Inquinamento ambientale – Il comandante del Corpo Forestale dello Stato, Vincenzo Calonico, rassicura la cittadinanza: “Siamo a disposizione della collettività”.

Di Vincenzo Calonico “Comandante CFS San Sosti”

Grazie a Raffaele Rosignuolo, ho avuto modo di apprendere i contenuti dei commenti datati 01.10.2009 ore 10:01 – Bravi – e quello del 26.09.2009 ore 19:50– Ferraro Antonio jr – fatti all’articolo Mare Nostrum di Francesco Capalbo in data 21 settembre 2009.

Sono condivisibili pienamente le preoccupazioni, le ansie, le riflessioni e quant’altro si sta manifestando da parte delle popolazioni, a seguito delle inquietanti, sconcertanti e delicate notizie che quotidianamente si apprendono sui mass-media, circa lo stato d’inquinamento delle nostre acque marine, del suolo, sottosuolo, sino ad arrivare, per forza logica prevenuta, alla salute delle acque interne dei nostri fiumi. Appare dunque legittimo porsi alcune domande in merito ai potenziali rischi connessi a tale situazione.

Ancora oggi, nonostante il C.F.S. è strutturato con una bassa percentuale di risorse umane rispetto a tutti gli addetti del Comparto Sicurezza e cioè di tutte le Forze di Polizia dello Stato, risulta l’unico Corpo dello Stato che accerta ben il 60-66% di tutti i reati ambientali e illeciti amministrativi a danno dell’ambiente scoperti ogni anno in Italia. Dai dati statistici, è inconfutabile che il patrimonio ambientale, in Italia, specialmente di questi periodi dovuti ad una crisi economica generale, è oggetto di continui attacchi ed aggressioni da parte delle cosiddette ecomafie, con particolare rilievo nelle 4 regioni dove più si concentra la criminalità mafiosa organizzata: Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Non a caso le stesse 4 regioni sono sottoposte, o meglio, sono state sottoposte in passato, a commissariamento per quanto riguarda l’emergenza rifiuti. I due grandi campi di illeciti penali ambientali, su cui traggono enormi guadagni le associazioni mafiose, sono, da sempre, le costruzioni abusive e, più recentemente, il traffico dei rifiuti, specie i rifiuti tossici e radioattivi. A questi bisogna aggiungere anche il “racket degli animali”; il mercato della fauna selvatica e delle specie di flora e fauna protette dalla Convenzione di Washington; i combattimenti tra cani; i canili abusivi; le corse clandestine dei cavalli; il bracconaggio. Tutti questi illeciti, come ovvio, comportano danni enormi al patrimonio ambientale. A questi bisogna aggiungere gli incendi boschivi dolosi per trasformare i terreni vincolati, nel tempo e con la perdita della memoria storica collettiva della destinazione di quei terreni, in aree costruibili specie quando sono a ridosso di centri urbani e/o turistici; le discariche abusive, specie in posti poco accessibili come per esempio canaloni montani o boschi fitti, di rifiuti tossici e radioattivi con conseguente successivo interramento e consequenziale inquinamento delle falde acquifere e dell’aria. L’elenco potrebbe continuare per ore ma è inutile perché è facilmente intuibile il danno provocato all’ambiente e per mezzo di esso alla salute pubblica.

Premesso quanto sopra, occorre risaltare che nonostante le giuste funzioni specifiche demandate al Corpo Forestale dello Stato, tutti i reati ambientali, sono di competenza di tutta la polizia giudiziaria ( ex artt. 57 e 55 c.p.p. ), ossia di chiunque rivesti la qualifica giuridica di Ufficiale e Agente di Polizia Giudiziaria, nessuno escluso.

Il 10 aprile 1999, partecipai, presso la sala consiliare del comune di Praia a Mare, ad un convegno nazionale, sul tema ”TUTELA DELL’AMBIENTE –LOTTA ALL’ECOMAFIE- IL RUOLO DEL CFS- organizzato dalla UIL-CFS . Ebbene, riporto di seguito un passo dell’intervento del coordinatore nazionale e aimè tremate: “ … … Tali enormi disastri e tali enormi introiti illeciti dell’ecomafia, ormai accertato, non hanno semplici risvolti localistici comunali, regionali o nazionali, ma, in una ormai affermata logica globalistica di tutti in settori, hanno risvolti internazionali e transazionali. Infatti, gli enormi capitali che girano e si accumulano con i traffici illeciti, vengono riciclati in operazioni economiche nazionali ed internazionali; i rifiuti tossici e il traffico di scorie radioattive hanno risvolti sia nazionali che internazionali: vengono prodotti da regioni a forte impatto economico-industriale e poi vengono trasportati e smaltiti in regioni  economicamente disastrate ( dal nord al sud dell’Italia ) oppure da nazioni fortemente in industrializzate  ( occidente ) a nazioni economicamente sottosviluppate ( terzo mondo e Africa ); oppure ancora caricate su “ carrette del mare “ e affondate, deliberatamente, nei nostri mari. Qui ci sono eminenti Procuratori che, forse e se lo desidereranno, nei loro interventi potranno dire, su tali argomenti, molto più e molto meglio che il sottoscritto … … “ A voi le raccapriccianti conclusioni…

Per rimanere invece nel territorio locale, appena insediatomi al comando di San Sosti, il che risale al 2001, per la concentrazione ed i ripetuti casi di tumore, localizzati in una zona  del nostro paese, di mia iniziativa, perché i vostri dubbi e preoccupazioni di oggi, sono stati i miei allora, effettuai una serie di controlli, con tanto di campionamenti e successive analisi presso le strutture pubbliche competenti, su condotta di acqua pubblica e qualche terreno. Fortunatamente gli esiti furono negativi. Questo ovviamente per far capire che c’è chi lavora per voi e cerca di garantire l’incolumità della popolazione. La pubblicità non è il nostro mestiere, infatti la riservatezza di questa “indagine” ne è la conferma.

Poi come dice ” le brutte notizie arrivano per prime” … Quindi posso rassicurarvi che se ci fossero reali ed incombenti  pericoli sul nostro territorio, sarebbero portati a conoscenza prima delle autorità istituzionali e poi di tutti.  Infine ricordo, che anche io vivo con la mia famiglia a San Sosti. Non posso assolutamente sapere lo stato del nostro suolo mq. x mq. come del resto non può conoscerlo nessuno, ma posso rassicurare che dall’anno 2001 ad oggi nulla di anomalo si è verificato nel territorio comunale di San Sosti. Procedere a rilevazioni e/o analisi, per come si intuisce, risulta verosimilmente impossibile e alquanto astratto; occorrerebbe avere notizie circostanziate di attività del passato su luoghi e/o aree topografiche, circa la presenza di cantieri, di automezzi pesanti in movimento, notati principalmente in ore notturne, etc., al fine di  concentrare un’attività di verifica investendo, d’ufficio, tutte le strutture pubbliche preposte a tale scopo.

Il mio Comando, rimane a disposizione della collettività tutta come sempre. Qualsiasi informazione, attinta anche da discorsi con persone anziane, è opportuno rappresentarmela per consentire una  valutazione, ove eventualmente prestare le necessarie attenzioni se le condizioni lo richiedono. Un ultimo appello, è indirizzato alle fonti che vogliono rimanere nell’anonimato; non abbiate nessun timore nel riferire indicazioni, circostanze e quant’altro, perché sarà garantito l’omissione in qualsiasi atto e/o altra operazione del nominativo, garantendone tutti gli standard  di sicurezza.

La salute viene prima di tutto, quindi, insieme adoperiamoci per sgombrare il campo da ogni possibile dubbio.

L’ambiente è vita, se non la rispetti, non rispetti te stesso.

Vincenzo Calonico

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6 risposte a “Inquinamento ambientale – Il comandante del Corpo Forestale dello Stato, Vincenzo Calonico, rassicura la cittadinanza: “Siamo a disposizione della collettività”.

  1. ANONIMOAILAVORIFORZATI

    FINALMENTE UN’AUTORITA’ LOCALE CHE AFFRONTA IL PROBLEMA PIU’ GRANDE CHE LA CALABRIA STA VIVENDO DALLA SUA ORIGINE! LO AFFRONTA DIPLOMATICAMENTE, MA LO AFFRONTA NON CERCANDO DI NASCONDERE LA REALTA’ DEI FATTI. IN QUESTI GIORNI LA COMUNITA’ DI SAN SOSTI, ALMENO QUELLA PIU’ IMPEGNATA POLITICAMENTE, ASPETTA LE DECISIONI DI UN NOSTRO POLITICO LOCALE DA CUI DIPENDONO LE SORTI DI QUESTA AMMINISTRAZIONE. SI VA A NUOVE ELEZIONI O CI SI METTE D’ACCORDO E SI CONTINUA, ALMENO PER IL MOMENTO A CONDIVIDERE LE STESSE IDEE. QUALI SIANO POI LE IDEE CHE ACCOMUNANO QUESTE PERSONE E’ DIFFICILE CAPIRLO! IN QUESTE ORE DI ANSIA POLITICA E’ DIFFICILE INFORMARE IL POPOLO CALBRESE E SANSOSTESE SUI PROBLEMI REALI CHE AFFLIGGONO LA NOSTRA AMATA TERRA. SONO PROBLEMI CHE I MASS MEDIA AFFRONTANO IN MANIERA SALTUARIA PROPRIO PERCHE’ LA TEMATICA E’ SPINOSA. PER SAPERNE DI PIU’ BISOGNA AFFIDARSI A QUELLE TRASMISSIONI CHE FANNO DEL GIORNALISMO UNO STRUMENTO DI INFORMAZIONE REALE E NON DI USO POLITICO DELLA NOTIZIA. CI SI IMBATTE IN UNA TRASMISSIONE SU RAI 3 CHE TRATTA DI MISFATTI E MISTERI IRRISOLTI CHE RICOSTRUISCE CIO’ CHE E’ AVVENUTO NEI NOSTRI MARI, CHE RIFERISCE DI PERSONE VALOROSE COME UN CAPITANO DELLA MARINA DI REGGIO CALABRIA CHE, QUASI PROSSIME ALLA VERITA’, MUOIONO IN CIRCOSTANZE POCO CHIARE, CHE RIPORTA LE TESTIMONIANZE DI UN PAESE VICINO AL NOSTRO SERRA D’AIELLO DOVE LA GENTE HA COSTITUITO UN COMITATO. DOPO QUESTA TRASMISSIONE C’E’ IL VUOTO INFORMATIVO E SI CONTINUA A PARLARE DI ESCORT, DI LODO ALFANO, DI AMMINISTRAZIONE COMUNALE CHE PUO’ CADERE ECC. TUTTE COSE FUTILI!!! IL COMANDANTE NEL SUO INTERVENTO DICE: COSA E’ PIU’ IMPORTANTE DELLA SALUTE? SECONDO ME NULLA, NEMMENO LA MONTAGNA PIU’ ALTA DI RICCHEZZE. EPPURE NOI NON CHIEDIAMO ALLA POLITICA CHE CI RAPPRESENTA DI ADOPERARSI A BONIFICARE I NOSTRI MARI CON OGNI MEZZO ULTRAMODERNO CHE LA MARINA POSSIEDE O SE NON LO POSSIEDE CHIEDERE AIUTO A LIVELLO INTERNAZIONALE. FORSE SI PENSA DALLE NOSTRE PARTI CHE SAN SOSTI SIA LONTANA DA SERRA D’AIELLO MA NON E’ COSI’: SE SI TRATTA EFFETTIVAMENTE DI SOSTANZE RADIOATTIVE NON C’E’ LONTANANZA CHE TENGA. LO SO BISOGNA ESSERE OTTIMISTI MA INTANTO NULLA E’ STATO FATTO FINORA, ANZI VI E’ QUASI UNA SORTA DI CENSURA INFORMATIVA, NON A CASO UNA GIORNALISTA DI RAI 3 ILARIA ALPI PERSE LA VITA, DICONO IN UN ATTENTATO, PROPRIO PERCHE’ STAVA CONDUCENDO UN’ INCHIESTA SUL TRAFFICO DEI RIFIUTI TOSSICI VERSO L’AFRICA. E SI IL SUD DEL MONDO, IL SUD D’ITALIA DIVENUTO PATTUMIERA DI SOSTANZE TOSSICHE ROVINANDO UNA NATURA CHE NESSUN’ALTRA PARTE DEL MONDO POSSEDEVA. ALLO SCOPO DI INFORMARVI VI ALLEGO UN ARTICOLO CHE DOVREBBE FAR RABBRIVIDIRE OGNUNO DI NOI ED OGNI CALABRESE CHE AMI EFFETTIVAMENTE LA PROPRIA TERRA:
    UN MARE TOSSICO ALTRO CHE DA BERE !
    DI FRANCESCO CIRILLO

    PRENDONO CORPO LE PAROLE DEL PENTITO ED IL RAPPORTO NELLE MANI DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA. IL “PENTITO RADIOATTIVO” AVEVA PARLATO DI NAVI AFFONDATE NEL MARE TIRRENO FRA CETRARO E MARATEA NEL 1992. NAVI AFFONDATE GRAZIE A ESPERTI IN ESPLOSIVI FORNITI DAI CLAN MAFIOSI DEL TIRRENO COSENTINO CHE CON PESCHERECCI SAREBBERO PARTITI PROPRIO DAL PORTO DI CETRARO. COLLEGAMENTI CON LA JOLLY ROSSO ? ANCORA NON SI SA. LA JOLLY ROSSO SI È TENTATO DI AFFONDARLA IL 14 DICEMBRE DEL 1990 AL LARGO DI PAOLA. MA L’AFFONDAMENTO NON RIUSCÌ E LE CORRENTI LA TRASCINARONO DAVANTI ALL’ABITATO DI CAMPORA SAN GIOVANNI , IN LOCALITÀ FORMICICHE. FORSE GLI ARMATORI SONO GLI STESSI, IN QUANTO RESTA LA SINGOLARITÀ DEL FATTO CHE I LUOGHI DOVE QUESTE NAVI SONO STATE INDIVIDUATE SIANO GLI STESSI.
    TESTUALMENTE IL PENTITO ,E LE SUE DICHIARAZIONI VA DETTO VANNO SEMPRE PRESE CON LE PINZE COSÌ DICHIARÒ:

    «IO STESSO»,DICE IL BOSS, «MI SONO OCCUPATO DI AFFONDARE NAVI CARICHE DI RIFIUTI TOSSICI E RADIOATTIVI. NEL SETTORE AVEVO STRETTO RAPPORTI NEI PRIMI ANNI OTTANTA CON LA GRANDE SOCIETÀ DI NAVIGAZIONE PRIVATA IGNAZIO MESSINA, DI CUI AVEVO INCONTRATO UN EMISSARIO CON IL BOSS PAOLO DE STEFANO DI REGGIO CALABRIA. CI SIAMO VISTI IN UNA PASTICCERIA DEL VIALE SAN MARTINO A MESSINA, DOVE ABBIAMO PARLATO DELLA DISPONIBILITÀ DI FORNIRE ALLA FAMIGLIA DI SAN LUCA NAVI PER EVENTUALI TRAFFICI ILLECITI. FU ASSICURATO CHE NON CI SAREBBERO STATI PROBLEMI, E INFATTI IN SEGUITO È SUCCESSO. PER LA PRECISIONE NEL 1992, QUANDO NELL’ARCO DI UN PAIO DI SETTIMANE ABBIAMO AFFONDATO TRE NAVI INDICATE DALLA SOCIETÀ MESSINA: NELL’ORDINE LA YVONNE A, LA CUNSKI E LA VORIAIS SPORADAIS. LA IGNAZIO MESSINA CONTATTÒ LA FAMIGLIA DI SAN LUCA E SI ACCORDÒ CON GIUSEPPE GIORGI ALLA METÀ DI OTTOBRE. GIORGI VENNE A TROVARMI A MILANO, DOVE ABITAVO IN QUEL PERIODO, E CI VEDEMMO AL BAR NEW MEXICO DI CORSO BUENOS AIRES PER ORGANIZZARE L’OPERAZIONE PER TUTTE LE NAVI. LA YVONNE A, CI DISSE LA IGNAZIO MESSINA, TRASPORTAVA 150 BIDONI DI FANGHI, LA CUNSKI 120 BIDONI DI SCORIE RADIOATTIVE E LA VORIAIS SPORADAIS 75 BIDONI DI VARIE SOSTANZE TOSSICO-NOCIVE. CI INFORMÒ ANCHE CHE LE IMBARCAZIONI ERANO TUTTE AL LARGO DELLA COSTA CALABRESE IN CORRISPONDENZA DI CETRARO, PROVINCIA DI COSENZA. LO E GIORGI ANDAMMO A CETRARO E PRENDEMMO ACCORDI CON UN ESPONENTE DELLA FAMIGLIA DI NDRANGHETA MUTO, AL QUALE CHIEDEMMO MANODOPERA. CI METTEMMO IN CONTATTO CON I CAPITANI DELLE NAVI TRAMITE BARACCHINO E DEMMO DISPOSIZIONE A CIASCUNO DI ESSI NELL’ARCO DI UNA QUINDICINA DI GIORNI DI MUOVERSI. LA YVONNE A ANDÒ PER PRIMA AL LARGO DI MARATEA, LA CUNSKI SI SPOSTÒ POI IN ACQUE INTERNAZIONALI IN CORRISPONDENZA DI CETRARO E LA VORIAIS SPORADAIS LA INVIAMMO PER ULTIMA AL LARGO DI GENZANO. POI FACEMMO PARTIRE TRE PESCHERECCI FORNITI DALLA FAMIGLIA MUTO E OGNUNO DI QUESTI RAGGIUNSE LE TRE NAVI PER PIAZZARE CANDELOTTI DI DINAMITE E FARLE AFFONDARE, CARICANDO GLI EQUIPAGGI PER PORTARLI A RIVA. GLI UOMINI RECUPERATI», SI LEGGE NEL MEMORIALE, «SONO STATI MESSI SU TRENI IN DIREZIONE NORD ITALIA. FINITO TUTTO, IO TORNAI A MILANO, MENTRE GIUSEPPE GIORNI ANDÒ A PRENDERE DALLA IGNAZIO MESSINA I 150 MILIONI DI LIRE PER NAVE CHE ERANO STATI CONCORDATI». “ SO PER CERTO», RACCONTA L’EX BOSS DELLA ‘NDRANGHETA, «CHE MOLTI ALTRI AFFONDAMENTI AVVENNERO IN QUEL PERIODO, ALMENO UNA TRENTINA, ORGANIZZATI DA ALTRE FAMIGLIE, MA NON ME NE OCCUPAI IN PRIMA PERSONA.”

    RESTA UNA PERPLESSITÀ SUI RELITTI INDIVIDUATI , CHE È ANCHE LA PERPLESSITÀ ESPRESSA DAL SOSTITUTO PROCURATORE DELLA REPUBBLICA FRANCESCO GRECO, DA NOI INTERVISTATO, CHE CONDUCE LE INDAGINI SULLA JOLLY ROSSO. CHE I RELITTI AVVISTATI SIANO QUELLI DI NAVI DA GUERRA AFFONDATE NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE. DI QUESTA EVENTUALITÀ CE NE PARLA AL GIORNALE ANCHE ALBERTO CUNTO SCRITTORE STORICO DI PRAIA A MARE, CHE PIÙ VOLTE SI È OCCUPATO DI EPISODI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE AVVENUTI NELLA NOSTRA COSTA TIRRENICA. ALBERTO CUNTO DICE CHE SONO SEI LE NAVI AFFONDATE DA SOMMERGIBILI DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE E FORSE DUE QUELLE DURANTE LA PRIMA GUERRA, FORNENDO ANCHE LE COORDINATE DI OGNUNA. E LE ELENCA UNA PER UNA : “ LA NAVE CAGLIARI, DICE CUNTO, È STATA AFFONDATA IL 6 MAGGIO DEL 41, DAL SOMMERGIBILE TAKU, HA UNA STAZZA DI 2322 TONNELLATE, E SI TROVA FRA DIAMANTE E CETRARO; LA NAVE FEDERICO C. È STATA AFFONDATA IL 28 LUGLIO DEL 41, DAL SOMMERGIBILE UTMOST, È DI 1467 TONNELLATE ED ANCHE QUESTA SI TROVA NELLA STESSA ZONA; LA NAVE VITTORIA BERALDO, DI 547 TONN. AFFONDATA L’11 GENNAIO DEL 43 DAL SOMMERGIBILE TURBULENT; LA NAVE BOLOGNA DI 5140 TONN. AFFONDATA DAL SOMMERGIBILE UNBROKEN; LA NAVE HENRY DESPREZ DI 9805 TONN., LA PIÙ GRANDE ESSENDO UNA PETROLIERA AFFONDATA IL 3 GIUGNO DEL 43 TRA SAN LUCIDO E PAOLA; LA NAVE LILLOIS, QUESTA CONOSCIUTA DAI SUB, ESSENDO DAVANTI LA FOCE DEL FIUME LAO, DI 3680 TONN. AFFONDATA DAL SOMMERGIBILE TORBAY. IN PIÙ , CONCLUDE CUNTO, VI SONO DUE NAVI DELLA 1 GUERRA MONDIALE , LA UMBALLA E LA LUMARIA AFFONDATE TRA L’ISOLA DI DINO E PRAIA A MARE. SE SI TRATTASSE DI QUESTE NAVI SI POTREBBE TIRARE UN SOSPIRO DI SOLLIEVO. IL MARE , RIMESSI IN MOTO I DEPURATORI E BLOCCATE LE ALTRE FONTI DI INQUINAMENTO, POTREBBE VERAMENTE BERSI. MA SE QUELLE NAVI SONO QUELLE INDICATE DAL PENTITO ALLORA LA SITUAZIONE È GRAVISSIMA E TUTTI DOVREBBERO METTERSI IN MOTO IN MODO RISOLUTIVO. BENE HA FATTO IL PRESIDENTE LOIERO A DIRSI PREOCCUPATO E DISPONIBILE AD INTERVENIRE , MA QUESTO VUOL DIRE ANCHE , ABBANDONATE LE FACILI DICHIARAZIONI ALLA STAMPA, COSTITUIRE DA SUBITO UNA TASK FORCE CHE SI PREPARI ALL’EVENIENZA DI TROVARSI DAVANTI UN MARE ALTAMENTE TOSSICO CHE CONFERMEREBBE IRRIMEDIABILMENTE L’AUMENTO IN TUTTO IL TIRRENO COSENTINO DI MORTI PER LEUCEMIE E TUMORI. LO HA DICHIARATO ALLA STAMPA QUALCHE SETTIMANA FA IL DOTT. COSMO DE MATTEIS, DIRETTORE DEL PERIODICO “PROGETTO”, OPERATORE SANITARIO E PRESIDENTE NAZIONALE DEL CUMI, IL SINDACATO DEI MEDICI ATTIVO SU TUTTO IL TERRITORIO DELLA PENISOLA. «NELLA NOSTRA ZONA VI È PURTROPPO UNA CRESCITA ESPONENZIALE TACITA DI PATOLOGIE TUMORALI. NON VI È UNA FAMIGLIA CHE DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE NON ABBIA AVUTO O NON ABBIA UN PROPRIO PARENTE CHE SIA AFFETTO DA PATOLOGIA NEOPLASTICA». QUESTA È LA DISAMINA CONTENUTA IN UNO SCRITTO CHE AFFRONTA IL PROBLEMA IN TERMINI MOLTO REALISTICI, E CHE TIENE CONTO DEI DATI DEI RICOVERI E DELLA MORTALITÀ IN AUMENTO NELLA ZONA. «BASTA RECARSI AL REPARTO DI ONCOLOGIA DELL’OSPEDALE DI PAOLA AFFERMA DE MATTEIS PER SCOPRIRE CHE NON RIESCE A FAR FRONTE ALLE TANTE DOMANDE DI ASSISTENZA PER TALI PATOLOGIE E CHE NONOSTANTE L’ABNEGAZIONE E L’IMPEGNO DEL PERSONALE SANITARIO, LA RICHIESTA SUPERA LE POSSIBILITÀ DI FAR FRONTE A TUTTE, OSSIA: CHEMIO, RADIO E DEL DOLORE. LO STESSO DICASI PER IL SERVIZIO DI EPATOLOGIA OVE AFFLUISCONO DA OGNI PARTE PAZIENTI AFFETTI DA EPATITE O ALTRO». «HO PORTATO QUESTI DUE ESEMPI PROSEGUE PER RICORDARE A TUTTI CHE L’AUMENTO ENORME DEI TUMORI È COLLEGATO AL DEGRADO AMBIENTALE IN CUI VIVIAMO». SOSTANZIALMENTE, TALE RAGIONAMENTO È IN LINEA CON L’ALLARME LANCIATO NEI MESI SCORSI, PER L’INSORGERE DEI TUMORI TRA GLI ABITANTI DEL COMPRENSORIO IN PARTICOLARE DI QUELLI RESIDENTI NELLE VICINANZE DI TRALICCI DELLA CORRENTE ELETTRICA DISLOCATI IN ALCUNI ZONE BEN INDIVIDUATE. TRA LE ALTRE CAUSE, VIENE MENZIONATO IL CASO “QUASI DIMENTICATO” DELLA JOLLY ROSSO, LA NAVE ARENATASI QUALCHE ANNO FA SULLE SPIAGGE NEI PRESSI DI AMANTEA «CON IL SUO CARICO DI VELENI IN MARE, COSÌ COME È AVVENUTO PER ALTRE CARRETTE CHE SEMBRANO SIANO SPROFONDATE NELLE NOSTRE ACQUE». INTANTO A PROPOSITO DI LEUCEMIE POSSIAMO SMENTIRE PER FORTUNA LA MORTE DEL PROPRIETARIO DI UN RISTORANTE POSTO DAVANTI ALLA SPIAGGIA DOVE FINÌ LA JOLLY ROSSO. IL RISTORATORE È STATO COLPITO DA UN MALE CHE STA CURANDO CON LA CHEMIOTERAPIA MA PER FORTUNA È VIVO. LA NOTIZIA DELL’AUMENTO DI LEUCEMIE NEL TIRRENO, HA DATO MODO AL SINDACO DI AMANTEA , GIOVANNI BATTISTA MORELLI , DI INTERVENIRE SULL’ARGOMENTO, GRIDANDO ALL’ALLARMISMO CHE L’ESPRESSO HA EVIDENZIATO SULL’ULTIMO NUMERO IN EDICOLA. IL SINDACO AFFERMA CHE : “ SBANDIERARE L’INSORGENZA DI TUMORI NEL MIO COMUNE,INSINUA CERTAMENTE NEL LETTORE UNA SERIE DI IMMAGINI NEGATIVE CHE POSSONO DISTRARLO DAL LEGGERE CON ATTENZIONE LE AFFERMAZIONI DEL PROF. PASQUALE IACOPINO. SI PUÒ ESCLUDERE LA PRESENZA DI UN POTENTE CANCEROGENO O LEUCEMOGENO NEL TERRITORIO DI AMANTEA E COMUNI LIMITROFI. INOLTRE I DATI SONO STATI RACCOLTI IN UN PERIODO TROPPO BREVE PER RISULTARE AFFIDABILI OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO”. RESTANO DA CHIARIRE ED IL SINDACO POTREBBE FARLO A QUESTO PUNTO , COSA È STATO TROVATO NELLE DUE DISCARICHE NEL TERRITORIO DI AMANTEA A SERRA D’AIELLO DOVE SONO STATI SOTTERRATI RIFIUTI PROVENIENTI PROBABILMENTE DALLA JOLLY ROSSO.
    MA SENTIAMO COSA DICE IL SOSTITUTO PROCURATORE FRANCESCO GRECO, INTERVISTATO DA MEZZOEURO:

    DOMANDA : DOTT. GRECO COME SI È GIUNTI ALL’IDENTIFICAZIONE DEI SITI DELLE NAVI AFFONDATE ? RISPOSTA : I NUOVI RITROVAMENTI RIFERITI AI DUE SITI SORGONO A SEGUITO DELLA PUBBLICAZIONE DA PARTE DELL’ESPRESSO DELLE DICHIARAZIONI DI UN PENTITO DI MAFIA. TRA LE TANTE COSE DETTE DAL PENTITO, QUESTI DICHIARA ALTRESÌ CHE LE ORGANIZZAZIONI MAFIOSE, IN PARTICOLARE LA ‘NDRANGHETA, AVEVANO UN ATTIVITÀ COLLATERALE DI SMALTIMENTO DI RIFIUTI TOSSICI, NOCIVI, NONCHÉ RADIOATTIVI. IL PENTITO HA ANCHE DICHIARATO CHE AL LARGO DI CETRARO STAZIONAVANO TRE NAVI CON DEI CARICHI SPECIALI AUTONOMI. UNA DI QUESTE CONTENENTE 120 BIDONI DI MATERIALE NOCIVO O RADIOATTIVO . QUESTE TRE NAVI VENNERO AFFONDATE. UNA DI CERTO AL LARGO DI CETRARO , UN’ALTRA A BELVEDERE, L’ULTIMA AL LARGO DI MARATEA. SULLA BASE DI QUESTE DICHIARAZIONI LE INDAGINI HANNO POSTO ALL’ATTENZIONE DEGLI INQUIRENTI DUE SITI . UNO AL LARGO DI BELVEDERE, 10-12 MIGLIA, DOVE È STATO IDENTIFICATO UN CORPO ESTRANEO. COSÌ LO CHIAMA LA DITTA NAUTILUS DI VIBO VALENTIA SOCIETÀ COOPERATIVA SPECIALIZZATA IN LAVORI DI ALTA INGEGNERIA MARINA . STAREBBE A SIGNIFICARE IN TERMINI PRATICI CHE NON SI TRATTA DI UN FENOMENO NATURALE COME POTREBBE ESSERE UNA ROCCIA. MOLTO PROBABILMENTE DOVREBBE ESSERE DI CARATTERE SOLIDO QUINDI METALLICO. NON C’È LA CERTEZZA ASSOLUTA DI QUANTO DETTO IN QUANTO PROPRIO IN QUESTI GIORNI DEVE GIUNGERE L’ESITO DEFINITIVO ATTRAVERSO QUESTO SOMAR SCANSSONER CHE È UNO STRUMENTO CHE ATTRAVERSO ESSO SI STABILISCE LA LUNGHEZZA . QUESTO CORPO ESTRANEO DI 126 METRI È SITUATO A CIRCA DODICI MIGLIA AL LARGO DI BELVEDERE LATO DIAMANTE SUL QUALE ESSENDO DI ENORME PROFONDITÀ 800 METRI , È DIFFICILE L’ACCERTAMENTO SU COSA SIA CON QUESTO TIPO DI STRUMENTAZIONE.. L’ALTRO SITO A QUATTRO MIGLIA A LARGO DI CETRARO HA PORTATO AL RINVENIMENTO DI UN’ALTRA NAVE ED IL CORPO ESTRANEO È DELLA LUNGHEZZA FRA GLI 86 E I 105 METRI DI LUNGHEZZA LARGHEZZA DAI 15 AI VENTI METRI. LA PARTICOLARITÀ DELLA NAVE È CHE ATTORNO AD ESSA PER CIRCA DUECENTO METRI QUADRATI SI VEDE UN ALONE . PREMESSO CHE IL SOMAR NON RILEVA I LIQUIDI. COSÈ QUESTO ALONE ? L’IPOTESI È CHE POTREBBE ESSERE IL CARICO DELLA NAVE CHE NELL’URTO È FUORUSCITO DALLA CHIGLIA POSIZIONANDOSI A CERCHIO ATTORNO ALLA NAVE PER DUECENTO M QUADRI CIRCA.
    DOMANDA: POTREBBE ESSERE UNA NAVE DA GUERRA ?
    RISPOSTA: PER NOI QUESTO È DI UN CERTO INTERESSE PERCHÉ A MEMORIA D’UOMO NESSUNO RICORDA UNA NAVE AFFONDATA. SU CETRARO C’È UNA NAVE AFFONDATA AD UN CHILOMETRO DI COSTA AD UNA PROFONDITÀ DI 38 METRI. COSA NOTORIA QUESTA NAVE E SI VEDE ANCHE QUANDO IL MARE È LIMPIDO. QUESTO INVECE È A QUATTRO MIGLIA , OTTO CHILOMETRI DALLA SPIAGGIA , UNA LUNGHEZZA NOTEVOLE. E’ SITO DI INTERESSE PERCHÉ LA CARTONAUTICA CHE ABBIAMO UTILIZZATO DAL MOMENTO CHE SONO INIZIATE LE INDAGINI, IN QUEL SITO NON SEGNALAVA NESSUN RELITTO. UNA VOLTA INDIVIDUATO IL RELITTO SIAMO ANDATI ALLA RICERCA, ANCHE ATTRAVERSO INTERNET DI NAVI AFFONDATE, ED IN QUEL SITO NON RISULTAVA ESSERCI NULLA. ABBIAMO GUARDATO LE NUOVE MAPPE AGGIORNATE AL FEBBRAIO 92, CHE RIPORTANO IN QUELLA ZONA ALLA DISTANZA PERÒ DI O,8 MIGLIA , UN ERRORE DI POCHE CENTINAIA DI METRI , UN RELITTO SCONOSCIUTO . IL PENTITO DICE CHE QUESTE NAVI SONO STATE AFFONDATE NELL’OTTOBRE DEL 92. L’AGGIORNAMENTO DELLA MAPPA È AL FEBBRAIO DEL 92. DOPO IL 92 IL SITO VIENE AGGIORNATO COME RELITTO E QUINDI TEORICAMENTE NON DOVREBBE ESSERE UN RELITTO PREESISTENTE, RISALENTE PER ESEMPIO ALLA SECONDA GUERRA MONDIALE. HO CHIESTO ALLA CAPITANERIA DI PORTO SE ESISTONO NAVI AFFONDATE SULLA COSTA E MI È STATO RISPOSTO CHE L’UNICA NAVE AFFONDATA SI TROVA AL LARGO DI SCALEA. DA QUI NASCE L’INTERESSE INVESTIGATIVO. SE FOSSE UNA NAVE DA GUERRA SAREBBE STATA SEGNALATA ANCHE PER CONOSCENZA DI INDIVIDUAZIONE DELLE NAVI. QUESTA È UNA NAVE DEGNA DI NOTA. IO MI AUGURO NATURALMENTE CHE NON SIA UNA NAVE DEI VELENI. MA ALLA FINE DEVO DEDURRE CHE NON ESISTE UN CONTROLLO SULLE NOSTRE COSTE . ASPETTIAMO ALCUNE RISPOSTE DA UNA TELECAMERA CHE MANDEREMO IN PROFONDITÀ PER VEDERE DA VICINO DI COSA SI TRATTA.
    DOMANDA: QUALI POTREBBERO ESSERE I COLLEGAMENTI CON LA JOLLY ROSSO ?
    RISPOSTA : TEORICAMENTE NULLA CONDUCE ALLA JOLLY ROSSO PERCHÉ QUESTA È UNA NAVE CHE NON ESISTE PIÙ DAL 1990. QUI PARLIAMO DEL 92. L’UNICO PUNTO CHE LI METTE INSIEME È CHE IL PENTITO CITA COME INTERLOCUTORE PER L’AFFONDAMENTO DELLE NAVI LO STESSO ARMATORE DELLA JOLLY ROSSO. UN CONTATTO TUTTO DA VERIFICARE.
    DOMANDA : COSA C’È DI VERO SULL’AUMENTO DEI TUMORI CHE POTREBBERO ESSERE COLLEGATI ALLA PRESENZA NEL MARE DI RIFIUTI NOCIVI ?
    RISPOSTA : C’È IN EFFETTI QUESTO AUMENTO DI CASI DI LEUCEMIA ED È OGGETTO DI STUDIO DA PARTE DELL’UNIVERSITÀ DI REGGIO CALABRIA.

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  2. Sono contento caro Vincenzo che hai accolto il messaggio. Io, personalmente, non ricordo nessun particolare movimento di mezzi pesanti prima del 2001. Però penso ai lavori dello spiazzo di fronte al Kiniskos: il grande spiazzo della clinica potrebbe celare sotto qualcosa? Anche i lavori dell’acquedotto di abatemarco potrebbero aver richiamato l’interesse dell’ecomafia?
    Caro Vincenzo è davvero drammatica la situazione che viene descritta nel convegno del 1999 se pensi che già dieci anni fa si parlava delle navi e dello smaltimento di rifiuti di paesi industrializzati in paesi poveri! Il territorio di San Sosti, così come quello di altri paesini poveri, potrebbe quindi essere teatro di smaltimenti illeciti?! Mi auguro con tutto il cuore di no anche se questi elevati casi di malattie ci lasciano nel dubbio.
    Se posso permettermi vorrei farti una domanda.
    Ma la ex discarica di San Sosti, oggi dismessa, è stata chiusa con tutte le precauzioni di messa in sicurezza?
    Grazie a te e al tuo comando
    Buon lavoro

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  3. vincenzo calonico 1970

    La ex discarica consortile, dalla documentazione in possesso, risulta essere stata chiusa a norma per esaurimento dell’invaso. Non posso dirti di più perchè all’epoca della chiusura, forse ancora ero disoccupato.
    Ho apprezzato molto la tematica risaltata e l’interesse generale mostrato in merito; ciò dovrebbe essere da stimolo e da guida per tutti al fine di trattare temi importanti con un confronto o dibattito anche via web palesemente democratico.
    ciao

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  4. antonio latrippa

    Appello ai frequentatori del blog:
    cosa sta succedendo nell’amministrazione comunale di San Sosti? Noi sansostesi “all’estero” abbiamo saputo qualcosa solo tramite un trafiletto sulla Gazzetta.
    Possibile che nessuno su questo blog offra un minimo di informazione? Queste pagine dovrebbero servire soprattutto a far circolare le informazioni.
    Come mai dopo pochi mesi c’è già una crisi così grave? Quali le ragioni politiche?
    Possibile che alla prima difficoltà tutto l’entusiasmo è scemato?
    La nuova primavera sansostese non riesce asuperare nemmeno i primi giorni di autunno?
    O si tratta solo di malintesi e incomprensioni?

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  5. …A San Sosti non esiste inquinamento!!!Ma che fesserie!
    Vi siete fatti un giro al ponte del Varco? Dove scarica quel tubicello della fogna?
    Vi siete fatti un giro nelle campagne? dove scaricano le fogne delle case?
    Quante baracche con tetti in Ethernit ci sono?
    La fravitta, dove scaricano le fogne? perchè c’è un elevatissimo tasso, in proporzione al numero di popolazione, di malati di tumore e di leucemia? Potrei continuare, la lista è lunga.
    Bisogna avere il coraggio di prendere provvedimenti seri, anche a rischio di diventare impopolari, altro che è tutto a posto.

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  6. bene caro vincenzo ti hanno appena suggerito sul da farsi cosa aspetti ad intervenire?

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