Pensieri e ragioni. “Servi legum sumus, ut liberi esse possimus”. Cicerone

Di Anonimo cittadino

La “Fiera del Pettoruto”

Il dibattito scaturisce  dalla constatazione, spero condivisa da tutti, del declino della  storica “Fiera del Pettoruto” alla quale, credo, tutti i sansostesi sono profondamente legati, a prescindere dalle appartenenze politiche e, la maggior parte, senza alcuno specifico interesse economico.
Un altro punto che certamente  unisce tutti è il desiderio di vedere rifiorire  la nostra “Fiera”.
Sarebbe auspicabile che il maggior numero possibile di persone  partecipassero e prendessero la parola in questo dibattito per far conoscere e far valere la propria opinione.
Si tenga però presente che laddove prevalgano relativismo e utilitarismo nella formazione dell’opinione si potrebbe addivenire ad argomentazioni e scelte poco razionali, solo momentaneamente a vantaggio di quei pochi e alla lunga a danno dello stesso evento, quindi di tutti.
Io sto semplicemente  esprimendo oggettivamente il mio punto di vista con la speranza che il confronto si possa mantenere ad un  livello adeguato  perché solo così potrà essere proficuo.
A mio giudizio un approccio serio alla questione non può che partire  da due punti fermi: 1. la consapevolezza delle vere cause del declino, comprese le responsabilità politiche di chicchessia (a tal proposito richiamo il contenuto dei miei precedenti  articoli  del 15 e del  19 u.s.); 2. il rispetto della  normativa di settore (per chi concepisce  le leggi in prospettiva del benessere comune e non come inutili e aggirabili imposizioni. Una qualsiasi attività non del tutto legittima non può avere futuro e sviluppo; in Calabria ne abbiamo molti esempi).
Le norme per fortuna sono valide erga omnes, talvolta si prestano ad interpretazione (da parte del legislatore, della giurisprudenza e della dottrina) ma sono certe, verificabili  e inopinabili.
Riporto di seguito una sintesi del quadro normativo di riferimento così ciascuno potrà valutare direttamente quali potrebbero essere le  legittime soluzioni nell’organizzazione della fiera.
L’attività di commercio al dettaglio su aree pubbliche è disciplinata dal D.Lgs. N.114/1998.
L’art. 27 – lett. a – del citato decreto, in particolare, stabilisce  che  per commercio sulle aree pubbliche si intende l’attività di vendita di merci al dettaglio e la somministrazione di alimenti e bevande effettuate sulle aree pubbliche o sulle aree private delle quali il comune abbia la disponibilità.
Lo stesso art. 27 – alla  lett. c – precisa che per fiera deve intendersi, la manifestazione caratterizzata dall’afflusso, nei giorni stabiliti sulle aree pubbliche o private delle quali il comune abbia la disponibilità, di operatori autorizzati ad esercitare il commercio su aree pubbliche, in occasione di particolari ricorrenze, eventi o festività.
Il successivo art. 28 stabilisce che il commercio sulle aree pubbliche può avvenire su posteggi dati in concessione dal comune.
Il comma 8 dello stesso art. 28 sancisce che l’esercizio del commercio sulle aree pubbliche dei prodotti alimentari è soggetto alle norme comunitarie e nazionali che tutelano le esigenze igienico sanitarie.
Il successivo comma 15 prevede che il comune, sulla base delle disposizioni emanate dalla regione stabilisce l’ampiezza complessiva delle aree da destinare all’esercizio dell’attività, nonché le modalità di assegnazione dei posteggi.
Il D.M. 4 giugno 1993, n.248 ribadisce all’art. 1 che per “aree pubbliche”, sulle quali può esercitarsi il commercio “ambulante”, si intendono strade, canali, piazze, comprese quelle di proprietà privata gravate da servitù di pubblico passaggio, ed ogni altra area di qualunque natura destinata ad uso pubblico; per “posteggio” si intende la parte di “area pubblica”, o di area privata di cui il comune abbia la disponibilità, che viene data in concessione al titolare dell’attività di commercio “ambulante”.
L’art. 5 del predetto D.M. stabilisce che il consiglio comunale  deve stabilire l’ampiezza delle aree destinate a fiere o mercati indicando la superficie destinata ai vari posteggi nel suo complesso. Nell’ambito della fiera o mercato i posteggi possono essere  dislocati dal sindaco secondo criteri di ordine merceologico in relazione alle esigenze di allaccio alla rete idrica e fognaria e di osservanza delle condizioni igienico-sanitarie prescritte. Il comma 6 dell’art. 5 stabilisce che qualora uno o più soggetti mettano a disposizione gratuitamente un’area privata per lo svolgimento di fiere o mercati essa può essere inserita fra le aree destinate a tale uso e assegnate secondo le norme sulla concessione delle aree pubbliche previste dalla legge.
Il successivo art. 6 stabilisce che le aree destinate allo svolgimento delle fiere o mercati sono riservate ai titolari di autorizzazione  all’esercizio dell’attività di vendita sulle aree pubbliche. La concessione del posteggio in dette aree è limitata ai giorni di fiera o mercato. Hanno titolo di priorità nell’assegnazione dei posteggi nelle aree suddette coloro che hanno il più alto numero di presenze sulla fiera o mercato. La graduatoria è affissa nell’albo comunale almeno dieci giorni prima dello svolgimento della fiera o mercato. Le domande di concessione del posteggio debbono essere presentate al comune almeno sessanta giorni prima dello svolgimento della fiera o mercato. Lo stesso D.M. all’art. 7 stabilisce che i posteggi, tutti o parte di essi, debbono avere una superficie tale da poter essere utilizzati anche dagli autoveicoli attrezzati come punti vendita. Il sindaco deve mettere a disposizione del richiedente l’autorizzazione comunale una planimetria continuamente aggiornata, dei relativi posteggi esistenti nel territorio del comune od indicare il numero, la superficie e la localizzazione dei posteggi disponibili.
La regione Calabria con la legge 11 giugno 1999, n. 18 ha disciplinato le funzioni attribuite alla regione in materia di commercio su aree pubbliche.
L’art. 11 della legge regionale stabilisce:
1. I Comuni, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sentite le associazioni di categoria degli operatori su aree pubbliche e dei consumatori, maggiormente rappresentative a livello regionale, con apposita deliberazione consiliare, ai sensi dell’art. 28 del decreto, provvedono al riordino del settore del commercio su aree pubbliche. La deliberazione, in particolare, contiene:
a) la ricognizione di fiere, mercati e posteggi fuori mercato esistenti o da istituire, trasferire di luogo, modificare o razionalizzare, con relative date e aree di svolgimento;
b) le eventuali determinazioni di carattere merceologico;
c) la definizione di eventuali priorità integrative;
d) le determinazioni in materia di posteggi per operatori portatori di handicap e produttori agricoli di cui alla legge n. 59/1963;
e) le determinazioni in materia di commercio in forma itinerante;
f) le determinazioni in materia di aree aventi valore storico, archeologico, artistico e ambientale nelle quali l’esercizio del commercio è vietato o sottoposto a condizioni particolari;
g) la determinazione degli orari di vendita;
h) le norme procedurali, ai sensi dell’art. 28, comma 16, del decreto;
i) la ricognizione ed il riordino delle concessioni di posteggio;
j) il riordino e l’eventuale ricostruzione delle graduatorie di presenza;
k) le eventuali agevolazioni ed esenzioni in materia di tributi ed entrate non tributarie, ai sensi dell’art. 28, comma 17, del decreto;
l) la composizione dell’eventuale commissione di mercato, con finalità di carattere informativo interno fra gli operatori.
Non risulta che il comune di San Sosti abbia a tutt’oggi approvato tale regolamento.
L’art. 20 del D.Lgs. N. 285/1992, fra l’altro,  stabilisce che: 1. Sulle strade di tipo A),B),C), e D) è vietato ogni tipo di occupazione della sede stradale, ivi compresi fiere e mercati, con veicoli, baracche, tende e simili; sulle strade di tipo E) ed F) l’occupazione della carreggiata può essere autorizzata a condizione che venga predisposto un itinerario alternativo per il traffico.
Intendendo con ciò  tutto il traffico e non solo una parte e nel senso che la strada adibita a fiera dovrà essere chiusa al traffico il quale andrà deviato sull’itinerario alternativo.
L’O.M. 26 giugno 1995 stabilisce i requisiti igienico-sanitari richiesti per la vendita e la somministrazione su aree pubbliche di prodotti alimentari. Fra l’altro, le aree  ove si svolge tale tipo di attività devono essere pavimentate, strutturate in modo tale da consentire un’adeguata pulizia e un  regolare deflusso delle acque e, per quanto possibile, delimitate.
In conclusione, da un’analisi anche sommaria di dette norme appare evidente, fra l’altro,  che:
a) il commercio nelle fiere o nei mercati può essere esercitato solo ed esclusivamente da coloro che risultano in possesso di autorizzazione al commercio su aree pubbliche (ambulanti);
b) la fiera può svolgersi solo ed esclusivamente sulle aree pubbliche o private delle quali il comune abbia la disponibilità, di contro il commercio “ambulante” in ambito a fiere o mercati non può avvenire all’interno di magazzini privati (diventerebbe commercio in sede fissa. Inoltre, questi magazzini o garage hanno l’agibilità/abitabilità e la specifica destinazione d’uso?);
c) le fiere o i mercati non possono altresì svolgersi su aree private delle quali il comune non ne abbia la disponibilità (avere la disponibilità di un’area privata da parte del comune significa che uno o più soggetti la mettano a disposizione gratuitamente per lo svolgimento di fiere o mercati così che possa essere inserita fra le aree destinate a tale uso e assegnate secondo le norme sulla concessione delle aree pubbliche previste dalla legge);
d) il commerciante ambulante potrà legittimamente aprire il proprio banco vendita solo ed esclusivamente previa concessione di un posteggio da parte del comune e non già affittando un garage/magazzino e/o un suolo/spazio da un privato (tale soluzione  oltre che illegittima comporta anche irregolarità amministrative e fiscali);
e) nel caso in specie, la strada  (più precisamente la carreggiata) non può essere occupata da una fiera se non previa autorizzazione dell’ente competente che potrà rilasciarla solo qualora venga deviato tutto il traffico su un itinerario alternativo.

A mio parere appare assolutamente evidente che l’eventuale svolgimento della fiera al piano della fiera presenterebbe dei gravi, insanabili profili di discordanza con il quadro normativo appena delineato. La nuova area fiera ritengo possa riunire i predetti requisiti. Un lettore ha fatto però rilevare che detta area non potrebbe essere legittimamente utilizzata  perché carente di collaudo e agibilità. Io non avrei nessuna difficoltà a ritenere fondata tale affermazione, tuttavia gli amministratori sia precedenti che attuali ne hanno consentito l’utilizzo e da questo  ne  deduco che ciò dovrebbe essere invece possibile
Pertanto, ritenendo che i cittadini abbiano il preciso diritto di essere informati, chiedo agli amministratori sia uscenti che in carica di voler intervenire al fine di fare totale chiarezza su tale circostanza nonché di far conoscere con esattezza i costi finora sostenuti dal comune (quindi dai contribuenti) per la  realizzazione dell’area fiera perché ritengo sia giusto che si sappia l’esatto valore di un’opera pubblica che si vorrebbe lasciare inutilizzata  a mo di un utensile di pochi euro che acquistiamo per casa.

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Una risposta a “Pensieri e ragioni. “Servi legum sumus, ut liberi esse possimus”. Cicerone

  1. Mi piacerebbe davvero molto conoscere l’autore di questo articolo… Complimenti!

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