Anecumene : il deserto che avanza


di Francesco Capalbo

La porzione di terra abitata dall’uomo nella lingua italiana è indicata con una parola poco usata, di derivazione greca e tardo latina: ecumene.
L’espressione evoca l’idea di luogo in cui tutti partecipano e concorrono alla sua evoluzione.
La qualità dei cambiamenti che, a seconda dei casi, scuotono o immobilizzano ogni parte di ecumene, dipende naturalmente dalla laboriosità, dal senso estetico, etico ed anche religioso delle persone che in essa convivono.
Il paesaggio, la sua conformazione continua a leggere su www.francescocapalbo.blogspot.com
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3 risposte a “Anecumene : il deserto che avanza

  1. Carmelo B. ha detto…

    Purtroppo quello che scrivi è vero,i vari amministratori che si sono succeduti in questi anni si sono dimenticati di ciò che le generazioni passate ci hanno lasciato in eredità,il patrimonio è qualcosa che va curato e custodito nel tempo.E’ doloroso ammettere che la politica non lascia lo spazio necessario alla salvaguardia dei beni e culturali e ambientali,molte volte i vari politici di turno si riempiono la bocca di belle parole,ma i fatti li smentiscono.Caro Francesco hai affrontato un argomento interessante e che di sicuro sta a cuore di tutti i cittadini di San Sosti.Un abbraccio Carmelo B.
    27 luglio, 2010 23:14

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  2. Come sono stati spesi i soldi dei quali si parla nell'articolo.

    Sarebbe interessante che qualcuno ci spiegasse come sono stati spesi i cinque miliardi di vecchie lire di cui si parla nell’articolo di Francesco Capalbo (impiegati per la organizzazione del Parco Naturale Gola del Rosa.)
    Aspetiamo …..

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  3. Xbuonamemoria...

    Grandi osservazioni e riflessioni… una sola piccola precisazione: La foto grande non è un capanno..ma una tettoia-ricovero per gli escursionisti.. ma, comunque, si tratta di un intervento finanziato dal Parco Nazionale del Pollino nel 2001-2002! Pertanto, assolutamente, non è una delle tante opere e strutture del Parco Naturalistico-Archeologico “Gola del Rosa”…(grandiosa idea-progetto del lontano 1986, infatti ha anticipato di ben 7 anni l’istituzione del Parco Nazionale del Pollino!) progetto interamente finanziato dal ministero dell’ambiente ai comuni di San Sosti e Mottafollone, consorziati, per ben Quattromiliardiottocentomilioni di vecchie lire, ma, purtroppo opera buttata alle ortiche nel 1993 in fase d’esecuzione dalla Comunità Montana Unione delle Valli di Malvito… oggi nel dimenticatoio in totale stato di colpevole abbandono…nessun inquisito legalmente e nessuna responsabilità politica acclarata tra gli Amministratori locali dal 1993 ad oggi..gravissimo, eclatante, esempio impunito di spreco e cattiva gestione delle risorse finanziarie pubbliche! Ovvie le responsabilità diffuse tra tutti coloro i quali si sono succeduti nell’amministrazione del comune di San Sosti dal 1993!Vergogna nazionale…da striscia la notizia…

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