UN’EREDITÀ CHE È TUTTA UN ENORME DEBITO

Di Vincenzo Oliva

Uno scorcio del cimitero nuovo

Uno scorcio del cimitero nuovo

Innanzitutto devo dire grazie all’ex sindaco Bruno per il suo articolo di alcuni giorni fa (“Un’eredità senza debiti”). Una difesa migliore sulla mia relazione al bilancio non avrei potuto averla!
Infatti i lettori attenti avranno subito notato che l’analisi della situazione finanziaria del comune di San Sosti delineata dal sottoscritto è interamente confermata nell’articolo citato. L’unica cosa che aggiunge di suo, il signor Bruno, è quella di volersi discolpare (il disastro che abbiamo trovato non sarebbe “imputabile” a nessuno!). E poi, giù a capofitto a scovare le presunte contraddizioni o incoerenze dell’assessore Oliva, truccando un po’ le carte e senza badare che tutte le sue obiezioni trovavano già risposte inequivocabili nella mia relazione.
Mi permetto, dunque, di ripetere o precisare alcune cose. E prima di tutto mi pare sempre opportuno ribadire che io non ho mai “vituperato, offeso e denigrato” né le persone né le istituzioni, mentre è vero l’esatto contrario, come ho già spiegato in altri interventi di alcuni mesi fa: il sottoscritto è stato costantemente oggetto di una campagna diffamatoria e denigratoria solo perché gli avversari non avevano argomenti per controbattere alla mia attività politica, e il regista di una tale campagna era proprio il signor Bruno, tanto è vero che alcune calunnie inventate da lui (e da me energicamente respinte anche in consiglio comunale) ancora circolano tra alcuni reduci inconsolabili della sconfitta elettorale (l’allusione ad “occulti consigliori” testimonia ancora questa sua tendenza a insinuare dubbi pesanti sull’integrità delle persone per renderle poco credibili).

Detto questo, torniamo al merito della discussione sul bilancio. Quando Bruno afferma che i tributi iscritti in bilancio coprono la spesa per un pari importo dice un’ovvietà, ma tenta anche di ingannare il lettore distratto ignorando che io ho parlato di “prescrizione”. E infatti, se i tributi non riscossi vanno in prescrizione vengono eliminati dalle voci di entrata del bilancio, e negli ultimi cinque anni sono stati eliminati dai residui attivi decine di migliaia di euro di tasse non pagate e non più riscuotibili! E questo produce deficit (imputabile direttamente a chi ha consentito la prescrizione, per incapacità o per deliberata volontà)!
Per quanto riguarda gli accertamenti della Custer, ho dimostrato da tempo, con cifre alla mano, come si sia trattato di un grande bluff che ha prodotto solo disagi e spesso anche ingiustizie tra i cittadini per disparità di trattamento. Le somme incassate dal Comune in seguito a quegli accertamenti sì e no pareggiano la spesa per i compensi pagati a quella stessa società.
Bruno dice, poi, che ha fatto sempre scelte per “non far gravare i costi sui cittadini sansostesi” e tralascia (che distratto!) l’aumento della tassa sulla spazzatura  (ma anche di altri tributi). E nonostante questo ci ritroviamo un deficit sempre più alto.
Nei suoi 14 anni di regno il signor Bruno ha visto il pensionamento di ben cinque dipendenti comunali (questo non l’ho accennato nella mia relazione) risparmiando così oltre centomila euro sulla spesa e compensando adeguatamente la riduzione di trasferimenti dello stato, e nonostante questo il disavanzo ha continuato a crescere!
Sempre in questi 14 anni Bruno è ricorso per due volte alla rinegoziazione dei mutui per diminuire la rata di spesa annuale. Invece, alla fine, la rata è rimasta invariata, con il risultato aggiuntivo che il Comune, oggi, non può accedere con la propria tasca a nessun mutuo ed ha un debito annuale con la Cassa Depositi e Prestiti che peserà sui cittadini per altri 30 anni!
Il nostro “ex” sostiene anche di non aver lasciato debiti fuori bilancio, ma poi aggiunge che forse uno spunterà! Speriamo che sia soltanto uno, considerato che sono pendenti diversi contenziosi giudiziari e abbiamo già visto parcelle legali che hanno superato i 10.000 euro, a fronte di un impegno di spesa di appena 500 euro!
Inoltre – continua Bruno – lui ha ripianato debiti fuori bilancio “provenienti da lontane gestioni” (ma sicuramente non da quella in cui il sottoscritto era per la prima volta assessore, altrimenti figuratevi se non l’avrebbe scritto a caratteri cubitali!). Ma come li ha ripianati? Semplice: indebitando il Comune con altri mutui, finiti tra quelli che ci porteremo sulle spalle per i prossimi 30 anni! Ma poi siamo sicuri che fosse obbligato a riconoscerli? Visto che lui stesso afferma che si trattava di “masse debitorie ingiustificate”, ha forse violato la legge? E perché tace sui debiti prodotti e riconosciuti nel suo primo mandato da Sindaco (almeno 120 milioni di lire)?

Ma ora veniamo al cuore della questione: l’analista economico Bruno afferma che a San Sosti “la situazione non è affatto drammatica”, come lo è stata invece in passato per irresponsabilità di altri (ma anche qui l’allusione non è diretta al sottoscritto), e questo lo dice dopo aver ripetuto per due volte, esplicitamente e candidamente, che il nostro Comune ha un “deficit strutturale”. Intanto prendo atto che, finalmente, ha cominciato a riconoscere la realtà per quello che è, mentre fino all’altro ieri negava che il bilancio fosse strutturalmente deficitario: quando io lo affermavo in Consiglio comunale mi rispondeva, risentito, che non era vero e che si trattava di semplici “difficoltà”!
Ebbene, il disavanzo strutturale che abbiamo trovato – è opportuno ripeterlo – è di 200.000 euro: una somma che per il Comune di Milano equivale a meno di una “fumata di sigaretta”, ma per San Sosti rappresenta un ostacolo enorme quanto una montagna perché sono soldi che mancano per la copertura delle spese obbligatorie o comunque necessarie (i dettagli si possono rivedere nella relazione già pubblicata sul sito). Per rendersi conto della effettiva drammaticità di questo dato, possiamo fare un confronto proprio con la situazione del 1990.
Quando, in quell’anno, diventai amministratore mi trovai di fronte a circa un  miliardo e mezzo (di lire) di debiti fuori bilancio. Si trattava indubbiamente di una cifra gigantesca, con molti creditori che premevano sull’Ente, ma il bilancio corrente, pur non essendo florido, consentiva di pareggiare i conti di entrata e di spesa, calibrando i conti in base a quello che si riteneva più necessario: si poteva riparare anche qualche buca sulle strade, si poteva assumere qualche operaio a tempo determinato, si potevano dare dei contributi per feste e manifestazioni culturali. I debiti fuori bilancio furono pagati in gran parte con la vendita, a un prezzo equo, dei negozi del centro commerciale del Pettoruto e, a distanza di anni, sono sempre più convinto che si sia trattato di una scelta saggia, visto come è stato poi gestito dalle amministrazioni Bruno il restante patrimonio edilizio comunale al Santuario. E alla fine del quinquennio il bilancio comunale era ancora sano, da questo punto di vista.
Poi è stata la volta del signor Bruno: la seconda volta, per l’esattezza, perché la prima era stata nell’Ottanta, una di quelle “lontane gestioni” da parte di “amministratori irresponsabili” (sono le sue stesse parole) che hanno poi causato “sgomento nell’opinione pubblica e grave contrasto sociale”. La prima volta aveva partecipato alla produzione dei debiti fuori bilancio (diverse decine di milioni provenivano infatti dai lavori pubblici che erano affidati a lui); la seconda volta ha prodotto un danno ancora maggiore: la creazione di questo enorme deficit strutturale che blocca completamente l’agibilità politica dell’Amministrazione comunale e paralizza l’intero paese.
Ecco perché la negatività delle condizioni attuali è assolutamente senza confronti, ecco perché l’eredità lasciata dalla gestione del sindaco Bruno è solo un mostruoso debito permanente che avvinghia la nostra comunità e non la lascia respirare. Le riparazioni ordinarie alla viabilità e all’intero patrimonio urbanistico sono diventate una vera e propria emergenza perché il Comune non le può affrontare con le proprie risorse, e così i danni aumentano e l’emergenza cresce. Un esempio lampante è il cimitero nuovo, di cui ho pubblicato una foto. Tra l’altro si tratta di un’opera recentissima che ha subito manifestato le grosse pecche esecutive senza che l’Amministrazione abbia mai addebitato alcunchè ai responsabili (tecnici e ditte). Da tempo si è capito che la pavimentazione è tutta da rifare, ma ultimamente noi profani abbiamo capito anche che non sono state fatte (o sono state fatte male) alcune opere infrastrutturali, come il convogliamento delle acque piovane. Infatti, a monte dell’angolo fotografato, durante le piogge invernali scaturiscono vere e proprie sorgenti che allargano l’area dissestata. E questo discorso vale anche per altre opere realizzate di recente.
Ecco perché il deficit strutturale è così drammatico: in questa situazione il danno genera sempre altro danno, creando un circolo vizioso che ci trascina sempre più in basso
Ed è del tutto artificioso e strumentale il paragone tra i “rimedi” messi in atto durante la gestione Bruno e quelli indicati da noi che ci siamo appena insediati.
Sia che il deficit sia nato per opera dello Spirito santo, sia che l’abbiano generato in qualsiasi modo gli amministratori precedenti (cosa, certo, più verosimile), il vecchio sindaco ha avuto almeno cinque anni interi per cercare e stabilizzare delle nuove entrate, e invece ogni anno se n’è uscito con una nuova trovata, e con ulteriori invenzioni aggiuntive in corso d’opera. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il deficit è arrivato al suo massimo storico e il Comune si trova, di fatto, in pieno dissesto, bisogna solo dichiararlo.
A questo punto siamo subentrati noi, per volontà della popolazione sansostese. E ho spiegato che non abbiamo dichiarato subito il dissesto nella speranza di poter fare qualcosa per evitare tutti i danni e i disagi che ne conseguirebbero alla popolazione. Certamente, se negli anni a venire dovessimo continuare, come loro, a procedere a tentoni, puntando su soluzioni estemporanee e precarie, allora varrebbe il discorso di Bruno: la situazione non si poteva affrontare diversamente e le “polemiche” dell’assessore Oliva sono soltanto strumentali.
Ma le nostre intenzioni, dichiarate, sono diverse: se non si riuscirà a vendere il bosco (come si augura la minoranza di De Marco) o, se dopo aver venduto il bosco, non riusciremo entro l’anno prossimo a garantire nuove entrate affidabili nel tempo, la formalizzazione del dissesto sarà inevitabile. Ecco perché è così importante individuare e spiegare le responsabilità della passata  gestione che, a mio avviso, sono inequivocabili. E comunque ogni cittadino che tiene veramente al proprio paese si preoccuperà di vagliare attentamente le cose dette dagli uni e dagli altri, cercando nei fatti eventuali conferme o smentite.
Io non faccio l’amministratore con lo sguardo rivolto al passato. I fatti mi hanno reso ampiamente giustizia e l’affermazione che ho avuto con il voto (senza gruppi parentali o politici alle spalle) è più che sufficiente a zittire quegli scienziati della politica nostrana secondo i quali il sottoscritto non “tirava” e faceva il consigliere per grazia ricevuta. A me interessa lavorare per migliorare San Sosti, e lo farò con la stessa determinazione con cui ho svolto il mio compito all’opposizione. Se durante il cammino il passato riaffiora non è certo colpa mia, ma non per questo farò finta di non vederlo.

 

Vincenzo Oliva

 

P. S.  Aggiungo ancora tre o quattro cose come post scriptum, affinché chi si fosse stancato di leggermi possa abbandonare tranquillamente questa pagina e passare ad altro.

1) Innanzitutto la Fiera del Pettoruto. Il ripristino della tradizione non è “un’assurda rinuncia” ma una precisa scelta politica. E’ il recupero di un aspetto fondamentale dell’identità di San Sosti, che era stata mortificata con estrema leggerezza (sempre per arginare il deficit strutturale!) e senza consultare nessuno, al di fuori della ristrettissima cerchia degli addetti ai lavori. Inoltre, è una scelta condivisa dalla maggior parte della popolazione, visto che faceva parte del nostro programma elettorale e che con esso abbiamo vinto le elezioni. Perciò, avendo una valenza altamente politica e sociale, questa scelta non si baratta con nessuna somma di denaro. Ma se vogliamo entrare in questo merito, i dati ufficiali del Comune ci dicono che lo spostamento alla Badia è stato un fallimento anche dal punto di vista economico: dai 60.000 euro vagheggiati nel 2005 si è passati a un’entrata accertata, nel 2008, di meno di 18.000 euro, una cifra che si può realizzare anche con il ritorno della fiera al sito tradizionale.

2) Quanto al discorso sull’energia alternativa, l’Amministrazione Bruno ha solo giocato. Per la centrale idroelettrica ho raccontato la storia dettagliatamente nel mio articolo intitolato “Vogliamo parlare della centrale elettrica? Sì!”. E proprio a causa del comportamento dell’ex sindaco, i privati stanno andando avanti speditamente da soli.

Il parco eolico si sta rivelando un’altra bufala perché non abbiamo ancora incassato i 105.000 euro che dovevano essere versati quasi un anno fa, né la società interessata ha ancora presentato uno straccio di progetto alla Regione Calabria.

3) Sulla mia presunta incoerenza riguardo alla vendita dei boschi, ripeto che la mia opposizione è nata dopo essere venuto a conoscenza di una lettera inviata al Comune dal Comando provinciale del CFS e che allego in copia scannerizzata. Come si può vedere, si parla sia del bosco Civarra, il cui taglio era già iniziato, sia del bosco Facirino. Per il primo si denunciava il danneggiamento delle matricine da parte di animali al pascolo (e grazie al mio intervento e dell’allora gruppo di minoranza si è provveduto a proteggere l’area con una recinzione); per il secondo si diceva che non vi erano le condizioni per un taglio raso, taglio che l’amministrazione Bruno ha perseguito fino all’ultimo e che poi ha dovuto abbandonare, sempre grazie all’intervento mio e del gruppo di minoranza. Se avessi voluto fare opposizione per un astratto principio ambientalista non mi sarei certo fermato lì.

4) Infine, un flash sulla concezione tutta particolare della figura del Sindaco da parte del signor Bruno. Vedo che il nostro “ex” non ha ancora smaltito l’ubriacatura assolutistica e teocratica che ha improntato il suo mandato amministrativo dall’inizio alla fine. Secondo lui la legge assegna esclusivamente al Sindaco la prerogativa di progettare e programmare! Quindi c’è il Sindaco e poi il nulla! E il Consiglio comunale e la Giunta che ci stanno a fare? Il signor Bruno ha avuto forse una deroga speciale per ignorare il decreto legislativo 267 del 2000? Sarà bene ricordargli che il Sindaco, senza gli altri organi citati, conta esattamente zero e, da solo, può assolvere solo alle competenze di ufficiale di Governo, come l’emanazione di ordinanze sull’ordine pubblico. Per il resto ha bisogno della Giunta e del Consiglio. Se, per esempio, un Sindaco inviasse un progetto alla Regione come se fosse un progetto dell’Amministrazione, senza che la Giunta o un altro organo competente l’abbia approvato, si tratterebbe di un falso in atto pubblico! O non ne siamo convinti?

Vincenzo Oliva

 

Di seguito si riporta la lettera inviata al Comune dal Comando provinciale del CFS.

 

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8 risposte a “UN’EREDITÀ CHE È TUTTA UN ENORME DEBITO

  1. La Pasionaria

    Finalmente esiste un esponente della politica locale che tralascia le chiacchiere per dare rilievo ai fatti. Parlare di un argomento così importante come la gestione della cosa pubblica citando la legislazione attinente esclude il rischio che si dia il via ad inutili quanto vaghe argomentazioni. Adesso, sinceratici che questa è la situazione, un solo quesito mina la serenità e il giusto sonno dei cittadini sansostesi: “mentre questa profonda crisi investiva il comune, che cosa facevano gli amministratori? Quali gravi avvenimenti hanno impedito il controllo sui lavori pubblici da parte di quegli stessi organi che li hanno avviati?”. Il risultato è lo scempio che tutti possiamo ammirare ogni giorno, e purtroppo non soltanto al cimitero…

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  2. Dove sono i socialmente utili?

    Caro il mio vicesindaco, ci spiega perchè con tanti “addetti alla manutenzione e pulizia della nostra ridente cittadina” dobbiamo vedere ancora pulire i nostri spazi pubblici da qualche volontario particolarmente legato alle figure istituzionali? E i lavoratori socialmente o pubblicamente utili continuano ad essere inutili?
    Lei che ha tanto urlato allo scandalo di lavoratori che non assumevano la responsabilità delle proprie mansioni, lei che ora è assessore al personale, cosa sta facendo? Anche lei vuole cadere nel baratro dell’inutilità?? Parli di questo piuttosto che di cifre a noi poveri cittadini a volte incomprensibili! Parli di qualcosa che noi possiamo “vedere e capire”… e poi ci pare di ricordare che i socialmente utili non sono pagati dal comune, quindi i debiti del bilancio poco incidono sulla pulizia del paese!

    Mi permetto anch’io un post scriptum: i socialmente utili DEVONO lavorare TUTTI fuori, perchè NESSUNA è meglio degli altri!!!!!!!!!!!!!!

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  3. un cittadino

    Tutte le problematiche affrontate nel presente articolo sono reali e spero che ben presto si faccia qualcosa per cercare delle soluzioni.C’è però da dire che il tema caldo e fondamentale del momento è quello concernente la fiera del Pettoruto ,che mi pare (ma potrei anche sbagliarmi) il Vicesindaco Oliva, stia tentando accuratamente di evitare o comunque di trattare con la “dovuta” superficialità.Dal momento,però, che io stimo la persona Vincenzo Oliva e ho rispetto della figura istituzionale che in questo momento incarna ci tengo ad avere un suo “parere”(se di pareri si possa parlare di fronte alla legge) circa le palesi violazioni di legge ,illustrarte perfettamente da un anonimo in un articolo pubblicato il 26 corrente mese ,che lo spostamento della fiera in via Piano della Fiera comporta. In realtà sono rimasto meravigliato dal fatto che una persona della sua levatura morale non abbia speso nemmeno una parola in merito: Nè per smentire la affermate illegalità nè per confermarle dando conto dell’eventuale immediato intervento volto a riportare le cose nell’ambito del rispetto della legge. Voglio sottolineare che un conto è ciò che può piacere alla gente (e in ogni caso a parte della gente) un conto è ciò che si può fare. Penso che a tutti piacerebbe avere una casa in riva al mare ma ciò non è possibile! E in ogni caso non nascondiamoci dietro ad un dito : a volere la fiera lì non sono soltanto i nostalgici del paninazzo e della passeggiata “sup’u chianu da fera” ma soprattutto i privati che hanno interesse a fittare illegalmente spazi privati e pseudo tali (vedi marciapiedi).E poi ancora: quali sarebbero le entrate che il comune avrebbe grazie alla fiera???I posteggi li fittano i privati e i relativi soldi li incassano illecitamente loro, gli ambulanti sono tutti ( e dico tutti) extracomunitari o comunque non di San Sosti. Insomma chi è che ci guadagna con la fiera??Dov’è il guadagno per il comune e quindi per i sansostesi( esclusi ovviamente quei quattro)???Tutto diverso sarebbe se ci fosse una adeguata area fiera comunale.Mi dia il vicesindaco Oliva una risposta a tutte queste domande per rispetto dei cittadini di sansosti e del ruolo che ricopre.

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  4. Continuando a non condividere l’anonimato (soprattutto quando si espongono concetti e pensieri garbati e neanche lontanamente offensivi) mi trovo d’accordo quasi in toto con “un cittadino”! Attendo con te risposte che possano davvero fare luce sulle scelte (prese in gran privato e senza un briciolo di coinvolgimento cittadino) relative allo spostamento della fiera!

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  5. Condivido in parte

    Condivido in parte ciò che dice il nostro beneamato vice sindaco, e apprezzo molto la foto di apertura articolo…il cimitero nuovo sembra una costruzione di almeno 100 anni, invece non ne ha nemmeno 10….mi vergogno di dover andare al cimitero e trovar un degrado del genere, questo lascia pensare che i nostri vecchi amministratori hanno condotto i lavori giusto per sperperare i soldi e non facendo niente bene…lavori approssimati…
    Come mai la frana di casalvecchio non la hanno aggiustata a suo tempo, eppure ci sono voluti solo qualche giorno per ripristimarla.Bravi i nostri nuovi amministratori!
    Una lancettina al nostro vice Sindaco; se lo spostamento della fiera dove si trovava prima è solo una scelta politica, la sua è pura incoerenza!!! non sono stato io a querelare i paninari, ma è stato lei.!!!! Ma questo non le interessa, oggi fa parte della maggioranza…

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  6. LORO FURBI...NOI FESSI?

    La frana di Caselvecchio…si .come la frana della strada per il santuario…si,come il bilancio di previsione…si,come gli L.S.U….si,come tutti i lavori e le infrastrutture pubbliche ..si..certo tutte panzane e furbate della passata amministrazione!!!!per mesi e mesi la frana della strada del Pettoruto e’ stata li’ creando disaggi per tutti i visitatori e in particolare per il transito delle ambulanze da e per la clinica San Giuseppe,altro che problemi di viabilita’ legati alla fiera!!!per mesi e mesi la frana di caselvecchio e’ rimasta li’,causando disaggi per i proprietari di terrenni ricadenti nella zona e per alcune familgie che li vi abitano,(problema risolto in tre…dico tre giorni)!!per quindici anni gli L.S.U sono stati gestiti come tutti i cittadini Sansostesi sanno(inboscati) e tolti dalle mansioni per le quali erano stati assunti e nessuno ha parlato,(su questo mi aspetto di piu’ dall’attuale amministrazione,anche se qualcosa si sta’ iniziando a vedere),tra laltro sarebbe interessante rendere pubblico il metodo utilizzato, a suo tempo(giunta Perrone)per le assunzioni!!!!decine sono le infrastrutture pubbliche realizzate negli ultimi quindici anni e decine sono le stesse fatiscenti,sgretolate,rovinosamente a pezzi e da rifare(COME MAI!!!!).Se vogliamo veramente confrontarci su tutto, per fare chiarezza sulla storia di amministrativa di San Sosti negli ultimi decenni,a mio avviso occorre iniziare a guardarci in faccia e a finirla di denigrarci,perche’come si dice in Italia(CHI E’ PULITO SCAGLI LA PRIMA PIETRA)!!!

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  7. A proposito delle cucurbite!

    Ah come sono profonde le parole che frate Giovanni ci ha regalato a proposito delle cucurbite!

    E’ il caso di rivisitarle.

    Dalla lettera di frate Giovanni alla badessa Maria Dolores del Ferraro. Sull’umorismo di Dio

    …Per non parlare di quel tale frate Inquisitore, che ha lo stesso nome di una drupa mediterranea ed un fratello appellato alla gemella maniera del sanguinario Priore del Convento di Santa Cruz di Segovia, Tomás de Torquemada, primo Grande Inquisitore spagnolo. Egli immaginava che il Capitolo di giugno acclamasse la sua apotheosis, ovvero la sua trasformazione in dio, invece ha sancito la sua apokolokyntosis, la sua trasformazione in cucurbita e sembra destinato a soffrire la pena del contra patior. In passato fu infatti un integerrimo fustigatore del vecchio Priore del nostro Monastero e dei fraticelli che compivano veniali peccati di vanità: nei confronti di essi non esitò ad invocare i dettami cruenti della bolla “Ad extirpanda” di Innocenzo IV. Ora invece è solito tener bordone, senza scrupolo alcuno, a due impenitenti mallevatori!
    Uno di essi, noi tutti lo conosciamo bene: è fratel Baro, il nostro attuale Priore. Come primo atto del suo nuovo ministero, il frate ammazzasette ha reso legale nel Monastero il giuoco d’azzardo, così che a compieta ed ora nona i frati, invece di salmodiare canti all’Altissimo, gozzovigliano, bestemmiano, giocano alla morra ed ai dadi e si accompagnano a donne foreste.
    Il secondo è un feroce soldato della locale guarnigione spagnola, che impietrisce pastori e contadini sorpresi a sfamarsi su terreni allodiali: agli uni disconosce il diritto di ghianda e di legnare, agli altri il diritto di terratico e di erbatico e stampiglia sulle loro strutte pelli gravami d’ogni genere….

    Frate Giovanni santo subito!

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  8. Il Brigante Momo

    Ottima idea quella di non amministrare con lo sguardo rivolto al passato. Non lo faccia mai, Vice Sindaco, altrimenti si accorgerà che la sua è ormai una coerenza solo presunta. Voltandosi indietro infatti si accorgerebbe che alcuni protagonisti di quel tanto vituperato passato remoto (Sindaco attuale e già Sindaco in passato) e passato prossimo (questo è clamoroso!!! Assessore ai Lavori Pubblici attuale ed Assessore al Personale nella precedente legislatura, quindi pienamente responsabile, in quanto membro di giunta, della passata gestione) siedono accanto a lei in giunta. Sarebbe facile quindi richiedere direttamente a loro maggiori spiegazioni. Ovviamente non lo farà mai. Non può farlo. Se oggi lei fa il Vice Sindaco è proprio perché ha DOVUTO guardare al passato lasciando che una parte di esso la contagiasse. Anche lei quindi ha DOVUTO accettare un compromesso che le impedirà di essere obiettivo e libero nel momento in cui il passato riemergerà con forza e travolgerà la sua coscienza. A quel punto non potrà fare a meno di chiedersi se ne sarà valsa la pena…

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