IL SORRISO SPENTO DI UN BAMBINO

Di Maria Teresa Lattanzio

La consegna delle schede nella scuola elementare, come ogni anno, ha procurato delusioni in quei pochi bambini ancora entusiasti di andare a scuola. Continua lo scempio di voti dati senza aver mai interrogato o senza aver mai realizzato qualcosa di concreto. Dove sono i criteri di valutazione oggettivi voluti tanto da tutti i partiti? Dove sono le gratificazioni per un bambino di nove anni che apprende in dieci minuti una o due pagine di Storia e che si alza la mattina alle sei per ripetere ed avere un dieci?  L’otto o il nove, un bambino dotato può ottenerli senza il minimo sforzo. La scuola italiana come al solito produce una serie di delusioni e frustrazioni anche in quelle piccole anime innocenti che credono che la scuola sia importante per la propria crescita culturale. Perché in una classe solo le bambine ottengono i dieci – a detta di alcune insegnanti solo come gratificazione personale – mentre i maschietti si ritrovano i voti che meritavano? Chi potrà mai dare una risposta a queste domande? Chi potrà dirmi se esistono i criteri di valutazione e le griglie di valutazione nella scuola primaria? Chi potrà riparare ai danni psicologici prodotti in uno di quei cervelli in crescita? Quale messaggio diamo alle nuove generazioni?
Ci tagliano le ore e noi sfoghiamo le nostre frustrazioni su dei piccoli esseri innocenti.
Vorrei leggere i vostri commenti!

Una mamma delusa

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18 risposte a “IL SORRISO SPENTO DI UN BAMBINO

  1. Hai conquistato tutta la mia solidarietà. Brava! E’ necessario esternarle certe cose e combattere perche alcune prepotenze non abbiano mai più a
    ripetersi. Comunque, nella vita il bambino ben seguito da mamme come lei saprà dimostrare le
    capacità necessarie a differenziarsi da inutili arroganti privilegiati. Auguri Peppino De Luca

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  2. cara mamma delusa anche io combatto da 4 anni con mia figlia che va benissimo a scuola ha solo il vizio di essere un po distratta,le insegnanti quanto ti parlano dicono che tua figlia sia la più intelligente della classe x poi trovarti a fine anno con i voti 7 e 8 davvero sforzati ….dicono che deve migliorare ,,se loro non fanno niente x migliorare il loro insegnamento come fanno i bambini ad apprendere le materie….esistono davvero i voti comprati io penso a questo punto,solo nel nostro paese esistono queste cose e io nn vedo l ora che mia figlia se ne tolga davvero la mani…..facciamo sentire anche perchè e un dovere verso i nostri figli e tutelarli….

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  3. Condivido pienamente quanto espresso dalla signora Maria Teresa e dall’anonima nei riguardi dei metodi valutativi adottati nella scuola primaria. Anch’io sono fortemente delusa per come i bambini sono stati valutati. Purtroppo, molto spesso, la valutazione non viene espressa tenendo conto del reale sviluppo culturale e umano del bambino,ma per simpatie, antipatie, colore politico locale dei rispettivi genitori. Si valuta più che altro l’appartenenza a questa o a quella famiglia a danno e non , certamente, a favore di una corretta valorizzazione del bambino.

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  4. Care mamme è davvero ridicolo lamentarsi di un 7 o un 8… credo che neanche Rita Levi Montalcini quando frequentava le scuole elementari si amattisse per tali beghe. Riguardo ad anonima… le consiglio per la prossima mail di far controllare eventuali errori di “battitura” alla figlia. L’insegnamento da trasmettere è quello di un impegno costante, con il tempo quando invece dei cognomi ci saranno numeri di matricola universitari gli studenti con basi solide andranno avanti.

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  5. Condivido in parte e capisco la delusione espressa dai genitori a riguardo della valutazione dei propri figli nella scuola primaria. A mio parere i criteri valutativi esistono e vengono anche adottati in modo adeguato dai docenti attenti e scrupolosi. Personalmente non condivido l’applicazione della valutazione in decimi (voti) istituita dal Ministro in carica, soprattutto nella scuola primaria. Difatti, il bambino in quest’età va guidato, osservato e valutato nella sua crescita globale ricorrendo a giudizi scritti. Ai bambini non interessano i voti, ma lo statre bene a scuola e apprendere secondo le proprie predisposizioni. Sta ai docenti attivare strategie e metodologie adeguate al conseguimento degli obiettivi programmati. I bambini hanno il diritto ad essere felci, rispettati e protetti; hanno tempo davanti per confrontarsi con sterili voti che, certamente, non sempre li premiano.

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  6. francesco naccarato

    Io personalmente rimango sconvolto…i programmi che vengono affrontati alle scuole elementari ora come ora sono abbastanza semplici e sinceramente secondo me è un vero peccato lamentersi di voti come 7 e 8…questa è la classica mentalità meridionale alle scuole elementari non si devono avere voti al di sotto del nove…ma una domanda mi sorge spontanea se c`è la piena sicurezza che il proprio figlio a scuola va bene e i voti che gli sono stati assegnati non corrispondono alle proprie capacità perchè nn si fà ricorso? Poi per quanto concerne il metodo di valutazione mi chiedo perchè nn vi ribbellate e non chiedete la griglia ad ogni interrogazione e ad ogni compito in classe( ammesso che se ne facciano)? In parte mi associo al vostro pensiero che le femminnuccie prendono voti più alti nn meritandoseli…ma io vi dico che a mio parere è meglio cosí i vostri figli si abbitueranno subito ai voti delle scuole superiri…chiudo dicendovi che Luigi Pirandello in lettere aveva un semplice 5 ed ora invece è ricordato come uno scrittore di grande rilievo…

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  7. .Parentesi Riflessiva.

    Ci risiamo con il moralismo medio.
    Senza trattare minimamente le varie tematiche culturali che investono quest’area critica di sviluppo bio-psico-sociale (studi sull’età infantile, insegnamento, rapporti dialettici che devono garantire un feedback positivo o negativo tra docente e alunno), posso esclusivamente annuire sul punto della cattiva valutazione, che A VOLTE, vuoi per incompetenza, vuoi per visione di insieme della classe (=stereotipi), accade.

    La mia domanda è: quanti professori, dopo un corso di aggiornamento, dopo aver ascoltato per ore discutere di un DSM-IV o l’ICD-10 per la diagnostica delle varie patologie psichiatriche / disturbi dello sviluppo / prevenzione, hanno approfondito l’argomento, comprando i manuali sopracitati, studiandoli e sfruttandoli per il corretto sviluppo infantile, per esempio?

    Queste, e altre problematiche, sono sotto gli occhi di tutti, in tutti i settori.
    Ma il moralismo medio, non va giù.
    Facile soluzione: se crede che la valutazione nei confronti del Suo fanciullo sia inadeguata, proceda per via legale.
    Ma occhio a non far cristallizzare questa situazione di lamentela proiettata!

    MADRE —> FANCIULLO:
    il danno psicologico potrebbe crearlo Lei, dimostrando interesse verso una valutazione di tipo globale, e non basandosi esclusivamente sulla prestazione del proprio fanciullo. Suo figlio non deve ricadere nella statistica della classe, non deve ricoprire nessuna fascia della curva normale. Suo figlio è LUI, ha i suoi voti che non hanno nulla di “condiviso”, e Lei deve essere soddisfatta o meno esclusivamente per quanto riguarda i voti personalmente ricevuti.
    Se il piccolo Le chiederà perché altri hanno avuto di più, il Suo compito con lui sarà: “Tu sei bravissimo/tu vai malissimo -motivando la risposta-, degli altri non mi importa. Bravo/Fai meglio”. Il bambino, così facendo, crea schemi mentali che lo estraneano da un possibile confronto, e lo legano ancor di più alle proprie capacità. Lo alieni dal “paragone”.

    MADRE —-> ISTITUZIONI
    Se non è soddisfatta Lei nei confronti dell’istituzione, è altro conto: si accerti delle incompetenze esistenti, se ci sono, e proceda per via legale.
    Il fanciullo può e deve essere persuaso da questi ridicoli paragoni, anche per evitare complessi futuri (il mondo non è perfetto, riattivare schemi mentali deludenti non fa bene all’integrità psichica). Il bambino può essere rinforzato in ugual modo, e il suo sviluppo psicologico può procedere intatto, anzi stimolato (se preso e guidato per il verso giusto) dalla valutazione erronea (sempre se tale si può definire).

    Il resto è solo fare retorica inutile, cercare consolazione, stigmatizzazione pretestuosa (non può dare valutazioni su altri fanciulli, questo non Le è concesso), frustrazione.

    Saluti.
    Perdonerete il mio commento anonimo ma, quando discuto su temi etici o socio-culturali (Vedi articolo “LA VITA’ E’ DONO DI DIO” su questo sito), non mi va di apparire come “il professore” della situazione. Il contenuto esplica il mio pensiero, e aggiungere un nome significherebbe esclusivamente vantarsi di conoscenze. Se ne può fare volentieri a meno.

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  8. Maria Teresa Cammarella

    Signora Lattanzio, anche io sono una mamma delusa da tanta superficialità. Ho vissuto sulla mia pelle l’incapacità di alcune maestre nel non riconoscere in mio figlio una forma di dislessia.
    Ma partiamo dall’inizio! Mi trasferii a S. Sosti (paese nativo) quando mio figlio iniziava la terza elementare. Nacquero da subito i primi problemi, il bimbo era svogliato – a detta delle maestre – non aveva voglia di fare niente, insomma un vero e proprio vagabondo. Si passò, poi, alle accuse, più o meno velate, di non essere, io, una buona madre e che il bimbo sentiva la mancanza del padre (in quel periodo, infatti, lavorare a Modena). Tutte le scuse erano buone per scaricare su altri il fatto che questo bambino non apprendesse facilmente.
    Quando fui io a prospettare che, forse, c’era qualcosa che non andava, loro, con grande leggerezza, risposero, dall’alto della loro esperienza, che potevano affermare quasi sicuramente che se si voleva parlare di problemi questi, sicuramente, erano a livello familiare, perché a livello scolastico non c’era assolutamente niente. Secondo la loro opinione, il bimbo era intelligente e capace di apprendere come tutti.
    Finita la quinta elementare (non le dico con quante difficoltà), andammo a Modena a trovare la mia famiglia confidando a mia cognata tutte le peripezie scolastiche di mio figlio e i miei dubbi. Lei mi propose di portare il bimbo a fare una visita presso il modulo di psicopatologia dello sviluppo e dell’apprendimento del policlinico di Modena. Per fortuna, ottenemmo subito un appuntamento. Non le dico che amarezza provai, dopo aver fatte tutte le prove che questo modulo prevede, nell’apprendere che mio figlio è affetto da dislessia, aggravata dal fatto di averlo scoperto tardi. Il professore che lo visitò mi disse ”signora lei si può ritenere fortunata perchè questi bambini non vengono creduti, anzi vengono accusati continuamente di non volersi impegnare sviluppando, così, anche una forma di violenza per tutto quello che hanno subito”
    Dopo tutto ciò, non mi sono più fidata di riportare mio figlio a S.Sosti. Ora siamo a Modena dove frequenta la seconda media e stiamo recuperando il recuperabile.

    P.S.: la dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento che può verificarsi in ragazzi normali, motivo per il quale, da parte degli insegnanti, ci vuole molta attenzione e vigilanza per evitare che venga diagnosticata tardi. Più tardi verrà diagnosticata, più difficile sarà il recupero.

    La ringrazio per avermi dato la possibilità di parlare di un argomento che mi sta molto a cuore.

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  9. .Parentesi Riflessiva.

    Proprio stamani ponevo questo quesito nel mio commento, ed eccovi, come ipotizzavo, l’incapacità di diagnosticare, ad esempio, una semplice dislessia precoce. La lettura del DSM IV avrebbe davvero consentito l’identificazione e la segnalazione agli organi di recupero? Si, certamente.
    La sig.ra Cammarella ha ragione.

    Le risposte al mio quesito -indirettamente- non sono tardate…e non tarderanno ad arrivare!

    Bel commento, lontano dal moralismo medio! Complimenti, ed un augurio di buona riabilitazione e totale remissione del disturbo per il piccolo.

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  10. Lavoratrice delusa

    Dire di essere molto delusa dalla situazione è poco, è assurdo dare cosi tanta importanza a un 7 0 un 8 in una scuola primaria quando si è ancora all’inizio di un lungo e tortuoso percorso di studi (il voto non rappresenta nulla !!!!!!!!!!!!!) e tralasciare il fatto che non ci si può sostituire alle maestre che hanno i criteri giusti per valutare gli alunni……( perchè penso che le mamme si considerano superiori ad esse in termini scolastici) Siete ridicole………………
    E quando arriveranno le vere delusioni allora ??????parlo di studi più impegnativi come quelli universitari………..
    Il problema è un altro : non sapete fare le mamme , non riuscite ad educare i vostri figli, non riuscite ad insegnare il senso del sacrificio, siamo circondati da bambini viziati a cui tutto è dovuto ( pensano loro) avendo poi voi alle spalle che li difendete ad ogni costo……..E cosi che i bambini viziati diventano adulti convinti di saper fare tutto anche quando non è cosi , ecco perchè nella nostra società nei diversi settori lavorativi vediamo persone che non sanno nemmeno esprimere un concetto diventare dirigenti o responsabili ………
    Esiste un concetto che molti trascurano ….essere umile e semplice……Uno che Sà non deve dimostrare niente a nessuno……Sà e basta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E non c’è voto che tenga ………..
    Per quanto mi riguarda io non ho mai avuto voti alti dalla scuola primaria all’università e ora sono un medico affermato……..

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  11. francesco naccarato

    concordo con ”lavoratrice delusa”…i bambini non sono NUMERI è questo che si DOVREBBE capire…

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  12. carissimo @nonimo nonostante ciò io abbia la 3 media soltanto, non mi faccio correggere da nessuno,nella vita ho imparato tutto da sola,e ne vado fiera……..e mi auguro che mia figlia farà la stessa cosa

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  13. Maria Teresa Cammarella

    Condivido pienamente quanto detto sopra. Quando, soprattutto, si parla di insegnare ai nostri figli l’umiltà e la semplicità; valori ormai “fuori moda”. Oppure, che i bimbi non sono numeri o, ancora, non avere la presunzione di voler sostituire le maestre nel duro compito di valutazione degli alunni..
    Mi corre l’obbligo, però, di fare alcune precisazioni. Ho fatto esperienze in due “mondi” scolastici diversi, in quanto mio figlio ha frequentato la prima e la seconda elementare in una scuola in provincia di Modena. Qui si pensava veramente al bene dei bambini senza pregiudizi sulle differenze sociali e, soprattutto, si lavorava molto sull’integrazione di bambini venuti da altri paesi; questo era un lavoro che vedeva impegnati sia i genitori che le maestre. I voti, poi, venivano dati sulle reali capacità del bambino di apprendere e, soprattutto, per l’impegno che metteva nello svolgere i compiti.
    Arrivati a S.Sosti mi sono trovata in una realtà completamente diversa. L’integrazione tra i bimbi era inesistente, tanto che c’erano bimbi che per il loro compleanno invitavano alcuni amichetti lasciando sempre fuori un ragazzino con dei problemi (tutto ciò all’interno della scuola e con il benestare delle maestre). Io stessa segnalai la cosa a chi di dovere.
    Si passò, poi, all’uso della bacchetta. Anche qui ci sarebbe d’aprire un certo discorso sulla legalità, visto che l’uso del castigo corporale è reato da un bel po’ di tempo (giusto o sbagliato che sia) e penso che le maestre dovrebbero dare il buon esempio nel rispettare regole e soprattutto leggi.

    Per i problemi di mio figlio ne ho già parlato abbondantemente nel mio commento precedente e vorrei da voi una risposta: chi deve pagare per la loro incompetenza, visto che fino ad oggi ha pagato solo mio figlio?
    Lungi da me a voler creare vittime o carnefici, ma è giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità senza ipocrisie.

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  14. Brava Maria Teresa,,,le conseguenze che ha subito tuo figlio le pagherà solo ed esclusivamente lui….tu hai potuto mettere a confronto due mondi completamente diversi cioè la scuola di modena e la scuola di san sosti. Purtroppo questo è san sosti,è una vergogna giudicare bambini solo x il loro problemi fisici e mentali,vedo che la nostra scuola non cambierà mai.Dovremmo essere uniti e invece sono talmente altezzosi che non si preoccupano per niente del bene dei nostri figli…noi parliamo parliamo ma non ci ascolteranno mai, e ribadisco questo è san sosti……..

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  15. Bisogna che gli insegnanti debbano essere di un altro paese……si eviterebbe cosi’ il favoreggiamento verso i figli di papa’……………

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  16. bravissimo cirip sante parole

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  17. ancora con i figli di papà,siamo nel 2010…amando, io, i bambini ed essendo al loro fianco sempre ogni sabato mi accorgo che i bambino di oggi sono poco seguiti dai genitori(non tutti ovviamente)…è inutile tutto parte dalla famiglia…mi potreste rispondere che fino a 50 anni fà i genitori non potevano dare nessun aiuto culturalmente ai figli, ma chi davvero ha creduto nei sacrifici dei genitori è andato avanti…quindi apriamo gli occhi davvero sono gli insegnanti ad aver torto??? Bha io ho i miei dubbi….ma in ogni caso vi voglio tranquillizzare, nel percorso di studio dei vostri figli si vedrà la valenza dei bambini…e ditemi tutto quello che volete, datemi anche del pazzo, ma io sono convinto che a san sosti ci siano grandi prof…non vi avvelenate per un 7 o un 8 quando i vostri figli riceveranno un 5 vi suiciderete????????

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  18. Lattanzio Maria Teresa

    (Sono contenta di aver aperto un amplia ed articolata discussione. )
    Rispondo a coloro che non condividono il mio pensiero, frutto di una frustrazione ( forse ) che non ho riversato su mio figlio, perchè non sono una mamma che vizia e difende a tutti costi la sua creatura.
    Sono un insegnante che conosce l’altra faccia della medaglia, che non ha nessua difficoltà a riconoscere un bambino con difficoltà di apprendimento . (mi aggiorno continuamente e ho preso la specializzazione per il sostegno, pur essendo un insegnante curricolare. Ho due figli: uno con disturbi di apprendimento , ed un bimbo dotato che ama le gratificazioni che possono essere espresse attraverso numeri o giudizi ) .
    Sono stata io ad insegnare a mio figlio con DSA a leggere, sono stata io a sottoporre il problema all’insegnante, che non ha saputo rispondermi, quando gli ho chiesto di fare un progetto che portasse ad una parziale o totale soluzione del problema.
    Caro Dottore lei è diventato medico ed io insegnante forse per lo stesso motivo: dimostrare agli altri che non premiavano mai il nostro impegno che noi in realtà eravamo e siamo dei soggetti capaci , in grado di metterci in gioco in ogni ambito della nostra vita.
    E’ troppo chiedere ad un insegnante ( che in fondo è un operatore sociale) di essere una guida, che ti fà prendere coscienza delle tue potenzialità , (diverse sicuramente da quelle di un altro ) di quello che sei e di quello che tu “essere unico ed irrepetibile” puoi dare in primis al gruppo classe e successivamente alla società. E’ troppo chiedere un premio per questo?
    E’ come chiedere a noi di lavorare senza stipendio.
    Caro Dottore perchè il mio specialista mi visita meglio ed è maggiormente gratificato quando io lo premio pagandolo. Perchè i nostri bambini non devono avere premi per i loro sforzi piccoli, o grandi che siano?
    Il problema sta nei mezzi a disposizione e nella voglia di mettersi in gioco.
    Una precisazione hai miei figli ho sempre detto:
    Non devi sentirti una persona incapace se ti mettono un quattro o un tre , devi solo capire che hai bisogno di applicarti di più in determinata disciplina , perchè non siamo tutti uguali, ed ognuno di noi ha un diverso tipo di intelligenza.
    Gardner ” Teoria delle intelligenze multiple”.

    Buona serata

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