I discorsi dei Prof. Castellucci e Tiesi sul 50° di sacerdozio del nostro Parroco.

Di Fernando Castellucci

Reverendissimo monsignor don Carmelo Perrone,

Sono lieto di salutarti con affetto e di formularti, a nome mio personale e di tutti i componenti del Consiglio Pastorale, gli auguri più sinceri e più cari per il tuo cinquantesimo di sacerdozio.
Siamo qui per ringraziare il Signore di averti mandato fra di noi ad esercitare il tuo ministero e la tua missione. L’Eucarestia che stai per celebrare in questo giorno di festa é, fra l’altro, un devoto atto di gratitudine a Lui, da parte nostra e della Chiesa locale, per averci donato te, testimone ed annunciatore del Vangelo che hai trasmesso con grande carisma non solo come sacerdote ma anche come educatore nelle varie scuole, come animatore parrocchiale, come assistente spirituale.
Durante gli anni vissuti insieme nell’Azione Cattolica parrocchiale e diocesana hai guidato l’Associazione nell’approfondimento delle tematiche proprie della Fede, mettendoti al servizio di tutti per aiutarci nella nostra formazione umana, sociale e spirituale. Anni di collaborazione e di affettuosa amicizia, di lavoro intenso che, spesso, facevamo anche a casa tua, dove noi giovani ci ritrovavamo per concretizzare i suggerimenti che emergevano dal costante impegno comune e dal tuo servizio pastorale con il quale ti facevi carico dei bisogni della nostra comunità.
Sei arrivato in mezzo a noi giovane sacerdote, pieno di entusiasmo, ricco di amore, prodigo di consigli importanti per la crescita nella Fede e per la fiducia nella Misericordia di Dio.
Oggi continui ancora ad esercitare su di noi il fascino meraviglioso della tua personalità, arricchita e resa poliedrica dalla tua vasta cultura, dalle idee espresse nelle tue pubblicazioni di vario genere, dalle esperienze degli innumerevoli viaggi, dal concepire la liturgia in modo innovativo al fine di sollecitare la partecipazione attiva di noi laici.
Sei un Parroco che sta facendo la storia della nostra comunità lasciandovi un’impronta indelebile di maestro, di guida morale e spirituale, di amico a cui stanno a cuore le sorti di questo nostro paese che lotta continuamente per migliorare e per restare al passo con altre importanti realtà.
Attraverso la tua missione pastorale hai cercato di fare in modo che la politica seguisse l’etica cristiana affinché la carità e la speranza potessero trovare la giusta considerazione per realizzare il bene comune.
La Madonna del Pettoruto, al cui Santuario, da attento Rettore, hai dato tanto, facendolo conoscere anche in Europa con il gemellaggio con quello di Fatima, sostenga ancora per molti anni la tua azione, illumini le tue scelte, alimenti la tua missione ecclesiale nel cammino della nostra comunità.
A te don Carmelo, ai tuoi familiari, alla Chiesa, vadano i nostri affettuosi auguri ed il nostro sincero grazie.

Con stima ed affetto                                              

Fernando Castellucci
San Sosti, 14 Agosto 2010                                                                                                           Vice presidente del Consiglio Pastorale

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Secondo discorso

Di Vincenzo Tiesi

Rev.mo Mons don Carmelo Perrone,
nella ricorrenza del 50° della vostra ordinazione sacerdotale, i Ministri Straordinari della Comunione, Aragona Vittoria, Ferraro Maria e Tiesi Vincenzo, ringraziano il Signore per avervi concesso di essere una guida sicura nella fede e nella dottrina cristiana non solo per loro ma per tutti i fedeli affidati alle vostre cure.
Il dono del sacerdozio è un atto d’amore di Dio, che ha chiesto la collaborazione dell’uomo per realizzare il piano di salvezza. Senza sacerdoti la Chiesa non potrebbe vivere quella fondamentale obbedienza al comando di Gesù: “Andate e ammaestrate tutte le genti” (Mt 28, 19) e “Fate questo in memoria di me” (Lc 22, 19), ossia il comando di annunciare il Vangelo e di rinnovare ogni giorno il sacrificio del suo corpo dato e del suo sangue versato per la vita del mondo.
I sacerdoti sono i ministri dell’Eucaristia, i dispensatori della misericordia divina nel Sacramento della Penitenza, i consolatori delle anime, le guide dei fedeli tutti nelle tempestose difficoltà della vita. Così, non per qualche loro merito particolare, ma soltanto per la gratuita partecipazione alla grazia di Cristo, essi, dopo gli apostoli, prolungano nella storia la stessa missione di salvezza di Gesù a favore degli uomini. Sono, nella Chiesa e per la Chiesa, una ripresentazione sacramentale di Gesù Cristo Capo e Pastore, ne proclamano autorevolmente la parola, ne ripetono i gesti di perdono e di offerta della salvezza, soprattutto col Battesimo, la Penitenza e l’Eucaristia, ne esercitano l’amorevole sollecitudine, fino al dono totale di sé per il gregge, che raccolgono nell’unità e conducono al Padre per mezzo di Cristo nello Spirito.  
Il sacerdote è chiamato ad essere anche uomo della Parola di Dio, generoso ed infaticabile evangelizzatore e dev’essere il primo “credente” alla Parola, nella piena consapevolezza che le parole del suo ministero non sono “sue”, ma di Colui che lo ha mandato.
Di questa Parola egli non è padrone: è servo. Il sacerdote è testimone e strumento della misericordia divina!
La vocazione sacerdotale è un dono di Dio, che costituisce certamente un grande bene per colui che ne è il primo destinatario, ma è anche un dono per l’intera Chiesa, un bene per la sua vita e per la sua missione. La Chiesa è chiamata a custodire questo dono, a stimarlo e ad amarlo: essa è responsabile della nascita e della maturazione delle vocazioni sacerdotali. “…la vita del vero sacerdote è dura, è difficile, ma è amore, carità, semplicità, sincerità” (Mess. della Madonna, 22 agosto 1996).
Ogni aspetto della formazione sacerdotale può essere riferito a Maria come alla persona umana che più di ogni altra ha corrisposto alla vocazione di Dio, che si è fatta serva e discepola della Parola.
Reverendissimo don Carmelo,  siamo convinti che, rispondendo alla chiamata del Signore, avete affidato alla Vergine  la vostra vita e Lei vi è stata vicina da sempre guidandovi nel percorso a servizio delle anime a voi affidate nei luoghi del vostro ministero pastorale.
La festa di oggi è l’occasione per rinnovare le promesse fatte nel battesimo, nel chiedere la forza a Dio di continuare, nella convinzione che siete a servizio della comunità e rappresentate Cristo.
Noi  siamo consapevoli di essere dei fedeli vicini alla vostra persona che, in quanto sacerdote,  siete “alter Cristus” e avvertiamo il dovere di esservi vicini nella missione pastorale che Dio vi ha affidato.
L’augurio che vi rivolgiamo,come  Parroco che  ci ha guidato da tanti anni, con sapienza, saggezza e in conformità ai principi della Chiesa, della fede e dei buoni costumi, è di continuare in quest’opera di mediatore  tra Dio e l’uomo, rafforzandoci sempre nella fede.  Che tutti noi possiamo vedere in voi il Cristo che attira e guida alla salvezza.                                       

San Sosti 14 Agosto 2010

                                                                                                          a nome del gruppo
                                                                                                            Vincenzo Tiesi

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