Discorso di Mons. Carmelo Perrone nell’accogliere la Madonna del Pettoruto a Largo Santa Croce il 7 agosto 2010 alle ore 20,00 – Sabato

Di Mons. Carmelo Perrone

Cinque anni oro sono,  in questa stessa ora e in questo stesso luogo, abbiamo accolto la Madonna del Pettoruto, che,  nel rispetto ormai di una consolidata tradizione, veniva nella nostra cittadina di San Sosti.
Allora era il mese di giugno dell’anno 2005, l’anno in cui avevamo cominciato a realizzare il fatidico gemellaggio con il Santuario internazionale di Fatima, il cui atto, sancito e firmato il sette settembre dall’ allora Rettore del Santuario di Fatima mons. Guerra e dal sottoscritto, si è poi concluso definitivamente,  in uno scenario meraviglioso e alla presenza di cinquecento mila pellegrini,  il 13 maggio 2006 a Fatima.
L’accoglienza calorosa e forte di allora si ripete oggi, con un entusiasmo rinnovato, che caratterizza il nostro animo e il nostro cuore.

     Si, dicevo,  in questo stesso luogo,  Santa Croce, crocevia di antiche civiltà, punto cruciale di transito e di collegamento tra Sibari sul mar Jonio e il mar Tirreno a Laos, via di passaggio di viandanti e camminatori che svolgevano i loro commerci e i loro affari attraverso il Varco del Palombaro e la via istmica del fiume Rosa.

     Ma punto cruciale di vita era della nascente San Sosti,  intorno all’ Abbazia di monte Mula, S. Sozonte, dove vivevano i Monaci Basiliani,  in fuga dalla persecuzione del terribile Isaurico, iconoclasta e distruttore di icone e della religione che esse rappresentavano.

     Basta saper ascoltare, pur nel chiasso caotico e dirompente di oggi, e nella furia distruttrice del tempo, basta saper chiudere gli occhi in un momento di quiete contemplativa e qui,  a Santa Croce,  possiamo ascoltare  il murmure salmodiare dei Monaci, che pregavano e dissodavano queste terre, che da Lao a Rossano diventano così una Tebaide di presenza monastica, che si manifesta soprattutto in una spiritualità spiccatamente mariana.

     S. Ciriaco a Buonvicino, il Beato Cristofaro,  S. Leoluca da Corleone, S. Fantino qui,  nella nostra Abbazia di S. Sozonte,  e  S. Nilo a Rossano, hanno tracciato e lasciato, con la loro presenza e la loro azione, una impronta indelebile e incancellabile, che oggi,  le nuove generazioni dovrebbero rinverdire,  in nome di una vita fervente di fede e di grandi valori cristiani.

     Fatto questo breve e,  mi sembra,  doveroso excursus storico, mi è di obbligo tracciare delle brevi linee di ordine spirituale e mariano, nell’accogliere,  come Parroco,  la Madonna del Pettoruto, e nell’aprire ufficialmente l’ agosto sansostese,  le celebrazioni per la venuta della Madonna e la ricorrenza del mio cinquantesimo di Sacerdozio. 

     Provo grande onore e gratitudine in questo momento per la venuta della Madonna del Pettoruto e  ringrazio il Signore  per i sentimenti e le speranze di  buoni cittadini, che in questo momento fa nascere in noi tutti.

     A tutti, indipendentemente dalla intensità della loro fede, a  quanti sono presenti, a quanti sono venuti da lontano, ai nostri paesani ritornati nel nostro paese sia pure per un breve periodo di riposo, a quanti non sono potuti venire a questo  incontro,  dò il mio saluto e dico a loro: “ la Madonna è con voi”.
      Viene  la Madonna  quasi  nelle vesti di pellegrina,  investita dall’Alto nella missione di confermare nella fede  tutti i suoi figli,    che avanzano nel loro pellegrinaggio verso il Cielo.

      Il  Cielo per noi  si è  aperto proprio  qui a San Sosti  – come una finestra di speranza che Dio apre quando l’uomo Gli chiude la porta – per ricucire, in noi,  i vincoli della solidarietà fraterna,  che poggiano sul reciproco riconoscimento dello stesso ed unico Padre.

     La Vergine Maria  viene  dal Cielo per ricordarci verità del Vangelo che costituiscono per l’umanità, fredda di amore e senza speranza nella salvezza, sorgente di speranza.

     ”Certo, questa speranza, come ha detto il Papa, nella sua recente visita a Fatima,  ha come prima e radicale dimensione  non la relazione orizzontale, ma quella verticale e trascendente. La relazione con Dio è costitutiva dell’ essere umano: questi è stato creato e ordinato verso Dio, cerca la verità nella propria struttura conoscitiva, tende verso il bene nella sfera volitiva, ed è attratto dalla bellezza nella dimensione estetica. La coscienza è cristiana nella misura in cui si apre alla pienezza della vita e della sapienza, che abbiamo in Gesù Cristo”.

     La visita della Madonna che inizia in questo momento  sotto il segno della speranza, intende essere una proposta di sapienza e di missione a tutti noi devoti e fedeli di  San Sosti.

     La Madonna ci dice che dobbiamo avere  una visione sapiente della nostra vita, che non deve essere ridotta a privato,  ad agire egoistico,  ma posta nella  storia del nostro paese.
Ciò che ci deve distinguere  è il valore e l’ entusiasmo di vivere.
Il nostro  cristianesimo deve  rinforzare la qualità della testimonianza fino alla santità, trovare sentieri di missione fino alla radicalità del sacrificio.

     San Sosti,  apri le strade,  le porte delle case,  i laboratori,  le officine,  i luoghi di commercio, gli uffici, i negozi alla Madonna che passa, ma apri soprattutto il tuo cuore,  a Lei Madre amabile e divina, offri  la tua volontà di operare nel bene e nella fede.
Da oggi cambia vita, accompagnati da Lei proseguiamo sicuri e forti il nostro cammino.

     Carissimi fratelli, vi ringrazio di quello che farete in questi giorni e della generosità che darete con la vostra partecipazione.  
Dio benedica tutti voi abitanti di San Sosti, residenti e non di questa  nobile e diletta cittadina, abitanti e ospiti di San Sosti, città mariana.
Affido tutti  alla Madonna del Pettoruto,  immagine sublime dell’ amore di Dio,  che abbraccia tutti come figli.
E su tutti invoco la divina, celeste benedizione.

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Una risposta a “Discorso di Mons. Carmelo Perrone nell’accogliere la Madonna del Pettoruto a Largo Santa Croce il 7 agosto 2010 alle ore 20,00 – Sabato

  1. Con le lacrime agli occhi le porgo i miei più sinceri auguri,ringraziandola personalmente di tutto. Non ero presente ai festeggiamenti,ma tante volte non serve la presenza fisica,basta il pensiero ed io c’ero.
    La porto nel cuore la stimo e provo un’immenso affetto per lei. Mi porti sempre nelle sue preghiere.
    Grazie Monsignor,un caro abbraccio Juana!

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