Strage di Kabul: punto di vista di una giovane studentessa di San Sosti.

Dal tema del compito in classe: Morti altri sei militari italiani nella “guerra senza fine”.
Scritto da una giovane studentessa liceale.

Un’autobomba guidata da un kamikaze fa strage a Kabul. Muoiono 6 militari, feriti anche civili. Secondo le fonti si tratta di un’altra strage di matrice talebana. I nostri ragazzi in missione di pace hanno perso la vita a  causa di una guerra che non trova fine.

Di fornte a quanto successo il 17 settembre a Kabul, dovremmo porci seriamente qualche domanda, a cominciare dal senso di questa missione che dovrebbe essere di “Peace Keeping” e che, invece, è ormai di partecipazione diretta ad un teatro di guerra, cruenta e sanguinosa. Una guerra che dura da 30 anni e che non accenna a fermarsi. Non è in questione la presenza internazionale dei contigenti itialiani, a fianco di altre truppe e di altre bandiere, per mantenere l’ordine e la sicurezza e preparare la pace. In Libano la missione italiana sta portando i suoi frutti, la tregua regge, gli italiani sono ben voluti. Il confronto, serio, deve vertere su quanto ottenuto in questi anni in Afghanistan dalle missioni internazionali. Il Paese è in piena guerra, privo di controllo. Le elezioni che si sono tenute qualche giorno fa sono state una farsa. Il governo è inconsistente e privo di leggittimazione. Non esiste sicurezza alcuna, nè per i civili, nè per i militari, come dimostra l’attentato del 17, avvenuto non tra le sperdute gole delle montagne afghane, ma in pieno centro a Kabul. In tutto questo disastro, noi cosa ci restiamo a fare? Lasciare lì i nostri giovani, a fare da quotidiano bersaglio di autobomba e attentati, senza alcun giovamento negli anni, non ha più gran senso!

Il premier Berlusconi spiega che la missione italiana in Afghanistan è “essenziale”, << ma siamo tutti convinti>> aggiunge <<che si debbano portare a casa i nostri ragazzi al più presto>>. Lorenzo Cesa, segretario dell’UDC, sostiene che questo non è il momento delle divisioni, ma quello dell’unità, che non si deve badare a spese per garantire ai militari italiani tutti i mezzi e le risorse <<perchè possano svolgere al meglio questo difficile ma irrinunciabile compito>>.

Grande dolore e partecipazione sono stati espressi dalle autorità vaticane, tramite il portavoce, padre Lombardi:<< Quello che ci ferisce di più è il fatto che continui questa violenza proprio nei confronti di persone che sono impegnate per la pace>>.

L’ultimo infame attacco talebano deve indurci ad una riflessione sincera ed approfondita che dia risposte ragionevoli, valide. Credo non sia ragionevole, non sia valido, rispondersi che si debba restare in Afghanistan solo per non fare la figura di andarcene <<con le pive nel sacco>>. Penso che si potrebbe, anzi, dovrebbe prendere in considerazione qualcos’altro per aiutare il popolo afghano. In primo luogo, forse andrebbe avviata una partnership economica più convinta, più sostanziosa. Inoltre, servirebbe un’azione diplomatica efficace, anche nei confronti del Pakistan, che fa da supporto deleterio al terrorismo talebano.

Aiutare un popolo per la costruzione della democrazia per me significa sostenerlo in maniera concreta ma indiretta, tale che esso possa progredire muovendosi con le prorprie gambe, e sempre con l’obiettivo di promuovere la cultura del rispetto, della dignità e libertà di ogni essere umano. La morte dei nostri giovani compatrioti dovrebbe servire a farci riflettere sul fatto che il nostro aiuto è forse un “dare” sbagliato, rivelatosi inutile, tragico.
A noi resta la riflessione, alle famiglie dei caduti restano, invece, le conseguenze, cioè il dolore ed il vuoto incolmabili.

VE

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4 risposte a “Strage di Kabul: punto di vista di una giovane studentessa di San Sosti.

  1. Angelo Martucci

    Mi devo complimentare con la studentessa per il bel tema.
    Devo però dire che non sono del tutto d’accordo: bisonga, intanto distinguere l’intervento in Afganistan, deliberato in seno alle Nazioni Unite, da quello in Iraq, deciso unilateralmente da Bush.
    La studentessa, per quanto sensibile ed attenta alla problematica, è troppo giovane per ricordare le atrocità perpretate dai Talebani contro il loro stesso popolo: come possiamo dimenticare la scena della madre costretta a decapitare pubblicamente, nello stadio di Kabul, con un mitra puntato alla tempia, il proprio figlio, reo di aver rubato pochi chili di patate in modo da sfamare la propria numerosa famiglia?
    O il bimbo cui fu amputata la mano destra per aver rubato una frittella? La lista è lunghissima…
    Quando si verifica un avvenimento così nefasto, come la nascita di un regime basato sul terrore, dove vengono calpestati anche i più scontati diritti dell’uomo…la Comunità Internazionale non può stare a guardare, ha l’obbligo morale di intervenire. E’ chiaro che non si va a fare una gita, i nostri ragazzi, ai quali va il mio ossequioso rispetto, questo lo sanno bene, ciò nonostante accettano il rischio con tutte le conseguenze che ne derivano. Per uscire dal pantano afgano è indispensabile una azione massiccia contro gli ultimi rigurgiti talebani ed iniziare immediatamente la ricostruzione del paese, restituire al popolo talebano la loro vita, rubata da questi assassini, e mettere il popolo in condizione di scegliere un governo che rappresenti veramente l’intero paese e non un governo fantoccio degli USA.
    Per fare ciò bisogna, non ritirare i nostri soldati e vanificare la morte dei nostri ragazzi, bisogna invece incentivare la missione con mezzi adeguati e mettere in condizione i nostri soldati di poter svolgere il proprio compito, con rischi minori per le loro vite.

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  2. ANONIMO AI LAVORI FORZATI

    Perché dare una traccia di tema sulla strage a kabul quando noi stessi meridionali e calabresi siamo vittime di stragi che si perpetuano a danno dell’ambiente e quindi di noi stessi? Noi siamo talebani nei confronti del nostro ambiente! Dopo le notizie eclatanti delle navi presenti nel tirreno ora la stampa, ovviamente sottomessa al potere, non se ne occupa più ma le navi sono sempre lì ed ammorbano la nostra aria ed il nostro mare di radioattività. Perché questo governo che tu giustamente chiami inconsistente non impiega tutti quei militari in Afganistan per una vera missione di pace nella nostra terra? Sinceramente avrei preferito che la tua prof ti avesse dato un tema su questa materia in modo tale che tu e i tuoi compagni vi potevate documentare sull’argomento o forse anche le scuole si sono uniformate al dictat politico? Ma visto che credo nella tua capacità espositiva perché non proponi un dibattito in classe su una tematica che ci riguarda da vicino e che ripeto si può rivelare una strage più cruenta di quella di kabul. Anche dall’analisi di quella missione di pace viene fuori un problema meridionale: quello del lavoro che manca e dei nostri giovani che si arruolano nell’esercito e vanno in missione per guadagnare i soldi con cui sposarsi o costruire una casa. La perenne disoccupazione meridionale spinge la maggior parte di questi giovani in quelle terre lontane! Il governo inconsistente afferma che ci vanno per tenere alto il valore della patria. Chi ha ragione? Anche questo potrebbe essere il punto di partenza per un dibattito in classe.

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  3. Beh.. le tematiche sono tutte fondamentali: non sottovalutare il caso dei giovani che per carenza di lavoro si arruolano nell’esercito, parlare molto di più delle stragi che si consumano in calabria a causa dell’inquinamento ambientale e che i media non trattano approfonditamente…
    Comuqnue, come considerazione all’argomentazione del tema vorrei dire una cosa.
    La Russa dice, in linea al peniero del governo: “Non dobbiamo pensare neanche per un istante ad abbandonare la nostra missione.. altrimenti la morte di questi giovani militari sarebbe vana”. Non sono assolutamente d’accordo. Lo stesso si diceva dopo la strage di Nassiria.. se allora avessimo abbandonato la missione oggi non avremmo avuto altre 6 giovani vite spezzate. Quindi come allora, anche oggi avrebbe molto senso abbandonare. Un altro punto importante è che l’Italia non ha soldi emezzi per portare avanti questo tipo di missione! Secondo me dovrebbero scendere in campo non con le armi da guerra, ma con l’intelligens e soldi da investire in grandiosi progetti al fine di acculturare il popolo. Questo tipo di campagna, o meglio atteggiamento guerrigliero, vecchio stampo, come qullo delle grandi guerre mondiali del secolo scorso, oggi non ha più senso di esistere. Dice bene la ragazza, bisogna per esempio bloccare chi alimenta la culutra terroristica (tipo il pakistan e le cellule che si trovano in tutti i paesi europei). Si potrebbero usare i computer, internet, dotare ogni cittadino afgano di un computer per poter dialogare con il resto del mondo e per far entrare un pò di cultura moderna, democratica e civile nella propria abitazione visto che le Tv e la stampa locale sono praticamente inesistenti. Sono tante le cose che si potrebbero fare, sicuramente più incisive dell’inutile campagna militare che si sta portando avanti.

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  4. Apriamo un pò gli occhi…. Perché i media parlano di miss italia per due mesi e vengono dimenticati i nostri ragazzi…..? La vera strage è questa che persone che servono lo stato non solo vengono uccise brutalmente ma vengono del tutto dimenticate…. A questo punto l’indifferenza umana supera ogni limite, non si può restare indifferenti a queste stragi….quindi cresciamo ed evitiamo di restare ancorati all’insofferenza e all’ipocrisia……(complimenti x il tema…..)

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