DOVEROSE PRECISAZIONI DEL SINDACO

Di “Il Sindaco Michele Sirimarco”

E’ arrivato il momento, dopo dieci mesi di silenzio da parte mia, di chiarire molte cose per un rispetto doveroso di chi ha creduto nella mia “lista” e in me, ma soprattutto per coloro i quali esprimono giudizi negativi solo per sentito dire.
La mia vicissitudine personale che mi vede coinvolto dalla minoranza circa il mancato pagamento delle tasse al Comune di San Sosti è bene chiarirla.
Il sottoscritto ha onorato e pagato circa 96.000 euro:  una parte in contanti prima dell’elezione (circa 60.000 euro), un’altra parte con una “transazione” sottoscritta dall’Ente Comune e il sottoscritto.
La transazione è l’accordo tra le parti per definire una controversia. Controversia definita concordando la modalità della cessione di un fitto proveniente dalla Provincia in favore del Comune di San Sosti.
La scadenza era fissata al 30 settembre 2009 e viene erogata prima della scadenza.
Il tribunale di Castrovillari dichiara che la transazione non poteva essere fatta dal Comune.
Ora chiedo a Voi se il cittadino che sottoscrive un impegno con la struttura pubblica può essere chiamato in causa o condannato.
Avrei certamente trovato, se ciò non era possibile, una soluzione diversa.
Questo bravo Amministratore che è così perbene denunciando il sottoscritto per un mancato o ritardato pagamento, dovete sapere che è un Amministratore che non ha voluto bene alla collettività giacché i trattamenti  portati avanti sono diversi  a secondo dei cittadini.
Ha consentito a molti cittadini di non pagare le tasse purché vicini alla sua posizione politica.
Tutto ciò lo dimostra l’evasione tributaria esistente al Comune di San Sosti, sulla quale non ha denunciato nessuno, anzi ha favorito l’evasione.
Questa disparità di trattamento deriva solo perché io rappresentavo un antagonista politico e che, quindi, doveva distruggere non essendoci  riuscito democraticamente ha provato con la magistratura.
Un amministratore che nel tempo non ha prodotto nulla di utile per questa collettività creando, anzi, alla fine un danno alla vecchia Giunta per aver sottoscritto la transazione che, a dire dei giudici, essendo illegittima è perseguibile penalmente.
Una cosa certamente l’ha fatta come primo atto del suo modo di fare politica: ha sistemato la moglie infischiandosi di altri portatori di precarietà esistenti a San Sosti.
Credo che nessuno potrà dirmi qualcosa se il sottoscritto denuncerà alla Procura della Repubblica il comportamento vessatorio e di irresponsabilità nei confronti dell’Amministrazione permettendo l’evasione tributaria a molti cittadini, cosa che il sottoscritto dimostrerà agli Organi competenti.
Questo benemerito amministratore, tanto ligio al dovere, ha infierito contro i commercianti del Piano della Fiera con denunce alle autorità dell’ASP e della Provincia provocando verbali e multe.
Non ultimo la comunicazione della Procura della Repubblica di Castrovillari in data 3 giugno 2010, notificata al sottoscritto e all’assessore De Simone, a riguardo del depuratore del Pettoruto, con sequestro delle vasche.
Il danno provocato ai commerciati della zona è enorme in quanto il sottoscritto ha dovuto provvedere immediatamente  all’ordinanza di chiusura delle attività commerciali. In ogni caso e per evitare il maggior danno a discapito degli utenti  si è provveduto ad impegnare somme urgenze per l’installazione di nuove vasche in tempi brevi (cosa che avrebbe dovuto fare a suo tempo il Sig. De Marco in qualità di responsabile del servizio tecnico) nonostante le già precarie condizioni della finanza pubblica.
Una fase più delicata è stata vissuta all’interno di questa Maggioranza sulla quale nel rispetto dell’etica politica e di comportamento non ho mai espresso giudizi o rimproveri o, tantomeno, agito per non ledere la normale condotta amministrativa.
Le deleghe ai vari assessori sono state date per come richieste dagli stessi.
Deleghe piene sulle quali non si è mai interferito.
Ma dopo dieci mesi di silenzio da parte mia è arrivato il momento di chiarire molte cose per rispetto doveroso nei confronti di chi ha creduto in noi e, soprattutto, per coloro i quali esprimono giudizi gratuiti per sentito dire e non veritieri.
L’azione politica nella mia vita è stata sempre improntata ad una fattiva laboriosità nell’interesse collettivo.
Il passato è la dimostrazione tangibile, sotto gli occhi di tutti, di quello che ho saputo produrre in termini di benefici individuali e collettivi.
Ho sempre pensato che un Paese vive se c’è la volontà di costruire fattivamente prospettive per il domani, abbandonando l’ordinarietà per programmare cose più importanti.
Ai giovani che sono l’espressione del domani ho sempre creduto, cercando e sforzandomi per essi di creare nuove prospettive di lavoro.
Voglio a questo punto affermare che anche i socialmente utili li ho sempre visti come risorse (pagati dalla Regione) di questo paese e ho sempre insistito  per la loro definizione certa assegnando loro un ruolo ben definito.
L’assessore Oliva ha gestito per dieci mesi il personale senza avere mai raggiunto risultati positivi, tanto che è arrivato a consegnare la delega demandando al sottoscritto la soluzione del problema.
Tutto ciò viene discusso all’interno della maggioranza con la volontà di definire un ruolo preciso per ognuno di essi.
Ma è bene, comunque, fare un passo indietro raccontando l’avventura della campagna elettorale, quando il sottoscritto sfidando tutti i sostenitori proponeva Oliva come vice-Sindaco rischiando di compromettere l’alleanza con chi, giustamente, preferiva di competere alla pari.
Dopo l’elezione, alla prima riunione per discutere dei socialmente utili (che rappresentano il vero problema di San Sosti) propone come utilizzarli, la proposta passa a maggioranza facendo io un passo indietro e favorendo la volontà di maggioranza.
Ma questo progetto dopo tre giorni viene messo in discussione da loro stessi.
Dopo la lettera di dimissione da assessore con la restituzione della delega al personale non basta più per lui che le cose possano passare a maggioranza ma pretende l’unanimità dei consensi.
Si è arrivati a non avere rispetto dei Consiglieri che liberamente ed autonomamente in una discussione collegiale esprimono il loro parere.
Siamo arrivati al dunque: o così … o niente!
Oliva che doveva essere l’espressione di fiducia da parte mia assume comportamenti  lesivi nei miei confronti e scarica la coscienza prospettando all’opinione pubblica una serie di fesserie che non hanno senso.
Dovevo stare attento alla minoranza ma anche al mio vice-sindaco.
Devo dire subito che i rimproveri ingiusti da parte di Oliva non producono certo utilità alla macchina amministrativa.
I danni che ho provocato in questo breve periodo amministrativo sono:

1)      Aver creato la possibilità ai cittadini con il fotovoltaico di avere energia gratis per 20 anni;
2)      Di aver avviato seriamente l’eolico;
3)      Di aver discusso con i 13 Comuni della Comunità Montana della possibilità di sperimentare il modificatore molecolare che rappresenta un’occasione occupazionale importante.
Non so cosa ha prodotto lui al bilancio e al personale, quale cosa importante ha proposto lui e non sono state accettate.
E’ facile dire le cose che non vanno, bisogna avere rispetto della volontà dei suoi colleghi.
Invitato ulteriormente ad una riunione sul bilancio, ha inviato una lettera che non partecipava.
A questo punto mi corre l’obbligo di revocargli  l’incarico di assessore e vice-sindaco, visto che non si sente parte integrante della maggioranza.
Non avrei mai pensato di dover ricorrere ad un simile atto se non fosse per una doverosa motivazione politica consequenziale.
Resta comunque il mio rammarico più grande che si arriverà ad una traumatica ed anticipata fine di una esperienza amministrativa voluta con ostinazione dalla minoranza, che ha ritenuto vendicarsi di una cocente sconfitta elettorale, incurante però che la fine di questa esperienza potrebbe produrre il commissariamento dell’Ente con gli esiti incerti che questo potrà comportare.

San Sosti 05.06.2010

Michele Sirimarco – Sindaco di San Sosti

*l’autore di questo scritto accetta solo commenti firmati

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4 risposte a “DOVEROSE PRECISAZIONI DEL SINDACO

  1. La verità è che sotto il profilo politico amministrativo, in un anno, avete prodotto solo beghe sui socialmente inutili (perchè a San Sosti a questo servono) e sui debiti del sindaco.
    Chiaramente il primo cittadino ha le responsabilità maggiori che non è stato capace di gestire una situazione delicata dei rapporti tra consiglieri già con incompatibilità evidente dalla campagna elettorale.
    In questo anno amministrativo avete creato solo danno alla collettività e tu caro ex sindaco sei il maggiore responsabile è ora che te ne torni a casa in buon ordine e la finisci di violentare politicamente San Sosti.

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  2. Angelo Martucci

    Si è visto come avete tutelato l’occupazione!!!!
    Avete sbattuto fuori quattro persone che intanto hanno dato l’anima per lo sviluppo culturale del nostro paese, a gratis per tantissimi anni. Dovreste solo vergognarvi! Se a questo aggiungiamo il fatto che le quattro unità lavorative non costavano un solo centesimo all’amministrazione, ma era un progetto finanziato dal Parco, la vergogna vi dovrebbe portare a scomparire ed indossare una maschera! La verità che siete malvaggi e spietati, lupi travestiti da candidi agnelli, in realtà, pronti a abranare, doppie facce, così falsi da buttare fango sulle persone per bene con il solito piantolino greco pur da farvi compatire e fregare i cittadini onesti per darvi il voto.
    La verità è che all’ex sindaco di San Sosti non è mia fregato nulla del suo paese, altro che cultura, altro che sviluppo economico.
    Se non vuoi più fare altri danni, vattene a casa e portati via quell’altra marionetta da cabaret napoletano.

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  3. Analizzando un po’ le parole vediamo che c’è un sindaco che ha taciuto per dieci mesi; doveva essere colui che avrebbe tenuto un contatto diretto con i cittadini creando commissioni varie, dare visibilità ai quattro candidati a consigliere rimasti fuori ecc. Più o meno come da programma elettorale, i giudizi negativi sono sull’operato di parte sotto gli occhi di tutti e dieci mesi che, sia in consiglio comunale che in maggioranza, i temi ricorrenti sono sempre gli stessi: socialmente utili e debiti del sindaco. Ti ricordo che sono tra quelli che ha creduto nella tua lista di cui hai tradito ogni aspettativa con il tuo pressappochismo. I giudizi gratuiti te li puoi tenere per te, chi si ribella al tuo modo di governare ha capacità di discernimento e sa riconoscere i propri errori, come quello di averti dato il consenso, belle prospettive di sviluppo per San Sosti! Pagare le tasse è un dovere civico e un obbligo di legge, sicuramente non bisogna aspettare di essere candidato a sindaco per onorare le somme dovute e in ogni modo la Legge è chiara: le somme esigibili devono essere sanate entro i primi dieci giorni dall’insediamento e questo pare che non sia avvenuto nei termini. Visto che ti firmi come sindaco di San Sosti è da ritenersi un documento ufficiale, dove dichiari di essere a conoscenza d’eventuali evasori, puoi spiegare cosa hai fatto nei loro confronti in questi dieci mesi? O ti faceva comodo anche a te lasciare le cose come stavano! E lasciare che i soliti cittadini onesti pagano per tutti. Vista la tua uscita ufficiale con questo documento, non ti meravigliare se qualche cittadino si ribella. A riguardo delle responsabilità di chi ha favorito l’evasione è giusto che ne risponda a chi di dovere. Parli di dimostrazione tangibile della tua azione politica, riferita soprattutto ai benefici di singoli; spero che non ti riferisci alle promesse in cambio di voti, perseguibile per Legge. Per quello che concerne i socialmente utili, tutti sono d’accordo che potrebbero rappresentare una risorsa se non li avessi imboscati negli uffici addossando le responsabilità al vice sindaco il quale ha sempre dichiarato e si è mosso perché fossero utilizzati nel progetto per il quale sono stati assunti. Inoltre, ti vorrei ricordare che Vincenzo Oliva è una persona con un’alta dirittura morale, spero, che sappi cosa significa, il suo grosso errore è di essersi fidato di te che avevi già tradito la nostra fiducia alle elezioni del 2004 con la prima scusa che ti è capitata per curare i tuoi interessi altro che collettività. Con il commissario, un esito è certo. non potrete fare clientela da qui alle prossime elezione e in più metterà un po’ di ordine.
    Vincenzo Raimondi.

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  4. Angelo Martucci

    Caro Vincenzo, sai la stima che ti porto, ma ti voglio dire lo stesso una cosa: “errare umanum est”, San Sosti ha errato ed ha pagato tanti anni fa, che fa 15 anni dopo? erra di nuovo…quindi mi viene da pensare che è diabolica! Non lo voglio pensare. Voglio invece pensare al vecchio detto sansostese: ” u bisuagnu è parianti alla necessità”, persone senza scrupoli come Sirimarco fanno leva su queste situazioni…e vincono le elezioni! Altro che sviluppo, altro che commissioni, altro che gruppi di lavoro! Davvero pensavi a a questi signori fregasse veramente qualcosa del benessere di San Sosti????

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