Archivi del mese: novembre 2009

Cento anni… e non li dimostra.

Di Raffaele Rosignuolo

Oggi, la comunità di San Sosti ha partecipato con gioia ai festeggiamenti del centesimo compleanno della signora Angiolina Aragona.
L’evento ci riempie di gioia e ci apre alla speranza di poter vivere a lungo in buona salute, viste le buone condizioni di integrità mentale e fisica delle bella centenaria.
Alla cara nonnina, auguriamo di vivere, tra noi, ancora per tanti anni nelle stesse Continua a leggere

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La misteriosa città di Temesa, dell’Odissea di Omero, si trova nei casilini di San Sosti? C’è chi sostiene la tesi della Prof. Paola Zancani Montuoro!

Di Vincenzo De Luca

Io ci credo non come appassionato ma per  rispetto alle tradizioni e alla cultura e ai reperti archeologici rinvenuti  a San Sosti. In  L. QUILICI – I CASALINI di  SAN SOSTI -, anno 1969 … area di frammenti fittili (terracotta) dappertutto ..le mura  si distinguono in tre diverse tecniche … la chiesetta  e nella muratura di essa si riscontrano ,sia pur eccezionalmente , spezzoncini  di terracotta  rossastra…. le mura di fortificazione..quelle verso sud, sono a secco con spessore di 70cm (fatto questo che potrebbe far pensare ad una fortificazione più antica)… nella conca orientale ho rinvenuto un grosso frammento di una statua romana … la ceramica appare estremamente sminuzzata ..quella lavorata al tornio Continua a leggere

IL MESTIERE DELL’ARCHEOLOGO

Di Angelo Martucci

“DE SUI IPSIUS ET MULTORUM IGNORANTIA”

E’ un trattato scritto da Petrarca sull’ignoranza propria e di molti…

Scrivere la storia di un popolo, di un luogo, quando le fonti scritte tacciono è compito assai arduo.
A partire dagli anni 70’ l’archeologia è considerata una disciplina scientifica al pari di tutte le altre e come tale soggetta a verifica tramite il metodo sperimentale.
Il mestiere dell’archeologo, sotto alcuni aspetti, può essere considerato come quello di un poliziotto che investiga sulla scena di un crimine al fine di stabilire la dinamica delittuosa e il tempo trascorso. Ogni elemento rinvenuto sulla scena del crimine costituisce una prova indispensabile alle indagini.
Il coccetto di ceramica, che solitamente si calpesta camminando per le campagne, dal valore economico pari a zero, costituisce per l’archeologo un prezioso elemento di prova poiché è parte della storia di quel Continua a leggere

Le ventisei libbre di monete e… le altre storie

Di Francesco Capalbo

Il territorio dell’Alta Valle dell’Esaro ha una storia centenaria di abusi, solo in parte mitigata dal trascorrere del tempo. Per fare un esempio, sono stati molti coloro che hanno partecipato all’orgia di spoliazione delle sue risorse archeologiche, contribuendo a consegnare alle generazioni successive un corpo di società scarnificato come una carcassa di animale. Solo una minima parte di queste vicende è nota al vasto pubblico: tra di esse la storia dell’ascia di Kyniskos e del suo avventuroso peregrinare attraverso l’Europa Continua a leggere

San Sosti espone i suoi tesori d’arte alla XII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che si terrà a Paestum dal 19 al 22 novembre.

Di Antonio Cozzitorto

*articolo della Gazzetta del Sud, per leggerlo cliccare sull’immagine

L’Amministrazione Comunale di San Sosti, in collaborazione con il Museo Multimediale del Parco Nazionale del Pollino“San Sozonte”, partecipa allo stand organizzato e curato dall’Assessorato Provinciale alla Cultura, nell’ambito della XII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che si terrà a Paestum dal 19 al 22 novembre.
Gli Assessori al Turismo e Cultura del Comune di San Sosti, Francesca Ranuio e Luigi Sirimarco, in collaborazione con Continua a leggere

Riceviamo e pubblichiamo le ultime notizie dalla Martus Editore

Di Angelo Martucci

MARTUS EDITORE:
è in fase di pubblicazione la
tesi di laurea di stefano carbone
SIBARITIDE PROTOSTORICA – Enotri e Achei –
la cultura materiale:
Produzione e circolazione.

Amico fraterno nella vita, valido Continua a leggere

Le illegalità nascoste

Di Alberto Volpe



Il rischio implicito nella ripetitività degli atti e comportamenti è quello di vedersi svuotare dell’originario valore il senso per cui quegli atti e comportamenti trovano concrete esplicitazioni. Chiamansi anche manifestazioni, la cui partecipazione, più o meno popolare, avviene più per trascinamento che per convinta affermazione dei principi per i quali si scende in piazza.
E’ il rischio che si corre realmente a seguito dei tanti convegni, seminari, comizi e manifestazioni di piazza in nome della legalità. Continua a leggere su www.francescocapalbo.blogspot.com