28 FEBBRAIO 2011: PER LA MORTE DI ARAGONA LUCIANO

Di Don Carmelo Perrone

Stiamo celebrando le esequie e l’ Eucaristia per il nostro fratello defunto Luciano, una delle persone più caratteristiche della nostra Comunità.

Il 27 febbraio 2011 alle ore 0.8 esce di casa e muore, di buon mattino, sulla nuda strada, direi quasi una morte scontata, sulla nuda terra.
Doveva morire così, o nella Gola del Rosa, o lungo il fiume Rosa, o al Castello della Rocca, o a Casiglia o nei boschi del Campo e della Mula.
A questi luoghi aveva consacrato la sua vita.

Parlare dei potenti o di chi nel mondo fa rumore è facile, non altrettando facile è parlare dei semplici, dei poveri o di chi non fa chiasso. E questo nostro fratello è uno di questi.

Sono tante le tipicità di questo nostro fratello Luciano:
• Tace per sempre la sua voce che immancabilmente annunciava il giorno di festa: S. Giuseppe, la Prima Domenica di Maggio, festa della Cinta, e tante altre, erano sempre puntualmente annunziate da lui. Alle sette del mattino usciva con il suo organetto e diceva a tutti che era festa.
• Il suono del suo organetto lo definirei “suono triste”, sempre la stessa suonata,  incurante di chi faceva il sorrisino ironico.
Ma era quel suono che gli faceva raggiungere il suo momento di gloria.
• Le sue battute sono famose, ricche di sapienza popolare, pur nella loro  semplicità.
• Le sue foto hanno fatto il giro del mondo. Forse è stata la persona più fotografata del paese.
• Il suo lavoro è stato sempre duro. Acqua, freddo, gelo sulle sue spalle, sempre accompagnato dal suo buon bicchiere di vino.
• Genuinità e semplicità hanno predominato nella sua vita.

Ed io mi fermo qui, non voglio aggiungere altro.
Dobbiamo solo tacere e riflettere. Aggiungo  solo  questo: Non voglio fare il suo elogio, il suo panegirico, ha avuto anche lui le sue colpe davanti a Dio e davanti agli uomini, come tutti d’altronde. Io voglio fare solo l’elogio di Gesù, voglio predicare solo la gloria di Gesù e ringraziarlo, perché un giorno ha detto che per entrare nel Regno di Dio, per conquistare il Regno di Dio bisogna avere l’animo semplice.
Non lo so, forse l’animo semplice è  proprio  quello di Luciano.

Preghiamo per lui.

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4 risposte a “28 FEBBRAIO 2011: PER LA MORTE DI ARAGONA LUCIANO

  1. Pierino Calonico

    Commosso… faccio mie le bellissime parole di Don Carmelo… di certo
    l’indimenticabile zio Lucio sarà sempre anche nelle mie preghiere.

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  2. Fabio Novello

    Addio a zio Luzio come lo chiamavamo tutti, al quale offrire qualcosa era dovuto, al quale dire buon giorno era semplice, ma soprattutto al quale sorridere era indispensabile.. ciao zio Luzio…

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  3. VIVONE ANTONIO

    APPRENDO CON PROFONDO DISPIACERE LA MORTE DI ZIO LUCIO.
    LO RICORDERO’ SEMPRE NEL MIO CUORE, PERCHE’ HA FATTO PARTE DELLA MIA INFANZIA , DEI MIEI RICORDI ANCHE ATTUALI QUANDO IN FERIE NEL MIO PAESELLO LO INCONTRAVO NELLE VIUZZE E MI OFFRIVA OSPITALITA’ A CASA SUA, CON DEL BUON VINO E FORMAGGIO. SENTITE CONDOGLIANZE ALLA FAMIGLIA DA PARTE DI ANTONIO VIVONE.

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  4. FRANCESSCO ED ELEONORA MARTUCCI

    UN CALOROSO SALUTO A TE ZIO CHE SEI LA SU E TUTTO VEDI…… TI DOBBIAMO ESSERE GRATI DELLA SEMPLICITA’ CHE DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE CI HAI TRASMESSO TI VOGLIAMO BENE E TE NE VORREMO PER SEMPRE…

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