Le risposte sul Dissiocatore Molecolare da parte della ENERGO SRL

Di Giuseppe Ventura

Egregio Direttore
normalmente non presto attenzione agli articoli relativi alla tecnologia che prospettiamo perchè il più delle volte sono solo voci di ciarlatani gettate al vento senza alcun senso logico e senza dati reali a supporto.  In questa occasione, per un atto dovuto al dott. Michele Sirimarco sindaco del Comune di S. Sosti con il quale è già stato firmato l’accordo per la nascita di un Dissociatore Molecolare e per dare alla cittadinanza risposte serie circa l’operato del proprio sindaco, mi permetto di allegarLe una serie di documenti e certificazioni relative alla nostra tecnologia.

Per quanto concerne la minoranza politica che esterna le proprie preoccupazioni e ci definisce un ufo, vorrei solo far notare che in Toscana la loro stessa corrente ci ha accolto a braccia aperte osannandoci per la soluzione all’annoso problema dei rifiuti.

Giuseppe Ventura

**Cliccare sulle immagini per ingrandire

 

Nota sul Dissociatore

 

Primi dati sul Dissociatore. Parlamento_Toscana

 

Relazione Università Roma "La Sapienza"_Pag 1

 

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4 risposte a “Le risposte sul Dissiocatore Molecolare da parte della ENERGO SRL

  1. Pierino Calonico

    Egregio Signor Ventura, certamente, non occorre essere come Lei un “Luminare” della materia per garantire il diritto di cronaca e la diffusione dell’attuale forte discussione sui Dissociatori Molecolari. In tal senso allego per i lettori un sito web interessante cioè http://noinceneritore.blog.kataweb.it con un importante, recente, report-incontro-informativo tenutosi a Pontedera, il 18-05-2010, proprio sul dissociatore-molecolare:

    Eccovi un breve report dell’incontro di ieri sera.

    1) si è approfondito il discorso DISSOCIATORI MOLECOLARI (pirogassificatori). In sostanza Rossano Ercolini, consulente del Comune di Campi Bisenzio per conto del quale ha visitato l’impianto islandese da 6.000 tonnellate/anno ci ha raccontato della visita e di cosa non andasse
    In sostanza l’impianto funziona così: brucia i rifiuti in un ambiente chiuso, utilizzando l’ossigeno presente nei rifiuti, quindi brucia più lentamente che in un inceneritore, ad una temperatura di 400/550 gradi (mentre l’inceneritore vaa 1.200 gradi circa).Questa bassa temperature evita che si generino nanopolveri ma, comunque, diossine se ne formano. Il fatto però è che la camera dove brucia il tutto è stagna per cui non dovrebbe uscire nulla all’esterno e tutti i gas generati (syngas, diossine) vengono stoccati, mentre i residui fisici (metalli, vetro, …) rimangono sul fondo per essere smaltiti/riciclati.
    Il Syngas, gas estremamente di bassa qualità, deve poi essere purificato e quindi trattato chimicamente (generando problemi di scarti) per poi poter essere finalmente bruciato per ricavare energia. Il problema è che per essere bruciato si va a temperature superiori ai 1.000 gradi per cui riecco il problema delle nanopolveri, delle diossine, gas acidi, metalli pesanti cancerogeni, ecc… Dove si brucia il syngas infatti non è una camera stagna, ma una camera dotata di camini, da cui esce tutto quello di cui sopra (diossine, nanopolveri,…). Quello che esce è stato caclolato sia cira il 50% in meno di quello che esce dagli inceneritori, ma non sono comunque fiorellini.

    Le critiche al dissociatore molecolare sono quindi le seguenti:
    a) bruciare i rifiuti è cosa assurda in quanto non è possibile pensare che si possa evitare al Legge di Lavoisier per cui Nulla si crea, Nulkla si distrugge. Dire quindi che i rifiuti scompaiono non è vero perchè si trasformano in gas e scarti da gestire in maniera più complessa che i rifuti all’origine.
    b) gli scarti fisici generati vengono riutilizzati nell’industria ma saranno corrotti da diossine, ecc… per cui risulta pericoloso.
    c) la camera stagna è molto delicata per cui se caricano i rifiuti come fanno in Islanda (caterpillar che li spinge dentro senza troppa gentilezza) la stessa può facilmente incrinarsi e far fuoriuscire diossina e syngas.
    d) i monitoraggi delle emissioni sarebbero, da quanto si è appreso ad oggi, insufficienza e superficiali.
    e) il bruciare syngas rende in termini energetici solo al massimo il 16% dell’energia impiegata per tutto il processo per cui se spendo 100 per bruciare i rifuti, guadagno al max 16 in termini di energia.
    f) l’impainto è estremamente più complesso di un inceneritore per cui sarà necessario personale estremamente preparato. Questa complessità rende ovviamente più delicato il processo che può generare problemi in qualsiasi fase. Per di più è una tecnologia poco utilizzata nel mondo (si è dovuti andare in Islanda per vederne uno) e in dimensioni molto più piccole di quelle che si vorrebbe realizzare a Gello (16.000 ton/anno dell’Islanda contro le 120.000 ton/anno di Gello). Nessuno sa se in dimensioni così ingrandite funzionerà tutto correttamente.
    g) l’impianto per bruciare 120.000 ton/anno di rifiuti dovrà necessariamente importare rifiuti da tutta Italia e forse anche dall’estero. questo significa che per far soldi si “sporcherà” il nostro territorio invece di far ricadere i problemi su ciascun territorio in base al proprio comportamento più o meno visrtuoso in ambito rifiuti.
    h) la ditta che sarà proprietaria dell’impianto è la ECOFOR servizi, ditta a maggioranza pubblica (Comuni Provincia di Pisa al 60%) con partecipazione minoritaria privata (ing. Forti e altri al 40%). I soldi dell’investimento sarebbero quindi in larga parte pubblici.
    i) gli scarti di lavorazione del dissociatore generati devono comunque essere messi in discariche speciali. La discarica scelta è ovviamente quella di Gello che doveva essere chiusa ormai da tempo. Non si capisce quindi perchè il Sindaco di Pontedera voglia il dissociatore ma dichiari in contemporanea che non vuole l’aumento della discarica di Gello, quando le due cose sono strettamente legate.
    l) date le scarse esperienze legate all’utilizo di tale tecnologia, il principio di precauzione che dovrebbe contraddistinguere le scelte tecniche e politiche, dovrebbe spingere ciascun amministratore ad informarsi a fondo prima di agire e, sopratutto, ad agire in maniera graduale, dopo sperimentazioni scientificamente valutate e pubbliche. Basti pensare che avendo richiesto all’ARPAT i dati relativi alle emissioni del dissociatore molecolare in sperimentazione a Peccioli, questa si è rifiutata di darli, adducendo che gli stessi siano di proprietà della Belvedere, società gestrice dell’impoanto a Peccioli.
    m) non solo il Comune di Campi ha inviato loro delegati a verificare la validità dell’impianto, ma anche la provioncia di Pisa, inviando in particolare anche l’ingegnere gestore della discarica di Peccioli. Ma mentre il Comune di Campi ha poi deciso, sulla base della relazione negativa, di non realizzare l’impianto, Peccioli, a fronte di un’altrettanto negativa relazione del suo ingengere, ha deciso comunque di realizzare l’impianto sperimentale.
    n) si riscontra come sempre la volontà di risolvere il problema rifiuti bruciandoli invece di ridurli a monte, con politiche mirate ed incentivanti.

    2) si è pensato a COME ATTIVARSI. Il concetto sarà il seguente:
    a) attivare un coordinamento di comitati ed associazioni cercando di realizzare una rete molto efficente per informare e attivarsi velocemente. Puntare sulle associazioni velocizza e potenzia il coordinamento in quanto realtà già organizzate. Arrivare quindi ad avere come base un buon numero di associazioni per far pressione sulle istituzioni.
    b) incontrare gli amministratori in maniera coordinata in modo da fare fronte unico cercando di costruire ponti perchè si possa creare un dibattito molto concreto in cui associazioni, comitati e singoli cittadini informati possano partecipare attivamente alle scelte sui rifiuti.

    3) i prossimi passi sono:
    a) raccolgiere i nomi di chi ha lasciato il suo riferimento all’incontro di ieri sera e generare una mailing list e un documento costitutivo (chi volesse può iscriversi inviando una mail a nonbruciamocigello AT interfree.it )
    b) venerdì 4/6 una delegazione delle quattro realtà Comitato di Gello, Parrocchia di Gello, Comitato di Pisa e MeetUp Valdera incontrerà il Sindaco di Pontedera e il relativo l’assessore all’ambiente per condividere le informazioni sui dissociatori e per definire insieme una modalità di coinvolgimento della popolazione nelle scelte del Comune.
    c) studiare e presentare soluzioni alternative all’incenerimento dei rifiuti speciali.

    Questo per ora è tutto.

    Tags: comitato, dissociatore molecolare, Ecofor, Gello, meetup, pirogassificatori, Pisa, Pontedera, rifiuti, valdera

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  2. Caro Pierino, ti faccio tutti i miei complimenti e colgo l’occasione per porgerti gli auguri di buon anno a te ed alla tua famiglia. Appena rientri su San Sosti discuteremo insieme sulle diossine, materia ancora non domata dai grandi esperti universitari e per questo miete vittime quotidianamente. Peppino De Luca

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  3. Un attento lettore...

    Quindi non è tutto ORO il materiale che LUCCICA…..

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  4. Pierino Calonico

    Grazie Peppino.. cordialmente ricambio gli auguri, estesi in famiglia, di un felice 2011… e ti confesso che è sempre un vero piacere sentire la vicinanza del tuo pensiero… uomo forte di grande esperienza…. uomo libero… anche in tale difficile circostanza… uno tra i pochi, veri, rappresentanti l’intellighenzia locale! A presto
    Pierino

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