Archivi del mese: dicembre 2009

Lettera di Frate Giovanni a Candido Cantarime*

Canuto fratello,
l’anno del Signore 1609 sta per abbandonarci proprio mentre ci giungono, travalicando i vicini poggi, gli echi armoniosi dei tuoi ispirati gorgheggi. Nei territori dirimpetto al Monastero di San Sozonte sono arrivati numerosi lavoratori stranieri: alcuni hanno un colorito giallastro e vivono di commerci; provengono dalle terre d’oriente, descritte da Marco Polo e da Rustichello da Pisa, dove visse il Gran Khan Khubilai. Altri foresti hanno invece una cera chiara e sono sopraggiunti tra noi dalle lontane regioni della Valacchia e della Moldavia; vivono promiscui in fatiscenti tuguri, prodigandosi in umili lavori, ma guardati con disprezzo dagli abitanti del luogo che attribuiscono loro la responsabilità di ogni misfatto compiuto nel Continua a leggere

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Buon Anno a tutti i lettori.

Di Raffaele Rosignuolo

Sinceri auguri di un migliore 2010 a tutti gli utenti di goladelrosa. Il mio auspicio è che il nuovo anno sia, per voi tutti, un periodo gravido di segnali che inducano all’ottimismo ed alla speranza; che si apra un periodo di intensa partecipazione interattiva alla vita di comunità onde ritrovarsi, insieme, su internet e discutere dei tanti problemi che affliggono la nostra società. Come è stato sempre affermato, il  nostro maggiore impegno resta quello di diffondere la cultura per avvalorare la tesi che “un popolo colto e stimolato è pronto ad accogliere i cambiamenti della società e ad individuare al meglio le potenzialità di sviluppo del proprio territorio”. Il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno scritto sul giornale  del sito e che hanno accolto e condiviso già da tempo questo motto e che continueranno a farlo per coinvolgere nella scrittura anche  altri che, fino ad ora, sono rimasti nell’ombra. Nel 2010, goladelrosa farà tanti regali a ognuno di voi: porterà un pezzo di vita quotidiana, del presente e del passato, nelle vostre case. Con l’aiuto delle persone e delle nuove tecnologie, infatti, si riuscirà ad integrare al meglio la società reale con quella virtuale. Molto presto, si proverà ad aprire una vera e propria “finestra” sul territorio, una finestra da dove sarà possibile “affacciarsi” per vedere e ascoltare tutto quello che accade nei piccoli paesi della Valle. Sarà possibile seguire eventi in diretta oppure assistere alla Santa Messa del Santuario della Madonna del Pettoruto. Nessuno si sentirà più lontano dalla nostra terra!

Unitamente agli auguri, vorrei lanciare un monito: l’anno che sta per iniziare è molto importante perché è l’anno in cui verrà fra noi la Madonna del Pettoruto, prepariamoci con l’animo a questo grande evento.

Raffaele Rosignuolo

La depressione a San Sosti.

Di Vincenzo Raimondi

Il tema in questa piccola società sembra non essere mai trattato o preso con molta superficialità, il problema è molto serio e le persone che ne soffrono superano la media Nazionale, (la media nazionale  è del 3-5% sul totale della popolazione e nella fascia d’età 25-55 anni è del 12%).
Le Donne sono in numero maggiore, gli uomini se pur in numero inferiore ne sono colpiti in forme più gravi.
La fobia sociale è una malattia frequente fino al 13% delle persone può avere la fobia sociale di gravità variabile. Le condizioni socio-economiche su questo territorio fanno sì che nelle persone con un carico di responsabilità familiare basato sulla precarietà economica minano l’equilibrio psicologico, e di conseguenza i rapporti familiari e sociali. Molto spesso il rifugio ideale è l’alcol con tutte le sue conseguenze.
Gli stress continui possono scatenare o peggiorare Continua a leggere

MORIRE A VENT’ANNI

Di Angelo Martucci

Mater Suspiriarum 23 dicembre alle ore 0,22

Ciao Angelo, si avvicina il Natale. Per me è un incubo prolungato, vorrei restare da solo, ma non mi è permesso, devo fingere che va tutto bene…va bene un cazzo!!!!nessuno si accorge che sto morendo…a nessuno frega niente di come mi possa sentire…nessuno ascolta le urla della mia anima. Aiutami…parla con me. Continua a leggere

«Io nacqui a debellar tre mali estremi: tirannide, sofismi, ipocrisia.» – Tommaso Campanella. C’era una volta Smindirìde…

Di Guglielmo Cordasco
Direttore ospedale S. Marco Arg.

Quando la nera striscia d’asfalto dell’autostrada  arranca sul Pollino lasciando il golfo di Taranto e la  piana di Sibari che ne è parte centrale come l’orchestra in un  teatro greco, di fronte a questo proscenio naturale persino  il moderno  e frettoloso viaggiatore si ricorda di  quanto  scrisse  il numismatico e archeologo parigino Francois Lenormant (1837-1883):

“ Non credo che esista in nessuna parte del mondo qualcosa di più bello della pianura ove fu Sibari. Vi è riunita ogni bellezza in una volta: la ridente verzura dei dintorni di Napoli, la vastità dei più maestosi paesaggi alpestri, il sole ed il mare della Grecia “.

E ancora Lenormant nel volume “ La Grande Grèce ” : “Il certo è che i Sibariti usavano della loro ricchezza per mantenere un lusso inaudito, ben più conforme alle abitudini dell’Asia, che a quelle della Grecia. Non vi era – si racconta – nessuna casa benestante presso di loro, che non avesse i suoi nani ed i suoi piccoli cani di Malta, comperati a gran prezzo. L’uso di Sibari era di far portare ai bambini, sino alla pubertà, delle vesti di porpora e una ricca benda d’oro ai capelli”.

Il  geografo greco Strabone (vissuto forse tra il 58 e il 21 a.C. ) racconta che Sibari , fondata dai coloni greci tra i fiumi Crati e Coscile nel 700 circa a.C., era straordinariamente ricca ed i suoi abitanti vivevamo in maniera lussuosa e raffinata, insomma per l’ epoca una capitale del Continua a leggere

Concerto di Natale al S.Giuseppe

Il 23 dicembre, nella stupenda cornice del nostro Santuario fra i bellissimi monti del Pettoruto, suor Annie e Don Ciro Favaro hanno preparato un suggestivo concerto natalizio accompagnato dalla musica dei fratelli Lucio e Luigi Calonico e Vincenzo Gallo. Purtroppo, non è stata possibile l’esibizione in Basilica perchè in fase di ristrutturazione; pertanto, è stata utilizzata la sala dei congressi del vicino istituto per anziani “S. Giuseppe”. Il coro polifonico a Continua a leggere

Confine

Di Francesco Capalbo

Nel dicembre del 1979 Alberto Cavallari, che due anni più tardi sarebbe divenuto direttore del Corriere della Sera, augurò ai suoi lettori Buon Natale raccontando tante storie di Natale; lui stesso le aveva lette con grande maestria sui volti della gente, nella cronaca, negli avvenimenti di quegli anni, nelle lotti sociali e prim’ancora nella sofferta storia di noi italiani.
Erano anni in cui le ideologie si continua a leggere su www.francescocapalbo.blogspot.com