L’onorificenza “Al Merito della Repubblica Italiana” di Enrico Martucci

Nato nel 1929 a San Sosti (Cosenza), sordo dalla nascita. Ha frequentato la scuola dell’obbligo nella Pia Casa Arcivescovile di Napoli (Tarsia) e si è poi trasferito per lavoro a Firenze. Il suo primo mestiere è stato di “stiratore” presso uno stabilimento di confezioni e successivamente, fruendo della Legge 482/68, fu assunto dal quotidiano “La Nazione”, nella cui tipografia è stato stimato da tutti i colleghi fino alla quiescenza per anzianità.

Nella Sezione ENS di Firenze, si è impegnato e dirige a tutt’oggi il “Centro Anziani ENS di Firenze”, organo fusosi dall’antica associazione fiorentina “I.P.A.S.”, (Istituto Previdenza Assistenza Sordi) e dalla Cassa Mutua ENS, ruolo che svolge dal 1957, ed è stato sempre al fianco dei vari Presidenti succedutisi alla guida del medesimo sodalizio, Vasco Lunardi, Marcello Boccacci, Beniamino Covino, Domenico Camuso, Franco Zatini, Gastone Parrini e Ores Oberto (tale incarico è ininterrotto per oltre 55 anni).

Con decreto 27 dicembre 2009 il Presidente della Repubblica Napolitano ha conferito a Martucci l’attestato di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica per la sua abnegazione e impegno volontariamente profuso e di profonda dedizione alle iniziative sociali a favore dei sordi.

Il Presidente Nazionale, il Consiglio Direttivo e il Segretario Nazionale esprimono le più vive congratulazioni al neo Cavaliere.
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3 risposte a “L’onorificenza “Al Merito della Repubblica Italiana” di Enrico Martucci

  1. Enrico è stato per me un caro amico. Anche se più grande di me, lui nato nel 1929 ed io nel 1940, a causa della vicinanza delle case di abitazione, io su Via Regina Margherita ed Enrico nel vicolo vicino, ho sempre sentito per lui simpatia anche per la sua apertura alla discussione ed al racconto dei fatti. Si faceva volere un gran bene specie per la sua bravura nel gioco del calcio dilettantistico, per quei tempi e per noi un po’ più giovani era un vero e proprio “eroe”, diciamo “ Un Buffon dei tempi attuali”.
    Apprendo con piacere il grande riconoscimento conferitogli “Cavaliere della Repubblica” e faccio allo stesso ed alla famiglia i migliori auguri.
    Vincenzo rag.De Luca

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  2. Pinuccio Bruno

    Ringrazio Raffaele che, oltre a comunicarci l’alta onerificenza conferita al nostro compaesano, ci ha dato notizie di ” Ricuzzo ” al quale da bambino ero legato oltre che da rapporti di buon vicinato anche da grande amicizia familiare.Come Vincenzo De Luca ho chiara memoria del mito calcistico che incarnava. Frequentando la casa di mia zia Memena, già mia casa natia, spesso il mio sguardo si indirizza verso casa Martucci e, ogni volta, il mio pensiero va ai suoi vecchi abitanti che ricordo con tanto affetto.
    Il ricordo più nitido di Ricuzzo rimane una notte del lontano 1957 quando, per consentire a mio zio Angelino, all’amico Nicola Martucci e a suo fratello ” Totonno ” di andare a ballare in una balera di Guardia Piemontese, Ricuzzo si sacrificò e rimase in macchina a farmi da balia sino alle quattro del mattino.
    Con una grande nostalgia per la San Sosti degli anni ’50, da queste pagine invio un abbraccio fraterno a Ricuzzo, Memena, Concettina, Totonno e Virgilio. Pinuccio Bruno

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  3. Peppino De Luca

    Mi associo con vero piacere alle parole di Vincenzo e Pinuccio nel congratularmi
    con il nostro Ricuzzo che è stato per noi ragazzi di allora la nostra bandiera avendo egli doti di grande uomo così come era il grandissimo portiere della squadra locale che la rendeva imbattibile per le sue memorabili parate.
    Tantissimi augururi a te Cav.Ricuzzo. Peppino De Luca

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