La storia dei Casalini di Porta Serra (Artemisia): nessuna traccia di Greci e Romani

Di Stefano Carbone

La mia Tesi di Laurea, redatta presso il Dip. di Archeologia e Storia delle Arti dell’UNICAL ha come oggetto la Sibaritide protostorica fino all’arrivo degli Achei provenienti dal Peloponneso. Nel corso delle ricerche, condotte al seguito di noti docenti universitari, ho affrontato anche la problematica sulla Scure Martello di Kyniskòs. Intanto c’è da dire che è da escludere con certezza matematica che essa sia stata rinvanuta ai Casalini (sito che ho largamente trattato nel mio elaborato e che a breve sarà pubblicato dalla Martus Editore). Dagli scavi condotti nel 2001 e nel 2003 dall’Unical, ai quali io stesso ho partecipato, non è stata attestata in alcun modo una frequentazione di età greca e romana. Le prime tracce di frequentazione risalgono al Neolitico Recente e consistono nel rinvenimento di ceramica ad impasto e ad un battuto di capanna, che io stesso ho scavato. Il sito risulta abitato fino all’età del Ferro VIII sec. a.C. poi si interrompe per essere nuovamente abitato in età tardo-antica, VI-VII sec. d.C. Nelle due campagne di scavo non è stata tovata una sola traccia che lascia ipotizzare la presenza dei Greci o dei Romani. Come si può ipotizzare che la Scure sia stata rinvenuta ai Casalini? Non è assolutamente un oggetto usato per sacrifici rituali, primo, perchè non ha il taglio, secondo perchè è iscritta; ragion per cui, era lo stesso oggetto consacrato alla divinità. Il dato oggettivo, comune a tutti gli Studiosi di Storia e Mitologia greca è che la scure, era il simbolo che rappresentava la dea Era già in età pre-ellenica: le prime raffigurazioni di questa divinità muliebre risalgono alla civiltà minoica IV-III millennio a.C. Alcune piccole sculture in terracotta la raffigurano che regge nella mano destra una piccola scure e nella sinistra un serpente. La divinità con la scure (Era) è ancora attestata in età Micenea XV-XIV sec. a.C. Infatti, nella tolos degli Atrìdi, a Micene sono state rinvenute numerose statuine in terracotta ed in avorio di questa divinità con gli stessi simboli (scure e serpente). Le stesse raffigurazioni (Era-scure-serpente) sono attestate anche in età arcaica greca: nel donario dei Sibariti a Delfi (piccolo tempietto prostilo dedicato dai Sibariti ad Apollo) sono state recuperate numerosissime statuette, ora conservate presso il locale Museo e presso il Museo Ceramico di Atene. Proprio a Delfi è stato rinvenuto il basamento di una scultura firmata da Polikleto, risalente al 445 a.C. che reca una dedica dell’offerente: Kykiskòs di Mantinea il pancrazieaste. Pausania, noto storiografo greco del II sec. d.C. descrive questa scultura assieme a molte altre. Sia la scultura che il basamento sono stati pubblicati da, Bianchi Bandinelli (celeberrimo storico dell’arte), Maurizio Paoletti (docente ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana presso l’Unical e presso l’Università di Pisa), da P.G. Guzzo (Soprintendente agli scavi di Pompei), Emanuele Greco (docente presso l’Università di Atene). Le ultime ricerche attestano che Kyniskòs era un pugilatore, vincitore dell’Olimpiade e dedicò la scure alla dea Era, poichè era il segno distintivo della divinità.

Stefano Carbone

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3 risposte a “La storia dei Casalini di Porta Serra (Artemisia): nessuna traccia di Greci e Romani

  1. Angelo Martucci

    Veramente interessante.

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  2. Caro Stefano, dal basso della mia ignoranza non posso fare altro che ringraziarti per le informazioni che ci dai sulla nostra storia.
    Come vedi, purtroppo, “i chiacchiareddre du Timpuni” interessano sempre di più, perchè basta una bassa cultura per commentare.
    Vincenzo Raimondi

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  3. Risposta al sig. Raimondi:

    Molte volte, anzi il più delle volte, esclusivamente per umiltà personale, per “ignoranza” o per buongusto, il profano in materia, “il chiacchierone di piazza” così da Lei definito preferisce leggere, capire, documentarsi in privato. Acquista Dvd, va al museo, si informa, compra libri. Lo fa in religioso silenzio e con estrema, seppur limitata da studi diametralmente opposti, riflessione.
    Se non sa aggiungere nulla ad un articolo online, ” ‘u chiacchiaruni timpunaro” (nel quale Lei ha categorizzato per il solo motivo del “non.commento” anche tutte quelle persone che leggono sempre, hanno letto sempre e leggeranno sempre tutto per filo e per segno), Le assicuro che legge, medita e studia senza aggiungere NULLA, proprio perché sa di non avere le capacità per poterlo fare.
    ” ‘U chiacchiaruni” sa che il suo commento non apporterebbe nessuna novità al dibattito culturale. Quindi, cerca di apprendere e basta. Il “grazie” è sotteso, e in questi casi il miglior modo per ringraziare è leggere attivando il cervello e non solo guardando i “cruacchi” dicendo,con aria soddisfatta e saggia: “Interessante!” .
    Il Suo commento, “traboccante di alta cultura”, non mi sembra che abbia apportato alcun tipo di sapere aggiuntivo.
    Il commento sterile e vuoto, quello sì, che è commento da Timpone.

    -MORALE-
    Penso che si può leggere senza commentare,
    e anche COMMENTARE SENZA LEGGERE.

    Faccia i Suoi complimenti agli Autori, ringrazi chi vuole, dia le sue opinioni in merito, ma soprattutto, e gentilmente, Si riservi di screditare quanto di buono c’è dietro la lettura silenziosa e meritevole, verso quelle persone che giornalmente accrescono il loro interesse verso materie a loro profane, e non per questo sbandierano la loro “presunta” sete di sapere con commenti che sanno tanto di effimero.
    Mi sento offeso, perché è la seconda volta che entra in discussione con questi termini (vedi articolo De Luca 24/01/2010, con suo commento in data 26/01/’10 ).
    La prego di non fare mai più considerazioni che coinvolgono la popolazione intelligente e produttiva a livello culturale (non commentante perché di bassa cultura!), a meno che non siano Sue conclusioni strettamente personali, inerenti alle Sue capacità di comprensione di un testo e alle Sue capacità intelletto-culturali.

    Distinti saluti.

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