I CATTOLICI NELL’ITALIA DI OGGI. Conclusa la 46 settimana sociale

Di Cesare De Rosis

La ricerca del bene comune deve costituire il riferimento sicuro per l’impegno dei cattolici in politica, afferma il Papa. Il richiamo di Benedetto XVI arriva all’Angelus in Piazza San Pietro, al termine della solenne messa per la canonizzazione di sei nuovi santi il 17 ottobre 2010. Il Papa salutava i 1200 delegati che a Reggio Calabria hanno concluso la 46.ma settimana sociale dei cattolici italiani, alla quale hanno partecipato anche parlamentari cattolici dei diversi partiti italiani. Non ho avuto modo, e questo mi è dispiaciuto, di prendere parte a questo importante avvenimento per la terra di Calabria. I lavori sono ruotati attorno a una lista di problemi cruciali enucleati nel “Documento preparatorio”: alle sessioni plenarie si sono alternati  ampi momenti di dibattito tesi a declinare in concreto possibili piste da percorrere, avendo come obiettivo il bene comune e come strumenti la Dottrina sociale della Chiesa e l’enciclica “Caritas in Veritate”. Con questo documento papa Ratzinger, come sappiamo, ha ripreso i contenuti della “Populorum progressio” di papa Montini. Scriveva papa Paolo VI:Spetta alle comunità cristiane analizzare obiettivamente la situazione del loro paese, chiarirla alla luce delle parole immutabili del Vangelo, attingere principi di riflessione, criteri di giudizio e direttive di azione nell’insegnamento sociale della Chiesa”. Le parole di Paolo VI riassumono ed esprimono lo spirito che muove le “Settimane sociali dei cattolici italiani” fin dalle loro origini, nel 1907. Esse entrano nella storia della Chiesa italiana in un momento particolare e sotto la guida di personalità come Giuseppe Toniolo (come ho avuto modo di sottolineare in calce ad un altro mio recente contributo), il cardinale Pietro Maffi e papa Pio X, che, salito da pochi anni al soglio pontificio, le incoraggia con la sua attenzione. La scelta «sociale» è in particolare il risultato della profezia di Toniolo, che sa intercettare l’evoluzione del movimento cattolico dell’Italia post-risorgimentale. Per Andreotti le settimane sociali mirano al bene comune e alla pace. A tal proposito sulla ben nota rivista “30 giorni” il senatore a vita dice che secondo l’insegnamento pontificio fortemente richiamato da Pio XII, di venerata memoria, la pace è frutto della giustizia.

Tornando alla settimina di quest’anno, a fare gli onori di casa è stato ovviamente l’Arcivescovo di Reggio Calabria – Bova Mons. Vittorio Mondello il quale  ha sottolineato come “tutto quello che lungo questi giorni é stato offerto, le forti riflessioni consegnate alla coscienza di tutti, le domande che attendono risposta, le proposte decisive che stanno per essere offerte all’intero Paese, acquistano il loro senso e la loro efficacia dentro il grido e il silenzio che diventano preghiera, dentro quella suggestiva icona delle mani alzate dell’eterno orante”. Riprendendo l’esortazione di San Paolo a Timoteo, il presule ha offerto qualche spunto di meditazione: “Ognuno dei Cattolici italiani di questa meravigliosa Settimana ad annunciare la Parola, insistere, ammonire, rimproverare, esortare”. Cioè, testimoniare. Ma forte è risuonato il messaggio del Santo Padre Benedetto XVI il quale ha ripreso il discorso pronunciato a Cagliari nel settembre 2008. In quella circostanza Ratzinger ha esortato la Chiesa e i cattolici a tornare ad «essere capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica» che – ha sottolineato – «necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile». Nelle diocesi questo richiamo è senza dubbio rimarcato. Fin dall’inizio anche il nostro Arcivescovo mons. Santo Marcianò ha avuto a cuore i fenomeni “tristi” della nostra zona e la sua azione è stata tesa a sensibilizzare il laicato cattolico ad un impegno serio in politica. In una delle sue ultime lettere, quella del 13 agosto scorso, il vescovo ha, infatti, dedicato capitoli al ruolo che il cristiano laico deve avere nella politica richiamando quanto dichiarato da Papa Paolo VI “l’impegno in politica come forma di alta carità”».

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Una risposta a “I CATTOLICI NELL’ITALIA DI OGGI. Conclusa la 46 settimana sociale

  1. MI scuso per qualche piccolo refuso di stampa.. può capitare

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