Sport salute e turismo. Alla conquista di Amsterdam.

Di Antonio Vigna

Come prima cosa saluto calorosamente il fondatore e gestore del sito, Raffaele Rosignuolo, come sempre puntuale e preciso.  Seconda cosa, adesso,” vi stenderò alle corde”, vi incuriosirò e vi sottrarrò  dieci minuti della vostra giornata  per  leggere, interamente, l’articolo che avete sotto gli occhi. Dico alla conquista perché nessuno può dirsi in grado di scoprire Amsterdam conosciuta fin dalla notte dei tempi come la città proibita, conquistata perché in un certo senso l’ho fatto lungo le sue magnifiche strade alla maratona che si è tenuta nel suo grembo domenica scorsa 18 ottobre facendo vacillare il fatidico muro delle tre ore, inchiodando il cronometro a 3 ore e 12 secondi, abbassando di due minuti il “mio personale” stabilito nel 2007, piazzandomi 9° e 1° Italiano nella categoria e 413° nella classifica generale  su quasi diecimila partecipanti. Vi parlerò di Amsterdam città del divertimento, fantastica e disinibita a 360 gradi,  spregiudicata e liberale fino al punto di contagiare anche il rigido comportamento ortodosso  dei molti Ebrei residenti. Caratteristica per la miriade delle piccole casette colorate che si snodano lungo le sue strade, tanto piccole da costruirle con la parete frontale che verso l’alto butta in fuori per guadagnare spazio all’interno e con un gancio attaccato in alto per rimuovere o entrare mobili dalle finestre durante i traslochi perché la rampa della scala e la  porta interna sono troppo piccole. Con le sue case galleggianti senza banchine che, ancora abitate, resistono al tempo, con i suoi negozi e le sue vetrine dai manichini esagerati, con le sue piazze dove non ti puoi scandalizzare se ci trovi una statua nuda con gli attributi  da dove zampilla inosservata acqua. Città sfrenata ma anche religiosa, giovane, moderna, colta, relativamente piccola con i suoi 750.000 abitanti, visitata più di ogni altra città al mondo, costruita su un reticolato di canali fluviali tanto da essere annoverata come la Venezia del Nord, conserva uno dei più suggestivi centri storici rinascimentali d’Europa fatto di splendidi palazzi seicenteschi, antichi magazzini, chiese e ponti. Perfetto visitarla a piedi, in bicicletta(mai vista una simile concentrazione di biciclette) o in battello. Il Palazzo Reale, il Museo di Van Gogh, la Casa di Anna Frank, i dipinti di Rembrandt, i Coffe shops,  i parchi, i mercatini, la vivace vita notturna uniti a quel fascino del proibito che da sempre circonda Amsterdam, la rendono una meta da non perdere. In rapporto alla popolazione non ha niente da invidiare alle grandi metropoli Europee per traffico economico e turistico. Cosmopolita, multietnica,  ripudia il frenetico ammodernamento per non farsi rompere l’equilibrio e le sue antiche fattezze che a meraviglia soddisfano le esigenze di tutti. Una città, veramente,  a misura d’uomo che non ama essere sconvolta, che si odia per le sue interne diversità religiose ma che si ritrova e si unisce per fronteggiare anche le avversità naturali quando, per la sua natura geologica che la mette fino a 6 metri sotto lo zero idrometrico, è costretta a costruire enormi dighe che la circondano interamente per proteggersi, minacciata dalle potenti forze marine. Una città dai facili costumi, dove le piccole droghe sono liberalizzate, che sa divertirsi e divertire, sicuramente, discutibile da un punto di vista etico ma che “funziona” ed attira su se stessa ogni anno milioni di visitatori provenienti da ogni parte del mondo, che la visitano e ne restano, come me, affascinati.

Antonio Vigna

Castrovillari, 24.10.09

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3 risposte a “Sport salute e turismo. Alla conquista di Amsterdam.

  1. sono lusingato di conoscere personalmente l’atleta,che merita, per i suoi risultati, sinora conseguiti piu’ attenzione sia dei media, ma soprattutto incoraggiato.e sostenuto sempre di piu’ dalle istituzioni, e mi riferisco,ad eventuali concessioni di aiuti economici che sono previsti alle associazioni sportive.In fondo, l’atleta, gareggiando a manifestazioni nazionali ed internazionali,porta avanti, con enormi sacrifici a titol0 personale anche la rappresentativita’ della ‘area del POLLINO, della PROVINCIA di COSENZA , quindi la REGIONE CALABRIA.Auguri, per i traguardi sportivi raggiunti Dott. VIGNA. saluti affettuosi Leonardo D’Agostino

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  2. Ritorno ogni tanto da lettore su questo blog ottimamente curato dal ‘parente’ Raffaele, e mi fa piacere apprendere informazioni del mio paese e dintorni…
    Non posso non commentare l’impresa del grande Antonio, con il quale ho avuto modo di scambiare qualche impressione proprio nella fase di preparazione. Era deciso ma titubante sulla possibilità di raggiungere quell’intorno delle 3h sulla gara “ormai non sono un ragazzino come voi”…
    bhe Onore e Gloria ad Antonio che ha surclassato molti “ragazzini” come lo scrivente (!) dimostrando esemplarmente i risultati di quel suo approccio mentale che molti di noi dovremmo seguire (ed esportare in altri campi).

    Auguri dottor Vigna, ad maiora,
    saluti
    Antonio Castellucci jr

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  3. anna bartocci

    Ad majora Antonio! Sei um maratoneta? avrei dovuto aspettarmelo da un professore di salute e sport. 3 h/12 sec!!!! Spero che tu legga questo commento. Ho cercato di trovare la tua e-mail, ma con poca fortuna. Verrai a NY per la prossima maratona?
    Un ricordo e un saluto
    anna

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