La quotidiana potatura delle siepi

Di Antonio Ferraro Jr

IERI
Finito l’inverno e con il camino oramai spento, pulito e chiuso, se proprio devi la sigaretti la fumi dal balcone. Così ogni giorno dopo pranzo il rito si ripete. Non poggio il culo sul marmo freddo del camino, lascio il comando della tv a mia moglie e sposto lo sguardo dal tubo catodico alla campagna circostante. Dal balcone e con la sigaretta accesa puoi fare cose che davanti alla televisione non puoi; pensare, riflettere ma soprattutto meravigliarti per lo spettacolo che la natura mette in scena in primavera. A pochi metri da casa mia capre e pecore pascolano insieme sotto lo sguardo disinvolto di Zu Franciscu seduto su una pietra e con la schiena poggiata nella cavità di un albero colpito da un fulmine. Ti chiedi come faccia a stare così tranquillo in mezzo all’erba alta, seduto e addormentato incurante dei serpenti e quant’altro. La risposta la so già, rendendomi conto di quanto sia stupida la domanda. Un’altra generazione forgiata in modo che a noi giovani sembra quasi inconcepibile. Una generazione vissuta in un periodo per noi inimmaginabile. Una generazione che ha tanto da darci, per noi indispensabile. Pensieri interrotti dal miagolio dell’immancabile gatto che reclama qualche rifiuto del pranzo appena consumato.
Non sempre gli va bene; e quando ciò accade fa una espressione che io decifro come un bel vaffan…
Ammiro e gioisco di tutto ciò, collirio per i miei occhi, che solo paesini come il nostro riescono a darti.
Ammiro le mie rose grosse come calici da mensa, disposte tutte ordinate su di un cespuglio imperioso altro 2 metri.
Ma come spesso accade, ciò che è bello è destinato a durare poco.
Il vero roseto è quello che sei costretto a tenere e curare per 11 mesi all’anno, non quello che ammiri per meno di un mese.
Pochi giorni e delle belle rose non vi è traccia, solo una marea di petali per terra. Pochi giorni ancora ed anche le belle foglie verdi sono li a far compagnia ai petali oramai marciti.
Mi rimane un piccolo albero spoglio con rami storti e un tronco orribile, pieni di spine che ti pungono solo a guardarle.
Continuo a fumare fuori dal balcone per tutto il periodo caldo e l’unica cosa che rovina la mia vista è quello che prima era motivo d’orgoglio: il roseto.
Bisogna stare attenti con le rose e non perché pungono, ma perché i germogli hanno la cattiva abitudine di crescere e di andare per i cazzi propri rovinando quello che è l’innaturale equilibrio, di forma e di sostanza, da me creato. Tutti i rami allo stesso livello, lineare e come dicevo prima innaturale. Così mi capita spesso di controllare le mie rose e non appena noto qualche germoglio nuovo che non rispetti la forma.. zac.. senza pensarci su lo taglio incurante del fatto che possa diventare la più bella fra tutte le rose. La quotidiana potatura delle siepi per segare le punte che emergono dal conformismo, dal servilismo e dalla mediocrità al ribasso.
Per non parlare degli afidi che indifferentemente attaccano rami vecchi e nuovi, con il solo scopo di succhiare la linfa vitale ma stando ben attenti che la pianta non secchi del tutto; mica fessi gli afidi.
Pensai se ne valeva la pena.

OGGI
Sono passati tre anni e il rito si ripete.
Primavera e quindi sigaretta dal balcone.
La natura apre il sipario e lo spettacolo si ripete e non ti stanchi mai di ammirarlo.
I colori e gli odori, le capre e le pecore, zu Franciscu seduto in tribuna d’onore, il gatto e.. il mio albero di ulivo al posto del roseto.
Accadde durante un potatura. Iniziai a tagliare i germogli prendendo coscienza che non stavo facendo la cosa giusta. Preso dalla rabbia e con un po’ di sadismo mi accanii contro i rami vecchi tagliandoli tutti. Rimase solo il tronco grosso, alto e pieno di spine e pensai che qualcuno tra i miei figli e nipoti poteva farsi male. Presi un’ascia e bastarono pochi colpi per fare piazza pulita.
Non contento scavai per togliere la radice, e vi assicuro che fu molto dura, e nella buca rimasta piantai un piccolo ulivo.
Gran bella pianta l’ulivo, di millenaria tradizione mediterranea, necessita di poco e ti dà molto. Per un buon raccolto (non è il mio caso) è necessario fare delle grandi potature per ringiovanire la pianta, affinché nessun ramo possa pensare e illudersi di essere indispensabile.
Fatto questo e se tronco, radice e terra sono in salute, il resto lo farà Madre Natura.
Non sono pentito della mia scelta, una pianta bella solo per un breve periodo (avviso per chi trovasse una similitudine con la politica sia essa nazionale, regionale, provinciale, comunale: hai visto giusto) cambiata con un’altra non solo bella sempre ma anche utile, e che possa crescere come gli pare assumendo la forma che desidera, senza paura per le mie cesoie.
Al momento non ho un motivo per potare.
Per quello che possa servire dedico questo mio intervento a tutti quelli, giovani e meno giovani, che vogliono, possono e se non è troppo tardi devono diventare i nuovi germogli di una nuova pianta che dia frutti e non solo rose. Per il bene comune è necessario che quelli che volano da troppo tempo imparano ad atterrare lasciando il cielo libero a chi vuole iniziare a volare.
Non importa a chi siano figli, fratelli, nipoti o cugini, l’importante sarà la capacità, la competenza per settore e l’impegno che metteranno in campo al servizio di tutti, non solo dei vincitori.
Dare a chi non si deve e non dare a chi si deve fanno parte del medesimo errore.

Antonio Ferraro Jr

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3 risposte a “La quotidiana potatura delle siepi

  1. Sei un illuso se credi che ci siano nuovi volti, giovani e meno giovani, capaci di guidare un paese come il tuo.
    A San Sosti nessuno vuole veramente cambiare le cose perchè si sta troppo bene.
    Auguro a te e alla tua famiglia ogni bene e vedendo tanta qualità per come ti esprimi ti consiglio di trattare altri argomenti fregandotene della politica.
    San Sosti è un paese per vecchi. Ti stimo

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  2. INDISCRETO!!!!!

    Adesso ci sara’ la carica dei cento e un’vecchi,dopo la sentenza sul sindaco attuale…i giovani saranno solo presi in giro e per l’ennesima volta sfruttati dai vecchi volponi…imperterriti!!!del resto non sanno e non hanno altro da fare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  3. Belle parole...

    Caro Antonio sono d’accordo con te. Ti faccio i complimenti per come sei stato originale a mettere in evidenza questo pensiero, che ti assicuro, mai come adesso, e’ un sentimento comune a molte persone. Anche io spingo in quella direzione da parecchio, ma senza risultato, o meglio, non ho trovato persone che ci hanno creduto fino in fondo affinche’ si potesse fare. Ora,invece, penso che i tempi siano maturi per favorire la scesa in campo di persone competenti ,limpide, trasparenti . Queste qualita’ i giovani le possiedono.
    I giovani di oggi hanno anche potenzialita’ e competenze maggiori. Allora perche’ non crederci. Oltretutto siamo in crisi, le risorse sono poche, anzi zero, non possiamo vivere passivamente in questo momento.
    Ti prego perdonami per l’anonimato , non mi va di essere oggetto di discussione da parte della gente.
    appena possibile verro’ a salutarti

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