Con la riforma giudiziaria scompariranno otto Uffici del giudice di pace, tra questi quello di San Sosti.

Articolo di Gianpaolo Iacobini tratto dalla Gazzetta del Sud.

La Commissione Bilancio del Senato dice sì: e dopo i Tribunali minori, a rischio ora anche gli Uffici del giudice di pace.
Nella sola Calabria citeriore, in particolare, sarebbero otto: Cassano, Lungro, Mormanno, Oriolo, San Sosti, Spezzano Albanese, Trebisacce. Sono i paesi che, molto probabilmente, solo per restare al circondario del Tribunale di Castrovillari (a rischio estinzione come quelli limitrofi di Rossano e Paola), nel giro d’un anno potrebbero perdere i loro Uffici del giudice del pace. Tutti soppressi, in ossequio alla ragion di Stato, per far cassa. Col risultato di eliminare la giustizia di prossimità e costringere i cittadini residenti in paesi come Castroregio, Canna, Cersosimo o Laino Castello, giusto per citarne alcuni, a interminabili tragitti in auto (più di due ore, tra andata e ritorno) per raggiungere l’unico Ufficio che resterà in vita, quello di Castrovillari (sempre che sopravviva anche il Tribunale) per opporsi ad una semplice multa, o per chiedere il risarcimento di un sinistro stradale.
Sono gli effetti pratici, sulla vita quotidiana, del progetto di riorganizzazione del sistema giudiziario italiano, come delineato dalla riforma ipotizzata dal ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma e condensato in un emendamento alla manovra finanziaria in discussione in questi giorni al Senato. In seno alla Commissione bilancio, col voto favorevole di Pdl e forze satelliti, con la benevolenza dell’Unione di centro e l’astensione del Partito democratico, il piano Palma ha avuto il via libera. Se dovesse ricevere anche il voto favorevole della Camera, diventerà legge. Meglio, legge-delega: il ministero di Grazia e giustizia sarà infatti delegato, entro il termine di dodici mesi, ad individuare gli Uffici del giudice di pace non circondariali (ovvero non aventi sede coincidente con quella del Tribunale) da sopprimere o accorpare. Sola via di salvezza, la possibilità che i Comuni interessati, anche consorziati tra loro, decidano di aprire i cordoni della borsa e farsi carico delle spese di funzionamento e degli stipendi del personale amministrativo. Così facendo, riprendendo il progetto di riordino immaginato nel 2003 dall’allora guardasigilli Roberto Castelli (ed all’epoca aspramente contestato da Pd e Udc), il Governo conta di cancellare almeno 400 Uffici del giudice di pace, con il recupero di 837 unità amministrative, la sostanziale riduzione (anche se smentita) degli organici dei giudici di pace e risparmi notevoli in fatto di investimenti informatici, affitti, utenze, stipendi.
Al di là delle considerazioni di merito, una svolta epocale, che segnerà la scomparsa, da molte realtà, della giustizia come modello e punto di riferimento anche fisicamente percepibile, ma rispetto alla quale sono in pochi (praticamente nessuno) ad alzare la voce o anche solo un dito. Evidentemente, nella Calabria citra, terra nella quale la mobilitazione è pane quotidiano da addentare con gusto ogni qual volta si ipotizza la chiusura di uno sportello postale, di una filiale bancaria o di un ospedale, la giustizia non fa notizia. Né, tantomeno, ispira protesta.
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2 risposte a “Con la riforma giudiziaria scompariranno otto Uffici del giudice di pace, tra questi quello di San Sosti.

  1. vincenzo calonico 1970

    Purtroppo a mio e credo a nostro malgrado, era una notizia da aspettarsi per la prevedibilità della razionalizzazione delle risorse umane e finanziarie della Giustizia.
    Se si pensa che possano essere soppresse Uffici del Giudice di Pace come la realtà di Cassano, superiore centinaia di volte come utenze e procedimenti, immaginiamo San Sosti con utenza bassa e scarsi procedimenti.
    Comunque per San Sosti, risulta l’ennesimo danno grave che ripercuote negativamente sullo stesso come immagine, modesta economia ma principalmente perchè ci viene a mancare definitivamente un’altra figura istituzionale della pubblica amministrazione.
    Peccato!

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  2. Qui in Campania si parla di sopprimere il giudice di pace di Acerra (56.000 ab.) figuriamoci i piccoli centri…è una vera e propria debacle!

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