Luigi Pancaro: l’uomo che fu medico personale di Padre Pio, inventore del Sistosan e che condusse importanti studi sulla anestesia spinale.

Di Elio Ardifuoco

Era un pomeriggio piovoso. Mi ero recato ad Altomonte per una visita alla vecchia casa disabitata della mia bis-nonna. Nella soffitta una scatola polverosa. All’interno in un ordine quasi ossessivo una quantità indescrivibile di lettere disposte in colonne. Era l’inizio del mio viaggio alla scoperta delle mie radici. Solo dopo scoprii che si trattava delle lettere inviate dal Canada dal mio bis-nonno (padre di mia nonna) Roberto Pancaro alla sua amata e moglie. Lettere d’amore, lettere di speranza ,di coraggio e di una forza interiore di altri tempi. Ma anche lettere, a volte, di un pragmatismo che lascia disarmati. Sullo sfondo la guerra e il fascismo. La crisi italiana e il sogno americano. Il dollaro forte e la lira debole. Tutti ingredienti che mi hanno portato a volerne sapere di più su una parte delle mie radici.

Ma oggi la figura che vorrei che tutti conosceste è quella di Luigi Pancaro fratello del mio bis nonno Roberto con cui ha condiviso lunga parte della sua vita per essere vissuti, per un periodo, nella stessa casa in Canada e successivamente vicini. Io di questo rapporto conosco, attraverso quelle lettere, il lato privato-intimo. Con l’articolo tratto dal Quotidiano della Domenica voglio farvi conoscere la grandezza di Luigi Pancaro. Un calabrese, nato ad Altomonte, certo di famiglia nobile, ma che per affermarsi ha dovuto combattere contro le difficoltà e le avversità della guerra e lontano dalla terra d’origine.

Elio Ardifuoco

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9 risposte a “Luigi Pancaro: l’uomo che fu medico personale di Padre Pio, inventore del Sistosan e che condusse importanti studi sulla anestesia spinale.

  1. Mio caro Elio mi ha, siceramente, molto commosso il tuo articolo.. sia perchè ha sollecitato la mia memoria sopita, riportando in essere, vivo e forte, il mio affettuosissimo ricordo di zia Teresa Pancaro (sorella del Dr. Luigi Pancaro, forte e dolce nobildonna, fiera, orgogliosa della sua famiglia e delle sue antiche origini!) ma, soprattutto, perchè, rileggendo la storia di un grand’ uomo di altri tempi..ottimo Medico e scienziato di eccezionale coraggio e sensibilità, ho potuto rivalutare i tanti racconti di zia Teresa al riguardo..e più in generale le sue riflessioni sulla volubilità e l’irriconoscenza dell’animo umano. Grazie ancora Elio… ma in conclusione una domanda sorge spontanea… perchè scrivi del tuo illustrissimo consanguineo Dr. Luigi Pancaro:”Un calabrese, nato ad Altomonte, certo di famiglia nobile, ma..che per affermarsi ha dovuto combattere contro le difficoltà e le avversità… ??” Sul quel “Certo di famiglia nobile..” quasi fosse una qualificazione negativa..mi permetto di farti osservare in
    primis che, la nobiltà, antropologicamente e storicamente, nasce quale attributo, specifico, immediato e diretto dell’animo di una data persona che si distingue da tantissimi altri per la sua spiccata umanità.. bontà, fedeltà, onore..ecc ..ed in secondo luogo di farti sapere o confermarti, carissimo Elio che nei nostri comuni avi, certamente, fù così.. nobili di nome e di fatto!
    Un abbraccio affettuoso..
    Pierino CALONICO

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  2. Ciao Pierino !! Innanzi tutto ringrazio te per aver dedicato tempo alla lettura dell’articolo che con tanta passione ho pubblicato(seppure mi sono limitato a pubblicare un articolo uscito su un giornale locale). A proposito di zia Teresa, oltre ai tantissimi racconti di mia nonna , custodisco gelosamente anche alcune lettere inviate dal mio bis nonno Roberto alla sorella Teresa residente,al tempo, come saprai ,al “Casino”….a tal riguardo mi viene in mente un simpatico aneddoto carpito dalle suddette lettere; di fronte alle numerose lettere inviate dal Canada e mai arrivate a destinazione a casa di zia Teresa, mio nonno in uno sfogo disse “sono sicuro che il postino per evitare di fare tutta quella strada fino al casino piuttosto butta le lettere nella spazzatura!!!”(aggiungo io: effettivamente è un bel pezzo di strada!). Per quanto riguarda la frase “..certo di famiglia nobile, ma che per affermarsi ha dovuto combattere…” intendevo darle un’altro significato…volevo cioè dire che, a differenza di quanto si potrebbe pensare, anche chi era di famiglia nobile in quel periodo di guerra faceva fatica a perseguire le proprie aspirazioni, nello specifico professionali. Cioè il fatto che fosse di famiglia nobile non lo ha certo esentato da tutti i problemi e sofferenze che una guerra,immagino, possa comportare, come dimostrano le testimonianze della famiglia.
    Un abbraccio

    Elio

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  3. Complimenti per il lavoro di recupero della memoria di un personaggio che si è prodigato per gli altri, con impegno e umanità.
    Lungi dal voler stimolare un dibattito sulla “nobiltà” mi preme comunque sottolineare come negli anni in cui è vissuto il tuo bisnonno erano pochissimi i cosidetti “nobili” che nel nostro contesto geografico si “sudavano la pagnotta”. Per questo la figura di Luigi Pancaro appare fuori dal coro e merita di essere ricordata.
    Di nuovo complimenti!

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  4. ANONIMOAILAVORIFORZATI

    MI ASSOCIO ALL’OSSERVAZIONE PUNTUALE DEL DOTT. CAPALBO: I NOBILI IN QUEI TEMPI PENSO CHE NON SE LA PASSASSERO MALE ANZI… ERANO LORO CHE POTEVANO STUDIARE E MANDARE I LORO FIGLI ALL’UNIVERSITA’. SE POI UN NOBILE ED UN DOTTORE COME PANCARO SONO RIUSCITI A FARE DEL BENE TANTO DI CAPPELLO A QUESTO PERSONAGGIO! NON SEMPRE E’ STATO COSì: I NOBILI, DOTTORI O AVVOCATI, SPESSO RIDUCEVANO LA POVERA GENTE AL SERVILISMO. SI PUò ESSERE CONTENTI CHE , NEL NOSTRO PAESE, QUESTA NOBILTA’ E’ DECADUTA NON SOLO NEL BLASONE MA ANCHE NEI TITOLI CULTURALI PER CUI A DIVENTARE DOTTORI IL PIU’ DELLE VOLTE SONO QUELLI CHE NELLE VENE NON SCORRE IL TANTO PREZIOSO SANGUE BLU. MA LASCIAMO DA PARTE QUESTA POLEMICA E RINGRAZIAMO IL NOSTRO CONCITTADINO NELL’AVER PORTATO A GALLA UNA VERITA’ STORICA DI GRANDE PRESTIGIO.

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  5. Va benissimo cosi caro Elio..la mia non voleva essere malsana, inutile, polemica..ma semplicemente una richiesta di precisazione..ed una personale constatazione in merito..ovvio, poi, che non mi riferivo, assolutamente, alla fenomenologia del becero privilegio e dello status socio-politico classista della “Nobiltà” più recente, cioè, in particolare, dall’epoca Rinascimentale al Risorgimento..ma bensi al suo puro significato etimologico ed antropologico. Con tale, ulteriore, chiarimento (diretto, soprattutto, a fugare l’insorgere di eventuali equivoci, nonchè per la buona pace del mio caro cugino Prof. Francesco Capalbo) ti rinnovo i miei più affettuosi saluti estesi in famiglia.
    Pierino Calonico

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  6. Credo che possa valere una sola regola: bisogna valutare le persone per quello che fanno ,per i loro meriti e capacità. E questo deve valere per tutti indipendentemente dall’estrazione sociale. In nessuno dei casi la condizione sociale deve determinare pregiudizi. Tornando al merito…per chi volesse saperne di più (anche per curiosità personale) sul sistosan è stato pubblicato un articolo “Hypodermoclysis with sistosan in persistent hemorrhage” sulla seguente rivista: Gazzetta medica italiana agosto 1953 vol. 112 pag.225. Se qualcuno avesse la possibilità di reperirlo in qualche biblioteca universitaria di medicina sarei felice se lo publicasse.Se lo trovo prima io lo renderò disponibile per chi fosse interessato.

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  7. Where can a get a hard copy of the article “Con Le Mani Nelle Stimmate” published in Il Quotidiano della Domenica 21 ottobre 2007. thank you.

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  8. Theresa Maggie Pallotta

    Caro Elio:

    Leggevo un giorno e per combinazione ho trovato l”alticolo che hai scritto su Luigi Pancaro , mio padre. Io sono rimasta comossa nel leggere il tuo articolo su mio padre. Mi ricordo tuo bisnonno (Zio Roberto, benche avevo 5 o sei anni quando veniva a trovarci a Subury . Vorrei comunicare con te, benche il mio italiano non e al corrente, comunque voglio ringraziarti e far i miei complimenti al riguardo del commovente articolo che hai scritto.

    Io sono la sesta figlia di Luigi Pancaro e sono stata ad Altomonte 3 volte negl’ultimi 4 anni.
    Ti ringrazio tanto del belissimo articolo scritto di mio Padre e ti auguro Buon Natale .
    Theresa M. Pancaro Pallotta

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  9. CARI ELIO –VORREI COMMUNICARE CON TE CERCA IL TUO BISNONNO –FAVORE DI INVIARE UNA EMAI AL MIO INDIRIZZO DMACIUK@YAHOO.COM

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