Come era e come eravamo.

Di Antonio Ferraro jr

Qualche anno fa, mentre leggevo un libro di un autore di San Sosti (non ricordo quale) mi soffermai con curiosità su una fotografia; la classica foto dei bambini all’asilo con le suore.
Direte voi cosa può esserci di curioso?
Ho 41 anni e per uno della mia età l’asilo è (era) quello in via G. Matteotti.
Per chi ha superato i 60 anni era quello della Piazza Bergo.
La prima cosa che feci fu quella di  cercare fra quei bambini un volto che potesse somigliare a mia madre.
Non riuscii io e tantomeno mia madre, un po’ per la vista, un po’ per la qualità della stampa e, forse non proprio il periodo giusto.
L’importante però fu aver riportato a galla dei ricordi, di mia madre, oramai assopiti e aver dato la possibilità  a me di vedere  come era e come eravamo.
Più volte ho pensato a quella foto, immaginandola nascosta in chissà quale cassetto.
E se fosse l’unica foto della classe del 1940?
Se ho provato così tanto piacere io figuriamoci quelli che in quei bambini si possono riconoscere.
Quel piacere, sensazione, curiosità, chiamiamola come volete, l’ho provato di nuovo nello sfogliare le pagine di questo sito e, in particolar modo gli articoli del prof.  Capalbo, che quasi sempre vengono presentati con una vecchia foto di San Sosti.
E se fosse il prof. Capalbo l’unico ad avere quelle foto???
Pubblicandole sul sito ognuno di noi può averne una. Ed è qui che nasce l’idea. Se tutti i sansostesi frugassero nei cassetti alla ricerca di quelle foto così preziose e le mettessero a disposizione sul sito, si potrebbe creare un album evitando così di perderle inevitabilmente.
Pensate un po’ a quanti sansostesi, e figli o nipoti di sansostesi, ci sono sparsi per il mondo e che grazie ad internet possono vedere com’era e com’è, come eravamo e come siamo.
Creare un album fotografico e suddividerlo per temi o categorie ; l’importante è che abbiano un valore storico, religioso, culturale ecc.
Magari qualcuno rivivrà nella memoria momenti ,della propria vita, piacevoli e non e, di sicuro, dirà a se stesso, senza fare falsa retorica, cumi ni vuliavumu cchiù  bbeni na vota .
Come iniziativa non mi sembra niente male, vero?

Antonio Ferraro

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8 risposte a “Come era e come eravamo.

  1. Caro Antonio la tua idea è appropriata.
    Negli anni scorsi, quando ero consigliere comunale, avevo proposto, senza successo, che un’ala del “Museo Multimediale” fosse dedicata alla raccolta di tutto il patrimonio fotografico che è conservato nelle nostre case ;se non sarà debitamente catalogato andrà perduto per sempre.
    Per esperienza comunque voglio dirti di non aspettarti altrettanta sensibilità dalle istituzioni e dall’ambiente nel quale viviamo. Il passato o è idolatrato o è guardato con sospetto, con noncuranza e ignoranza perchè non essendo “monetizzabile” è percepito come qualcosa che non può ispirare il presente o indirizzare il futuro.
    Io ho molte foto “vecchie” di San Sosti e non ho problemi a renderle fruibili “in Rete”. Il mio blog ” Mille storie, mille memorie”ha il compito espresso di recuperare le tante memorie perdute del nostro territorio e pertanto è a disposizione di tutti. Sarebbe bello attrezzare anche un luogo fisico (nel Centro Storico ) nel quale raccogliere ed esporre il materiale fotografico recuperato e catalogato. La conservazione della memoria infatti non può essere solo virtuale e prescindere dalle relazioni reali, dal dibattito e dal confronto.
    Caro Antonio ti consiglio di partire con l’iniziativa, io ti darò una mano. Tienila comunque fuori dalla “cosidetta politica”locale non aspettandoti o chiedendo ad essa nè contributi culturali nè materiali. Le nostre società possono essere trasformate cuturalmente ma anche economicamente e socialmente solo dal basso, con l’intervento cosciente delle persone sensibili e motivate che sono interessate al bene comune; la memoria è …il bene comune per eccellenza .

    Con stima
    Francesco Capalbo

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  2. PASQUALE RANUIO

    Caro Antonio e caro Francesco,come sapete ho l’onore di essere il responsabile dell’associazione culturale”I CANTORI DEL PETTORUTO”,che come dice il nome le sue finalita’ mirano al recupero delle tradizioni legate al nostro bellissimo ed amato Santuario della Madonna del Pettoruto,ma attraverso il gruppo folk”A PACCHIANEDDRA SANSUSTISA”tenta di riportare alla luce la cultura popolare dei tempi andati.Senza dilungarmi molto,posso dirvi di aver colto con molto entusiasmo l’idea di una eventuale mostra fotografica storica,perche’ rappresenta una delle prossime iniziative della nostra associazione.Oltre alla mostra fotografica storica,il nostro intendo e’ di realizzare,magari con il vostro prezioso apporto,il museo dei costumi del carnevale sansostese,il museo della civilta’ contadina e degli antichi mestieri.Sono d’accordo con Francesco che queste iniziative devono partire dal basso,dai cittadini che credono ancora in un possibile futuro.Piu’ che una proposta il mio vuole essere un invito a tutte le persone come voi a lavorare uniti,per poter centrare questi ed altri obbiettivi.Un caro saluto.

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  3. Raffaele Rosignuolo

    Caro Antonio, l’idea di raccogliere il maggior numero possibile di foto antiche, nostre e del nostro territorio, e renderle fruibili a tutti attraverso il sito internet è un’idea molto ambiziosa e nello stesso tempo, se portata a termine, un successo importante per la nostra generazione; verrà molto apprezzata, anche da chi verrà dopo di noi!
    Sono, però, consapevole che non sarà facile riuscirci; molte persone hanno già pensato e tentato, in passato, di fare qualcosa del genere, ma senza buoni risultati: forse mancava il sostegno dell’iniziativa da parte della popolazione o forse mancava la rete internet!
    Al momento penso che la nostra società, in particolar modo quella sansostese, sia piena di idee e voglia di realizzarle, ma all’atto pratico, quando serve impegno e sacrificio, tutto cade nel vuoto, e delle belle idee, da cui si parte sempre con approvazione e consenso da parte di molti, non resta che un’occasione mancata.
    Ti rispondo, allora, facendo anche tesoro dei consigli del prof. Capalbo: questa volta ci riusciremo! Con Elio Ardifuoco, abbiamo già pensato come fare per organizzare il tutto. Sono state messe da parte molte foto di famiglia e presto le pubblicheremo. Spero che il tuo stimolante articolo arrivi a molte persone e che susciti in loro le stesse mie riflessioni! Ti ringrazio per la proposta che hai fatto e per aver promosso questa bella iniziativa.

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  4. Caro amico interista (purtroppo), la tua idea è senza dubbio da apprezzare. Spero anch’io di poterti aiutare in questa ricerca, pur se la mia famiglia non ha origini sansostesi, ma certo tra mio suocero ed altri suoi parenti, riuscirò a trovare qualcosa di utile per questa iniziativa. A presto allora e sempre i miei più sinceri complimenti per i tuoi interventi

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  5. Ogni qual volta vengo a contatto con qualcosa che mostra i segni del tempo ho come l’impressione che sia giunta fino a noi ,scampata alla furia di quello, per portare la sua testimonianza di cose, persone e luoghi perduti o soltanto dimenticati, per donarci quel tormentato e malinconico senso di nostalgia che avvertiamo di fronte a ciò che pensavamo di aver rimosso e quella sorprendente meraviglia nello scoprire cose a noi sconosciute. La foto è un documento che ha sfidato il tempo per lasciare la sua testimonianza. Consapevoli di questo ,con Raffaele, già da tempo stiamo studiando il modo di dare alle foto storiche il ruolo che meritano nella cultura sansostese.Forti di questo interesse mostrato da parte di molte persone ancora di più siamo spronati a dare la luce a questo progetto! Lo scopo deve essere quello di impedire che un’ulteriore trascorrere del tempo possa mettere a tacere quelle voci labili che le foto ci tramandano dal passato.

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  6. X PASQUALE RANUIO

    Mi scuso con i lettori ma forse qui non centra questo intervento. Peò nel recupero delle tradizioni forse si.Carissimo Pasquale ti porto tutti i miei rispetti, sono venuto solo oggi a conoscenza dei “cantori del Pettoruto” come associzione visitando youtube ho visto un video molto bello del vostro gruppo davanti all’altare della madonna.
    Ma avete cambiato costume, perchè io me ne ricordavo un’altro. Spero non si sia sfasciato il gruppo. Sarebbe un peccato
    Un abbraccio

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  7. PASQUALE RANUIO

    Ti confermo e’ stato cambiato il costume ed e’ stato rinnovato il gruppo che con grande passione i ragazzi che lo compongono lo stanno facendo crescere come e piu’ di prima con molto entusiasmo.Quello che caratterizza la nostra associazione e’ appunto il forte legame con le tradizioni del grande e amato santuario della Madonna del Pettoruto.A breve pubblicheremo su quetso sito con l’aiuto di Raffaele alcune foto e dei video cosi’ anche le persone che non vivono piu’ a San sosti potranno ammirare il gruppo.Amico se vuoi qualche notizia in piu’ puoi inviarmi il tuo indirizzo email (p.ranuio@alice.it).Ciao,ti saluto con affetto.Pasquale.

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  8. Mi dispiace intervenire su questo articolo, ma è il primo che sono riuscito a cliccare in questo momento, perchè non ho parole per dirvi che purtroppo oggi un altro triste evento ha reso ancora più oscuro il mio cuore. Questa mattina il mio collega, nonchè ex compagno di squadra nel Malvito Over 30, BORRELLO Sabatino, che prestava servizio da noi qui al Comando Provinciale Carabinieri di Cosenza, abitante in Malvito, è deceduto a seguito di un incidente stradale avvenuto a Pauciuri. Sabatino non è più con noi, in un istante la strada, maledetta strada, lo ha portato via ai suoi due figli, alla moglie ed a tutti noi amici e colleghi. C’è un silenzio, nei nostri uffici, che rende tutto insignificante, i nostri cuori sono tristi e davvero il sorriso è scomparso da tutti noi. Quel sorriso che riempiva sempre il viso di Sabatino, con il quale si scherzava del campionato UISP, del lavoro, e di tante altre cose. Ciao Sabatino, oggi in cielo c’è un’altra stella, che spero dall’alto ci protegga e ci segua nel nostro cammino. Le mie più sentite condoglianze vanno alla famiglia, ed ai figli, e chiedo, a chiunque li conosca meglio di me, di stargli vicino, portando affetto e supporto, ora e soprattutto in futuro. Ciao caro amico….. il tuo collega ed amico Fabio NOVELLO

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