruno, conosce il suo operato e la sua grande professionalità… Come tutte le amministrazioni, la sua signor bruno, ha avuto momenti di maggiore gloria e momenti non felicissimi. Ora staremo a vedere, loro, cosa saranno in grado di fare… Anche se fin’ ora, ancora, non ho capito il loro piano politico…Ah forse ora m’è chiaro…sarà per caso quello di esercitare la dittatura???

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