Dissociatore Molecolare e protocollo d’intesa: l’intervento del Seg.rio Fiore

Di Giuseppe Fiore

Se ho ben capito dovrebbe trattarsi di un gassificatore che brucia a determinate temperature vari materiali (tra cui determinati tipi di rifiuti), ricavandone combustibili impiegabili per la produzione di energia.
Tali impianti sono proposti come un’alternativa agli inceneritori per evitare l’elevato grado di inquinamento prodotto da questi ultimi.
Cio’ non vuol dire, comunque, che anche i dissociatori molecolari non inquinano, atteso che non vi sono ancora esperienze nella materia che vuole sperimentare il nostro comune o quanto meno certificazioni, rilasciate dagli organi abilitati per legge, che attestino il contrario.
A dire il vero le applicazioni piu’ diffuse e collaudate riguardano specifiche tipologie di rifiuti, quali ad esempio scarti di cartiera, pneumatici, plastiche, biomasse (scarti vegetali, legno, sansa di olive (vedi a Rossano(Cs), etc., e non anche i rifiuti indifferenziati.
Alcuni produttori di impianti affermano (così come sostiene la societa’ “Energo San Lorenzo del Vallo S.r.l.” in corso di cambio di denominazione in “Italia tecnologie & ambiente S.r.l.” di poter trattare anche rifiuti urbani indifferenziati senza alcun genere di pretrattamento, quindi senza impatto ambientale e senza rischi alla pubbila salute.
A questo punto sorgono spontanee alcune domande.

1)      Tra le tipologie di rifiuti da trattare non rientrano, come sopra evidenziato, i rifiuti indifferenziati senza alcun genere di pretrattamento, essendo ancora in esperimento. Allora mi chiedo perche’ dobbiamo sulla nostra pelle fare un esperrimento del genere?

2)      A Peccioli (Pi) e’ in esperimento un impianto del genere, del quale nulla si sa’ perche’ ad oggi non e’ sata pubblicata alcuna certificazione ne sull’impatto ambientale, ne sui rischi della salute pubblica. Come mai? Lei sig. Sindaco non ritiene opportuno di soprassedere ed attendere le certificazioni di Peccioli? Solo in questo modo possiamo avere un minimo di garanzia. Diversamente nessuno può dare garanzie, atteso che trattasi di un impianto sperimentale.

3)      Qual’e’ il rendimento energetico ed elettrico? Voi sostenete piu’ del 90%. A me risulta del 70%, che a seconda della necessita’ e della stagione varia da un 60% elettrico + 10% termico ad un 20% elettrico + 50% termico (dati ripresi da internet “gassificatore – wikipedia”.

4)      Quali e quanti sono i benefici che la popolazione ricevera’.

5)      Perche’ non avete presentato un serio e attendibile piano economico-finanziario?

Altri punti fondamentali per la regolare e puntuale realizzazione dell’opera riguardano la societa’, per cui chiedo al Sig. Ventura:

  • e’ vero che gli unici soci della “societa’ Energo San Lorenzo del Vallo S.r.l. sono: la “blueiron group sa ed il Sig. Ventura Giuseppe”?;
  • Quant’e’ il capitale sociale della societa’ e la quota versata?;
  • Quant’e’ la quota sociale e la relativa quota versata del Sig. Ventura Giuseppe – legale rappresentante della societa’ ?;
  • Quant’e’ la quota sociale e la relativa quota versata della blueiron group sa;
  • E’ vero che la blueiron group sa e’ una societa’ anonima ?;
  • Chi sono i soci di questa societa’ anonima?
  • E’ vero che la blueiron group e’ in liquidazione e che e’ stato dichiarato lo scioglimento della societa’ e ordinata la liquidazione in via di fallimento dalla Pretura del distretto di Lugano? Perche’ se e’ vero, si spiega il cambiamento in essere di denominazione della societa’ in “italia tecnologie & ambiente s.r.l.;
  • questa societa’ ha esperienze in tale settore e/o similari e dove sono state eseguite?;
  • e’ vero che questa societa’ commercializza la tecnologia canadese? Perche’ se e’ cosi’, vuol dire che trattasi soltanto di una societa’ intermediaria, pertanto il partner industriale che dovrebbe realizzare l’opera sara’ sicuramente un’altra. Quale?
  • A questo punto mi chiedo: non sarebbe stato piu’ giusto ed opportuno che il comune avesse interessato direttamente la societa’ canadese?
  • Chi finanzia il progetto ?.

Sarebbe anche il caso di parlare del protocollo d’intesa in ordine alle modalita’ e al suo contenuto, che sara’ oggetto di un successivo comunicato pubblico.

Al sindaco voglio chiedere: “Come mai ha firmato il protocollo d’intesa prima ancora dell’incontro/discussione in data odierna, atteso che egli stesso nell’ultima seduta del consiglio comunale si era impegnato a firmare il protocollo dopo il suddetto incontro e come mai non ha partecipato tale enorme problema ai comuni del comprensorio della Valle dell’Esaro, anche essi interessati?
Io ho forti dubbi a proposito della salubrita’ dell’impianto.
Il mio dubbio e’ avvalorato dalla sentenza del tar del lazio del 27/10/2010 n. 36740/2010 reg. sen. e n. 00132/2009 reg. ric. con cui accoglieva il ricorso presentato da otto amministrazioni comunali, insieme a comitati civici e associazioni ambientalistiche contro il gassificatore di rifiuti, perche’ gli accorgimenti previsti dai progettisti per limitare l’inquinamento atmosferico non hanno convinto il giudice amministrativo, esprimendo, inoltre, i suoi dubbi anche sulla tutela delle acque. Anche l’Asl dei Castelli Romani ha recentemente manifestato forti perplessita’ sul progetto, accusato di impoverire le falde acquifere e di esporle al rischio di inquinamento da arsenico.
Se non vengono fornite serie e certificate garanzie, io saro’ decisamente contrario e mi appellero’ al buon senso dei cittadini, consapevoli dei rischi cui vanno incontro, per evitare la realizzazione dell’impianto che potrebbe essere molto nocivo.
Mi chiedo perche’ essere frettolosi e non attendere, invece, la pubblicazione delle certificazioni del comune di Peccioli (Pi)?.
Infine, e chiudo, suggerisco al sindaco di valutare e vagliare meglio la proposta , studiando, se lo ritiene opportuno, un’alternativa per la risoluzione dei rifiuti, ad esempio di organizzare, insieme ai Comuni viciniori la raccolta differenziata dei rifiuti, in modo da utilizzare la frazione umida, attraverso il processo di compostaggio, producendo fertilizzanti per i terreni agricoli e riciclando gli altri rifiuti. Cosi’ verrano salvate molte vite dei nostri figli e dei nostri nipoti non solo, quanto sara’ mantenuto integro l’ambiente a vantaggio totale della popolazione anche economicamente.
Se il comune vuole creare attività produttive ed economiche, ma salubri e non inquinanti, suggerisco, altresi’, di produrre l’energia elettrica con la realizzazione di un grande impianto fotovoltaico su una vasta superficie, in modo che i cittadini non paghino l’energia consumata o quanto meno ne riducono i costi, attraverso la vendita dell’energia prodotta.

Giuseppe Fiore

Conclusioni dopo le risposte fornite
Rilevato che le poche risposte fornite non mi hanno convinto, così come non hanno convinto la platea che ha partecipato all’incontro,  chiedo al sindaco di revocare la deliberazione di g. m. n. 76 del 30/11/2010 o quanto meno di sospenderne gli effetti giuridici, in attesa di maggiori valutazioni e chiarimenti, attivandosi nel frattempo di cercare anche nuove forme di smaltimento dei rifiuti.

Giuseppe fiore

dissociatore molecolare – protocollo d’intesa

6)      Lett. b – vi sono rapporti tra la societa’ san lorenzo del vallo s.r.l. e la societa’ energo s.r.l. ?

7)      Punto 2 lo smaltimento dei rifiuti costa alla nostra societa’ € 100/t. quali sono i ricavi dei cittadini ? Diminuisce il costo della trsu o aumenta?

8)      Punto 3 il comune di San Sosti deve versare alla societa’ il corrispettivo dovuto entro 90 giorni dal ricevimento della fattura. In caso di ritardato pagamento il comune e’ obbligato al pagamento degli interessi di mora nella misura di legge per ogni giorno di ritardo. Chi paga se i comuni partecipanti o il nostro si trovano in difficolta’ finanziarie?

9)      Punto 5 verifica delle emissioni per un periodo di dodici mesi con controllo giornaliero da parte dell’Universita’ della Calabria. Ora ci chiediamo il controllo degli anni successivi come e quando avviene? Quale soggetto paghera’ i costi per i controlli e quanto e’ l’onere?

10)  Punto 3 dopo i venti anni di gestione di chi e’ la proprieta’ dell’impianto?

11)  Punto 9 se la societa’ non trasferisce al comune il 15% delle somme percepite nei tempi stabiliti, quali sono le penali a carico della societa’ medesima, atteso che la stessa pretende le penali da comune per ritardato pagamento?

12)    Punto 13 come garantira’ l’alto grado di protezione dell’ambiente e della salute pubbluica? Con una polizza fidejussoria o altro?

firmato: giuseppe fiore

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