“A proposito dell’Ascia di Kyniskos… e delle amicizie lontane”

Di Raffaele Rosignuolo

Meno male che l’estate ci permette di rivedere le persone conosciute che, soprattutto per motivi di lavoro, trascorrono ormai pochi giorni all’anno nel paese di origine, purtroppo.

Rivedendo Antonio Castellucci jr, ingegnere informatico, in capitale dal 1999, per un motivo e per un altro il discorso si è posato sull’ascia di Kyniskos e lui stesso mi raccontò di un incontro avuto con i responsabili del BM, quando, all’inizio del 2007, risiedette un paio di mesi a Londra per lavoro.

Per correttezza di informazione, quindi, devo portare a conoscenza dei lettori del sito che anche l’ingegnere ha avuto un ruolo importante nella correzione dell’archivio digitale del British Museum di Londra, dove è esposto il nostro reperto. Ci fu uno scambio di e-mail, che io ho visionato, tra l’ingegnere Castellucci ed il curatore del dipartimento “Greece and Rome”, Thomas Kielg. Infatti, il 13 aprile 2007, il nostro compaesano si mise in contatto con l’archivio del Museo, dimostrando con cartine adeguate come l’ascia appartenesse alla nostra regione e non alla Campania. Subito, il 20 aprile del 2007, il suddetto direttore Thomas Kielg rispose dicendo di aver fatto correggere l’archivio informatico in merito alla provenienza del reperto e di aver dato disposizioni per la sostituzione della label nella teca, informazione che viene recuperata -ovviamente- da tale archivio.

In seguito, tramite e-mail, l’8 agosto 2007, l’ingegnere trasmise “per amor del paese” tutti i dati al Comune di San Sosti, provando l’avvenuta correzione del sistema.

Colgo l’occasione per riferire l’esatta collocazione del reperto nel museo, coordinate ricevute dal nostro concittadino, poiché molti visitatori l’hanno cercato senza riuscirci. Per chi fosse interessato i riferimenti sono: ROOM 73, CASE 72.

 

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2 risposte a ““A proposito dell’Ascia di Kyniskos… e delle amicizie lontane”

  1. relativismo o secolarismo

    ancora nei primi di settembre 2008 risultava “santa sostis e campania”, evidentemente senza l’intervento della segreteria generale dei beni culturali non furono possibili le modifiche, un caro saluto V. De Luca

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  2. DE LUCA GIUSEPPE

    Si apprezzano sempre tutti chiarimenti perchè almeno alimentano
    la crescita civile e culturale di una società. Mi chiedo, però, sul merito della
    questione: che fine hanno fatto tuttle le informative e le iniziative, ben prima del 2007, ad opera delle amministrazioni comunali susseguitesi nel tempo! Se ben ricordo, e di solito è così, tutte si impegnarono, pubblicandone le azione con le quali si chiedeva la restituzione dell’ascia votiva. Non vi pare che ci sia qualcosa che non torna? Peppino De Luca

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